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Trascrizione
00:10Buonasera, buona mercoledì, ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:14a cura della nostra redazione, dove questa sera parleremo di biodiversità, perché?
00:22Perché si parla anche di futuro agricolo, si parla di montagna e si parla di prospettiva
00:28da questo punto di vista. Lo facciamo con Luca Giupponi, che è ricercatore di Unimont.
00:33Unimont è il polo della montagna di Edolo dell'Università degli Studi di Milano.
00:40Ebbene sì, innanzitutto buonasera, grazie per l'invito. È vero, Edolo ha un polo universitario,
00:50tra l'altro è unico, se vogliamo, in Italia, perché la statale di Milano ha investito
00:55da più di 30 anni proprio a Edolo, in questo polo in cui eroghiamo due corsi di laurea
01:01e facciamo anche attività di ricerca. E uno dei pilastri delle attività di ricerca
01:07che svolgiamo, che svolgo io con i nostri collaboratori, ricercatori, dottorandi, assegnisti di ricerca,
01:15è proprio la valorizzazione di quelle che sono le varietà locali tradizionali di montagna.
01:23e ci siamo occupati nel giro di questa tematica, la stiamo affrontando da quasi 20 anni
01:30e negli ultimi anni siamo riusciti a produrre anche dei contributi che non sono solamente
01:35diciamo carta, paper, pubblicazioni che ci interessano nei ricercatori, ma abbiamo anche
01:44consentito di far ricadere gli studi che svolgiamo anche sui territori, che diciamo è la missione
01:50se vogliamo del polo di Edolo, proprio la collaborazione con gli enti del territorio
01:56per dare a loro nuove, in questo caso risorse agroalimentari.
02:01Noi parliamo di biodiversità perché abbiamo scoperto settimana scorsa che ci sono due,
02:07chiamiamo le specie poi, sarà per me di spiegarmi lei, brisciane che sono a rischio.
02:14Ma partiamo da che cosa significa anche dal punto di vista scientifico inserire una varietà
02:20nell'anagrafe nazionale della biodiversità?
02:24Guardi, deve sapere che la procedura per iscrivere una varietà nell'anagrafe nazionale della biodiversità
02:34di interesse agricolo e alimentare è una procedura tutto sommato burocratica che è i tempi della nostra burocrazia.
02:44Noi abbiamo inserito, iscritto varie varietà, sia a Camune che anche di altri territori montani,
02:52non della provincia di Brescia.
02:54L'ultima iscritta è stata iscritta lunedì scorso, grazie al decreto del Ministero delle Politiche Agricole
03:03della Sovranità Alimentare Italiano e è il Carciofo di Malegno, su cui ci abbiamo lavorato direttamente
03:09noi come Università Polo Unimont, però so che è stata iscritta anche un'altra varietà di fagiolo,
03:16il fagiolo è la valvestino, sempre sempre bresciano.
03:19Quindi a questo giro, che se non sbaglio, sono state iscritte una decina di varietà locali tradizionali,
03:28due sono bresciane, quindi un ottimo contributo viene dal territorio bresciano.
03:34Per circoscrivere ancora di più i numeri sono otto a livello nazionale, quindi un quarto è proprio bresciano.
03:40Io le chiedo, il rischio di erosione genetica, quanto è concreto oggi per le culture di montagna?
03:46Allora, dobbiamo innanzitutto dire che nell'ultimo secolo, quindi durante l'ultimo secolo,
03:53la FAO stima che a livello mondiale siano state perse il 75% delle varietà locali tradizionali
04:03che coltivavano i nostri nonni, che è un dato impressionante.
04:08Quindi diciamo che il problema esiste, il problema dell'abbandono di alcune varietà tradizionalmente coltivate nei nostri territori
04:19è un problema odierno, tant'è che dall'Unione Europea fino agli Stati membri, fino al livello regionale e locale
04:30si sono attivate negli ultimi anni, se vogliamo dal livello sia normativo, sono stati prodotti strumenti per tutelare queste varietà
04:41o meglio quelle che ancora abbiamo sul nostro territorio.
04:44E l'anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare è lo strumento più moderno che dispone oggi l
04:52'Italia
04:53per tutelare e valorizzare queste varietà locali tradizionali.
04:58È nata nel 2019 su una legge italiana del 2015, quindi è uno strumento tutto sommato abbastanza moderno
05:06e la Lombardia ha iniziato a iscrivere varietà lombarde, perché poi è la materia di competenza regionale,
05:15due o tre anni fa, quindi veramente questi sono i primi contributi che vengono, in questo caso dall'Università di
05:24Edolo
05:24ma anche da altri soggetti, per evitare la perdita di queste varietà locali.
05:31Visto che l'avete studiato, le chiedo il carciofo di malegno, che caratteristiche agronomiche ha da renderlo così unico?
05:41Guardi, il carciofo di malegno l'abbiamo scoperto una decina d'anni fa, grazie a una nostra studentessa,
05:51allora tirocinante laureanda, che aveva fra il compito della sua attività di tesi,
05:58era quello di trovare, scovare se vogliamo, varietà locali coltivate, in questo caso in Val Camonica,
06:05e lei ci era arrivata con un elenco di varietà fra cui compariva anche un carciofo.
06:11Ora, quando io vedi l'elenco delle varietà che aveva trovato sul territorio la studentessa,
06:18ho detto che è impossibile il carciofo, dovete sapere che il carciofo è una pianta tipica dell'Italia meridionale, delle
06:26isole.
06:27Tra l'altro l'Italia è uno dei maggiori, se non il maggiore produttore di carciofo a livello europeo,
06:33ma non c'è mai stata traccia di carciofi sulle Alpi.
06:39Quindi, quando io ho visto quello, ho detto, ma possibile, non possibile,
06:43insomma ci siamo un po' informati, abbiamo un attimo sentito anche i territori,
06:47quindi il comune di Malegno, gli agricoltori locali,
06:51ed effettivamente a Malegno, da più di un secolo, si coltivano carciofi.
06:57E abbiamo trovato anche uno scritto, riferito al 1905,
07:02in cui si dice proprio che a Malegno erano famosi i piccoli carciofi
07:08saporosi, loro le chiamano, di Malegno.
07:12E da lì è partito tutto, siamo andati a recuperare gli anziani agricoltori
07:17che ci hanno raccontato della tradizione del coltivare carciofo in Valcamonica.
07:23Abbiamo recuperato alcune piante, abbiamo avviato alcuni scopi,
07:28alcune ricerche che ci hanno consentito di pubblicare, di caratterizzare questa pianta,
07:34che tra l'altro voglio dire, il carciofo non ha solamente un valore alimentare,
07:40ma anche un valore erboristico, perché il carciofo è anche una pianta officinale.
07:46Abbiamo visto che questa pianta, rispetto ad altri carciofi comunemente coltivati in Sud Italia,
07:53produce in tarda primavera,
07:55mentre buona parte dei carciofi coltivati in Puglia, Sardegna, Sicilia, produce in autunno.
08:03Alcuni carciofi producono anche due volte l'anno, questo invece è unifero, produce una sola volta.
08:08Insomma diciamo che siamo di fronte a una varietà locale più unica che rara.
08:16è commestibile, è un carciofo appartenente alla specie dei carciofi,
08:23Cinara cardunculus scolimus, non troppo per fare il latinista,
08:27ma è il nome scientifico di questa specie e sottospecie.
08:34Gli abitanti di Malegno l'hanno sempre consumato,
08:37noi abbiamo fatto un passo in più come università,
08:39ovvero oltre a definire quello fosse un carciofo
08:44che avesse tutte le proprietà alimentari ed erboristiche dei carciofi,
08:48quindi abbiamo fatto analisi fitochimiche, morfologiche, agronomiche,
08:53abbiamo fatto un passo in più, abbiamo detto
08:54ma sai che c'è?
08:56Gli agricoltori che coltivano questo carciofo,
08:59si nutrono dei carciofi che tutto sommato sono piccolini ma molto saporiti,
09:04e le foglie, il carciofo è una pianta molto rigogliosa
09:07che produce un apparato fogliare abbastanza esuberante,
09:12le foglie le hanno sempre utilizzate come materiale di scarto,
09:17quindi un ammendante per il suolo,
09:18e noi abbiamo detto ma perché?
09:20Noi sappiamo che in altre aree d'Italia
09:23dalle foglie si possono ricavare prodotti,
09:27quindi assieme a un licorificio camuno dell'Alta Val Camonica,
09:33assieme agli agricoltori e al comune di Malegno,
09:36l'amministrazione locale e l'università,
09:38siamo riusciti negli ultimi due anni,
09:41tra l'altro grazie a un progetto nazionale Agritec sui fondi PNRR,
09:45a creare un nuovo prodotto agroalimentare
09:49che non è null'altro che è un amaro a base di carciofo di Malegno,
09:54che abbiamo chiamato Artichoc,
09:57che è proprio il nome tradizionale in cui il carciofo di Malegno è conosciuto,
10:01e oggi questo amaro è in commercio,
10:04logicamente è un prodotto artigianale,
10:06è una nicchia di consumatori,
10:09però abbiamo creato da una materia di scarto le foglie,
10:13un prodotto buono.
10:15Forse il carciofo più vicino,
10:17che tra l'altro è un'eccellenza,
10:19quello di Malegno geograficamente,
10:21è il carciofo violetto di Albenga,
10:23parliamo di Liguria,
10:24chiaramente però rispetto al sud Italia,
10:27qui c'è il mare,
10:27noi non abbiamo neanche il mare ovviamente,
10:29e questa è la particolarità del nostro carciofo.
10:32Senta,
10:33Dottor Giuponi,
10:33ma conservare una varietà,
10:35come state facendo voi,
10:37significa in qualche modo musealizzarla,
10:40o mantenerla anche viva?
10:41Allora,
10:42per quanto riguarda la conservazione di varietà,
10:47bisogna mantenerla viva,
10:49rispetto alla conservazione di un libro,
10:53tutto sommato in una biblioteca,
10:55che io lo deposito lì,
10:57e lì ci può stare anni,
10:58se non decine di anni,
10:59senza subire alterazioni,
11:02conservare le varietà,
11:03noi la chiamiamo una conservazione di tipo dinamico,
11:08ovvero vuol dire che io sì,
11:10posso prendere i semi,
11:12o materiale di propagazione,
11:14e depositarlo in banche,
11:16ci sono le banche,
11:17le cosiddette banche dei semi,
11:20dei germoplasmi,
11:21in cui si possono depositare campioni di semi,
11:24campioni di bulbi, tuberi,
11:26e lì ci possono stare,
11:27ma di tanto in tanto,
11:30questi campioni devono essere riportati alla terra,
11:33perché quella è materia viva,
11:35e un seme,
11:36in queste banche,
11:38ci può stare due, tre, cinque anni,
11:40dipende dalla specie,
11:41ma poi bisogna rifarlo germinare,
11:44e riportarlo in banca,
11:45quindi c'è proprio una interazione,
11:48fra ricerca,
11:49banca del germoplasma,
11:51e agricoltori,
11:53che devono coltivarlo.
11:55Prima di montagna,
11:56le aree montane,
11:57sono più vulnerabili,
11:59anche da questo punto di vista,
12:00ovvero quella della biodiversità,
12:02ai cambiamenti climatici?
12:05Allora,
12:06più vulnerabili,
12:07in verità,
12:09noi abbiamo fatto alcune ricerche,
12:11negli ultimi anni,
12:13e abbiamo scoperto,
12:14che queste varietà locali tradizionali,
12:19sono particolarmente conservati,
12:21e questo è uno studio,
12:21che abbiamo fatto a livello italiano,
12:23grazie a un progetto finanziato dal Dara,
12:25dal Dipartimento degli Affari Regionali,
12:28della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
12:29in cui una decina di anni fa,
12:33ci chiese,
12:34cosa abbiamo sul nostro territorio,
12:36di queste eccellenze,
12:38unicità,
12:39e noi abbiamo fatto una sorta di ricerca,
12:41andando a georeferenziare,
12:43tutte queste varietà locali tradizionali,
12:46e abbiamo fatto una scoperta,
12:48che tutto sommato,
12:49noi,
12:50già,
12:51che già maturava nella nostra mente,
12:54ma che a fine abbiamo visto,
12:55a livello proprio scientifico,
12:56a livello di dati,
12:57è che le aree montane italiane,
13:00sono estremamente ricche,
13:02di queste varietà locali tradizionali,
13:05mentre invece le aree di pianura,
13:07pensiamo alla pianura padana,
13:09ci troviamo poco nulla,
13:12banalmente,
13:13perché nelle aree di pianura,
13:14diciamo,
13:15queste varietà tradizionali,
13:17sono state soppiantate,
13:19da delle varietà più commerciali,
13:20più produttive,
13:21degli ibridi,
13:23urbanizzate,
13:24mentre le aree montane,
13:26noi ci troviamo queste varietà,
13:28e dal punto di vista del cambiamento climatico,
13:30noi sappiamo che queste varietà,
13:33hanno spesso dei pool genetici,
13:36quando è una ricchezza intrinseca,
13:40capace anche di adattarsi meglio,
13:42agli cambiamenti climatici.
13:45Possiamo dire quindi,
13:45che le culture tradizionali,
13:48sono in qualche modo,
13:49anche più resilienti,
13:51rispetto alle varietà,
13:54ormai industriali,
13:55selezionate,
13:57anche modificate,
13:58spesso in laboratorio,
14:00non sono in laboratorio,
14:01però.
14:02Sì,
14:03le varietà,
14:04diciamo,
14:04locali tradizionali,
14:05a me piace più la parola,
14:07sono più rustiche,
14:08sono più rustiche,
14:09quindi sono in grado di adattarsi,
14:12proprio perché hanno questa variabilità,
14:14questo pool genetico,
14:16molto ricco,
14:17ad annate più piovose,
14:19meno piovose,
14:20più fredde,
14:21più calde,
14:21ma proprio,
14:22questo lo si percepisce,
14:24proprio anche alla vista,
14:26quando si guarda un campo di varietà,
14:29locali tradizionali,
14:31non si vede uniformità,
14:33ma spesso si vedono piante alte,
14:35piante basse,
14:36piante più rigogliose,
14:38meno rigogliose,
14:39insomma,
14:39si capisce che c'è diversità,
14:41biodiversità,
14:42in questo caso,
14:44agrobiodiversità,
14:45mentre quando si guarda un campo di varietà,
14:48diciamo,
14:49commerciali,
14:49ibridi,
14:50si vede una totale uniformità,
14:52perché c'è un impoverimento del pool genetico,
14:58e quindi queste piante sono tutte uniformate,
15:01a certe caratteristiche del suolo,
15:03del clima,
15:03quando queste iniziano a variare leggermente,
15:06la pianta inizia,
15:08non una pianta,
15:09ma tutte le piante iniziano ad andare in difficoltà,
15:11le varietà locali,
15:12invece sì,
15:13magari una pianta quell'anno va in difficoltà,
15:16ma ce ne sono altre,
15:17che hanno una resistenza a quel tipo di perturbazione.
15:22C'è un valore ambientale nella coltivazione su piccola scala,
15:27come nei territori di Malegno per il carciofo?
15:30Certo che sì,
15:31devo dire che il carciofo di Malegno,
15:33così come buona parte di queste piante,
15:36varietà locali,
15:38tradizionali,
15:39sono coltivate da sempre,
15:43secondo i canoni,
15:46se vogliamo,
15:46dell'agricoltura biologica,
15:48a basso impatto.
15:50Quindi sicuramente questo è un elemento ancora a favore
15:55per l'agricoltura di montagna,
15:58che deve produrre eccellenza e qualità,
16:01se vuole produrre prodotti che poi restino sul mercato
16:06e venderli anche a un prezzo maggiorato.
16:09Senta,
16:10biodiversità può diventare una riva economica concreta
16:13per gli agricoltori e soprattutto per gli agricoltori di montagna?
16:16Certo che sì,
16:18noi diciamo dai nostri studenti fino agli agricoltori
16:21che vengono a seguire i nostri seminari,
16:24che la montagna ha tantissime risorse,
16:29spesso e me non si conoscono
16:32e spesso se si conoscono non gli si dà il giusto valore.
16:36Il nostro obiettivo da ricercatori, da docenti,
16:39è far capire che queste, in questo caso varietà,
16:43hanno un valore altissimo.
16:48Banalmente noi ci siamo occupati anche di fagioli, di mais,
16:51e posso dire che oggi alcuni di questi prodotti
16:56a base di fagioli di mais
16:58hanno dei prezzi,
16:59vendono gli agricoltori a prezzi molto più alti
17:02rispetto a prodotti commerciali
17:04e li vendono tutti,
17:06anzi c'è più domanda che richiesta
17:10e molto spesso i consumatori che vogliono questi prodotti
17:15vengono dalle grandi città, da Milano.
17:18Molto spesso i produttori che lavorano in montagna
17:20producono prodotti di alta qualità
17:23a basso input, quindi con le tecniche biologiche,
17:27per dei consumatori che sempre più si avvicinano
17:30e vogliono questi prodotti.
17:33Parla di persone che vengono da lontano
17:35e le chiedo che ruolo possono avere
17:38marche di qualità, filiere corte
17:41e quindi anche il turismo rurale.
17:45Sicuramente supportano queste filiere agroalimentari.
17:49già il fatto di avere registrato questi prodotti
17:54che ci sono da più decenni,
17:56sono addirittura secoli sul territorio,
17:58ma che non avevano una carta d'identità,
18:01già avere una carta d'identità
18:02che viene dall'iscrizione ad un registro nazionale,
18:06dal ministero,
18:07quindi non stiamo parlando di un prodotto,
18:10un marchio locale.
18:12Qui è il ministero che dice
18:13sì, riconosco questa come una varietà locale
18:16unica in Italia.
18:18Tutto questo, è vero,
18:20non ci aiuta a coltivare queste piante,
18:22ma ci supporta,
18:24supporta gli agricoltori,
18:25a valorizzare ancora di più
18:28il loro operato, i loro prodotti.
18:31Le chiedo che ruolo ha invece
18:34un polo di ricerca come
18:36quello di Unimont,
18:37che ruolo hanno gli studenti,
18:39che ruolo avete voi ricercatori?
18:41Allora, gli studenti sono la vita
18:45nel polo di Unimont,
18:49tra l'altro noi ospitiamo più di 250 studenti
18:53in media ogni anno,
18:55divisi nella laurea triennale,
18:58che ormai è più di 30 anni,
19:0030 anni esatti quest'anno che c'è a Edolo,
19:03e in più da qualche anno abbiamo anche studenti
19:06che vengono dall'estero
19:07per la nostra laurea magistrale
19:10in lingua inglese internazionale.
19:12Faccio una piccola pubblicità,
19:16sono già aperte le iscrizioni,
19:17quindi se qualcuno volesse iscriversi
19:20a questa laurea internazionale
19:22lo può fare già da oggi.
19:25Loro sono il nostro cuore,
19:27loro credono in quello che noi facciamo,
19:29noi ci occupiamo di tematiche montane
19:32e gli studenti vogliono capire
19:35cosa c'è in montagna,
19:36come si studia la montagna,
19:38le sue risorse,
19:39e come si valorizzano.
19:40Questo è, diciamo,
19:44il punto saliente,
19:46la missione della nostra università
19:48e, se vogliamo,
19:49il successo di questo polo.
19:51Parliamo di promozione
19:53dei vostri corsi,
19:55quindi,
19:56dottor Giupponi,
19:57spesso quando parliamo
19:59di montagna,
20:02chiamiamo in causa
20:04i professionisti da voi formati,
20:06anche la professoressa Giorgi,
20:08che è responsabile
20:10del polo Unimont di Edolo,
20:13perché abbiamo bisogno,
20:15da questo punto di vista,
20:16di voci autorevoli
20:18che ci facciano capire
20:20quali sono i punti
20:22di debolezza,
20:24ma soprattutto i punti di forza
20:25della montagna.
20:26Io ringrazio Luca Giupponi,
20:28ricercatore di Unimont,
20:30per essere stato con noi
20:30questa sera.
20:31Grazie a voi.
20:31E ringrazio anche voi
20:33che ci avete seguito.
20:34Noi ci fermiamo qui,
20:35non informazioni di Teletutto,
20:36che come sempre torna
20:38tra pochi minuti
20:38nel nostro telegiornale.
20:40Questa sera ad aspettarvi
20:41ci sarà Jacopo Bianchi
20:43da parte mia.
20:43L'augurio di buona continuazione,
20:46sempre con Teletutto.
20:47Grazie a tutti.
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