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La testimonianza di un medico malato il quale stato intubato ed è uscito vivo dall’ATI (Terapia Intensiva). Vi avvertiamo seguono dettagli che possono influenzarvi emotivamente.
Il medico ha raccontato sotto anonimato per i media locali che tutti i pazienti arrivati in terapia intensiva, sebbene soffrissero di insufficienza respiratoria, venivano sedati già dall’arrivo. «Sono stato lì, ho visto e mi ha fatto male, nessuno mi può dire che non è così, che non ci saranno pure altri che entreranno e usciranno morti. A queste persone deve essere fatta giustizia. Solo scoprendo la verità possiamo vendicare questo morti. Magari ad altri non succederà la stessa cosa, da qualche parte bisogna cominciare».
Il medico inizia così la sua testimonianza, anzi racconta terrorizzato come i pazienti siano legati mani e piedi nel momento in cui non riescono più a respirare. «Grazie alla pressione positiva continua nelle vie respiratorie, l’ispirazione e ispirazione dell’uomo non vengono più attivate, non si ha più l’aria, e l’uomo soffoca e si agita. Quando si agita lo calmano con i sedativi. Si sono verificati dei casi quando, presi dalla disperazione di rimanere senza aria, sono diventati talmente agitati da rompersi le cannule. Però, da qui, da sedarli fino alla morte, fino a crocifiggerli come bestiame e a legarli ai letti ce ne vuole».
«Inoltre, vengono tutti messi nella posizione posteriore, posizione che può essere letale per l’insufficienza respiratoria», racconta il medico. «Nessuno dei pazienti intubati è riuscito a uscire vivo dal reparto ATI, le persone muoiono semplicemente soffocate. L’evoluzione covid è questa, la gente sta a casa, va in ospedale quando è abbastanza tardi, con polmonite. Però se arrivi nel reparto Malattie Infettive e loro ti mandano nei reparti ATI è perché dall’oggi al domani è possibile che tu abbia bisogno di un altro tipo di supporto per l’ossigeno. Loro portano una mascherina semplice, trattano casi semplici. Tu non entri in ATI per morire, entri là per poter essere intubato se è il caso, per poter essere trattato diversamente. Però se questi macchinari non sono impostati allora non ricevi nulla, cominci a desaturarti. Ti agiti, ma loro l’aria non te la danno, ti danno i sedativi. Nessuno è più uscito (vivo) da lì. Quando vedo quel sacco nero con la cerniera il battito cardiaco è la pressione mi aumentano improvvisamente. In un mese, tra tutti i malati che sono arrivati là , solo tre ne sono usciti (vivi). Hanno avuto i pazienti che si sono interessati», ha raccontato il medico.
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