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  • 1 giorno fa
(LaPresse) Francesca Lollobrigida, bicampionessa olimpica nel pattinaggio di velocità sui 3mila e nei 5mila metri, sorride e chiude gli occhi per provare ad andare indietro nel tempo e nei ricordi. «Mi ricordo la strada per salire a Baselga di Pinè – in provincia di Trento – che non finiva più. Non avevamo le cose pesanti, mi ero portata il body che usavo per i pattini a rotelle e faceva freddissimo. La pista di Baselga apre solitamente i primi di novembre, quando c’è il raduno della Nazionale per la Coppa del Mondo. Ho pattinato la prima volta la sera e il giorno dopo ero attaccata ai ragazzi della Nazionale, ho preso parte agli allenamenti della squadra. Posso solo chiamarlo destino». Francesca Lollobrigida racconta anche del rapporto con il padre allenatore, Maurizio, una figura fondamentale nella sua vita umana e professionale. «Cosa posso dire a mio padre? Se esistesse una parola sopra all’ennesima potenza del ‘grazie’, gli direi quella. Perché ha sempre sognato per primo quello di cui ero capace, anche se io non me ne rendevo conto. La bellezza del rapporto con mio padre allenatore è che quando tornavo a casa con mia sorella non si parlava di pattinaggio, ma della scuola e dei compiti. In pista si parlava di sport e pattinaggio. Quello che mi ha permesso di avere un rapporto longevo con mio padre allenatore è che mi ha sempre detto 'divertiti, sorridi’, non me l’ha mai fatta vivere come un peso anche nei momenti bui. L’amore per lo sport racchiude il segreto di tutto».

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Trascrizione
00:00Io mi ricordo la strada per salire su Abba Selga non finiva più, perché noi abituate alle strade di Roma,
00:07invece le strade di montagna, curva, curva, io dico ma dove stiamo andando?
00:11Mi ricordo veramente come se fosse ieri, eravamo in macchina, passiamo proprio sulla strada principale che porta alla pista, la
00:18pista la vedi sotto a sinistra, in fondo,
00:21e io sono rimasta, posso dire, scioccata perché era all'aperto, quindi ti dà proprio un'impressione di grandezza, tutto
00:31ghiacciato e ho fatto, ma è un campo d'atletica ghiacciato,
00:36infatti mi piace sempre usare questa similitudine per far capire com'è la mia pista, e va bene arriviamo là,
00:44ci vedono, non lo so, noi eravamo romani, siamo là, tutti in questo paesino,
00:49dicono ma che sono venuti a fare, però io, la mia parlantina, ho salutato tutti, chiacchiolo, già saranno su fare
00:56di me dopo due ore, e mi vesto, però non avendo le cose pesanti,
01:02perché comunque a Roma la temperatura è quella che è rispetto alla montagna, io mi ero portata a un body,
01:08il body da rotelle è corto, quindi mi metto sotto comunque una calzamaglia,
01:14quindi le prime foto sono proprio con il body da rotelle, faceva freddo, tanto freddo, quindi voglio dire, questo mi
01:25è sempre rimasto come pallino purtroppo il freddo,
01:29però posso dire che io ho pattinato la sera, e il giorno dopo, perché la pista di Baselga apre più
01:37o meno sempre nel weekend dei morti, i primi di novembre,
01:41e sempre il raduno della nazionale, in concomitanza con le coppie del mondo, stanno là, e io il giorno dopo
01:49ero attaccata ai ragazzi della nazionale,
01:52mi ricordo proprio questa sensazione che ho messo i pattini per la prima volta e poi subito con la nazionale,
01:57e infatti poi ho preso parte,
01:59io non ero neanche iscritta a una squadra, ho preso parte agli allenamenti con la squadra, e posso solo che
02:07chiamarlo destino, ecco.
02:08A me è sempre piaciuto il mio rapporto comunque con mio padre, con mio padre allenatore, noi quando comunque ero
02:13piccola e io e mia sorella tornavamo a casa,
02:15non si parlava di pattinaggio, cioè si parlava della scuola, dei compiti e di tutto il resto, in campo e
02:22in pista si parlava di sport,
02:24ma soprattutto quello che secondo me mi ha anche permesso di avere un rapporto longevo con mio padre e mio
02:32allenatore,
02:32ma anche proprio come longevità di sport è il fatto che anche lui mi ha sempre detto divertiti, sorridi,
02:43non l'ho mai vissuto come un peso, anche nei momenti che voglio dire nella vita di un atleta si
02:48incontrano sempre quelli un po' bui,
02:55ecco, chiamiamoli così. Se ci fosse una parola sopra, ma proprio all'ennesima potenza del grazie è quella,
03:03perché lui, io dico sempre, è lui che ha sempre sognato prima che anch'io me ne rendessi conto di
03:16cosa fossi capace.
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