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  • 8 ore fa
Parma, 27 gen. (askanews) - Shirin Neshat, una delle figure più importanti sulla scena dell'arte contemporanea internazionale, ha aperto la stagione del Teatro Regio di Parma con un nuovo allestimento dell'opera "Orfeo ed Euridice" di Christoph Willibald Gluck, nella versione viennese del 1762. Un'occasione, per l'artista iraniana che da anni vive negli Stati Uniti, di riflettere ancora una volta su grandi temi come quello della relazione tra uomo e donna."Abbiamo fatto di Orfeo un vero essere umano, non un mito - ha spiegato Neshat ad askanews - e siccome nelle tradizionali messe in scena dell'opera Euridice era in un certo senso sullo sfondo e la storia era soprattutto incentrata su di lui, abbiamo voluto espandere la presenza di lei principalmente con le parti di film. E per noi l'opera è diventata un'analisi psicologica di un uomo che si specchia in se stesso, ma anche una storia su come l'amore è, alla fine, irraggiungibile".Il confronto con lo spazio teatrale e in particolare dell'opera, ha permesso all'artista di, in un certo senso, riassumere tutte le sue diverse pratiche in un unico momento scenico di grande intensità, interpretato attraverso le performance dal vivo, ma anche con il ricorso a parti cinematografiche. "Quello che trovo affascinante nell'opera - ha aggiunto - è che è così ricca di possibilità: puoi fare di tutto in un'ora e mezza, puoi fare arte, puoi costruire un tableau, fare fotografia, fare un film, puoi avere della musica e della coreografia. E c'è qualcosa di molto forte nella relazione di intimità che si stabilisce con il pubblico".Fondamentale poi, e anche in questo c'è in qualche modo il senso dell'operazione artistica, il rapporto con la componente poetica della storia di Orfeo ed Euridice. "La natura di quest'opera - ha concluso Shirin Neshat - è senza tempo, è una sorta di universale e mi ricorda molto il misticismo e le storie di poesia persiane che parlano dell'impossibilità di possedere l'amore, di quanto sia inafferrabile e tortuoso. Per questo credo che sia anche un'opera profondamente poetica".E quella che ci troviamo di fronte è la storia di due esseri umani che vivono l'amore, il dolore, l'incomunicabilità, in un viaggio tra la vita e la morte. Difficile immaginare qualcosa di più contemporaneo.

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00:00Cirin Neshat, una delle figure più importanti sulla scena dell'arte contemporanea internazionale,
00:18ha aperto la stagione del Teatro Reggio di Palma con un nuovo allestimento dell'opera
00:21Orfeo ed Euridice di Christophe Willibald Gluck nella versione viennese del 1762,
00:27un'occasione per l'artista iraniana che vive da anni negli Stati Uniti di riflettere ancora una volta su grandi temi come quello della relazione tra uomo e donna.
00:40Abbiamo fatto di Orfeo un vero essere umano, non un mito, ha spiegato Neshat ad Ascaniusi,
00:45e siccome nelle tradizionali messe in scena dell'opera Euridice era in un certo senso sullo sfondo e la storia era soprattutto incentrata su di lui,
00:52abbiamo voluto espandere la presenza di lei, principalmente con le parti di film.
00:56E per noi l'opera è diventata un'analisi psicologica di un uomo che si specchia in se stesso,
01:00ma anche una storia su come l'amore è, alla fine, irraggiungibile.
01:04Il confronto con lo spazio teratale, in particolare dell'opera,
01:08Il confronto con lo spazio teratale, in particolare dell'opera, ha permesso all'artista di,
01:34in un certo senso, riassumere tutte le sue diverse pratiche in un unico momento scenico di grande intensità,
01:40interpretato attraverso le performance dal vivo, ma anche con il ricorso a parti cinematografiche.
01:45Quello che trovo affascinante nell'opera, ha aggiunto, è che è così ricca di possibilità,
01:52puoi fare tutto in un'ora e mezza, puoi fare arte, puoi costruire un tablò, puoi fare fotografia, film,
01:57puoi avere della musica e della coreografia, ma c'è qualcosa di molto forte nella relazione di intimità
02:02che si stabilisce con il pubblico.
02:04L'intimità con l'audience.
02:06Fondamentale poi, e anche in questo c'è in qualche modo il senso dell'operazione artistica,
02:26il rapporto con la componente poetica della storia di Orfeo e di Euridice.
02:30La natura di quest'opera, ha concluso Shirin Neshat, è senza tempo, è una sorta di universale
02:42e mi ricorda molto il misticismo e le storie di poesie persiane, che parlano dell'impossibilità
02:47di possedere l'amore, di quanto sia inafferrabile e tortuoso, per questo credo che sia anche un'opera
02:53profondamente poetica.
02:54E quella che ci troviamo di fronte è la storia dei due esseri umani che vivono l'amore,
03:03il dolore, l'incomunicabilità in un viaggio tra la vita e la morte.
03:07Difficile immaginare qualcosa di più contemporaneo.
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