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ApprendimentoTrascrizione
00:00Musica
00:30Che cos'è la musica?
00:38Per la cantautrice Patti Smith è la riconciliazione con Dio.
00:43Per il compositore Leonard Bernstein è ciò che può comunicare l'incomunicabile.
00:48Per lo scrittore Milan Kundera un uomo non può essere ebbro di un quadro oppure di un romanzo,
00:54ma può invece ubriacarsi della nonna di Beethoven oppure di una canzone dei Beatles.
01:01Di sicuro la musica è un linguaggio universale in cui si può riconoscere tutta l'umanità.
01:07Nel disco d'oro a bordo della sonda Voyager a beneficio di eventuali ascoltatori alieni
01:13sono registrate musiche di tutto il mondo, da Bach ai raga indiani.
01:18La musica è anche un'occasione per festeggiare e per stare insieme.
01:24La musica è una prerogativa, è una festa orizzontale,
01:35è una festa che non ha nessun tipo di ostacolo da sormontare, nessuna prova da fare, eccetera.
01:42La musica è libera a tutti, tutti possono partecipare.
01:46Gli artisti si iscrivono normalmente su un sito dedicato a questo
01:50e le città in qualche modo poi invitano gli artisti a iscriversi poi nelle singole strutture,
01:56nei singoli palchi, nei singoli momenti.
01:58Non c'è una preclusione di musica, tutte le musiche,
02:02e quindi tutti quanti poi organizzano, gli organizzatori giustamente, le cose per la città.
02:08Quindi sfruttano determinati monumenti, determinate piazze, determinati cortili
02:12per fare le ambientazioni adatte per quel tipo di musica o per quel tipo di situazione.
02:17E poi rappresenta la prima occasione che molto spesso i ragazzi hanno
02:21per suonare in un palco professionale,
02:24perché una delle prerogative è che effettivamente gli artisti suonano gratuitamente,
02:29ma l'organizzatore deve comunque dare una struttura idonea
02:33per poter suonare e fare un concerto professionale.
02:37La musica in questo è l'arte più libera che esista,
02:43perché non ci richiede nulla, ci richiede solo di essere uomini,
02:47e nel momento in cui la ascoltiamo noi sentiamo precisamente che l'umanità è quella,
02:52è fatta di quelle emozioni e di quelle sensazioni,
02:55il resto è sovrastruttura.
02:57La musica ti fa identificare con la tua umanità.
02:59La musica al vivo rappresenta il momento, come dire, la performance,
03:03il momento di festa, di condivisione,
03:06anche per tutti i giovani che suonano per la prima volta,
03:10di capire cosa succede dall'altra parte,
03:12che tipo di sensazione hai.
03:14E questo la dà solamente la musica al vivo,
03:16non è possibile averla con una musica registrata,
03:19che sembra più costruita, meno adatta alla festa della musica,
03:23che normalmente è piena di cose anche inconsuete.
03:26Un palinzesto della festa della musica si può compilare per il suo 60-70%,
03:32ma all'interno poi ci saranno tantissimi momenti liberi di gente che non si è mai censita,
03:38ma che fa delle cose eccezionali ugualmente.
03:41La canzone viene considerata una forma musicale minore,
03:50eppure in pochi minuti gli autori più bravi ci emozionano,
03:54ci fanno riflettere, ci fanno viaggiare con la mente,
03:57oppure più semplicemente ci regalano una pausa piacevole.
04:01In ogni caso non sono solo canzonette,
04:04e a volte può essere riduttivo parlare di musica leggera.
04:07Per convenzione chiamiamo, forse chiamavamo, musica leggera,
04:12tutta quella musica che magari non è scritta, ovvero la musica classica, composta,
04:17e quella che va nelle canzoni, sostanzialmente questa potrebbe essere la musica leggera.
04:22Ma leggera non è, perché la canzone ha una forza di penetrazione straordinaria,
04:26e soprattutto nella sua velocità, insomma 3-4 minuti,
04:31quello che dovrebbe durare anche perché segue procedimenti industriali ben precisi,
04:35della canzone contemporanea, deve riuscire a colpire in qualche modo l'ascoltatore.
04:40Per cui la canzone diventa più o meno volontariamente uno scenario
04:44su cui noi possiamo anche sognare,
04:48o che addirittura inquadra alcuni dei momenti importanti della nostra vita,
04:53banalmente il primo bacio, il primo addio,
04:55o anche una sensazione forte che ci fa ricordare un luogo, un posto,
04:59un paesaggio anche immaginario.
05:00Questa forza della canzone, della musica leggera,
05:04credo che non l'abbia nessun'altra forma,
05:06questo le permette anche purtroppo di essere sottovalutata,
05:10di essere utilizzata malamente, ma questa forza rimane.
05:13le sere nate all'istituto magistrale,
05:38nell'ora di ginnastica o di religione,
05:43Per carnevale suonavo sopra i carri in maschera
05:48Avevo già la luna e urano nel leone
05:53Il mare ne ho cassetto, le mille bolle blu
05:59Da quando sei andata via non esisto più
06:05Il mondo è grigio e il mondo è blu
06:10Se voi chiedete a un artista qual è la parte più importante di una canzone a cui pensi per primo
06:20Qual è la parte fondamentale di una canzone che ha successo
06:23Ti risponderà di solito alla sincerità emotiva
06:27Non so se ci si debba fidare di questa autodefinizione che danno gli artisti della canzone
06:33La canzone ha, quando è riuscita, qualcosa di inafferrabile, di molto riconoscibile
06:38Può essere una melodia, può essere una frase ripetuta
06:40Pensiamo a Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno
06:43A certe canzoni dei Beatles, per esempio Girl dove c'è un respiro che anticipa poi il ritornello
06:51Ci vuole in altre parole, possiamo dirlo in italiano, un grimaldello
06:54Qualcosa che permetta alla canzone di arrivare fino in fondo e di avere successo
06:59Volare
07:03Cantare
07:10Nel blu dipinto di blu
07:18Felice di stare lassù
07:21Le canzoni in Italia per molto tempo si sono divise in due grandi filoni
07:26Quella della canzone melodica legata al melodramma, pensiamo all'inizio di Sanremo
07:31E quella invece delle canzoni che cercano di deviare
07:34Lo fanno attraverso la musica folk, attraverso suggestioni che arrivano d'oltreoceano
07:38La cosiddetta canzone d'autore è una sorta di autocoscienza dell'artista che racconta di se stesso
07:45E fa anche letteratura, ricordiamoci il cantacronache dove tra gli altri era coinvolto un personaggio rilevante come Italo Calvino
07:52Il cantautorato in realtà ha questa categoria mobile che mette assieme cantautori con personaggi che cantautori non sono
07:59Penso per esempio a Lucio Battisti che di fatto non scrive i testi delle sue canzoni
08:03O a Lucio Dalla che è sì cantautore ma lo è dal 1977 in avanti
08:08Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, degli inotipisti
08:15Siamo i cattinieri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri
08:20E non abbiamo da mangiare come profondo il mare
08:27Come profondo il mare
08:31Io credo che il cantautorato abbia dato una scossa
08:59Ha un sistema molto rigido di pensare alla canzone in Italia
09:03E che ci siano degli eredi del cantautorato contemporanei
09:06Che non credo che si autodefinirebbero cantautori
09:08Pensiamo per esempio a Gali che va al Festival di Sanremo
09:12Ecco, non sono cantautori ma sono figli del cantautorato
09:16Io non vado a dormire prima delle tre
09:20Poi mi sveglio e mi chiedo insomma dov'è
09:24E non vengo alla tua festa, no, non è un gran che
09:28Tanto non mi fanno entrare o la ragazza ne è
09:32Poi non bisogna mai fare l'errore appunto di dare dei recinti o dei canoni
09:52Ci sono degli incontri che su questo anche nella musica italiana sono illuminanti
09:57Pensiamo a Gaber e Mina che fanno una lunga tournée insieme che vanno anche in televisione
10:01Due modi diversi di concepire la musica
10:04O Mina che porta al successo la canzone di Marinella con un'interpretazione
10:08Che garantisce a Faber un po' di Siae e anche una longevità artistica
10:12Si incontrano mondi diversi
10:14Forse il più eclatante di tutti gli incontri è quello di qualcosa come 8-9 minuti
10:19Al Teatro 10 nel 1972 tra due personaggi
10:23Lucio Battisti e Mina che non sono cantautori
10:26Nessuno dei due però sono dei grandi cantanti
10:28Sono anticonformisti
10:30Nessuno dei due fa parte del melodramma o del bel canto in Italia
10:34E guarda caso da lì a poco spariranno entrambi dalle scene
10:37Né di Mina né di Battisti si avranno più notizie almeno visive
10:41E nonostante tutto con questa apparizione qua
10:45Decretano un modo di pensare alla musica che è contemporaneo
10:49Nonostante si parli di un evento di più di 50 anni fa
10:52È la musica che si libera da qualsiasi catena
10:55E anche dalla voglia tutta giornalistica, tutta nostra
10:58Di darle un'etichetta perentoria che non può esistere
11:01Ma che disperazione è una città che non era un gioco
11:07Non era un fuoco
11:09Non piacere sarà bene
11:12Ma che si intenderà me
11:13Non sono un fuoco
11:15Non sono un fuoco
11:17Lo sai che ti amo
11:18Io ti amo veramente
11:21Che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è una città che disperazione è
11:51La voce per me ha qualcosa di misterioso dentro.
12:12Com'è possibile che la voce vada a toccare delle corde emozionali dentro di noi senza magari neanche dire nessuna parola specifica, ma solo la voce, il timbro di voce e come viene usata.
12:33Cioè com'è possibile che una voce morbida e calda ci tranquillizzi o che una voce rotta ci emozioni, ci faccia addirittura arrivare alle lacrime.
12:49E io credo che questo abbia a che fare col fatto che la voce è forse la cosa più istintuale e ancestrale che conserviamo dal nostro passato più remoto.
13:05Non più le stelle dei tuoi occhi tornerò a vedere, forse in un sogno o di notte mentre non dormo, forse di giorno tra un pensiero e un altro.
13:27Io mi ricordo da bambina i primi pezzi dei Beastie Boys, io non capivo l'inglese,
13:47però mi ricordo che avevo spesso questo microfono immaginario invisibile in mano e rappavo in questo gramolo mezzo inglese, non si capiva bene, ma un gramolo vero e proprio e rappavo.
14:04Perché il rap mi aveva in qualche modo peso e quindi quando poi negli anni 90 sono entrata nel 99 è stato divertente poter realizzare, proprio concretizzare la mia formazione musicale.
14:34Mi ha sicuramente aiutato la disciplina avuta dal pianoforte, comunque c'è un elemento percussivo molto forte nel piano,
14:50e un'altra cosa da napoletana, cresciuta nel ritmo quotidiano delle mie giornate, ho sempre respirato ritmo, tempo, qualsiasi cosa si trasforma in un pattern ritmico per me.
15:13La tradizione musicale è una parte importante del nostro patrimonio culturale.
15:27L'Italia ha dato alla musica un contributo inestimabile.
15:30L'Italia ha dato alla musica un'altra musica un'altra musica un'altra musica un'altra musica.
16:00L'Italia ha dato alla musica un'altra musica un'altra musica un'altra musica un'altra musica un'altra musica.
16:30In parte condivide con altri, ma che ha una caratteristica tutta sua, ovvero la presenza del melodramma, in particolare del melodramma romantico,
16:38e se vogliamo possiamo andare fino a Puccini.
16:41Ecco, questa è una caratteristica molto italiana, con cui l'Italia non ha necessariamente dominato le scene internazionali per tutto questo periodo,
16:51ma è stato un attore fondamentale, soprattutto attraverso il bel canto romantico.
16:55Come abbiamo detto prima, Verdi e Puccini. Sicuramente le opere principali, anche quelle più popolari, hanno raccontato l'Italia, l'Europa,
17:07i cambiamenti sociali, hanno raccontato molto del nostro vivere e hanno continuato a raccontarlo anche quando sono diventate repertorio,
17:16ovvero sono entrate nel repertorio dei grandi teatri e sono diventate patrimonio e dominio comune dal nostro paese fino agli Stati Uniti.
17:27Dobbiamo ricordare, per esempio, che per lunghissimo tempo al Metropolitan Opera a New York, la prima grande opera statunitense,
17:35le opere straniere si cantavano comunque in italiano, il Faust di Gounod. Quindi la lingua anche italiana aveva una sua presenza,
17:44un suo significato fondamentale, cosa che è rimasta ancora oggi per la musica, naturalmente, perché le indicazioni in notazione sono spessissime in italiano
17:55e anche le indicazioni musicali e naturalmente la lingua italiana è una delle più parlate in assoluto nell'opera.
18:25Da un lato è sicuramente sommario pensare che un tempo l'opera fosse così popolare da raggiungere tutti gli strati sociali e oggi sia un bene di elite.
18:38Non era vero questo prima e non è vero neppure oggi, tanto è vero che i teatri d'opera continuano a lavorare in Italia,
18:46abbiamo tante fondazioni lirico-sinfoniche, una rete molto ampia di teatri di tradizione e anche di piccoli teatri
18:53e una parte fondamentale del fondo unico dello spettacolo, cioè di quello che lo Stato italiano decide di spendere per la produzione di spettacolo dal vivo
19:02è proprio dedicato a questa forma d'arte, accanto a questa la musica sinfonica che sicuramente in Italia ha avuto uno sviluppo più lento
19:10che nel XX secolo lentamente ha conquistato una fetta importante del pubblico, naturalmente anche poi grazie ai dischi
19:19e anche questa ha delle figure importanti, la figura del direttore d'orchestra per esempio come figura guida anche all'interno
19:29di una compagine musicale dal punto di vista artistico e anche come figura che il pubblico conosce e riconosce,
19:36pensiamo solo a una figura come quella di Toscanini, oltre a quelle naturalmente all'estero come quella di Bernstein,
19:42pensiamo all'allure che è un direttore d'orchestra quando dirige il concerto di Capodanno da Karean a Riccardo Muti.
20:12Pensiamo alla presenza per esempio a Roma di un direttore per 18 anni, direttore musicale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
20:26Antonio Pappano, che si è identificato con l'orchestra e che il pubblico amava persino ascoltare,
20:32raccontare magari qualche parola, qualche breve tratto sul programma che veniva presentato in sala,
20:41cioè era un momento, un appuntamento, quello del famoso caro pubblico, che il pubblico amava moltissimo.
20:47Si parla di Schumann usando sempre la parola fantastico, fantasia, instabile.
20:58Continua a far parte della vita di un pubblico diversificato, spesso non giovanissimo,
21:20che arriva più tardi, dopo i 30 anni, nelle sale da concerto o al teatro d'opera.
21:26Il dato fondamentale che riguarda l'Italia è l'assenza di un'educazione musicale compiuta
21:31che possa permettere questo avvicinamento con degli strumenti più completi e più ampi.
21:37E questo è veramente un peccato, continua ad essere un vulnus che decennio dopo decennio non viene sanato.
21:44Nella partitura dei suoi melodrammi, Verdi usò mai il controfagotto?
21:52Se sì, dire in quale opera?
21:57Non lo so.
22:00È proprio sicuro, signor Degoli?
22:03O mi fa di nuovo lo scherzo come prima che diceva che si ritirava in cabina?
22:08Il controfagotto no, non lo so.
22:10Signor Degoli, forza, mancano cinque secondi.
22:13First off.
22:14No, signor Degoli è il Don Carlos, mi spiace.
22:17Tantissime sono le orchestre e i teatri che creano dei programmi per i giovani
22:21di avvicinamento agli spettacoli, le conferenze,
22:25la possibilità di incontrare la musica per esempio in una forma rilassata, piacevole,
22:30che non preveda per forza né una giacca e cravatta,
22:34né il costo eccessivo di un biglietto di una grande prima.
22:37Ecco, questi sono modi con cui il pubblico si può appassionare
22:41e può scoprire che entrando in teatro, entrando nella sala da concerto,
22:46ascoltando un pianista o una grande opera lirica
22:50può trovare qualcosa che gli assomiglia.
22:52And suddenly I found a wonderful a sound can be
22:58Maria, say it loud in this music playing
23:06Maria, say it's soft and it's almost like gray
23:13Maria, I'll never stop saying
23:22Maria, Maria
23:29Quando si parla di musica, l'attenzione dei media e del pubblico
23:35tende a concentrarsi sugli interpreti più che sui compositori.
23:40Rimediamo incontrando un compositore di musica contemporanea
23:43e docente di composizione, Alessandro Solbiati.
23:46I miei esordi in musica sono di quelli un po' strani
23:50cioè come bambino non voglio parlare, non voglio fare il bambino prodigio
23:54ma non volevo studiare musica
23:56ma girava per casa una tastiera, un organo elettrico
23:59mentre gli altri, non musicisti, non sono di famiglia musicale
24:02suonacchiavano canzoni
24:04io cercavo il mio suono
24:06mettevo le mani sulla tastiera
24:07detestando il tastino per cui schiacciando a do
24:10uscisse l'accordo di un maggiore
24:11cercavo il mio suono
24:13a un certo punto senza voler studiare
24:14perché mi rifiutavo di studiare per anni
24:16devo dire la verità
24:17un giorno mio padre, io avevo 11 anni
24:20mi passò di fianco e mi disse
24:21ma tu suoni spesso la musica degli altri
24:23perché non fai una musica tua?
24:28Comincia forte e svelto
24:30e qui comincia la voce
24:32Com'è la parte della voce?
24:35Sognai un sogno e subito seguito da
24:37Vede, tra il piano e la voce
24:52la voce spunta qua e là
24:54crede che ci sia troppa ritmicità?
25:01Veramente sì
25:02bisognerebbe che lei si trattenesse di più
25:04magari incrociando le due parti
25:05in maniera da creare
25:06maggiore discontinuità
25:08Se mi guardo indietro nella storia
25:11in una storia sufficientemente recente
25:13diciamo il ventesimo secolo
25:15nomino subito tre figure
25:17per me un po' come dire
25:19quelle a cui vorresti aderire
25:20la prima è Gustav Mahler
25:22perché in qualche modo
25:24la musica di Mahler
25:25va al di là
25:26è un rapporto strano
25:27è un rapporto che va al di là
25:28della grande musica
25:29che mi fa vibrare in modo particolare
25:31il secondo è Bella Bartok
25:33perché il suo rapporto col popolare
25:35il suo aver viaggiato
25:36con un grande registratore
25:38tra i contadini
25:39per registrare il canto popolare
25:40mi dà una visione di rapporto
25:42col mondo molto forte
25:44e la terza figura è Bruno Maderna
25:46peraltro legatissimo a Bartok e a Mahler
25:48grande direttore d'orchestra
25:50che riusciva a parlare veneziano
25:52in tutto il mondo
25:52e tutti lo capivano
25:53fratello maggiore di tutti
25:56i compositori delle vanguardie
25:57ma un gradino al di sopra
25:59perché in fondo
26:00era così profondamente umano
26:01e lì il dispiacere
26:02che è morto a 53 anni
26:04io avevo 17 anni
26:05non l'ho potuto conoscere
26:07mettetevi lì così sull'ingio
26:08adesso fate conto
26:10che questi frammenti
26:11siano da suonare così
26:12improvvisando
26:14non improvvisando le notte
26:15dovete suonare quelle che ci sono
26:17improvvisando
26:18per esempio
26:18se fate i frammenti in alto
26:20in basso
26:21se lo fate piano
26:22forte
26:23se lo fate veloce
26:24se lo fate trassognato
26:25se lo fate staccato
26:27se lo fate capito
26:28le notte non si possono cambiare
26:30ma tutto il resto si può cambiare
26:32sono staccati
26:34fraseggio
26:35forte piano
26:36a certa intensità
26:37capito
26:38il comporre per me
26:41è un percorso dall'immagine
26:43cioè l'intenzione compositiva
26:45di un certo episodio
26:47o dell'intero pezzo
26:48o dei primi dieci secondi
26:49dipende dai casi
26:51che poi si incarna
26:53nella cosiddetta figura musicale
26:55cioè nel che cosa succede
26:57in quel dieci secondi
26:59minuto
26:59o intero pezzo
27:00la figura musicale
27:02si fa
27:02comincia ad avvicinarsi
27:04alla scrittura
27:05e quindi
27:06per diventare scrittura
27:08si incarna
27:08attraverso processi
27:10i processi tecnici
27:11del comporre
27:12che vuol dire
27:13quale intenzione armonica
27:14quale intenzione strumentale
27:16eccetera eccetera
27:17però è fondamentalmente
27:19un percorso
27:19immagine
27:20cioè intuizione
27:21figura
27:22processo compositivo
27:24musica
27:25musica
27:26musica
27:27Grazie a tutti.
27:57Grazie a tutti.
28:27Grazie a tutti.
28:57Grazie a tutti.
29:27Grazie a tutti.
29:57Grazie a tutti.
30:27Grazie a tutti.
30:57Grazie a tutti.
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