(askanews) - Dazi e bollicine: lo champagne finisce nel mirino di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato dazi del 200% su vino e champagne francesi a causa del rifiuto della Francia di unirsi al suo "Consiglio per la Pace". L'iniziativa, nata per la ricostruzione della Striscia di Gaza, sembra voler estendere il proprio raggio d'azione, portando Parigi a una netta chiusura. [idgallery id="446323" title="Lo champagne va su tutto: cinese, giappo e pizza"] «Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne. E lui si unirà», ha dichiarato Trump riferendosi a Emmanuel Macron. Fonti vicine all'Eliseo hanno però ribadito che la Francia «non intende rispondere favorevolmente», poiché lo statuto del Consiglio andrebbe oltre il solo quadro di Gaza. Trump ha inoltre confermato di aver invitato anche Vladimir Putin a far parte del progetto. [idarticle id="2356305" title="Nasce il primo Champagne figlio del cambiamento climatico"] La ministra dell'Agricoltura francese, Annie Genevard, ha definito la minaccia «inaccettabile», aggiungendo che «gli europei devono assumersi le proprie responsabilità». Colpire il "re" delle bollicine significa toccare un simbolo economico globale: lo champagne più venduto al mondo è il Moët & Chandon Brut, pilastro del gruppo del lusso LVMH. Come diceva Napoleone Bonaparte: «In caso di vittoria me lo merito; in caso di sconfitta, ne ho bisogno».
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