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  • 6 ore fa
A seguire la cerimonia una delegazione dei 600 studenti iraniani, la più numerosa in città. Nelle parole di Parìa ed Erfan tutto il dramma di un popolo e di chi oggi vive, senza notizie, giorni di vero terrore.

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Trascrizione
00:00Adesso, noi penso che fa tre giorni che non abbiamo parlato con le nostre famiglie, di più che non abbiamo visto le famiglie, perché non possiamo fare video call, niente, perché giustamente adesso non c'è internet su Iran, c'è un blackout, non possiamo parlare con nessuno, non possiamo vedere niente veramente, solo alcune video che escono.
00:26Ci sono molto di più, 12.000 gente che sono morti, più di 12.000, molti giovanissimi e bambini.
00:3713 anni, bambini, anche vecchie persone, non è importante per loro uscire tutto che non c'è con noi, loro che volevano una libertà, che veramente è un qualcosa che è indiverso di governo che adesso c'è un dictatore, quindi per loro non è importante se sei un bambino, se sei un vecchio, se sei un gente umane solo.
00:59Vi sentite fortunati ad essere a Messina?
01:02Certo, però solo per la mia vita, non la mia testa, adesso è nella mia paese, non sono qua adesso.
01:14Parlo con te, però giustamente siamo tutti stressati, emozionati, non abbiamo adesso, in quel momento voglio dire.
01:24Giustamente Messina e tutti in Messina erano gentilissimi con noi e sono veramente fortunata di essere qua con quel gentile che sono veramente gentili e sopportivi.
01:41Però giustamente io adesso che sto parlando con voi non sono qua, sono in Iran.
01:47Grazie.
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