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  • 7 mesi fa
«Nessun blackout sulle nostre lotte. Dall’Iran alla Rojava. Jin, Jiyan, Azadi». Recita così lo striscione davanti a Palazzo Re Enzo, dove più di duecento persone hanno deciso di partecipare alla manifestazione organizzata dal collettivo Hamsaye, che tradotto significa «condividere insieme le ombre». «Siamo qui – le parole di Marina, una delle organizzatrici – per sostenere il popolo iraniano senza alcuna ambiguità e contro la strumentalizzazione da parte di figure esterne. Per noi è fondamentale rimettere al centro il popolo iraniano ora in rivolta». Aggiunge Sanam, un’altra attivista: «Siamo scese in piazza per farci voce dei nostri fratelli e sorelle in Iran e portare la loro testimonianza in piazza a Bologna. Ciò che sta accadendo a Teheran è in tutto il Paese e un massacro disumano». Non sono mancate le polemiche. A pochi minuti dall’inizio della manifestazione, una ragazza iraniana ha interrotto l’intervento di Sanam dicendo che «non è una questione di imperialismo, ma di umanità. Ho amici che nei giorni scorsi sono stati uccisi dal regime e non condivido i vostri discorsi. Anche io sono contro Trump, ma non vedo altra soluzione se non un intervento da parte degli Stati Uniti». Le due posizioni diverse su un’ipotetica risoluzione in Iran non sono una novità. Parte della popolazione, infatti, chiede l’intervento militare degli USA, mentre altri vogliono che la rivoluzione cominci e finisca dal basso, con le sole forze degli iraniani.

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00:00La città iraniana non è lontana da noi, non è un'altra storia, è una lotta che ci riguarda direttamente.
00:08In Iran, oggi, scendere in piazza significa rischiare la vita, significa affrontare un regime patriarcale e teocratico.
00:30La città iraniana non è lontana da noi, non è un'altra storia, è un'altra storia.
01:00La rivoluzione non è uno spa pubblicitario, non è una narrazione da esportare, non è un'operazione geopolitica.
01:08Chi riempie le piazze di simboli statali oggi sta dicendo una cosa molto chiara, non vi vediamo come dei soggetti politici, siete solo degli strumenti da usare.
01:21Sta trasformando la rivoluzione in una lotta viva, sceneggiatura utile ad altri interessi.
01:28Questa non è solidarietà, è violenza politica.
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