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ApprendimentoTrascrizione
00:00Amici di Canale Europa, ben arrivati, siamo con Andrea Fanfani, ci è venuto a trovare
00:10in studio per una riflessione molto interessante che riguarda la sua esperienza nel settore
00:15lavorativo. Un'esperienza che naturalmente ci permetterà di sentire anche quelle che
00:21sono le sue idee, ma anche una sorta di fotografia della sua vita attuale.
00:28Lei è insegnante, consulente del lavoro e anche maestro dal punto di vista di arti marziali
00:37orientali. Ecco, queste tre sfaccettature della sua vita, che cosa la portano a vedere e che
00:44naturalmente per noi può essere interessante ascoltare?
00:47In questa breve intervista mi fa molto piacere mettere in evidenza un aspetto che poi diventa
00:57esplode tra vari aspetti, per cui io professionalmente faccio il consulente del lavoro, che è una
01:05professione intellettuale ordinistica, ma contemporaneamente avendo una certa età, ormai ho quasi 60 anni,
01:12sono padre, sono nonno, mi piace molto ricordare questo aspetto della mia identità familiare,
01:19ho studiato e insegno sia le materie relative alla mia professione principale, per cui il diritto
01:29del lavoro, il diritto della previdenza sociale, che sono comunque delle materie importanti per tutti
01:36i cittadini, non soltanto italiani, ma per tutti i cittadini occidentali in generale.
01:42e poi ho studiato e continuo a studiare e a insegnare arti marziali cinesi, le arti
01:50marziali cinesi sono quelle che vengono normalmente identificate nel mondo del Tai Chi Chuan, dello
01:59Shaolin Chuan, eccetera, ma che non hanno soltanto la loro efficacia rispetto alla capacità di utilizzare
02:07nel corpo per combattere, ma sono necessariamente da studiare e da approfondire anche sotto un
02:14rilievo culturale.
02:15Molti paragonano questo periodo che stiamo vivendo ad un periodo particolare, fosco, triste,
02:24come fosse quello relativo alla grande guerra. In base alla sua esperienza, in base a quello
02:32che lei vive tutti i giorni, che cosa ne pensa e qual è la sua visione?
02:37Allora, io cerco di riferirmi sempre a quelli che io considero i miei maestri. Io ho avuto
02:44i maestri sia a scuola, sia all'università, sia soprattutto nelle arti marziali, ma oggi
02:51ce ne sono molti di maestri e quindi mi piace anche citarli, non ho avuto modo di chiedere
02:59il permesso, ma penso che non si offendano. Per cui uno dei maestri che seguo, anche perché
03:06è molto semplice adesso con tutta la tecnologia e canali social che ci sono, è il professor
03:11Umberto Galimberti. Il professor Galimberti parla da anni, credo che abbia scritto questo
03:19libro alla metà degli anni Ottanta, di crisi dell'Occidente, tramonto dell'Occidente, tra
03:26l'altro giocando anche dialetticamente sulla figura retorica, perché Occidente vuol dire
03:32tramonto, è il lato diciamo geografico dove tramonta il sole. E questo tramonto dell'Occidente
03:39è sotto gli occhi di tutti, è un tramonto che porta con sé una fine di un'identità
03:48dell'uomo occidentale, soprattutto sotto il profilo spirituale. Tramonta la parte legata
03:57e trasmessa dalla religione, dal cristianesimo, in questo senso cito anche un altro filosofo
04:04contemporaneo che è anche amico, il professor Diego Fusaro, che ha proprio scritto la crisi
04:10della fine del cristianesimo, per questa mancanza principalmente, io credo, di cultura, di base,
04:21di base c'è questa mancanza culturale, quindi non della cultura di base, ma il concetto proprio
04:26di cultura, cioè il concetto di continuare a interrogarsi, continuare a studiare, continuare
04:31la sintetizzazione, ma soprattutto continuare a comunicare e confrontarsi senza richiudersi
04:39in un individualismo cieco e sordo, in questo senso mi piace ricordare anche Nice che dice
04:49è inutile spiegare a chi non sa che cos'è la musica, la bellezza del ballo, perché?
04:59Perché per chi non sa ascoltare la musica, vedere delle persone che ballano non ha nessun
05:05significato, questo è il problema di questo momento.
05:09Il riferimento al fatto che sembra che siamo negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale
05:17mi viene invece ascoltando il professor Barbero che lo fa, lo fa spesso, lo ripete e io credo
05:25che quando i professori ripetono gli stessi concetti vuole dire che ci credono e sono particolarmente
05:29importanti e dovrebbero essere ascoltati da tutti e messi in pratica, il professor Barbero
05:37dice c'è questo momento di morte politica anche, non c'è più la politica, non c'è più
05:44la voglia di occuparsi dell'altro in senso positivo, si basa tutto su una grande ignoranza,
05:52vediamo i dibattiti politici anche a livello di Parlamento europeo, che pochezza, che infinita
06:03tristezza quando tu senti un tuo rappresentante, perché noi viviamo in una democrazia rappresentativa,
06:09anche se, anche questo sarebbe un concetto molto ampio, è svuotato di significato perché
06:15l'unica espressione della democrazia rappresentativa è il voto, ma tu poi non hai conosciuto a priori
06:26chi poi ti rappresenterà. E quando senti parlare questi personaggi e ti accorgi che mancano loro
06:34proprio le strutture culturali di base, storiche soprattutto, per cui appoggiano un ragionamento
06:42che porta, come in questo momento, abbiamo il rischio che si porti verso addirittura un conflitto,
06:48un conflitto mondiale, una terza guerra mondiale e se ne parla come se si parlasse di un videogioco,
06:55io comincio ad essere veramente molto preoccupato. Ed è lo stesso clima che il professor Barbero
06:59dice essere stato politicamente, prima della prima guerra mondiale, che è stata la cosiddetta
07:07grande guerra, che è stata infinitamente più grave, infinitamente più pericolosa e ha creato
07:13i disastri di quello che è stato chiamato il secolo breve, il secolo della violenza, il secolo
07:19del sangue, cioè il Novecento, che però non è stata percepita nella sua gravità semplicemente
07:28per mancanza del mezzo tecnico che oggi invece abbiamo a disposizione. E quindi, pochi anni
07:34dopo, è arrivata la seconda guerra mondiale, a sua volta con i suoi disastri, con i totalitarismi
07:40che abbiamo conosciuto e che oggi però abbiamo dimenticato e che leggiamo soltanto sui libri
07:45di storia male, perché non riusciamo a calarci in quella condizione. E noi, da questo punto
07:52di vista, richiamo ancora il professor Gallimberti, che dice che la morte della contemporaneità
08:01è stata determinata anche dal fatto che si è sempre immaginato, prima della seconda guerra
08:07mondiale, che fai il bene perché pensi bene e viceversa, pensi bene e quindi fai il bene,
08:14mentre invece il nazismo e il fascismo hanno dimostrato come pensi bene ma poi fai il male,
08:22perché sono stati due fenomeni che stanno ritornando, perché sono stati dell'animo
08:28dell'uomo, quindi non è il fascismo è il passato, il nazismo è il passato, no, il nazismo
08:33è uno stato di pulsione umana che potrebbe ripresentarsi a ripresentarsi delle medesime
08:41circostanze storiche. Dal punto di vista del malessere, a suo avviso, stiamo vivendo
08:48un malessere sopraufficiale oppure un malessere più profondo in quello che è il concetto dell'anima
08:55occidentale? Il malessere è sicuramente molto profondo perché è un malessere principalmente
09:01spirituale. Avendo perso gli appoggi, i punti di riferimento spirituali, siamo messi molto
09:11peggio della situazione già identificata tanti secoli fa dell'uomo dentro la caverna
09:19che guardava sullo schermo le illusioni, sto riferendomi naturalmente al mito della caverna
09:25di Platone, oggi questa caverna è una caverna di illusioni, di cose che non sono nemmeno il
09:35riflesso della realtà e questo è tutto il problema del virtuale, dell'illusione del virtuale
09:42dove il bisogno che viene fatto emergere al fine principalmente di vendere un prodotto
09:50perché ormai morta la parte spirituale resta soltanto la parte commerciale, resta la fine
09:58del concetto di sacro, da questo punto di vista invito anche a leggere i lavori del
10:06professor Giorgio Agamben, Homo sacer, la parte del sacro, sacro è un qualcosa di separato
10:13da te, ma se tu non lo riconosci, il concetto di sacro arriva proprio dalla parte antropologica
10:23antica dell'essere umano, quando il fenomeno naturale, tipicamente il lampo e il tuono, generavano
10:33un tale senso di paura e angoscia, che sono due concetti diversi, il concetto di angoscia
10:39è qualcosa che sfugge al controllo umano, la paura è una reazione rispetto a un pericolo
10:49che io riesco a identificare, ma non lo riesco a controllare per la mia debolezza, mentre
10:54invece l'angoscia, che è tipicamente l'angoscia del bambino che viene lasciato a dormire a pochi
11:02mesi di vita o anche un anno, due anni, tre anni, la mamma lo saluta, però poi quando
11:08si spegne la luce c'è questo momento di indistinto, di mancanza di punti di riferimento
11:14che crea l'angoscia, avendo perso il concetto del sacro, quindi abbiamo materializzato, abbiamo
11:20reificato anche gli aspetti spirituali, abbiamo perso una parte importantissima della nostra
11:28identità e questo crea angoscia, questa infatti è l'età dell'angoscia, non l'età della paura.
11:33Quante persone si saranno riviste in quello che Andrea Fanfani ci ha raccontato, quante
11:39persone avranno riscontrato magari dei propri pensieri, allora chiudiamo con un consiglio,
11:46un consiglio in positivo che possa essere utile per tutti coloro che ci stanno vedendo.
11:52Sì, perché bisogna pensare al futuro, il futuro che non è più quella promessa che avevamo
11:58quando facevamo il catechismo, perché è il principio cristiano, sempre per ricordare
12:05il professor Gallimberti e la grande invenzione è che il passato è la fonte dei problemi,
12:15oggi è la fonte della riflessione, il futuro è progresso, il futuro è salvezza, il futuro
12:21è la vita eterna, questa è la grande invenzione poi alla fine del cristianesimo, una vita che
12:26non finisce con la morte fisica. Ma nella nostra ci sono dei principi fondamentali, soltanto
12:34i primi tre articoli della Costituzione, particolo 1, il lavoro ed è quello che è la mia professione
12:40principale, la libertà, tutti i principi fondamentali, i principi di non discriminazione, sempre nell'articolo
12:473,1, andatelo a leggere e quindi il futuro è tornare ai fondamentali, tornare a riferirsi
12:54a riconoscere un maestro, perché da soli noi non siamo nessuno, c'è sempre qualcuno che
13:01ci deve fare da punto di riferimento, dobbiamo riflettere umilmente sulle parole di queste
13:09persone più importanti, ma il concetto di più importante è un concetto di riconoscimento
13:15sociale, io riconosco l'altro come più importante e cerco di seguirlo, quindi la figura del maestro
13:22è una figura molto importante, la figura dell'insegnante è una figura molto importante, a livello
13:27politico è veramente un appello a fermarsi, a riflettere, a smettere di puntare su questa
13:34velocizzazione del tempo, per cui la velocità è un valore assoluto, non è vero, non è assolutamente
13:41vero, non consente alla velocità di promuovere quei cambiamenti proprio mentali, l'uomo non
13:51ce la fa a seguire mentalmente, spiritualmente questa velocizzazione del tempo, assolutamente
13:57inutile poi alla fine, perché? Perché i risultati sono negativi e lo vediamo, la politica
14:02polis è il bene della collettività, è il bene di tutti, è il bene della città, dello
14:07Stato, dell'Europa, delle strutture e quindi l'appello qual è? Ma non è una questione di
14:13appello, è una questione di logica, non si può sicuramente promuovere niente in un clima
14:19di guerra, è un clima di guerra spirituale, mentale, culturale, bisogna ritornare invece
14:26a ripromuovere la scuola, l'insegnamento di qualsiasi tipo, non è importante la scuola
14:34statale, la scuola privata, non è importante questo, è importante il concetto dove ci sono
14:40dei ruoli, delle gerarchie, noi abbiamo adesso una certa età, noi abbiamo il dovere di insegnare,
14:45di promuovere, ma proprio con la benevolenza che ci deve essere nella persona umana verso
14:52l'altro e soprattutto verso chi in questo momento si sta affacciando al percorso della
14:57vita e quindi tutte le nuove generazioni promuovere questi principi.
15:05Io ringrazio Andrea Fanfani per essere stato ospite qui nella nostra trasmissione, lo riavremo
15:10per parlare di altri argomenti, poi avrà modo magari di portare anche degli ospiti in
15:16base anche alle giustamente tematiche che tratterà, una cosa è certa, bisogna cercare come giustamente
15:24diceva lui di vivere tranquilli, con la tranquillità e la serenità si può progettare, si possono
15:29fare azioni.
15:30Nella angoscia, nella paura, nel tormento non si riesce a progettare nulla, non si riesce
15:38a guardare anche quello che magari è la realtà che ci circonda e a prendere le scelte migliori.
15:44Grazie quindi ad Andrea Fanfani, l'appuntamento con lui e alla prossima puntata.
15:49Grazie a voi e ci vedremo sicuramente ancora per altri momenti di confronto e di ragionamento.
16:00Grazie a tutti.