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  • 5 settimane fa
«Siamo venuti a Bruxelles per difendere l'agricoltura siciliana vittima di un sistema di tecnocrati che stanno distruggendo il sistema Europa. La nostra Regione è determinate per mantenere il livello della qualità agricola nazionale e per qusto va difesa». È il commento di Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti alla manifestazione in corso a Bruxelles che vede i soci Coldiretti Sicilia sfilare con migliaia di agricoltori arrivati da tutt'Europa.

Il taglio di 90 miliardi di fondi Pac mina la sovranità del cibo e la sicurezza alimentare dell’intero continente. Per salvare l’agricoltura europea e la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini occorre, secondo Coldiretti occorre «mandare via i tecnocrati che condizionano un’Unione Europea sempre più lontana dai cittadini e pericolosamente vicina alla sua implosione».

«Non è questa l'Europa che vogliamo - prosegue Ferreri - per denunciare la deriva autocratica imposta da Von der Leyen, che vuole togliere risorse alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati, minando così anche la salute dei cittadini consumatori. La Sicilia sarebbe completamente sconfitta da questi tagli - ha ribadito -. Coldiretti ribadisce come Von der Leyen non sia assolutamente in grado di gestire il ruolo istituzionale che ricopre e che oggi c’è un grande bisogno di Europa, ma di un’Europa diversa, più coraggiosa, meno ideologica e più vicina ai problemi reali. Per l’Italia si tratta di un taglio netto di 9 miliardi, che salgono a 90 se si considera l’intera Ue. Una decisione irresponsabile di Von der Leyen che provocherà il tracollo della produzione agroalimentare europea, favorendo un boom di importazioni da Paesi come quelli del Mercosur, privi degli stessi standard su utilizzo di pesticidi, protezione ambientale e diritti dei lavoratori. Quello del Mercosur, infatti, è un accordo ancora denso di lacune che non vengono sanate neppure dagli emendamenti recentemente approvati dal Parlamento europeo e che, secondo Coldiretti, potrà essere approvato solo dopo l’introduzione reale e vincolante dei principi di salvaguardia e di piena reciprocità, e non di clausole formali o strumentali».

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