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  • 7 settimane fa
Trascrizione
00:00Ogni domenica sogniamo dietro una grata perché nessuno deve mai vederci in volto.
00:06La nostra offerta musicale non è all'altezza.
00:10Sapete chi vorrebbe ritornare qui?
00:13Don Antonio.
00:15Vivaldi.
00:16Prendiamo Vivaldi.
00:18Volevo una storia che non fosse confinata dentro alla cornice del 1700.
00:24Volevo che fosse una storia che avesse dei temi su cui ci sono delle affinità con il nostro modo di stare al mondo.
00:36Quindi sia nell'intimità di certi personaggi, nelle loro ferite, nei loro dolori, nelle loro aspirazioni.
00:44E sia anche in un contesto un po' più grande, dove le cose sono dominate anche un po' da quello che ci sta attorno.
00:57Quindi giustamente c'è una guerra, la guerra cambia gli eventi, la guerra finisce, una guerra ha dei riflessi su quella che è la nostra vita.
01:08Anche se la guerra non si vede mai, si vede solo un momento che c'è una sorta di festa perché appunto è finita.
01:38All'inizio mi ricordo che avevo un po' di preoccupazione perché ho detto
01:50caspita, un film sul 1700, su Venezia, Vivaldi, quindi tante cose che possono dare un senso un po' di pesantezza, come dire.
02:00E tutti mi dicevano, ah ma stai attento a fare un film in costume perché in Italia i film in costume non vengono mai bene.
02:06Io dicevo, boh, che vuol dire?
02:08E quindi ho cercato di metterci delle cose che lo portassero anche in una direzione un po' diversa.
02:16Proviamo queste variazioni.
02:18Io non sono il primo velino, non posso esserlo.
02:21Come ti chiami tu?
02:22Cecilia.
02:24Quando la guerra sarà finita andrò spesso all'ufficiale, non potrà più suonare.
02:27Tu hai qualcosa che le altre non hanno.
02:30La modernità era una cosa familiare a Damiano in quanto regista moderno di opere liriche
02:41ed è una cosa che penso sia stata voluta anche nel film, sia nel linguaggio, sia appunto nel racconto delle dinamiche
02:49ma anche nella violenza.
02:51Penso che sia probabilmente la cosa più giusta anche per far arrivare con più generosità le persone
02:59questa storia.
03:04Voglio restare qui, non voglio più sposarmi.
03:06Non possiamo certo rimangiarci la parola data.
03:10Io non posso far nulla, ma voi invece sì.
03:12Tu non puoi chiedere a me di cambiare la tua vita.
03:14Non abbiamo avuto grossi scambi rispetto all'idea concettuale di restituire una contemporaneità.
03:21Quanto invece, come diceva Tekla, c'è stata un'indicazione ben precisa che era quella legata al linguaggio.
03:29Sei tu che andrai in sposa ad Andrea Sanfermo?
03:31Lo conoscete?
03:32Non poteva capitarti di meglio, sai?
03:34Non sei felice?
03:36Tutta Venezia ti ha applaudito.
03:38Stai rovinando la nostra pace.
03:39Questi personaggi vivono in un periodo storico molto specifico, però si è deciso di non associare il linguaggio
03:48a quella che dovrebbe essere poi la dimestichezza lessicale dei personaggi di quel periodo storico.
03:54Ecco, quindi diciamo che l'occhio strizzato alla contemporaneità sta anche e soprattutto nel linguaggio
04:02e in come si rapportano fra di loro i personaggi.
04:05Quindi diciamo che non si parla di putte, si parla di ragazze.
04:10E quindi forse anche questo diventa un segno, se vuoi, non troppo evidente, ma diciamo sotto pelle, sotto traccia,
04:20che può e deve giocare a favore di una comprensione più facile dello spettatore di oggi.
04:27Non vedo l'ora di sentire tutto il tuo talento e di scoprire la magia di cui queste mani sono capaci.
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