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  • 5 settimane fa
Dietro le quinte di Primavera è un documentario che racconta cosa si nasconde dietro e dentro all’esordio alla regia di Damiano Michieletto.
Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:30Grazie a tutti
01:00Grazie a tutti
01:30Però aveva questa coordinata, Venezia, la musica di Vivaldi, questo personaggio che arriva e che scombina un po' i piani e scombina la vita di questa ragazza.
01:42La possibilità di fare un film dove ci fosse la musica e dove la musica fosse un ingrediente narrativo ed emotivo era una cosa che mi accendeva la fantasia.
01:54Vivaldi, un emblema, un nome, la parrucca, un personaggio storico, però cercando di non appesantirlo e di non mettergli una cornice attorno,
02:10ma creando un po' un'umanità di una persona che ha le sue debolezze, che ha le sue fragilità fisiche ma anche psicologiche, cioè un prete che sostanzialmente non è prete, non fa il prete.
02:24Era un uomo sofferente, soffriva d'asma o comunque di una malattia che coinvolgeva l'apparato respiratorio e che non gli permetteva appunto di respirare a pieni polmoni.
02:35Vivaldi era un sacerdote. Le richieste di Damiano erano un abito scuro, molto semplice, soprattutto voleva che avesse il collo proprio fasciato,
02:47perché poi lui soffriva di asma, quindi c'erano delle scene che voleva proprio fare che si sentisse soffocare, quindi ci teneva molto che avesse questo colletto chiuso.
02:59Si affaticava molto, era un uomo che doveva costantemente riposarsi dopo aver fatto una scalinata per esempio.
03:09E poi soprattutto lo voleva molto semplice, quindi è stato proprio venuto da sé la scelta di quest'abito, comunque scuro, non completamente nero,
03:18perché lui è stato importante, abbiamo fatto nuovo il vestito, però è stato molto invecchiato, anche perché Vivaldi non si poteva permettere molti vestiti,
03:27non era così benestante.
03:31Un musicista un po' frustrato perché non è ancora riuscito a raggiungere quello che voleva raggiungere, che poi raggiungerà ma non sarà mai riconosciuto per quello che è.
03:39Cioè noi oggi pensiamo a Vivaldi come un genio e su Spotify ancora oggi nel 2025 ha 5 milioni di follower,
03:48però al suo tempo era un signor nessuno, molto poco stimato, con giudizi anche negativi, che anche Goldoni stesso dice
03:57sì vabbè è un bravo violinista ma sostanzialmente come compositore.
04:02Stravinsky anche lui dopo dice sì, Vivaldi le ha scritte tutte uguali, le sue musiche, e che per due secoli è stato completamente dimenticato.
04:18C'è stato un periodo in cui Vivaldi è stato completamente dimenticato, salvo poi trovare a casa di un collezionista
04:35a spartiti di Vivaldi e suonandoli riscoprendone la freschezza, per cui pensa come succede spessissimo
04:49a dei fogli che vengono buttati via perché occupano spazio o un piccolo incendio che brucia un pezzo di fogli messi da parte
04:59e non avremmo più gli spartiti, non avremmo la musica di Vivaldi.
05:04Un po' casualmente poi l'abbiamo riscoperta grazie al fatto che a Torino sono stati rinvenuti dei suoi spartiti
05:10e da lì è nata la riscoperta di Vivaldi, per fortuna, perché la sua musica è potente, emozionante, brillante, vivace, fresca
05:20ha delle ingenuità che sono però la sua verve, come dire, ed è un personaggio su cui poi non si sa molto
05:27anche proprio per il fatto che è proprio caduto in oblio.
05:30Per costruire il personaggio con Damiano naturalmente abbiamo discusso molto, parlato, chiacchierato molto
05:37e diciamo che a differenza di altri autori forse il fatto che non si abbiano grandissime opere pittoriche
05:47che lo ritraggono Antonio Vivaldi, quindi questo ci ha permesso di inventarci un personaggio.
05:53Non essendo un film con Antonio Vivaldi come protagonista assoluto abbiamo anche alleggerito
06:01abbiamo deciso di alleggerire il personaggio anche delle caratteristiche che lo componevano
06:06la malattia, a tratti misterioso perché il momento in cui noi conosciamo Vivaldi all'interno
06:14del film è il momento esatto della sua vita in cui sta pensando alle quattro stagioni.
06:21Signora madre, abbiamo suonato per un uomo che stava morendo.
06:26Era il suo ultimo desiderio.
06:28Anche se non posso dire con certezza se eravamo noi a suonare per lui o lui a morire per noi.
06:34Questa storia ha una protagonista femminile che è Cecilia, Vivaldi è il coprotagonista,
06:40questa è la struttura drammaturgica.
06:44Cecilia è quella che fa tutto il viaggio da una condizione iniziale in cui è in qualche
06:51modo rassegnata ad un destino che lei non ha scelto e che fa parte delle tre possibilità
06:59sostanzialmente che quelle ragazze avevano.
07:01Cioè una ragazza che stava dentro all'ospedale della Pietà e suonava o rimaneva per tutta
07:06la vita a suonare nell'orchestra o trovava la possibilità di sposarsi e quindi usciva
07:12oppure andava in convento, si faceva a suona.
07:16Quelle erano le tre chance, non ce n'erano altre.
07:18Nel romanzo c'è un'atmosfera, c'è questa ragazza che racconta la sua ferita rispetto
07:30all'abbandono materno, scrive delle lettere alla madre, delle lettere che non arriveranno
07:35mai evidentemente, in cui sfoga tutta la sua rabbia, la sua angoscia, il suo senso di smarrimento.
07:42È un personaggio che all'interno del film si muove tanto anche nel silenzio.
07:48Non è molto parlato perché è tanto scritto.
07:51Il libro è composto dalle lettere che Cecilia scrive alla madre che non ha mai conosciuto.
07:57La prima cosa che ho pensato probabilmente è stata una vicinanza in qualche modo affettiva
08:05o caratteriale. Ho provato ad immedesimarmi in una situazione come quella che vive Cecilia
08:16nella circostanza in cui l'ha vissuta Cecilia.
08:20Mi ha subito colpito la sua capacità di andare immediatamente nelle corde emotive di un personaggio
08:27con molta rapidità, con molta immediatezza proprio e anche la sua capacità di farsi un po' attraversare
08:36delle indicazioni, non essere mai respingente, non essere mai giudicante.
08:42Penso che questo sia un grande talento suo che le auguro di mantenere visto che ha tutta una carriera davanti
08:49e di non perdere mai questa... ed è anche una cosa che secondo me è una qualità dell'attore...
08:58del vero attore, cioè non essere mai in giudizio rispetto a un personaggio
09:04o rispetto a un'indicazione che ti viene data, che puoi anche non condividere e va bene,
09:10ma devi avere la capacità di accoglierla.
09:15Aspetta, lascia ancora 5-6 secondi, guardi il violino, guardi lui.
09:19Guardi il violino, guardi lui. Lo prendo o non lo prendo, questo violino?
09:23Lo prendo o non lo prendo, questo violino? Ti tremano quasi le mani, lo tocchi una corda?
09:28A un certo punto...
09:29Ma ogni tanto mi sembra di giocare a una partita di rugby.
09:34È molto fisico come scambio ed è una cosa che io adoro.
09:38Cioè, penso che il corpo ovviamente sia una parte fondamentale, ecco.
09:45non che tutto debba per forza essere espresso con una costante intensità e ferocia.
09:51Aspetta, aspetta, ce la posso fare.
09:53Prendi, fai questa tensione così, esatto, quasi tutta tirata.
09:58Sì, sì.
09:59Riesci ad afferrare quello.
10:01E qua vai.
10:03Questa tensione qui è bella.
10:05Perché dopo io ti riprendo da qua, ti do.
10:06Damiano ha un tipo di intelligenza a livello emotivo per quanto riguarda tutti i personaggi.
10:24Questa è una cosa che mi ha intenerito.
10:28Vedere il modo in cui viene processata la scena sul momento poi con Damiano.
10:36Io mi sono trovata bene, ma non solo.
10:40Io ho lavorato con delle bravissime attrici, dei bravissimi attori.
10:45Abbiamo anche delle ragazze che sono delle violiniste che non hanno mai recitato prima.
10:50C'è una scena che abbiamo girato e mi ha molto colpito perché lì mi è successa qualcosa mentre giravamo.
10:56Il primo concerto è la Domenica di Vivaldi.
10:59Laddove io mi sono lasciata andare, avevo un piano d'ascolto, ma in quel piano d'ascolto a me mi è arrivata la musica.
11:05Perché noi avevamo la musica comunque di Vivaldi sotto.
11:09Mi è arrivata come un pugno allo stomaco.
11:11La priora quasi piange a quella musica.
11:14E quindi c'è una lotta dentro la priora tra la bellezza, la forza, la vitalità di questo rapporto, ma anche della musica di Vivaldi, ma anche della ribellione di Cecilia.
11:25Del non darsi pace per non trovare sua madre perché vuole sapere e tutto quanto.
11:31rispetto a come lei si è impostata la sua vita per non soffrire.
11:39Alla fine è confusa e la reazione che ha va da una sua mieca di toglimi questa cosa qua, non capisco cosa mi ha fatto, cosa è successo, ma di cosa parlava, di passione.
11:50Lei è un po' magheggiata.
12:01Quando Elisabetta capisce che Cecilia, cioè il personaggio di Tecla, sarà, poi farà parte della sua famiglia, si diverte.
12:15Si diverte, è un po' la stuzzica, ma soprattutto è un po' il suo gioco.
12:21Cioè potenzialmente, io l'ho vista così, che Cecilia potrebbe diventare un po' il suo giochino.
12:25E quindi non è che si invade, ma non è che si fa tanti problemi, ma nessun tipo di problema, invadere lo spazio di una ragazza di certo non abituata ad avere quel tipo di contatto, quel tipo di confidenza,
12:39e a giocare con lei come se fosse una bamboletta.
12:43C'è una differenza tra dire fare una prova o mettersi alla prova.
12:48E secondo me quello che bisogna fare davanti a una camera, davanti a un pubblico, è mettersi alla prova, non fare una prova.
12:56Fare una prova ti dà l'idea di qualcosa che ripeti.
12:59Facciamo una prova, dopo facciamo un'altra prova.
13:01Invece mettersi alla prova ti fa uscire da una situazione di comodità e ti rende un po' scomodo, ti rende un po' nudo, ti rende vulnerabile.
13:10Questa è la condizione secondo me che un attore deve avere, deve accettare di sentirsi vulnerabile, deve accettare di sentirsi un po' nudo,
13:20perché è solo in quel momento lì che nasce l'emozione per chi ti guarda, perché riconosce che riconosce un'onestà,
13:27riconosce che non ti stai proteggendo o difendendo.
13:32E questo in tutto, anche in teatro o anche nell'opera, non ti devi difendere o proteggere dietro uno spartito, dietro una musica,
13:40dietro è scritta così e quindi è così.
13:44E al cinema, dietro al fatto che questa è la sceneggiatura o questo è il personaggio, non esiste nulla se non quello che ti immagini tu.
13:53Damiano è vero, è un esordio, dietro la macchina da presa, al lungometraggio, è vero anche che è abituato a dirigere.
14:01E' un regista di opera, quindi è un uomo che ha questa già consuetudine, insomma.
14:10Ma devo dire che è un modo di girare molto, molto puntiglioso, molto preciso, una fotografia bellissima.
14:16E' un lavoro di ricerca, magari parti da un punto perché è un'idea, ma facendolo la scena diventa un'altra cosa
14:21e poi dopo approda ad un'altra cosa ancora.
14:24Non ha timore di dire no, la scena deve essere esattamente come l'ho pensata io.
14:29Sì, però si lascia anche stupire.
14:31Quindi devo dire che è bello, si ha la sensazione di partecipare ad un progetto molto ricco anche in termini visivi.
14:37E' un tempo meraviglioso quello della preparazione delle riprese di un film.
14:43Perché tu investi la maggior parte del tuo tempo in qualcosa che poi saprai che finirà.
14:48Il fatto di averne coscienza mi porta a godermelo di più e a investirci tanto.
14:55Con Damiano abbiamo parlato molto del rapporto che Antonio avrebbe dovuto avere con le ragazze.
15:03In realtà quello che abbiamo capito è che per lui non c'è nessun rapporto umano, diciamo, alla base di questa convivenza con queste ragazze.
15:14Lui arriva alla pietà in un momento della vita, abbiamo detto particolare, perché le cose non gli stanno andando molto bene.
15:23Lui ha in mente il germe, la nascita delle quattro stagioni e quindi trova in queste ragazze, ha nient'altro che degli strumenti.
15:34Degli strumenti musicali e il suo rapporto con queste ragazze è strettamente oggettivo.
15:42Usa le ragazze come strumenti musicali, come i componenti di un'orchestra.
15:51Il momento storico nel quale è ambientato il film è un momento storico particolare perché non ci sono ancora le orchestre.
15:57Diciamo che questi esempi, questi erano i prototipi delle prime orchestre.
16:06Certo è che tra queste ragazze ce ne sono di brave, veramente brave.
16:10E tra queste c'è Cecilia che aiuta Vivaldi a trovare i suoni della natura che poi saranno utilizzati nella primavera.
16:27E tra queste ragazze come strumenti musicali, come i componenti di un'orchestra.
16:57Questo è un film che in qualche modo ha a che fare con la musica ed è anche uno dei motivi per cui quando ho letto il romanzo di Tiziano Scarpa da cui è tratto il film,
17:18subito ho sentito qualche cosa che mi riguardava perché è una storia veneziana, perché c'è la musica, perché c'è una sorta di teatralità nella storia.
17:31E quindi mi affascinava molto questo mondo.
17:33Noi abbiamo nel film una musica diegetica che è la musica di Vivaldi, mentre la musica che ho scritto io è la musica che è un po' nella testa dei personaggi,
17:45quindi è una musica distante da quella diegetica.
17:48Ho scritto la mia musica sentendomi molto libero, prendendosi un organico orchestrale abbastanza vivaldiano, ad eccezione di strumenti come l'uso delle percussioni o del clarinetto basso,
18:02però usando anche qualche stilema compositivo barocco ma scrivendo sempre la mia musica.
18:08Il lavoro di scrittura di un film è sempre un lavoro, se vogliamo, a quattro mani, cioè è sempre un lavoro di confronto con il regista,
18:16quindi si pensano delle cose, poi si torna indietro, poi diciamo che il confronto con il regista è sempre fondamentale.
18:27Con Damiano c'è stato sì, devo dire un grande affiatamento perché credo che abbiamo delle cose in comune, quindi un'istintività,
18:35poi veniamo comunque da un mondo, lui viene dal mondo operistico, io vengo dal mondo della musica contemporanea,
18:40quindi sono propriamente un compositore per il cinema.
18:45Io mi sono formato anche con la musica di Vivaldi, con la musica di Monteverdi, con la musica...
18:50Chi poi fa un percorso di studi accademico in conservatorio è il frutto della musica che ci precede.
18:59Non guardare verso le corde quando lo fai, guarda verso la finestra, verso fuori, ok?
19:04E prima del attacco è quasi come c'è un respiro, capito?
19:10Abbiamo parlato in particolare dello strumento visto e considerato che l'approccio che Damiano ha voluto sul film
19:16chiaramente è stato filologicamente informato, quindi in buona sostanza le cose che abbiamo affrontato
19:21sono state addirittura cominciare dalla scelta degli strumenti che quindi potessero rispettare gli strumenti dell'epoca
19:26a quella che poteva essere anche l'impostazione strumentale dei due attori, in particolare su Tecla
19:32che chiaramente ha la parte principale all'interno del film, quindi come poter avere una sensazione di maggiore possibile dimestichezza
19:42di qualcuno che in realtà il violino non aveva mai visto se non così da fuori
19:46è questo
19:47quindi l'effetto è proprio quello
19:50se tu invece sei virgolette
19:52il tuo timing è perfetto
19:54ma la tua energia
19:55il suono che dovrebbe venire fuori è molle
19:58e che però questa energia di rabbia così non ce l'ho nella scena
20:02si suonava in maniera diversa perché lo strumento era uno strumento diverso
20:05aveva una risposta all'arco diverso, aveva un arco diverso
20:09aveva una tensione delle corde diverse
20:12le corde stesse erano diverse se erano corde in budello
20:14noi stiamo rispettando il più possibile quello che è appunto l'approccio filologico alle esecuzioni
20:21quindi anche in questo caso abbiamo scelto delle esecuzioni di riferimento che fossero filologiche
20:25abbiamo reinciso alcuni brani che dovevano essere modificati in virtù della sceneggiatura
20:31il lavoro è stato fatto in maniera piuttosto doviziosa
20:34c'è un momento del film in cui Vivaldi testa la bravura delle sue orfanelle
20:41e in quella occasione Damiano ha preteso dalle figuranti di avere un rapporto fisico con la musica
20:49che è una cosa se vogliamo che noi pensiamo appartenga ad un tipo di musica
20:55che non è necessariamente quella classica
20:56niente di più sbagliato perché invece esattamente il rapporto con lo strumento
21:01e quindi con la musica che viene prodotta
21:03è una cosa che affonda le radici molto più indietro che non semplicemente con il rock
21:09il film è dislocato in tantissimi ambienti
21:27l'orfanotrofio è dislocato in tante poste, in tanti location
21:31e quindi anche creare la continuità, creare un look che fosse in qualche modo omogeneo
21:37non era facile e non era scontato
21:41il tono che Gasperi dalla lettura della sceneggiatura voleva dare subito
21:48era cercare di avere degli ambienti sobri
21:53e in qualche modo così, adesso uso una parola un po' esagerata
21:57però metafisici, cioè che fossero un po' spogli
22:01che fosse un 700 anche lì, non il 700 rococò
22:06non pieno di segni, non sovrabbondante
22:10ma che lasciasse spazio proprio alla possibilità di andare sugli attori
22:15sulla loro umanità
22:16poi questo aiutava molto il fatto che siamo in un orfanotrofio
22:23quindi un ambiente che di per sé ha questo tipo di povertà e di austerità
22:29e anche il fatto che quel luogo lì non esiste più
22:33cioè a Venezia c'è la chiesa della pietà dove Vivaldi aveva suonato
22:38ma è stata completamente restaurata, cambiata
22:41per cui non ha nulla di autentico rispetto al luogo
22:44quindi potevamo inventare un posto X
22:47e l'orfanotrofio non esiste più
22:50nel luogo in cui c'era l'orfanotrofio oggi c'è un albergo
22:53e quindi anche lì abbiamo creato un nostro mondo, un nostro immaginario
22:57quello che per me era importante è che ho chiesto a Gaspare
23:01è appunto di evitare lo stereotipo veneziano
23:04cioè di evitare anche nella scelta delle location che abbiamo fatto per l'esterno
23:12sì, di evitare la sensazione di floreale
23:19di non avere questi riferimenti pittorici
23:21e Gaspare aveva fatto una ricerca
23:24mi aveva mostrato delle immagini dove appunto si vedeva
23:27una Venezia anche un po' più sporca
23:29con la terra sul campo, con le rampicanti sulle facciate delle case
23:36cioè dove c'era una natura che un po' era parte anche della città
23:40e che in una certa misura siamo riusciti a restituire
23:44la Venezia che si vince dai primi canaletto
23:47o comunque dalle litografie che ci sono di quell'epoca
23:51era una Venezia molto rurale
23:54ho cercato di andare in quella direzione a livello visivo comunque
23:58quindi una Venezia sporca
24:01una Venezia dove la natura sicuramente a livello anche di verde
24:07vinceva molto di più sull'architettura ancora
24:10quando si pensa a Venezia nel 6-700 si pensa a una Venezia molto ricca
24:14piena di maschere e colori
24:17mentre in realtà comunque
24:18fine 600 in particolare comunque era un periodo ancora di pesti
24:23quindi in realtà l'aria che si respirava a Venezia era un'aria abbastanza pesante
24:27all'interno degli ospedali comunque c'era l'essenziale
24:31cioè c'era veramente l'essenziale
24:33ecco non c'era ricchezza
24:35l'unico tipo di ricchezza che c'era
24:38veniva usata ma era negli strumenti musicali
24:41che erano la fonte di sostentamento di questi orfanotrofi
24:45in questi ospedaletti diciamo che si lavorava
24:48e si portavano avanti le giornate proprio in funzione dei concerti
24:55quindi ovviamente tutto il dispendio energetico
24:58di quello che avveniva all'interno di questi ospedaletti
25:00era in funzione di sostenere le ragazze più che potessero suonare
25:04di avere degli strumenti, dei maestri
25:07tutta un'educazione musicale per chi ovviamente sapeva suonare
25:10in un film storico i costumi sono molto difficili sempre
25:21puoi scivolare subito in una dimensione un po' piatta
25:25un po' da cartolina
25:27un pochino patinata
25:30i vestiti delle figlie di Comune
25:35cioè quegli abiti da orfane
25:39sulle varie tonalità di grigi
25:41non li voleva caratterizzare con delle forme troppo settecentesche
25:46cioè non voleva i bustini che stringessero
25:49non voleva la gonna col panier
25:52insomma le voleva proprio molto semplici
25:56molto pulite, molto essenziali
25:57quindi il lavoro fatto con Maria Rita è stato quello di cercare di valorizzare al massimo
26:03le risorse che avevamo
26:04per non fare il passo più lungo della gamba
26:07ma di tenerci su un livello in cui
26:11l'umanità dei personaggi poteva risultare credibile
26:15poteva risultare emozionante
26:19quindi c'è stato come dire
26:21un primo ragionamento su come vestono le ragazze
26:26nell'orfanotrofio
26:28le tuniche, il colore delle tuniche
26:30e come gestire questo ambiente
26:32poi un riferimento storico sul fatto che le ragazze musiciste erano vestite di rosso
26:37e quindi un altro tipo di immagine
26:40è una completamente diversa
26:42questo doppio binario che hanno le ragazze
26:45che sono parte del...
26:47che danno vita proprio sia al coro, all'orchestra
26:50e danno l'ambiente dell'orfanotrofio
26:53Inizi del Settecento è un periodo intanto di passaggio
26:57e come tutti i periodi di passaggio
26:58ha influenze che sono precedenti
27:02e poi senti già il sapore di quello che verrà
27:04quindi sempre un po' difficile trovare materiale a cui attingere
27:10perché trovi uno o trovi l'altro
27:12abbiamo dovuto rielaborare spesso costumi
27:16che erano... che è più difficile
27:18perché di solito rielabori quello che viene prima
27:20e lo rendi più moderno
27:21invece trovando molto della fine del Settecento
27:24è stato appunto anche lì scarnificare
27:27rendere tutto più semplice, più pulito
27:29quello che era il Settecento più conosciuto
27:32quindi il Settecento francese
27:35quello più elaborato, i fiocchetti, i rastri
27:37è quello che è anche più dell'immaginario comune
27:41renderlo anche un po' più austero, più severo, più scuro
27:46i punti vita che cambiano
27:49quindi trovare modi per allungare o accorciare
27:52con i momenti in cui possiamo anche sbizzarrirci
27:54tipo il momento in cui si esce finalmente dall'orfanotrofio
27:58e quello era appunto un momento particolare
28:01perché è l'unico vero e proprio momento
28:03in cui c'è un altro mondo
28:06il mondo dei nobili, il mondo della festa
28:10del cibo, degli scherzi, del gioco
28:16riuscire a creare un'atmosfera
28:18che non fosse ostentata
28:20come il look del film
28:22ma che mantenesse una sua naturalezza
28:28e questo abbiamo cercato poi anche di dare
28:31nella scena di quando le ragazze sono di notte
28:33nel dormitorio, che chiacchierano
28:35o quando si lavano
28:37o quando sono immense, che mangiano
28:40o sono in sala prove
28:41di non confezionarle
28:45ecco, di non renderle carine
28:47di non renderle troppo pizzi e merletti
28:51ma che fossero più concrete
28:53carteggiamo in tutti i versi
29:00facciamo venire fuori la trama
29:02poi dipende insomma dalle esigenze
29:05che ne so, magari ci chiedono
29:08o lei si è ferita con qualcosa
29:12e quindi magari interveniamo con dei buchi
29:14o insomma delle usure specifiche
29:19che ci dà la regia
29:20ovviamente lavoriamo in laterale
29:26e anche la fiamma crea dei, diciamo, riflessi
29:34anche la fiamma dipinge in un certo senso
29:39e andiamo quindi a bruciare tutto ciò
29:44che abbiamo sollevato
29:45invece là c'è la zona tintoria
29:53e stiamo preparando l'acqua
29:55per fare una stoffa nera
29:59che servirà come interno per dei mantelli
30:02questi sono i tre colori che ho scelto
30:05per fare un nero intenso
30:06ebony black, coffee e bordeaux
30:09e qua prendo il campione
30:11il nostro campione
30:14e io qua vedo
30:17che non è un nero normale
30:19ma c'è del marrone dentro
30:22quindi procedo con il nero
30:25e metto un po' di marrone
30:29non troppo
30:34magari vado poi a
30:35e poi metto anche una punta di bordeaux
30:38perché ce la vedo
30:40nel campione
30:42poi si scioglie con l'acqua calda
30:48comunque per me posso iniziare a dare una prima base
30:58e poi in seguito aggiungo colore
31:02a mano a mano
31:04questi
31:10metodo spaghetti
31:15ovviamente più il tessuto sta in movimento più
31:40il movimento penetra
31:42soprattutto in queste stoffe
31:44ecco la caratteristica di queste stoffe
31:47che erano molto
31:48diciamo
31:50piene nel senso
31:52ci voleva molto a far passare là
31:54il colore nella trama
31:56quindi
31:56hanno avuto bisogno di ore di ebollizione
31:59anche le ragazze
32:01vivaldi
32:06vivaldi lo conoscevo
32:08penso come lo possiamo conoscere un po' tutti genericamente
32:11quindi non avevo mai approfondito la sua figura
32:15e quindi preparare il film è stata l'opportunità
32:21per scoprire anche un mondo veneziano
32:24molto particolare
32:26di cui in qualche misura sono anche molto orgoglioso perché questi orfanotrofi dove è ambientata la storia questo ospedale della pietà è uno dei quattro ospedali che esistevano a Venezia in quel periodo e non sono degli istituti religiosi non sono delle opere di carità come dire aiutiamo gli orfanelli chiedendo l'elemosina o aspettando la provvidenza ma erano delle opere di carattere sociale
32:56delle istituzioni create dalla Repubblica di Venezia che affrontava un problema sociale una piaga sociale cioè l'abbandono di questi neonati l'abbandono dei minori perché come dire era una vera e propria capitale affollata una capitale però anche come dire riconosciuta come un centro di prostituzione dove c'erano figli illegittimi e quindi l'abbandono dei bambini era una cosa evidentemente molto comune
33:26li mettevano dentro questa scaffetta questa ruota che girava e fine e per risolvere questo problema dei bambini abbandonati la Serenissima crea questi istituti crea questi ospedali dove ha questa idea che se ci pensiamo oggi sembra quasi folle nel senso di dire cosa gli facciamo fare a questi bambini?
33:50allora i maschi vanno a lavorare li portiamo nei cantieri all'arsenale eccetera e le bambine gli insegniamo a suonare uno strumento e facciamo un'orchestra e facciamo un coro e loro si esibiscono e con questo guadagnano
34:05beh io come dire la lancerei oggi questa questa idea qua cioè nelle carceri minorili cosa ci facciamo con questi ragazzi delle carceri minorili?
34:14beh diamogli uno strumento e facciamo un'orchestra e abbiamo le orchestre dei carceri e si esibiscono e guadagnano dei soldi
34:22cioè detta così sembra utopistica no? lì era la realtà e come dire e ci andava gente come Vivaldi a insegnare cioè non è che ci andasse come dire l'ultimo no così sempre per dire dai facciamoli contenti sti ragazzini
34:39ci andava il top del top del top lui ci ha insegnato 40 anni dentro lì
34:44la Serenissima sfruttava queste cose qui per farsi anche pubblicità quindi come c'è nel film la Repubblica vince un po' inaspettatamente questa guerra contro i turchi
34:53una delle ultime vittorie militari della Serenissima decidono di celebrare questa vittoria e come celebrano la vittoria chiedono all'orchestra dell'ospedale della Pietà di esibirsi con un nuovo oratorio commissionato a Vivaldi
35:14la guerra è finita Andrea Sanfermo ha scritto sarà in città la prossima settimana
35:30Venezia ha vinto la guerra siete felici siete qui per festeggiare Vivaldi ha scritto l'oratorio quindi commentate
35:37i governatori sono molto soddisfatti il governatore commenta che c'è un sacco di gente
35:42e in quell'occasione c'è il doge questo c'è nel finale del film ma è un fatto storico
35:48la Giuditta Triunfans è proprio l'oratorio che fu commissionato a Vivaldi per celebrare la vittoria di Venezia
35:56e fu eseguito dalle ragazze orchestra e coro lì all'ospedale della Pietà con la presenza del doge con la presenza del generale che aveva vinto la guerra
36:08e quindi sarà stato un momento secondo me eclatante di orgoglio
36:15celebrato dentro a questo orfanotrofio per quello dico è una cosa secondo me di cui essere orgogliosi perché ti dà l'idea anche un po' della lungimiranza
36:25e di veramente come l'arte, la musica, la cultura ma lì viste secondo me anche non tanto come cultura ma come una cosa molto artigianale
36:36ecco come questa cosa artigianale che è la musica e il teatro possono diventare non solo una fonte di sostentamento per le ragazze
36:45ma anche una fonte di celebrazione e di orgoglio cittadino
36:49grazie
36:51grazie
36:53grazie
36:55grazie
36:57grazie
37:27grazie
37:29grazie
37:31grazie

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