00:00Tornano alle seconde linee? Non è una novità che le pre-collezioni rappresentano il grosso
00:05rifatturato dei marchi, così come non è una novità che le collezioni di sfilata raccontano
00:10la visione estetico-creativa del designer e non sempre arrivano nei negozi. La novità
00:15invece è che i cappotti da oltre 20.000 euro e i jeans che sfiorano gli 8.000 hanno spostato
00:20i rapporti con i clienti verso il livello dell'outcouture, che ha allontanato dal
00:25pret-à-porter quel senso di facile da indossare. Un posto che sembrano aver preso le pre-collezioni,
00:31una sorta di definizione aggiuntiva di offerte merceologiche nate per precedere quelle delle
00:36sfilate, ma che viaggiano in parallelo mentre costituiscono quasi il 70% degli ordini dei
00:42buyers. Ora che le pre-collezioni si chiamano soltanto fall o spring, alludendo la media stagione,
00:48quella percentuale è rimasta invariata, ma il sospetto è che abbiano preso il posto di quelle
00:53che negli anni 80 e 90 si chiamavano seconde linee. Nate per dare ai clienti di quel tempo
00:59la possibilità di partecipare al mondo del designer spendendo meno, le seconde linee sono
01:04state bloccate perché quasi tutte fagocitavano i fatturati delle prime linee. Ora le fall e le
01:11spring sono parte integrante del business del marchio, ma per vestibilità e prezzi sembrano
01:16più abbordabili di quelle che si vedono nei fashion show. Ed ecco servite un'alternativa
01:21pronta da portare. In fondo il pret-à-porter ha tante declinazioni, che ne abbia una da mezza
01:27stagione non è proprio male.
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