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  • 3 mesi fa

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Trascrizione
00:00Donne coraggiose, Deborah Cartisano e Lea Garofalo, ma poi ci sono anche le donne che convinte militano dall'altra parte, donne che si sono assunte ruoli importantissimi e di primo piano direi Antonio.
00:19Sì, allora quella che vedete nella foto è Assunta Pupetta Maresca, aveva 20 anni, aspettava un bambino quando uccise Totonno e Pomigliano per vendicare la morte del marito Pasqualone e Nola.
00:37Quella vicenda, era il 1955, ispirò la sfida, il film di Francesco Rosi. Come spiega efficacemente nel suo libro Donne di Camorra, Filia Allum, le donne rappresentano il volto nascosto del potere.
00:58Non sono sempre vittime, ma spesso sono protagonisti del loro destino. Non hanno l'affiliazione formale, non prendono parte al rito di iniziazione e quindi anche se sono formalmente escluse dall'universo mafioso in termini di affiliazione rituale, le mafie non possono farne a meno.
01:25E vi spiego perché. Il primo apprendistato dei rampolli di mafia avviene proprio nella fase in cui sono affidate alle cure delle donne.
01:38Sono in pratica le prime educatrici, ma sono anche quelle che scandiscono i ritmi della violenza. Pensate nelle fai.
01:48Le donne vengono colpite negli affetti esclusivi e sono quelle che si ribellano, che incitano alla vendetta.
01:58Questa è Pina Iacopetta.
02:00Lei, dopo aver perso il marito, ordina ai figli di ribellarsi. È il 2011. Siamo in Calabria e quando la vendetta viene compiuta ringrazia la Madonna.
02:15Ringrazia la Madonna perché era riuscita a fare giustizia soffocando nel sangue i rivali della sua famiglia.
02:23Io ricordo un video intercettato dalla polizia in cui una vedova di mafia, quando la sua famiglia si riuniva attorno al tavolo per cenare,
02:36lei non mangiava, ma si batteva continuamente il petto.
02:41Era un gesto ossessivo e ripeteva
02:45Noi mangiamo e mio figlio mangia terra.
02:51Pensate chi stava attorno a quel tavolo.
02:54Doveva in qualche modo far smettere quella litania.
02:59E fu l'occasione per invitare i maschi della famiglia a vendicarsi.
03:06Quindi donne di carattere.
03:08E queste donne di carattere, vedete, hanno anche una radice storica.
03:11Perché nell'Ottocento le donne di Camorra gestivano il mercato della prostituzione.
03:17Una figura mitica era appunto quella di Marianna De Crescenzo,
03:22che era la cugina di Totò, Salvatore De Crescenzo.
03:26Pensate, il camorrista più importante che viene assunto per gestire l'ordine pubblico
03:34quando stava per arrivare Garibaldi.
03:37Mi viene in mente Nunzia Graviano, la sorella Apicirida, dei fratelli Graviano,
03:44che quando finiscono in carcere, entrambi sono detenuti al 41 bis,
03:48lei prende e assume la reggenza della famiglia.
03:52E ovviamente il suo profilo è diverso da quello che noi immaginiamo quando pensiamo alle donne.
03:58È poliglotta, parla più lingue,
04:01e ha anche questa capacità di gestire gli affari della famiglia.
04:05Allora, vedete le donne che spesso assumono ruoli di reggenza,
04:12però se noi dovessimo in qualche modo sintetizzare il ruolo della donna,
04:17potremmo dire che oscilla tra potere e sottomissione.
04:23Oggi, per esempio, molte donne si sono emancipate dal punto di vista criminale
04:28e quindi ricoprono ruoli sempre più importanti nell'organizzazione,
04:33soprattutto sul fronte del riciclaggio di denaro.
04:36Però ci sono anche le donne che si ribellano.
04:38Lea Garofolo, uccisa dal marito per aver deciso di collaborare,
04:43altre che sono riuscite a sfuggire alla vendetta dei familiari
04:47e oggi vivono in località protette sotto un'altra identità.
04:51Ecco, a me piace pensare che se un giorno riusciremo a sconfiggere le mafie,
04:58lo faremo grazie alle donne, quelle che non accetteranno.
05:02Avete fatto bene a sottolineare questo mio passaggio con un applauso,
05:15perché lo faremo grazie a quelle donne che non accetteranno più di vivere sotto messe.
05:22Ecco, a me piace pensare che non accettano più di vivere sotto messe.
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