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https://www.pupia.tv - Roma - Fondazioni lirico-sinfoniche
Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica - Ufficio di Presidenza
Audizioni sull'affare assegnato n. 896 (Condizioni e prospettive delle fondazioni lirico-sinfoniche) rappresentanti della Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino e della Fondazione Accademia nazionale Santa Cecilia di Roma (03.12.25)

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Trascrizione
00:00:00Grazie a tutti.
00:00:30Grazie a tutti.
00:01:00Una considerazione che è nota ma che credo vada ribatita, cioè la grande domanda che ha l'opera in tutto il mondo.
00:01:10E questo accade in tutti i paesi, non soltanto europei, ma nei paesi più distanti da noi.
00:01:16In paesi in Estremo Oriente, Cina, Giappone, mi sembra che Santa Cecilia è tornato stamattina da una tournée in Cina,
00:01:26Giappone, Corea, tutti i paesi in qualsiasi continente, quando arrivano a un certo livello di benessere e di civiltà, fondano un teatro d'opera.
00:01:38E questo è abbastanza singolare se si pensa appunto a quanto in realtà l'opera sia vicina alla cultura europea, quanto sia figlia della cultura europea.
00:01:52Quindi paesi distantissimi per cultura, per geograficamente, invece apprezzano enormemente.
00:02:01Tutti noi facciamo in continuazione tournée in tutto il mondo.
00:02:05E questo credo che sia un elemento di grande interesse.
00:02:09Altro elemento di grande interesse, diciamo di scenario, è che una forma di spettacolo dal vivo, forse la più antica,
00:02:18comunque tra le più antiche, insomma la musica ovviamente è stata una delle forme di spettacolo dal vivo più antiche, millenarie,
00:02:26nata secoli fa, continua ad avere un interesse e un'attualità straordinaria.
00:02:31in un mondo che è virtuale, immateriale, lo spettacolo dal vivo, l'opera in particolare che è incredibilmente fisico,
00:02:41che richiede la presenza, lo spostamento delle persone, continua ad avere una domanda veramente di grande importanza.
00:02:49Quindi stiamo parlando di un qualche cosa che non è una tradizione culturale che andrà a morire.
00:02:58E' una cosa molto viva e questo credo che sia un elemento molto importante.
00:03:03Dal punto di vista del mercato c'è una grande domanda.
00:03:08Dal punto di vista economico, da sempre il teatro lirico, l'opera, ha ovviamente necessità di sovvenzioni.
00:03:18Non è una cosa nuova, noi pensiamo che sia una cosa dei nostri tempi, in realtà il teatro nasce, l'opera nasce sovvenzionata.
00:03:29La Camerata De Bardi è stata la prima forma di teatro musicale nel mondo a Firenze, si chiama De Bardi perché c'era il Conte Bardi che la finanziava.
00:03:39Al Conte Bardi poi si sono sostituiti monarchi, si sono sostituiti principi, si sono sostituiti monarchie, repubbliche,
00:03:49però sempre, sempre hanno avuto esigenza di un finanziamento pubblico.
00:03:57In alcuni sistemi di welfare più privati il finanziamento pubblico è sostituito dal finanziamento privato,
00:04:04che comunque a sua volta ha un regime di defiscalizzazione, quindi comunque viene finanziato dallo Stato,
00:04:12ma l'esigenza di avere un finanziamento pubblico rimane e non è una cosa dei nostri giorni, è sempre stato così.
00:04:21Nell'Ottocento, penso che forse l'impresario dopo era uno dei lavori più pericolosi da fare.
00:04:28Barbaia nell'Ottocento gestiva il teatro della Scala, il teatro di San Carlo, facendo una bisca nei piani sotterranei.
00:04:41Quindi il carattere non profit dell'opera è una cosa che ci è sempre stata e che continua a esserci.
00:04:53La questione ovviamente che in particolare credo a voi interessa è il fatto che appunto in un sistema di welfare
00:05:02nel quale i finanziamenti pubblici sono comunque scarsi, bisogna fare delle scelte tra cultura, opera, sanità, ricerca, istruzione e quant'altro.
00:05:14E quindi credo che sia molto importante, al di là del fatto appunto che l'opera necessita di questi finanziamenti,
00:05:23che abbia la legittimazione sociale sufficiente per garantire e per far sì che appunto lo Stato decida di finanziare l'opera
00:05:32invece di finanziare la ricerca piuttosto che la sanità e quant'altro.
00:05:39Ecco, questo tema della legittimazione sociale e quindi del pubblico che arriva all'opera
00:05:47purtroppo spesso è stato un po' trascurato, è stato un po' trascurato proprio perché la biglietteria non è l'unica fonte di ricavi,
00:05:58diciamo non è la fonte di ricavi che consente all'opera di vivere e quindi da questo punto di vista
00:06:04si è spesso in molti periodi perso un po' di vista l'importanza invece del rapporto con il pubblico.
00:06:12Credo sia centrale, sia centrale non soltanto perché il lavoro viene fatto, il teatro viene fatto per il pubblico,
00:06:17ma per dare proprio legittimazione sociale anche alla spesa pubblica che viene fatta dallo Stato, dal Comune e dalle Regioni.
00:06:24Credo questo sia importante. Come aumentare il pubblico? Questo è l'elemento di grande complicazione perché ovviamente
00:06:38questo tipo di servizi richiede un uso del tempo libero e il tempo libero specialmente nella società nella quale viviamo
00:06:47abbiamo una grandissima competitività, abbiamo un'infinità di offerte competitive con l'opera lirica
00:06:55e quindi credo che sia indispensabile che chiunque di noi gestisca appunto questo tipo di offerta culturale
00:07:05cerchi di essere competitivo sul tempo libero non soltanto degli aficionados, degli amanti della musica lirica
00:07:15e della musica classica, ma in generale di tutta la collettività. Per fare questo credo che sia indispensabile
00:07:23la centralità dal punto di vista veramente della produzione culturale, dell'innovazione culturale,
00:07:31dell'apertura ai linguaggi contemporanei di tutti i teatri lirici. I teatri lirici devono parlare la lingua d'oggi
00:07:40e devono parlare potenzialmente a tutti i cittadini, questo è un elemento credo centrale e fondamentale.
00:07:50L'altro ovviamente altrettanto centrale è la sostenibilità della nostra attività perché molto spesso in passato
00:08:00lo Stato poi interveniva a coprire il deficit e tutto questo creava un cortocircuito che complicava tutto.
00:08:09Quindi sono degli elementi che devono stare assolutamente insieme.
00:08:16Ho poco tempo altro e quindi salto alcune cose che volevo dirvi ma la cosa importante è raccontarvi un pochino
00:08:25di quello che stiamo facendo al Maggio Musicale Fiorentino che sta cercando diciamo di mettere in pratica
00:08:34quello che in grande sintesi vi stavo dicendo. Sapete che negli ultimi 20 anni, diciamo negli anni che vanno
00:08:4490 al 2015, 2020 tutti i teatri hanno avuto profonda difficoltà. Nel 2013 è intervenuta una legge, la legge Brai
00:08:56che è riuscita a creare le condizioni per risanare tutti i teatri e devo dire attualmente i teatri
00:09:05rispetto a 15-20 anni fa sono assolutamente in una situazione. Solo devo dire a voi che ovviamente il Parlamento
00:09:16ha leggerato in materia, spesso si parla male, spesso chi viene qui fa un cagliere d'Oléans,
00:09:25invece vi devo dire che la situazione dei teatri lirici in Italia adesso come adesso è sicuramente
00:09:31molto meglio che nei decenni passati. C'è un'attenzione alla gestione, alla sostenibilità,
00:09:41quasi tutti i teatri, ad eccezione di qualcuno, casualmente hanno dei bilanci in pareggio, quasi tutti
00:09:51hanno una grande attenzione appunto al pubblico, alla comunicazione, allargare il pubblico, quindi devo dire
00:09:59complessivamente è un settore che funziona. Il maggio ha avuto una gestione un po' difficile, questo perché
00:10:11è nato un grandissimo teatro, meraviglioso, invito tutti a venirci, senatori e senatrici, perché è sicuramente
00:10:20il teatro, luogo fisico, più tecnologico e più nuovo in Italia e tra i più nuovi in Europa, ha una grandissima
00:10:34sala d'opera con un palco super tecnologico d'opera per 1900 posti, quindi molto grande, ha un auditorio
00:10:45molto bello, ha una cavea molto grande, tutti elementi difficilmente riscontrabili nei teatri d'opera italiani
00:10:54che sono quei meravigliosi contenitori, quei meravigliosi scrigni di bellezza, ma che hanno comunque anche
00:10:59dei vincoli dal punto di vista della funzionalità. Questo grande, grandissimo teatro, che poi è paragonabile
00:11:11al Parco della Musica, insomma, dove operano, dove lavora l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
00:11:17ha richiesto molti quattrini per essere gestito, ha bisogno di molto pubblico per essere riempito
00:11:27e tutto questo ha creato un problema nel maggio che è durato circa una ventina d'anni. La gestione
00:11:33commissariale che è finita nel 23 ha risanato dal punto di vista finanziario, io sono arrivato
00:11:39lo scorso anno e da due anni abbiamo conti in equilibrio con leggeri utili, ma la cosa principale
00:11:49che vi volevo dire è che in realtà il pubblico, abbiamo fatto un grandissimo lavoro sul pubblico
00:12:00per l'appunto. E questo non me l'aspettavo, già da quest'anno gli incassi da biglietteria
00:12:08e quindi il pubblico, perché non è stato aumentato il sistema tariffario dei biglietti,
00:12:13quindi gli incassi rispecchiano il numero di spettatori, è aumentato del 40% rispetto
00:12:20allo scorso anno e, cosa più interessante, che non mi aspettavo, già a ottobre ha segnato
00:12:27il record storico nella storia del maggio musicale fiorentino in questi cento anni di
00:12:34storia. Questo appunto accade quest'anno, questo a dire la modernità e l'interesse che comunque
00:12:43continua a esserci verso questa grande tradizione culturale italiana, non è accaduto negli anni
00:12:5050 o 60, il regolo 70, come si potrebbe immaginare, ma è accaduto nel 2025, con un incremento
00:12:59del 40% rispetto allo scorso anno. Gli incassi da biglietteria, come dicevo, non possono ovviamente
00:13:08rappresentare la soluzione al problema economico e finanziario del teatro, ma rappresentano un
00:13:15aspetto molto importante che è il motivo per cui lo Stato finanzia il teatro. Questo
00:13:21è un aspetto, credo, cruciale. L'aumento così grande in una città relativamente piccola
00:13:29come Firenze della fruizione del teatro lirico ovviamente sta a indicare maggiori consumi culturali,
00:13:39maggior uso del proprio tempo all'interno di queste istituzioni. Credo che sia questo
00:13:46uno degli aspetti più importanti e ripeto, non è un caso, sto parlando del maggio perché
00:13:54è il teatro che gestisco, ma è una situazione che credo sia veramente estesa a tutti i teatri
00:14:01religi. Tutti adesso hanno questa tendenza che nei decenni passati era un po' dimenticata,
00:14:09nei decenni passati i teatri erano molto autoreferenziali, si pensava sostanzialmente alla produzione,
00:14:17ai critici e poi se il pubblico c'era o non c'era era poco importante. Adesso credo che
00:14:23la cosa sia profondamente cambiata e credo che il maggio veramente rappresenti da questo
00:14:29punto di vista, anche se non dovrei essere io a dirlo, un esempio virtuoso di quello
00:14:34che può essere il teatro lirico in Italia, ma principalmente in Europa e nel mondo. Grazie.
00:14:43Grazie a lei, dottor Fuortes. Adesso la parola per la Fondazione Accademia Nazionale di Santa
00:14:48Cecilia di Roma, il Presidente Sovrintendente Massimo Biscardi per un tempo massimo di 10 minuti.
00:14:53A lei la parola.
00:14:59Buongiorno. Come sapete l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è l'unica fondazione lirica
00:15:06italiana destinata alla musica sinfonica. È un fatto importante in Italia perché non
00:15:15ci sono altre orchestre con la storia, ma direi al mondo con la storia dell'Accademia
00:15:19di Santa Cecilia. Se pensiamo che l'Accademia è nata, consisto quinto, 450 anni fa circa,
00:15:28ed è l'Accademia più antica al mondo. È un punto di riferimento culturale che fa onore
00:15:35secondo me all'Italia. Perché fa onore all'Italia? Perché ha una tradizione che in 450 anni
00:15:43non si è mai esaurita. È nata come Accademia dei compositori del Quattrocento.
00:15:51Palestrina fu il fondatore. E negli anni è stata sotto al Papato, poi sotto la Repubblica
00:16:00Romana, poi sotto i Savoia e poi adesso nella Repubblica Italiana. Ha continuato questo percorso
00:16:09di studi e di composizione. Era l'Accademia dei compositori, poi è diventata l'Accademia
00:16:15dei compositori e degli esecutori. E poi adesso dei compositori, degli esecutori e degli storici
00:16:21della musica, dei filologi della musica. Il patrimonio storico dell'Accademia è consultato
00:16:30in tutto il mondo. La cosa interessante e singolare dell'Accademia di Santa Cecilia
00:16:35è che è divisa in tre parti, in tre settori. L'Accademia degli studi, che è antichissima.
00:16:44Ci sono i corsi di alto perfezionamento che si svolgono nella sede di Via Vittoria. È
00:16:48lo stesso isolato del Conservatorio di Musica. Metà è del Conservatorio su Via dei Greci,
00:16:53metà dell'Accademia di Santa Cecilia su Via Vittoria. A questi corsi partecipano i musicisti
00:17:00che hanno già fatto i propri studi nelle loro nazioni e poi vengono in Italia per personarsi
00:17:08all'Accademia di Santa Cecilia. Sono corsi molto severi, difficile riuscire ad entrare nei dieci
00:17:16posti che sono per ogni materia di studio e sono i più ambiti al mondo. Alle volte in Italia
00:17:23mi accorgo che non si sa nemmeno che cos'è un corso di alto perfezionamento dell'Accademia
00:17:28di Santa Cecilia, persino nell'ambiente musicale. Però quando poi si gira all'estero e si parla
00:17:34di questo, si capisce che invece c'è una nomea che va al di sopra del nostro tempo, che deriva
00:17:41da una tradizione antichissima. Poi c'è un secondo settore che è quello che raccoglie a parte
00:17:53della bibliomediateca, manoscritti di altissimo valore, di compositori del 400, 500, 600 e che
00:17:59sono consultati anche online perché abbiamo una pattaforma che stiamo completando ma che
00:18:04consente agli studiosi di tutto il mondo di controllare i manoscritti e gli studi e i libri
00:18:11che sono stati scritti, i saggi che sono stati scritti in secoli sulla composizione musicale
00:18:16o sull'esecuzione musicale. E questo è un settore che riunisce i più grandi studiosi
00:18:26della musica europea soprattutto, ma ultimamente anche dall'Asia, Giappone soprattutto e degli
00:18:34Stati Uniti d'America. Il terzo settore che è quello che appare diciamo di più è quello
00:18:41della gestione dei concerti. Voi sapete che l'Accademia ha un'orchestra di 112 elementi,
00:18:50un coro di 66 elementi e l'orchestra e il coro dell'Accademia di Santa Cecilia posso dire
00:18:56che sono l'orchestra sinfonica più rinomata al mondo italiano.
00:19:00cosa fa soprattutto l'Accademia di Santa Cecilia storicamente? Non solo l'esecuzione musicale
00:19:09come tutte le altre fondazioni liriche, come le fondazioni liriche e sinfoniche, ma ha un
00:19:16compito in più, quello di ricerca, di studio sulle cose del passato ovviamente. Ci sono
00:19:22tante cose del passato che stranamente non sono conosciute per motivi storici. Faccio un esempio.
00:19:26durante il nazismo tanti compositori tedeschi, polacchi delle zone occupate, dovessero lasciare
00:19:37i loro paesi e andare negli Stati Uniti o altrove. Quei compositori non furono mai eseguiti.
00:19:42Braunfels, faccio un esempio, sono grandissimi compositori che oggi si stanno piano piano ristudiando
00:19:49e cercando di far conoscere al pubblico. E poi c'è la musica attuale, quella che era attuale
00:19:56cento anni fa e attuale anche oggi. Cioè come cento anni fa ci dovevamo occupare delle
00:20:00composizioni di Pizzetti o di Petrassi o di Ghedini o di Dalla Piccola, oggi ci occupiamo
00:20:05di Sciarrino, di Ivan Fedele, Francesconi. L'Italia oggi, a mio parere, ha i compositori
00:20:13più grandi al mondo. Ce ne sono almeno dieci che superano il valore di tutti gli altri
00:20:17compositori del mondo. Quindi il compito di Santa Cecilia è di occuparsi di questo aspetto
00:20:23e di far conoscere la musica dei propri compositori innanzitutto in tutto il mondo. In questo senso
00:20:31Santa Cecilia è, credo che sia, come dire, una fondazione particolarmente importante per
00:20:39l'Italia perché credo che abbiamo l'attività in tournée più attiva. Nel 2025 abbiamo fatto
00:20:4830 concerti all'estero tra Asia e Europa, che significa stare poi, aggiungendo i viaggi, un mese e mezzo
00:20:55fuori dalle nostre mura, diciamo così. E queste tournée fanno capire che la qualità dell'orchestra di
00:21:05Santa Cecilia, io devo dire come convengo con quello che ha detto il sovrintendente Fuortes, c'è stato
00:21:12negli ultimi vent'anni a mio parere un grande sviluppo delle fondazioni liriche, sia dal punto
00:21:16di vista qualitativo che dal punto di vista organizzativo. E notare che in una sorta di
00:21:25graduatoria delle orchestre sinfoniche al mondo, da più musicisti non italiani, si dice che l'orchestra
00:21:35di Santa Cecilia è una delle otto più importanti al mondo, è una cosa che ci deve fare molto
00:21:40onore. E vorrei aggiungere anche che io credo che dobbiamo riconoscere tutti quanti che la
00:21:47presenza all'estero dell'Italia, delle orchestre italiane, delle fondazioni liriche quando fanno
00:21:53opera o dell'orchestra di Santa Cecilia che fa musica sinfonica, ha un significato. Quando
00:22:01io giro con l'orchestra per il mondo mi accorgo che in tante città ci sono gli istituti italiani
00:22:07di cultura che hanno un ruolo molto importante e allora perché non si deve pensare che anche
00:22:18le orchestre o l'opera quando fatta all'estero dà un messaggio particolarmente importante all'estero
00:22:26della cultura italiana. Ultimamente ad esempio, senza nessuna polemica, l'orchestra di Santa Cecilia
00:22:33non può come le fondazioni liriche, se va all'estero non può essere più aiutata come era fino a poco
00:22:38tempo fa per le spese di viaggi che sono delle spese onerose. È chiaro che quando si va all'estero
00:22:45c'è, ci sono delle categorie di pagamenti, i Berliner Philharmoniker guadagnano, prendono
00:22:52200 mila euro a concerto, Los Angeles, Chicago, Santa Cecilia, ognuno si è catalogati in qualche
00:23:00modo. Noi cerchiamo di avere sempre di più anche perché la qualità dopo un bellissimo
00:23:05periodo di direzione del maestro Pappano, adesso di Harding sta salendo molto, però dobbiamo
00:23:10stare entro il bilancio, dobbiamo cercare di essere in bilancio. Prima l'aiuto sulle
00:23:17spese ci aiutava molto, adesso non è più così, io anzi chiedo se si può ricontrollare
00:23:24questa cosa perché proprio per lo scopo che avevo detto prima, è importante che ci sia
00:23:28una presenza culturale in Italia e tutto senso positivo che va verso il nostro paese.
00:23:36anche Santa Cecilia è in equilibrio di bilancio da sempre, diciamo, da sempre intendo gli
00:23:45ultimi 15 anni, con un piccolo attivo anche, e abbiamo una presenza di contributi privati
00:23:53importante e anche di incassi da botteghino. Teniamo presente che noi abbiamo una sala molto
00:23:57grande di 2800 posti e riempirla ogni giorno è una fatica, anche perché noi facciamo un
00:24:04concerto sinfonico per settimana replicato due volte, quindi tre concerti e quindi avere
00:24:089000 persone per settimana è dura. Devo dire che quest'anno dall'inaugurazione ad oggi abbiamo
00:24:15avuto quasi sempre il tutto esaurito, che è un bellissimo segnale. Ma quello che vorrei dire
00:24:21è qual è l'impegno che io credo che Santa Cecilia debba avere, che sta già avendo, ma
00:24:27debba avere di più per il futuro. Ed è questo. Girando per l'Asia ho avuto una visione. Le sale
00:24:37di concerto erano piene per due terzi di persone al di sotto dei 30 anni. Una cosa impressionante.
00:24:46ho avuto vari incontri per cercare di capire. L'ultimo l'ho avuto con l'ambasciatore
00:24:51Ambrosetti a Pechino, che aveva anche lui, che è appassionato di musica, è uno studioso,
00:24:57per cui sapeva di cosa si parlava. In pratica in Cina, dalla scuola elementare, i bambini
00:25:06sono obbligati a studiare uno strumento, ma portati ad ascoltare la musica, che è la cosa
00:25:12più importante. Non è necessario suonare la musica, ma ascoltarla, perché cambia la
00:25:17vita. Ed è vero che cambia la vita. E vedere i bambini di sei anni che da noi sarebbero
00:25:23vietati, perché al di sotto degli otto anni non li facciamo entrare perché ogni volta
00:25:27sono un macello. Vedere i bambini di sei anni che assistono a un concerto con la sinfonia
00:25:32di Rachmanino, oppure con pezzi di pizzetti che non sono nemmeno facili da ascoltare, è una
00:25:39cosa impressionante. Abbiamo sbagliato in qualcosa? Forse no. Per loro è un'arte nuova
00:25:47e quindi questo porta i giovani ad ascoltare, a conoscere qualcosa che non esisteva prima.
00:25:56Noi abbiamo visto tutto, quindi abbiamo secoli di tradizione musicale, però è chiaro che
00:26:03dobbiamo impegnarci molto. Quello che può fare Santa Cecilia è di spiegare al massimo
00:26:11le possibilità attraverso un nostro settore, che è quello dedicato all'educazione musicale.
00:26:19Il nostro settore, intitolato Education, ha creato sei settori interessantissimi che stanno
00:26:29avendo dei risultati inspiegabili. Pensate che il seguito di famiglie che seguono questi
00:26:35settori è di 37.000. 37.000 famiglie è una cosa impressionante a Roma. Ci sono tre cori
00:26:41che vanno bambini dai sei anni agli otto anni, dagli otto anni ai dieci anni e poi il terzo,
00:26:48quello quasi più professionale, perché si ascolta la musica, si studia la musica, si canta,
00:26:54ma c'è anche un passaggio quasi professionale da un coro all'altro. Si prepara attraverso
00:27:02questo studio anche il musicista di domani che può entrare in conservatorio e una preparazione
00:27:08prodromica. Stessa cosa per gli strumenti, bambini dai sei a otto anni che studiano violino,
00:27:14timpani o percussioni o fagotto e poi una seconda fascia e poi una terza fascia. E nella terza
00:27:20fascia abbiamo un'orchestra che è quasi di 200 ragazzi che fa i suoi concerti e che
00:27:27hanno quindi il seguito di famiglie e io credo che questo sia un'indicazione che può essere
00:27:35presa da tutti perché dobbiamo anche un po' supplire a quello che lo Stato non fa. Io
00:27:42mi ricordo quando lavoravo con Claudio Abado che fu un grandissimo direttore d'orchestra,
00:27:46un uomo difficilissimo, ricevette un giorno la notizia, o meglio la ricevette io che sarebbe
00:27:54diventato senatore a vita e glielo andai a dire e lui disse sì però accetterò se lo Stato
00:28:03mette l'educazione musicale dalle scuole elementari. Dice Claudio lasciamo stare, non
00:28:07è il momento, accetta e poi si vede. Infatti in quei pochi mesi in cui visse prima di morire
00:28:11cercò. E' una cosa che secondo me è veramente dovrebbe essere uno scopo del nostro paese
00:28:17perché stare all'interno di un sistema che fa conoscere la tradizione musicale veramente
00:28:29rende degli uomini diversi, genere migliori. Così come negli anni, dagli anni 20 fu stata
00:28:39una riforma che purtroppo Gentile non volle inserire la musica e la danza perché erano
00:28:48arti molli secondo loro, sbagliarono. Ecco, se fosse entrata la musica anche in quella grande
00:28:53riforma che fu bellissima devo dire, saremmo trovati una situazione molto diversa. Perché?
00:29:00Perché noi gestiamo un patrimonio, l'italiano, che è più importante al mondo. Le tournée
00:29:04che si fanno nei paesi dell'est o dell'ovest, in tutti i paesi italiani, sono fatte quasi
00:29:09tutti dai paesi italiani. Le orchestre che vengono richieste, i teatri d'opera, sono quelli
00:29:13italiani all'80%. Anche perché, e questo devo dirlo, se noi prendiamo un teatro di provincia
00:29:25tedesco, ma importante, raramente ha la stessa, ha la qualità di, come dire, di un teatro
00:29:33italiano del medesimo livello. Il teatro italiano per la qualità è il primo al mondo e quindi
00:29:39è chiaro che chi deve poi guadagnarci dalle tournée, che sono gli organizzatori, tengono
00:29:45ad avere il meglio che è al mondo. Cioè sono i teatri d'opera italiana. L'opera italiana,
00:29:51come la suona l'orchestra italiana, non ce n'è altre al mondo. Non è possibile,
00:29:55è stata nella nostra natura. E noi invece, il settore nuovo per noi è quello della musica
00:30:00sinfonica, su cui noi ci stiamo impegnando. Perché? Voi sapete che fino agli anni venti
00:30:07praticamente la musica sinfonica era negletta in Italia. C'era una tale preponderanza
00:30:13dell'opera lirica. Avevamo avuto il massimo al mondo, Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi,
00:30:18Puccini. Non c'era stato tempo di sfruttare l'altro aspetto della musica, che è un aspetto
00:30:24importantissimo, il prioritario nell'area germanica, che è quello della musica sinfonica.
00:30:30Ci fu una generazione, quella cosiddetta degli anni Ottanta, dell'Ottocento, di cui faceva
00:30:38parte Pizzetti, dalla piccola Casella. Ecco, questi compositori hanno creato l'area della
00:30:47musica sinfonica, di cui noi ci siamo appropriati in qualche modo a Santa Cecilia e che stiamo
00:30:51portando avanti. E abbiamo un compito ulteriore. Oggi sto facendo un discorso soprattutto musicale,
00:30:59ma le cose che ha detto il sovrintendente Forza le esposo in partenza, quindi le condivido.
00:31:05Che abbiamo un dovere ulteriore, quello di far conoscere anche i compositori italiani di quel
00:31:12periodo, che non sono meno importanti di Sibelius o di Elgar. Noi abbiamo i nostri Sibelius e i nostri
00:31:19Elgar e non capisco ancora perché non abbiamo voluto farli conoscere come di dovere. Casella,
00:31:26Pizzetti, Ghedini, dalla piccola, Petrassi, sono compositori immensi e io, come Santa Cecilia,
00:31:32credo di avere il dovere di occuparmi anche della conoscenza di questi grandissimi compositori
00:31:38che non hanno avuto ancora un ruolo nel mondo musicale, il giusto ruolo nel mondo musicale.
00:31:48Grazie anche a lei, dottor Biscardi. Chiedo se ci sono eventuali domande dei senatori.
00:31:54Senatore Marcheschi.
00:31:55Grazie intanto per essere venuti a raccontarci quanto di buono state facendo, che stamattina
00:32:06si è ascoltato tante cose buone, ne sapevamo già un po'. Mi fa molto piacere sentire parlare
00:32:10bene anche della mia città e del maggio musicale perché ne avevamo bisogno. Io, diciamo, dando
00:32:17per scontato tutta l'importanza che voi avete sottolineato della funzione ovviamente dell'opera
00:32:24e della musica non solo in Italia, quindi come tradizione culturale, ma anche all'estero.
00:32:31Mi volevo, come dire, fermare su due o tre punti facendo una o due domande, ma, come dire,
00:32:37mettendo una mia considerazione che vorrei capire se può essere sviluppata o no.
00:32:43l'ho già fatta insieme a altri sovrintendenti, però insomma è chiaro che sono suggestioni
00:32:50che cerchiamo di raccogliere per poi fare un documento finale da indirizzare magari al
00:32:55governo perché ci sta molto a cuore, diciamo, tutto il settore. Allora, parto, diciamo,
00:33:02dalla internazionalizzazione che voi stamattina avete sottolineato più volte e io, come dire,
00:33:09più volte anche con il sottosegretario Mazzi, ho cercato di dire anche, prendendo, diciamo,
00:33:17il pessimo esempio delle precedenti amministrazioni del maggio musicale fiorentino, sottolineavo
00:33:24il fatto che c'era pochissima, nonostante questa grande attenzione alla musica italiana, insomma,
00:33:30Verdi e Puccini sono i fai più ascoltati nel mondo ancora. A Firenze, che è una delle città
00:33:38con la più grande apertura internazionale, c'erano pochissimi stranieri che venivano al maggio,
00:33:42quindi sembrava che fosse quasi un enclave del pubblico, no? Quindi lei ha lavorato molto
00:33:47sulla differenziazione del pubblico, sull'età e anche questo confronto sull'età mi stimola,
00:33:52no? Perché dall'estero vengono più giovani e qua ancora e mi stimola anche a inserirlo
00:33:57nell'educazione. Ora, sinceramente, faccio una battuta, non so come fanno a imporglielo
00:34:02ai cinesi, forse noi non riusciremo ai bambini italiani a fare quello che fanno i cinesi,
00:34:08insomma, una battuta, però oggettivamente quello che abbiamo fatto noi nei decenni precedenti
00:34:12non ha prodotto tanto pubblico giovanile, tanta passione, diciamo, per la musica classica
00:34:18e per l'opera. Veniva quasi subita, viene quasi subita, tante volte ne abbiamo parlato,
00:34:23no? Quindi anche chi porta le scuole, chi educa nelle scuole, deve essere una persona
00:34:28che ci crede davvero nella funzione e che trasmetta quello di buono da la cultura e che da, insomma,
00:34:35l'uso di uno strumento, altrimenti, insomma, se si deve portare, questo vale anche per la prosa
00:34:40e per il teatro, insomma, se devi portare per forza come un'attività didattica appoggiata
00:34:45alla consuetta attività, insomma, non si produce grandi effetti. Quindi, detto questo,
00:34:51quindi, ok, però con metodi differenti anche l'educazione scolastica, non con quelli che
00:34:56abbiamo adottato negli ultimi trent'anni. Quindi, dicevo, sull'internazionalizzazione
00:35:02mi viene da dire, anche lo stimolo, lei dice, in Cina viene vista come un'arte nuova,
00:35:09e io che non faccio parte, ovviamente, di questo mondo, ma, insomma, leggendo un po' quello
00:35:16che accade anche in altri settori, mi è venuto in mente, forse, un paragone improprio, però
00:35:22mi piace condividerlo stamani, che è quello di trasformare in comunicazione un concetto
00:35:28che qualcuno ha già trasformato. Mi è venuto l'esempio di uno dei mestieri più antichi
00:35:34del mondo che vuole fare il cuoco. Da quando il cuoco è diventato lo chef, tutti i ragazzi
00:35:38vogliono fare lo chef. Prima il cuoco non lo voleva fare nessuno, ora tutti vogliono fare
00:35:42lo chef, perché è diventato un prodotto televisivo, ci si sono creati dei prodotti di competizione,
00:35:49eccetera, eccetera, è diventato moderno, perché figo, si dice così, noi ragazzi, e quindi
00:35:54seguono tutte queste cose qui, e prima nessuno voleva fare il cuoco. Quindi la musica come
00:36:00novità noi non la viviamo, per noi la musica classica o l'opera è una roba che guarda
00:36:06verso indietro, non va a guardare avanti, quindi diciamo dal punto di vista comunicativo penso
00:36:11si possa lavorare tanto, questo in Italia. E lo stimolo che volevo dare era questo, siccome
00:36:17ogni ente lirico, tutti avete difficoltà di bilancio, perché sappiamo che il finanziamento
00:36:24pubblico è indispensabile, è necessario, però magari non è più sufficiente a tutto quello
00:36:29che magari anche la vostra creatività e la vostra organizzazione richiede, perché
00:36:33ovviamente spesso abbiamo capito che i soldi servivano più a mantenere in piedi la struttura
00:36:43dell'ente e poco andare invece alla produzione, che è quello che invece fa la differenza con
00:36:48gli altri paesi, perché se è vero che noi abbiamo una produzione di alto livello, gli altri
00:36:53paesi si stanno attrezzando. Mi è capitato spesso andare all'estero e vedere le nostre opere
00:36:58fatte da, ovviamente, orchestre stranieri, quindi non sempre chiamano noi, ma se le fanno
00:37:03già da soli. Immagino cosa potranno fare i cinesi tra 10 o 20 anni, perché se tutti
00:37:08i ragazzini vanno ora a teatro da 6 o 7 anni, probabilmente non ci chiameranno profi a 10
00:37:13o 15 anni. Lo dico così, ma può essere una prospettiva, anche quelli ci hanno preso
00:37:17tutto, quindi se ci prendono anche l'opera, ecco, diventa anche un problema. Ma lo dico così
00:37:23perché lo stimolo che vi volevo dare era questo. Noi troviamo molta individualità,
00:37:30è chiaro, nell'arte è un po' così. E quindi, avendo, diciamo, una visione generale da qui
00:37:36di tutti gli antilirici e ovviamente vedendo che uno o due sono superiori rispetto agli altri
00:37:43oggettivamente, che hanno capacità di raccolta di sponsor, hanno un brand internazionale che vale
00:37:50molto di più di tutte le altre, mi era venuto in mente di, come dire, stimolare una centralizzazione
00:37:58senza fare enti, agenzie e cose del genere, di un soggetto, uno, due, tre persone, la dico così,
00:38:05che fossero dedicate a una sorta di international sales manager dell'opera Italia, come un brand
00:38:15dell'opera Italia, non Maggio, non Santa Cecilia, non Bari, non Genova, ma, diciamo, che sollevasse
00:38:22i costi dei singoli marketing di tutti gli enti, che per voi sono un costo, e per l'internazionalizzazione
00:38:31ci pensasse un soggetto esterno, come se prendeste un'agenzia che pensa a tutti, ovviamente facendo
00:38:36poi andare all'estero tutti, quindi il prodotto Opera Italia e non il prodotto Petruzzelli, Bari,
00:38:42Maggio, eccetera, eccetera. Quindi riducendo per voi delle uscite importanti e cercando
00:38:49di far andare più possibile il prodotto italiano e il nome non solo di Opera, ma anche di chi
00:38:56produce quello spettacolo all'estero dove c'è una gran fame d'Italia, confermo che dove
00:39:02andiamo, seguivo anche il giro della nostra Vespucci in giro per il mondo, ecco, abbinato
00:39:10anche all'opera della musica italiana, è stato un successo planetario. Quindi su questo,
00:39:15secondo me, al di là di che voi stamattina avete, diciamo, esposto, diciamo, sulla richiesta
00:39:22del centro internazionale e anche, diciamo, che le state facendo, in generale non è che
00:39:27se ne fa così tante. E su questo aspetto volevo chiedere in particolare cosa potremmo fare
00:39:33e come funziona, scusate la mia ignoranza del settore, sul pagamento, diciamo, di quando
00:39:38una nostra produzione va all'estero. Quando si faceva accenno al catalogo, no? Quindi al
00:39:44catalogo. E se finora, diciamo, i costi della trasferta erano assorbiti principalmente
00:39:50dallo Stato, oppure se come accade invece in altri settori, penso alla musica pop e cose
00:39:55del genere. Chi compra lo spettacolo se lo compra lo spettacolo e quindi se lo paga. Se
00:39:59volete la scala, come dire, a Bacu, quelli di Bacu pagano tutto. Non è che lo Stato
00:40:05deve intervenire per fare dei rimborsi. Perché anche la nostra Presidente del Consiglio più
00:40:11volte ha cercato di inserire all'estero, diciamo, i nostri prodotti, però spesso è venuto fuori
00:40:19che costavamo tanto, costavamo troppo rispetto ad altri. Quindi su questo aspetto cosa possiamo
00:40:24fare per migliorare, perché la musica classica, ma anche l'opera lirica come soft power per
00:40:31noi è molto importante, cioè ci crediamo totalmente. Finisco solo chiedendo, siccome i vostri predecessori
00:40:39avevano accennato al problema dell'utilizzo recentemente dovuto a una interpretazione dell'Agenzia
00:40:46dell'Art Bonus. Penso che tutti quanti potremmo utilizzarlo al meglio se fosse non scritto, perché
00:40:58era scritto in un certo modo, è stato adesso interpretato in modo differente dall'originario
00:41:03e quindi ha messo in difficoltà una raccolta di finanziamenti privati che invece sono fondamentali.
00:41:08Su questo è capire se oltre all'Art Bonus avete previsto nelle vostre strutture anche
00:41:15un soggetto che fa fundraising, perché all'estero i vostri competitor hanno culture diverse,
00:41:24un atteggiamento diverso, della solidarietà, dell'aiuto alla cultura, però oggettivamente
00:41:28ci sono figure dedicate solo a raccogliere finanziamenti privati per poter sostenere.
00:41:33Grazie Senatore Marchesi, chiedo se ci sono altre domande da parte dei senatori, se no faccio
00:41:41un intervento anch'io prima, così poi lasciamo a voi la replica. Intanto vi ringrazio oggi
00:41:46per essere qua e per il vostro prezioso contributo. Ero curioso di conoscere un vostro parere su
00:41:53un tema che non abbiamo affrontato oggi, ma nelle precedenti giornate sì, che è il tema
00:42:00del balletto, no? Il tema del mondo della danza, un mondo che riguarda magari meno
00:42:06sardacemente, però lei è stata un'importante sovrintendente di altre fondazioni, quindi
00:42:09conosce questo settore molto bene, lo siete entrambi. Su questo tema forse dobbiamo fare
00:42:14un ragionamento tutti, questa è una professione che di fatto sta sparendo nel nostro paese,
00:42:18sappiamo che su 14 fondazioni oggi soltanto 4 corpi di ballo sono rimasti, con vicissitudini
00:42:23insomma particolari in alcune fondazioni, anche il maggio ha avuto i suoi problemi
00:42:27legati a questo tema. Mi interessa conoscere una vostra opinione, perché è un argomento
00:42:34di cui si sta dibattendo, io personalmente credo che sia importante fare qualcosa perché
00:42:39questa professione rimanga nel nostro paese e venga ampliata. Oggi abbiamo soltanto 200
00:42:44possibilità di lavoro stabile nel nostro paese, credo che sia oggettivamente poco rispetto
00:42:50invece anche all'interesse grande che ha la danza nel nostro paese, quindi mi interessa
00:42:54molto una vostra opinione in merito a questo. Sull'internazionalizzazione, che è un tema
00:43:00assolutamente importante, quindi è giusto che l'Italia con le proprie fondazioni vada
00:43:04all'estero a confrontarsi con gli altri e anche a far vedere di che cosa siamo capaci
00:43:09nel nostro paese. Oggi il suo intendente Biscardi ci ha ricordato l'importanza dell'orchestra
00:43:14di Santa Cecilia, questo lo dico anche relativamente ad alcune polemiche degli ultimi tempi in cui
00:43:20si tentava di screditare un po' le orchestre italiane, forse non è così. Io credo che in questo paese
00:43:25abbiamo alcune tra le orchestre più importanti d'Europa e del mondo, al di là delle classifiche,
00:43:30al di là delle classifiche che poi sono tutte discutibili, poi sapremo esattamente i criteri
00:43:35con cui si decide chi sta al settimo, chi sta all'ottavo, chi sta al nono posto, però le prendiamo
00:43:39per buone, ma diciamo che in Italia abbiamo orchestre di grandissimo livello internazionale
00:43:43mondiale, questo lo diciamo a tutti. E quindi l'internazionalizzazione è molto importante.
00:43:53Non vorrei che perdesse di importanza il tema della nazionalizzazione delle nostre fondazioni
00:43:58liriche, cioè credo che un passaggio importante sia la funzione sociale che le fondazioni liriche
00:44:03ricoprono sul territorio sul quale insisto, che è un problema che a ricaduta va a colmare
00:44:10anche un po' il tema del nuovo pubblico, della creazione del nuovo pubblico. Lei prima parlava
00:44:13di cominciare dall'elementare lo studio dello strumento e il senatore Marchesi giustamente
00:44:20chiedeva come è possibile rendere realtà questo tipo di provvedimenti. Io ricordo che
00:44:26c'è depositato un disegno di legge al Senato che parla dell'istituzione degli asili musicali,
00:44:32che è un modo per cominciare ad aprire quel tema, perché magari se cominciano all'asilo
00:44:38ad essere incuriositi, ad andare nelle nostre fondazioni liriche, a ricevere nelle scuole
00:44:41i professori delle nostre fondazioni liriche, ad avere dei percorsi specifici per i bambini
00:44:45già di quell'età lì, per me è già 0-3 anni. Forse a 6 anni non lo dobbiamo imporre,
00:44:52forse a 6 anni saranno loro a chiederci di voler cominciare a studiare uno strumento
00:44:55e avvicinarsi a quel mondo perché incuriositi nel modo corretto. Nel Comune di Genova abbiamo
00:45:00fatto nascere 5 asili di questa natura, ci sono 5 scuole che hanno indirizzo musicale
00:45:05da ormai 4-5 anni e i bambini quando li portiamo a teatro o i ragazzi vengono, o i professori
00:45:12vengono a scuola e escono e dicono da grande vorrei suonare l'obo, il fagotto, cioè siamo
00:45:16in fronte ad una vera e propria rivoluzione da questo punto di vista. Quindi da questo punto
00:45:21di vista vi chiedo che cosa possiamo fare per far sì che fin da bambini si incominci
00:45:26un percorso scolastico e qual è la funzione che secondo voi le fondazioni liriche devono
00:45:31avere dal punto di vista sociale rispetto alla creazione di nuovo pubblico inteso come
00:45:35incuriosimento della cittadinanza della popolazione volta a creare poi una cittadinanza della popolazione
00:45:43migliore. Non ho altre cose da aggiungere, c'è il tema enorme dei finanziamenti privati
00:45:52ma sappiamo che è un tema di cui dibattiamo ogni volta, però bisognerebbe che ci fossero
00:45:57delle leve fiscali per incentivare l'ingresso dei privati nelle fondazioni liriche perché
00:46:01ad oggi questo avviene in pochissimi casi, forse voi siete tra i fortunati ma perché
00:46:05avete caratteristiche particolari, altri in diverse parti d'Italia invece fanno fatica
00:46:09a reperire fondi privati e quindi ci vorrebbe una leva fiscale che incentivasse, rendesse
00:46:13conveniente per i privati contribuire alle fondazioni liriche e basta, questi ultimi rilievi.
00:46:20Credo che però ci fosse anche il senatore Crisanti.
00:46:22Non ero presente però vi seguivo da remoto, oggi c'è un traffico pazzesco a Roma.
00:46:28Io rivolgo a voi due domande, la prima l'ho già fatta ai vostri colleghi che sono venuti
00:46:34la volta scorsa e ne aggiungo anche un'altra. Le fondazioni liriche e la lirica riceve fondi
00:46:44importanti dallo Stato ma ha tutta una sua fragilità di cui sicuramente voi siete consapevoli
00:46:50e l'avete anche esposta. Ecco, io come parlamentare mi pongo sempre a un problema dell'utilizzo
00:46:59dei soldi dei contribuenti e chiaramente il pubblico che va all'opera e che fluisce dei
00:47:11soldi dei contribuenti ha purtroppo un bias, direbbero gli inglesi, una distribuzione in termini
00:47:19di età e di censo che ci pone anche un problema etico perché ci pone il problema ma noi stiamo
00:47:25finanziando con i soldi pubblici lo svago dei ricchi in qualche modo e quindi questa cosa
00:47:32in qualche modo va riequilibrata e quindi sicuramente io apprezzo lo sforzo che voi avete fatto ma
00:47:37vi invito veramente a moltiplicarlo.
00:47:40E poi mi chiedo, noi nelle scuole abbiamo delle classi di musica, ecco ma io mi chiedo a
00:47:46questo punto ma il programma che fanno è funzionale alla formalizzazione del nostro patrimonio
00:47:54musicale? Ecco perché eventualmente forse magari c'è da agire lì perché noi tra altre cose
00:48:01spendiamo anche quattrini per fare i corsi di musica ai nostri studenti dalle elementari
00:48:08fino alle medie, ecco quindi mi chiedo ma c'è qualche suggerimento che voi potete dare sul
00:48:13programma di questi e qualche interazione che si può valorizzare perché è lì che sicuramente
00:48:20c'è la possibilità di incidere perché noi vogliamo preservare questo patrimonio culturale
00:48:26che rappresenta la musica, la musica è nata in Italia parliamoci chiaro dal 600 al 700 e poi con la lirica
00:48:35quindi è sicuramente parte della cultura della nazione però è chiaro che se noi non moltiplichiamo
00:48:41e non mettiamo in campo degli strumenti per allargare il pubblico e per riequilibrare questa distribuzione
00:48:49di fondi negli utilizzatori è chiaro che questo noi fra 15 anni staremo qui a parlare di un problema
00:48:55ancora gravato, ecco io quindi sono queste le due considerazioni che vorrei fare, grazie.
00:49:03Senatrice Cosenza.
00:49:04No volevo fare un'altra domanda, le fondazioni sarebbero in grado invece di sostenere proprio i costi scolastici?
00:49:14Grazie senatrice, diamo la parola ai nostri relatori, andiamo nell'ordine prima che prego dottor Fuortes.
00:49:20Rispondiamo in ordine ai vari senatori direi no?
00:49:23Sì, allora il senatore Marcheschi mi sembra che ha parlato di due cose, internazionalizzazione e arbonus come grande aree.
00:49:32Allora sull'internazionalizzazione come funziona attualmente perché chiedeva anche il funzionamento.
00:49:37Attualmente ogni teatro fa da sé, ogni istituzione di concerti, viene contattata o contatta teatri o agenti che operano in settori stranieri
00:49:51e c'è il divieto per quanto ci riguarda di utilizzare finanziamenti pubblici, incredibile, c'è il divieto di utilizzare finanziamenti pubblici per fare attività all'estero.
00:50:06Quindi attività all'estero devono essere finanziate interamente dai soggetti che le richiedono.
00:50:12Quindi a questo punto di vista è qui anche quello che diceva l'aiuto sui viaggi, l'aiuto sulla possibilità di incentivare questa internazionalizzazione
00:50:22perché attualmente deve essere totalmente sostenuto da chi domanda la tournée, diciamo così.
00:50:34Parlava di un soggetto che possa fare da gente italiana, diciamo una sorta di ice sullo spettacolo dal vivo, sulla cultura,
00:50:47potrebbe essere anche un pezzo del lice forse che già esiste e che questo potrebbe essere una cosa sicuramente che potrebbe agevolare
00:50:57perché lice ha appunto, e molto spesso ci sono interazioni con lice, noi a luglio abbiamo fatto una grande tournée con Zubi in meta
00:51:08in 10 città cinesi e io ho incontrato lì, oltre ovviamente agli ambasciatori, ai consoli, tutti i rappresentanti del lice in Cina.
00:51:23Quindi ci stanno molte interrelazioni.
00:51:25Se si riuscisse a fare questo sarebbe molto bello e molto utile.
00:51:29Adesso noi siamo soli di fatto, ogni teatro e ogni istituzione opera da solo e dal punto di vista economico
00:51:38deve essere tutto coperto da chi compra tra virgolette la tournée.
00:51:44Per quanto riguarda l'art bonus, che è un elemento ovviamente fondamentale,
00:51:50è tra l'altro probabilmente la forma di incentivo al finanziamento privato più importante che ci sia al mondo
00:52:01perché 65% di defiscalizzazione non c'è in nessun'altra parte del mondo, in Francia è poco inferiore.
00:52:10Quindi da questo punto di vista è molto importante e molto utile e devo dire se ne fa un grande uso.
00:52:16La legge pone molti vincoli, è un po' farraginosa, non si può usare il brand, non si può mettere il marchio.
00:52:26Quindi se si riuscisse invece a superare alcuni di questi vincoli, ovviamente quello strumento potrebbe funzionare molto meglio.
00:52:35Ha detto bene il Presidente che ovviamente quella cosa, in generale le sponsorizzazioni private,
00:52:41i finanziamenti privati, il mecenatismo sono molto legati alla ricchezza dei territori.
00:52:47Perché una cosa è farlo a Milano, una cosa è farlo a Firenze, una cosa è farlo a Bari.
00:52:55Lo diciamo due persone, lui è stato sorprendente, è stato commissario e conosciamo questi territori.
00:53:01È ovvio che riflette in qualche modo la ricchezza industriale del territorio.
00:53:07Però sicuramente se si riuscisse a fare qualche modifiche di cui si è parlato in passato all'Arbonus,
00:53:14questo agevolerebbe l'uso di quello strumento molto interessante che compone il bouquet di finanziamenti e di ricavi
00:53:22che può far gestire virtuosamente una fondazione.
00:53:27Cioè credo che è molto importante il fatto che una fondazione abbia una diversificazione finanziaria,
00:53:35abbia lo Stato, abbia la Regione, abbia il Comune, abbia l'area metropolitana, abbia i finanziamenti privati,
00:53:42abbia i mecenati, abbia ricavi di mercato, biglietteria ovviamente.
00:53:49Perché questo vuol dire che opera in una collettività in senso attivo e che i vari soggetti che la finanziano riconoscono il valore,
00:53:58perché se no non la finanzierebbero.
00:54:00Quindi da questo punto di vista credo che ci possa essere un grande interesse.
00:54:04Per quanto riguardava le domande del Presidente, allora l'internazionalizzazione ho già detto.
00:54:12E' ovvio che l'internazionalizzazione per quanto possa essere grande è una parte dell'attività che viene fatta.
00:54:19Io non credo che vada a discapito della nazionalizzazione, del lavoro che viene fatto sul territorio.
00:54:27Perché comunque parliamo di un 10% massimo dell'attività annuale che viene fatta da una fondazione.
00:54:35E' molto importante però quello che dicevo un attimo fa, che la fondazione operi nel territorio che rappresenti il meglio dal punto di vista della cultura del territorio
00:54:49e che abbia un rapporto con tutti i vari segmenti di questo video, quindi i cittadini, le scuole.
00:54:58Ecco, su questo e sulla parte educativa che diceva, anche su questo devo dire, praticamente tutte le fondazioni sono molto attente a questa attività.
00:55:10Noi facciamo per esempio come maggio moltissimi programmi finalizzati alle varie fasce di età, alle scuole, alle famiglie.
00:55:21Ci sono interi programmi che sono fatti solo per le famiglie.
00:55:25La domenica mattina famiglie con bambini fanno colazione, compresa nel prezzo, i bambini 5 euro, i genitori 10 euro e hanno all'interno di questo la colazione da fare lì.
00:55:40Per dire, sono 10 concerti nel corso dell'anno, ovviamente la domenica mattina.
00:55:44C'è una grandissima attività di veramente benemerito, oramai decennale, dei quali non ho meriti ma che ovviamente continuo a fare e anzi a incentivare,
00:55:57di produzioni di opere che vedono i ragazzi delle scuole centinaia sul palcoscenico a cantare, a interagire all'interno dell'opera.
00:56:08Quindi sono direttamente protagonisti e in platea, nella grande platea del maggio, ci stanno migliaia di ragazzi delle scuole che partecipano in modo interattivo cantando e agendo.
00:56:25Ogni opera normalmente abbiamo circa 20.000 ragazzi, tra quelli che stanno in platea e quelli che sono 10 recite che vengono fatte per ogni singola opera,
00:56:36in cui si attualizza e si semplifica il rigoletto, il rigoletto è il giullare del Duca, diventa un'altra cosa nella quale i ragazzi sono i protagonisti.
00:56:53Quindi da questo punto di vista noi facciamo tanto.
00:56:55Mi leggo direttamente alla domanda che faceva.
00:56:58È ovvio che le fondazioni non possono e non potranno riuscire a risolvere il problema dell'educazione musicale nelle scuole,
00:57:07perché non abbiamo né la capillarità che le scuole giustamente hanno in tutto il territorio della Repubblica,
00:57:16e perché oggettivamente non hanno le forze per fare una cosa del genere.
00:57:20Svolgiamo un'attività, se volete, di eccellenza all'interno del sistema educativo, molto importante,
00:57:28che sicuramente garantisce una parte del nuovo pubblico, ma non possiamo pensare a sostituire quello che invece deve fare la scuola.
00:57:39E lo potrebbe fare, come diceva il senatore Marcheschi, non devono essere deportati al teatro o fare musica col flauto,
00:57:48come facevo io quando ero ragazzo.
00:57:50Ci stanno adesso, c'è la tecnologia, ci stanno dei sistemi educativi straordinari.
00:57:55Quindi se appunto si volesse investire in quello sarebbe veramente il caso,
00:58:00perché di fatto per apprezzare la musica c'è bisogno di conoscenza e informazione, come in tutti i saperi.
00:58:08E più si conosce, più si è informati, più si ama quello che si ascolta e si vede.
00:58:21C'è un famoso economista americano che per studiare la crescita della domanda di musica
00:58:30la rapportata alla crescita, alla domanda di stupefacenti, dimostrando che c'è addirittura una forma di addizione,
00:58:38una forma di, come si può dire, di attaccamento quasi più si conosce e più si apprezza.
00:58:49Quindi è molto importante avvicinare il nuovo pubblico, perché quasi tutti quelli che si avvicinano in modo corretto
00:58:58poi rimangono assolutamente assuefatti dalla bellezza e dal piacere della musica.
00:59:06Però non potremo mai sostituire lo Stato nel mondo della scuola.
00:59:13Per quanto riguarda il senatore Crisanti, quello che dicevo proprio, lei non c'era, ma quello che dicevo proprio nell'introduzione
00:59:22è fondamentale la legittimazione sociale, perché voi distribuite finanziamenti importanti,
00:59:29quindi è molto importante, appunto, come cercavo di dire, che ci sia veramente un'attenzione straordinaria verso il pubblico.
00:59:38Questo che vuol dire? Vuol dire che ha detto una cosa molto giusta del bias, cioè la questione è che molto spesso
00:59:47si fanno politiche tariffarie che sono veramente elitarie.
00:59:55Sappiamo che il teatro sostanzialmente esiste perché è finanziato dal pubblico.
01:00:01Dopodiché se io metto dei prezzi alti, in realtà favorisco soltanto una parte del pubblico la più facoltosa.
01:00:13È incredibile che il teatro che è finanziato da tutti, è finanziato sostanzialmente da chi a teatro poi non ci va.
01:00:22E questo è una cosa folle.
01:00:24Quindi, però abbiamo delle politiche di prezzo, per esempio, al maggio non abbiamo aumentato i prezzi
01:00:32e ovviamente credo che tutti i teatri debbano fare grande attenzione.
01:00:37Noi abbiamo, gli studenti possono venire a 10 euro con una tessera,
01:00:42entrano in teatro, negli spettacoli che costano anche molto di più
01:00:47e ovviamente le scuole hanno un costo o gratuito o 5 euro di biglietto.
01:00:55Quindi ci deve essere questa cosa perché sennò veramente diventa un bene pubblico però finanziato da tutti
01:01:06ma di cui godono soltanto i più ricchi e sarebbe la cosa più folle.
01:01:09Purtroppo in alcuni teatri effettivamente attualmente in platea ci può andare solo chi è veramente facoltoso
01:01:21e questo credo che sia una cosa inaccettabile per un bene e un servizio offerto dal...
01:01:29Chiedo scusa per l'interruzione ma tra 10 minuti dobbiamo andare a votare.
01:01:34No, no, no, no, finisca pure, chiedevo solo chiaramente una sintesi finale.
01:01:37E' un'attenzione che dobbiamo avere assoluta, no, voglio lasciare la parola al mio collega, prego.
01:01:42E sul balletto?
01:01:43Ah sul balletto, mi scusi, sul balletto è un aspetto molto importante.
01:01:48Allora, è vero quello che dice, l'evoluzione del balletto purtroppo è stato il riflesso della crisi della finanza pubblica
01:01:59e del fatto che per quei vent'anni di grandi difficoltà non c'erano risorse.
01:02:04E quindi che cosa si è fatto?
01:02:06Si è tagliato la cosa più, passatemi il termine, sbagliato, ovviamente marginale.
01:02:13E quindi si sono tagliati i balletti.
01:02:16Questo è accaduto in quasi tutti i teatri lirici italiani.
01:02:19Ovviamente avere un balletto è una cosa gustosa, perché parliamo di 60 almeno elementi.
01:02:30E quindi per riuscire a riportare il balletto in tutti i teatri è indispensabile, questo sì, sarebbe necessario,
01:02:41un finanziamento specifico su questo perché non è possibile.
01:02:45Il carattere non profit del settore sul balletto è forse ancora più evidente, nonostante sia di grandissima domanda,
01:02:55abbia una grandissima domanda.
01:02:57Attualmente so che è in discussione una legge che prevede l'istituzione,
01:03:02e questo credo che sia una cosa saggia anche dal punto di vista dell'economicità e dell'efficienza della spesa pubblica,
01:03:10la costruzione di un balletto nazionale.
01:03:13Allora, la costruzione di un balletto nazionale a servizio di tutti i teatri lirici che non hanno attualmente il corpo di ballo.
01:03:22Questo credo che sia una cosa di grande interesse e di fattibilità economica senza grandi spese,
01:03:31perché potrebbe essere utilizzato appunto a turno da tutti i teatri che non lo hanno.
01:03:39Con una grande domanda, Firenze non ha per esempio il corpo di ballo e io posso chiedere il corpo di ballo di Roma,
01:03:48della Scala, come sto facendo, ma abbiamo avuto il balletto di Monte Carlo, abbiamo avuto il balletto di Hamburgo,
01:03:55spesso si hanno dei balletti magari di seconda fascia di paesi dell'est, quindi sarebbe sicuramente molto interessante
01:04:06avere un balletto nazionale che possa essere utilizzato in tutti i teatri lirici e riusciremmo a fare, diciamo,
01:04:15allargare anche l'offerta di lavoro. Dopodiché ovviamente l'ideale potrebbe essere che ogni teatro lirico abbia un suo corpo di ballo,
01:04:25ma questo, ripeto, richiederebbe una stima, faccio anche una stima, un 5 milioni per avere un corpo di ballo tra stipendi e attività
01:04:38se ne va all'anno non meno di 5 milioni di euro.
01:04:44Grazie.
01:04:46Sovrintendente Biscardi, prego.
01:04:47In due minuti cercherei di dare qualche complemento, diciamo, a quello che ha detto il sovrintendente Fortes.
01:04:54Il problema della partecipazione di tutte le categorie, di tutti i censi, diciamo, è il problema culturale, secondo me, si sposano.
01:05:05Da noi con 10 euro fai un abbonamento, un ragazzo può avere un biglietto di 10 euro per tutti i concerti.
01:05:14Quindi purtroppo, devo dire, non è quello il problema. Il problema è, come dire, a monte.
01:05:22Faccio un esempio.
01:05:23Negli ultimi 60-70 anni la crescita di una musica che prima era definita popolare, leggera, è diventata commerciale.
01:05:36E ha superato, come dire, quello che era invece la musica di una volta, la categoria della musica classica.
01:05:43E l'ha superata quasi facendo intendere che fosse la musica, la verità.
01:05:51Vi faccio un esempio.
01:05:52Voi sapete, qualcuno ricorda nel 1920 un compositore di musica leggera americana che si chiamava Ivor Novello.
01:06:00Era i Beatles degli anni 70.
01:06:04Oggi di Ivor Novello nessuno si ricorda più nulla.
01:06:07Devo dirvi che di Ghedini o di Dalla Piccola o di Pizzetti, tutti si ricorderanno fra tre secoli.
01:06:15Noi sappiamo che c'è una differenza, che la nostra musica è la continuità.
01:06:20Il problema è che dobbiamo comunicare ai giovani, far conoscere la musica.
01:06:26È sbagliato quello che si fa oggi nella scuola.
01:06:29Non dobbiamo insegnare a suonare la musica, non dobbiamo insegnare strumenti.
01:06:32Dobbiamo semplicemente insegnare a capire, ad amare, a godere della musica.
01:06:37È tutt'altra cosa.
01:06:39Di lì poi nasce tutto quello che deve nascere.
01:06:42I nostri ragazzi non sanno che tu sei all'armonia.
01:06:44Esattamente, ma devono amare, devono capire come ascoltare la musica.
01:06:49E si innamoreranno, è inevitabile che si innamorino.
01:06:52Poi c'è anche la musica leggera, ma quella è un'altra cosa.
01:06:56A volo d'uccello, sul fundraising sono d'accordo che bisogna impegnarsi.
01:07:01Noi siamo impegnatissimi, ma l'art bonus può essere migliorata.
01:07:05Oggi chi partecipa all'art bonus quasi si deve nascondere, perché non deve apparire da nessuna parte.
01:07:13Non ha senso questa cosa qua.
01:07:14Se qualcuno vuole dare un contributo, deve poter in qualche modo, come dire, legittimamente apparire.
01:07:19Se no è difficile.
01:07:21Sul balletto vorrei fare un passaggio storico.
01:07:24È vero quello che ha detto il sovrintendente Fortes.
01:07:26È vero pure che se oggi si riprende ad organizzare in qualche modo la riapertura di corpi di ballo e di danza,
01:07:36di corpi di ballo, sarebbe una cosa meravigliosa.
01:07:39Bisogna però non fare l'errore del passato.
01:07:41Prima si erano chiusi perché erano diventati luoghi in cui la qualità non esisteva praticamente più.
01:07:48Quindi stare molto attenti che non sono posti semplicemente posti di lavoro,
01:07:53sono posti in cui devi esercitare un'arte e la devi tenere sempre a livello internazionale,
01:07:57altrimenti muori poi.
01:07:59Per i vostri tempi credo devo dire.
01:08:05Va bene, vi ringraziamo.
01:08:07Ricordiamo che è possibile far prevenire eventuale documentazione integrativa all'intervento svolto
01:08:12e sospendiamo la seduta.
01:08:13Grazie.
01:08:13Grazie.
01:08:14Grazie.
01:08:15Grazie.
01:08:16Grazie.
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