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https://www.pupia.tv - Giachetti - Intervento alla Camera dei Deputati
Oggi alla Camera sono intervenuto per esprimere il voto favorevole di Italia Viva sulla proposta di legge per la redazione della Mappa della memoria per la conoscenza dei campi di prigionia, di internamento e di concentramento in Italia e per la promozione dei viaggi di istruzione in questi luoghi.
Qui il mio intervento(04.11.25)

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Trascrizione
00:00...d'intervenire per dichiarazione di voto il deputato Roberto Giacchetti.
00:03Prego, a lei la parola.
00:07Grazie Presidente.
00:09Non appaia scontato, neanche banale, l'unanimità che si è raggiunta su un provvedimento di questo tipo,
00:18in particolare in un momento storico così difficile e drammatico per certi versi.
00:25Quindi guardiamo a cosa accade intorno a noi, la tendenza alla risoluzione dei conflitti con la forza,
00:33guardiamo anche semplicemente quello di cui abbiamo parlato poco fa riguardo il Darfur.
00:39Sembrano, signor Presidente e colleghi, venire meno i fondamenti della convivenza civile,
00:45come se la storia non ci avesse insegnato poi in fondo abbastanza.
00:51e ci ritroviamo a vivere una situazione...
00:57Chiedo scusa, devo dare a Giacchetti, chiedo di interrompersi per qualche secondo.
01:04Colleghi, vale sempre la medesima regola che chi ha bisogno di conversare con i propri colleghi
01:12è pregato di recarsi fuori dall'Aula e di lasciare che l'Aula possa continuare il suo lavoro
01:21e in particolare, nella fattispecie del deputato Giacchetti, possa continuare il proprio intervento.
01:26Grazie Presidente, stavo dicendo che la situazione e il contesto sono così drammatici
01:41e proprio in un momento così difficile in cui sembra di rivedere cose che pensavamo di aver consegnato alla storia
01:47in un contesto così deteriorato e proprio in un contesto del genere che la memoria e la conoscenza
01:55ci possono venire in soccorso come baluardi di libertà e come monito per non ripetere poi in fondo gli stessi errori.
02:05Il provvedimento in esame, che prevede una mappatura di tutti i campi di prigionia, di internamento e di concentramento
02:13presenti in Italia dall'Ottocento al post bellico, non è finalizzato a creare una semplice banca dati,
02:20non vuole cioè semplicemente mettere ordine su una parte della storia nazionale in un certo senso trascurata.
02:28Piuttosto va a coprire un buco sostanziale rispetto alla conoscenza e allo studio di ciò che questi campi
02:35rappresentarono, soprattutto nelle guerre mondiali, dalle guerre mondiali in poi, soprattutto negli anni compresi
02:42tra il 22 e il 45 durante il fascismo. Si sono contati 135 campi di concentramento, circa 85 campi di lavoro,
02:53109 campi di prigionia, 15 campi provinciali della Repubblica Sociale Italiana, 566 località di internamento
03:02e 34 località di confino. Ciò che fin qui è sempre mancata è una mappatura organica ed ufficiale
03:10dei luoghi, perché è partendo da qui che è possibile seguire un filo coerente con ciò che questi hanno
03:17rappresentato nella vicenda bellica nazionale. Sono luoghi, signor Presidente, che hanno bisogno di farsi
03:25carne viva, di diventare corpo della coscienza, luoghi che vanno raccontati alle nuove generazioni
03:33per ciò che furono, ovvero contesti di repressione ma anche di prevenzione, secondo modalità adottate dal fascismo,
03:43non già rispetto a chi aveva commesso crimini, ma anche a chi non fosse allineato, agli avversari.
03:50E le tracce di questi passaggi, le presenze di tutti coloro che furono sgraditi al regime
03:56e che lì vennero torturati ed uccisi, sono ciò che abbiamo il dovere di ricordare e trasmettere
04:02a chi quella storia non la conosce, non perché è lontana nel tempo, ma perché di fatto accantonata,
04:09talvolta rimossa dopo la fine della guerra. Abbiamo giustamente ripercorso e celebrato il valore
04:15della lotta di resistenza e dei suoi luoghi simbolo, ma abbiamo trascurato colpevolmente
04:21l'altra faccia, una ricognizione puntuale e approfondita di tutti i luoghi di orrore
04:27in cui i crimini del regime fascista trovarono lo strumento d'elezione, che furono di fatto
04:32il braccio di un modus operandi consolidato e privilegiato, nell'annullamento del dissenso
04:38e nell'eliminazione fisica di chi, per ragioni di razza o in forza di idee contrarie a quella
04:44dittatura, si opponeva anche a costo della vita. Per colmare quindi questo vuoto, la proposta
04:52di legge punta a disegnare una mappa fisica e a promuovere ricerche storiche, documentali
04:57e archivistiche, a organizzare manifestazioni, convegne, mostre, pubblicazioni e parallelamente
05:02dispone stanziamenti sia per questo lavoro di studio che per visite scolastiche, così come
05:08avviene anche per quelle che sono le visite per le giornate della memoria, ma per tali
05:14ragioni la ricostruzione geografica e dunque storica e la possibilità di entrare in contatto
05:19con spazi così fortemente intrisi di pathos sono il miglior viatico di conoscenza per i
05:25nostri giovani. D'altra parte, lo avevo già ricordato in occasione delle visite scolastiche
05:30ad Auschwitz, voglio ripetere anche qui che non c'è nulla di più efficace per la trasmissione
05:36di conoscenza dei silenzi freddi e agghiancianti di quei luoghi. Ore e ore di letture o di
05:42lezioni o di immagini cinematografiche non riuscirebbero mai a competere con l'immediata
05:49potenza evocativa che chiunque varchi la soglia di un carcere, di un edificio abbandonato in
05:54mezzo alla neve, sente nel brivido della propria pelle e mi lasci dire che stonano francamente
06:01le parole di un Ministro della Repubblica che ha definito gite quelle che i nostri ragazzi
06:08fanno nei luoghi, in quei luoghi e lo voglio dire senza fare polemica, ma forse la Ministra
06:17non c'è mai stata, non ad Auschwitz o nell'altro in quei luoghi, ma insieme alle scolaresche
06:23a vedere. Io ho avuto il privilegio come capo di gabinetto della Giunta Rutelli di partecipare
06:28a quei viaggi e privatamente ci sono andato con i miei figli. Vedere le facce di quei
06:33ragazzi, in quei momenti anche quelli che possono portare la goliardia in altri posti, chi sta
06:39lì e li vede quando vedono le scarpe abbandonate delle persone che sono state bruciate o vedono
06:45i forni crematori. Le assicuro, Onorevole Roccella, che non vivono quelle cose come una
06:50gita e le vivono in un modo molto più drammatico e forse sempre più dovremmo portarli lì per
06:57vedere effettivamente quello che succedeva. Usare quelle parole significa non comprendere,
07:04significa non comprendere ciò che quei ragazzi si portano a casa, pur con tutte le manifestazioni
07:10tipiche dell'adolescenza in viaggio e sfido chiunque a dire che non siamo stati tutti
07:15così. È un ricordo vivo, tangibile e sacro allo stesso tempo che magari non sarà rendicontabile
07:22con molte parole al ritorno a casa, ma servirà molto di più di altro a costruire un pezzo
07:28di quella memoria nelle teste e nei cuori di un adolescente. Lo spirito e la forza di quei
07:33luoghi, nell'attuale società del dominio delle immagini come è quella in cui viviamo, pesano
07:39e restituiscono molto di più di cento libri di storia, così come c'è bisogno di comprendere
07:44che la memoria non è una scatola vuota o un feticcio da agitare per scopi ideologici.
07:49La memoria vive, o meglio, si incarna nella figura e nella levatura della senatrice Liliana
07:56Segre, che in quanto sopravvissuta non solo per questo, ma anche per questo ha titoli morali
08:03e umani infinitamente più goggenti di qualsiasi esperto improvvisato dell'ultima ora a parlare
08:09di genocidio o a pronunciarsi sul conflitto di Gaza e non può e non deve divenire oggetto
08:16di espressioni fraseologiche di pessimo gusto da parte di chi, da un lato, dice di rispettarla,
08:24ma dall'altro non la considera. E per essere chiari sto parlando di Francesca Albanese,
08:29un interlocutore degno e una voce autorevole, che non definisce ovviamente la Segre, un interlocutore
08:35degno e una voce autorevole su quanto accade in Medio Oriente. È proprio quando il portato
08:40della memoria si va offuscando che ci si dimentica del passato e si lascia spazio ai talebani
08:45del presente. Oppure, peggio ancora, signor Presidente, si opera una rimozione a tal punto pervasiva
08:52delle regole del gioco democratico da fare un balzo all'indietro e si normalizzano come
08:56forme di dissenso accettabili atti di protesta, quelli sì di stampo irriducibilmente fascista.
09:04E qui mi sto riferendo a quanto accaduto giorni fa all'Università di Venezia, dove alcuni
09:08sedicenti attivisti pro-PAL hanno impedito al nostro ex collega Fiano di parlare a un convegno
09:14sul tema dei due popoli e due Stati. Voglio approfittare, signor Presidente, ho concluso, per esprimergli
09:21pubblicamente, come ho già fatto privatamente la mia solidà personale, ma vorrei esprimere
09:26qui anche tutta la mia preoccupazione per quanto è avvenuto. In primis perché si tratta
09:32di una censura avvenuta in un luogo di confronto per definizione come l'Università è e dovrebbe
09:38essere. In secondo luogo perché impedire a chiunque di parlare in democrazia e retaggio
09:43di metodologie fasciste senza sé e senza ma. Ma da ultimo, e questo mi è parso il
09:51fatto più inquietante, perché è un atto che non intendeva rivolgersi, non avrebbe
09:56potuto alle idee di Fiano in merito alla guerra in Medio Oriente, atteso che le sue posizioni
10:02contro i crimini di Netanyahu sono note, così come il suo giudizio netto a favore della soluzione
10:08due popoli e due stati. No! Il punto tragico di quell'episodio sta nel fatto che Fiano
10:14non può parlare e non deve nemmeno essere ascoltato in quanto ebreo, esattamente come
10:20Liliana Segre non dovrebbe esprimerci su qualcosa da cui risulterebbe essere troppo coinvolta
10:26emotivamente. E vedere oggi che l'Ele Fiano riesce a parlare in quella università solo
10:37perché blindata, signor Presidente, rende la situazione ancor più agghiacciante. Siamo
10:44nell'Italia del 2025, in un Paese democratico, e mi lasci dire che quando sento preoccupazioni
10:51e per carità, se si viano le leggi e si è nostalgici del fascismo, si va condannati
10:57sia moralmente sia politicamente e se è del caso anche con la legge perché in una sezione
11:02del Fratelli d'Italia si grida viva il Duce e via dicendo. Ma poi, e ho concluso, signor
11:08Presidente, se accade che qualcuno attua misure e comportamenti tecnicamente fascisti, non è
11:17che è una nostalgia del fascismo, si agisce in modo fascista impedendo alla gente di parlare,
11:24la situazione è davvero preoccupante e a maggior ragione è importante che oggi questo provvedimento
11:30sia da tutti condiviso. Grazie.
11:33Grazie. Grazie a lei.
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