00:00...d'intervenire per dichiarazione di voto il deputato Roberto Giacchetti.
00:03Prego, a lei la parola.
00:07Grazie Presidente.
00:09Non appaia scontato, neanche banale, l'unanimità che si è raggiunta su un provvedimento di questo tipo,
00:18in particolare in un momento storico così difficile e drammatico per certi versi.
00:25Quindi guardiamo a cosa accade intorno a noi, la tendenza alla risoluzione dei conflitti con la forza,
00:33guardiamo anche semplicemente quello di cui abbiamo parlato poco fa riguardo il Darfur.
00:39Sembrano, signor Presidente e colleghi, venire meno i fondamenti della convivenza civile,
00:45come se la storia non ci avesse insegnato poi in fondo abbastanza.
00:51e ci ritroviamo a vivere una situazione...
00:57Chiedo scusa, devo dare a Giacchetti, chiedo di interrompersi per qualche secondo.
01:04Colleghi, vale sempre la medesima regola che chi ha bisogno di conversare con i propri colleghi
01:12è pregato di recarsi fuori dall'Aula e di lasciare che l'Aula possa continuare il suo lavoro
01:21e in particolare, nella fattispecie del deputato Giacchetti, possa continuare il proprio intervento.
01:26Grazie Presidente, stavo dicendo che la situazione e il contesto sono così drammatici
01:41e proprio in un momento così difficile in cui sembra di rivedere cose che pensavamo di aver consegnato alla storia
01:47in un contesto così deteriorato e proprio in un contesto del genere che la memoria e la conoscenza
01:55ci possono venire in soccorso come baluardi di libertà e come monito per non ripetere poi in fondo gli stessi errori.
02:05Il provvedimento in esame, che prevede una mappatura di tutti i campi di prigionia, di internamento e di concentramento
02:13presenti in Italia dall'Ottocento al post bellico, non è finalizzato a creare una semplice banca dati,
02:20non vuole cioè semplicemente mettere ordine su una parte della storia nazionale in un certo senso trascurata.
02:28Piuttosto va a coprire un buco sostanziale rispetto alla conoscenza e allo studio di ciò che questi campi
02:35rappresentarono, soprattutto nelle guerre mondiali, dalle guerre mondiali in poi, soprattutto negli anni compresi
02:42tra il 22 e il 45 durante il fascismo. Si sono contati 135 campi di concentramento, circa 85 campi di lavoro,
02:53109 campi di prigionia, 15 campi provinciali della Repubblica Sociale Italiana, 566 località di internamento
03:02e 34 località di confino. Ciò che fin qui è sempre mancata è una mappatura organica ed ufficiale
03:10dei luoghi, perché è partendo da qui che è possibile seguire un filo coerente con ciò che questi hanno
03:17rappresentato nella vicenda bellica nazionale. Sono luoghi, signor Presidente, che hanno bisogno di farsi
03:25carne viva, di diventare corpo della coscienza, luoghi che vanno raccontati alle nuove generazioni
03:33per ciò che furono, ovvero contesti di repressione ma anche di prevenzione, secondo modalità adottate dal fascismo,
03:43non già rispetto a chi aveva commesso crimini, ma anche a chi non fosse allineato, agli avversari.
03:50E le tracce di questi passaggi, le presenze di tutti coloro che furono sgraditi al regime
03:56e che lì vennero torturati ed uccisi, sono ciò che abbiamo il dovere di ricordare e trasmettere
04:02a chi quella storia non la conosce, non perché è lontana nel tempo, ma perché di fatto accantonata,
04:09talvolta rimossa dopo la fine della guerra. Abbiamo giustamente ripercorso e celebrato il valore
04:15della lotta di resistenza e dei suoi luoghi simbolo, ma abbiamo trascurato colpevolmente
04:21l'altra faccia, una ricognizione puntuale e approfondita di tutti i luoghi di orrore
04:27in cui i crimini del regime fascista trovarono lo strumento d'elezione, che furono di fatto
04:32il braccio di un modus operandi consolidato e privilegiato, nell'annullamento del dissenso
04:38e nell'eliminazione fisica di chi, per ragioni di razza o in forza di idee contrarie a quella
04:44dittatura, si opponeva anche a costo della vita. Per colmare quindi questo vuoto, la proposta
04:52di legge punta a disegnare una mappa fisica e a promuovere ricerche storiche, documentali
04:57e archivistiche, a organizzare manifestazioni, convegne, mostre, pubblicazioni e parallelamente
05:02dispone stanziamenti sia per questo lavoro di studio che per visite scolastiche, così come
05:08avviene anche per quelle che sono le visite per le giornate della memoria, ma per tali
05:14ragioni la ricostruzione geografica e dunque storica e la possibilità di entrare in contatto
05:19con spazi così fortemente intrisi di pathos sono il miglior viatico di conoscenza per i
05:25nostri giovani. D'altra parte, lo avevo già ricordato in occasione delle visite scolastiche
05:30ad Auschwitz, voglio ripetere anche qui che non c'è nulla di più efficace per la trasmissione
05:36di conoscenza dei silenzi freddi e agghiancianti di quei luoghi. Ore e ore di letture o di
05:42lezioni o di immagini cinematografiche non riuscirebbero mai a competere con l'immediata
05:49potenza evocativa che chiunque varchi la soglia di un carcere, di un edificio abbandonato in
05:54mezzo alla neve, sente nel brivido della propria pelle e mi lasci dire che stonano francamente
06:01le parole di un Ministro della Repubblica che ha definito gite quelle che i nostri ragazzi
06:08fanno nei luoghi, in quei luoghi e lo voglio dire senza fare polemica, ma forse la Ministra
06:17non c'è mai stata, non ad Auschwitz o nell'altro in quei luoghi, ma insieme alle scolaresche
06:23a vedere. Io ho avuto il privilegio come capo di gabinetto della Giunta Rutelli di partecipare
06:28a quei viaggi e privatamente ci sono andato con i miei figli. Vedere le facce di quei
06:33ragazzi, in quei momenti anche quelli che possono portare la goliardia in altri posti, chi sta
06:39lì e li vede quando vedono le scarpe abbandonate delle persone che sono state bruciate o vedono
06:45i forni crematori. Le assicuro, Onorevole Roccella, che non vivono quelle cose come una
06:50gita e le vivono in un modo molto più drammatico e forse sempre più dovremmo portarli lì per
06:57vedere effettivamente quello che succedeva. Usare quelle parole significa non comprendere,
07:04significa non comprendere ciò che quei ragazzi si portano a casa, pur con tutte le manifestazioni
07:10tipiche dell'adolescenza in viaggio e sfido chiunque a dire che non siamo stati tutti
07:15così. È un ricordo vivo, tangibile e sacro allo stesso tempo che magari non sarà rendicontabile
07:22con molte parole al ritorno a casa, ma servirà molto di più di altro a costruire un pezzo
07:28di quella memoria nelle teste e nei cuori di un adolescente. Lo spirito e la forza di quei
07:33luoghi, nell'attuale società del dominio delle immagini come è quella in cui viviamo, pesano
07:39e restituiscono molto di più di cento libri di storia, così come c'è bisogno di comprendere
07:44che la memoria non è una scatola vuota o un feticcio da agitare per scopi ideologici.
07:49La memoria vive, o meglio, si incarna nella figura e nella levatura della senatrice Liliana
07:56Segre, che in quanto sopravvissuta non solo per questo, ma anche per questo ha titoli morali
08:03e umani infinitamente più goggenti di qualsiasi esperto improvvisato dell'ultima ora a parlare
08:09di genocidio o a pronunciarsi sul conflitto di Gaza e non può e non deve divenire oggetto
08:16di espressioni fraseologiche di pessimo gusto da parte di chi, da un lato, dice di rispettarla,
08:24ma dall'altro non la considera. E per essere chiari sto parlando di Francesca Albanese,
08:29un interlocutore degno e una voce autorevole, che non definisce ovviamente la Segre, un interlocutore
08:35degno e una voce autorevole su quanto accade in Medio Oriente. È proprio quando il portato
08:40della memoria si va offuscando che ci si dimentica del passato e si lascia spazio ai talebani
08:45del presente. Oppure, peggio ancora, signor Presidente, si opera una rimozione a tal punto pervasiva
08:52delle regole del gioco democratico da fare un balzo all'indietro e si normalizzano come
08:56forme di dissenso accettabili atti di protesta, quelli sì di stampo irriducibilmente fascista.
09:04E qui mi sto riferendo a quanto accaduto giorni fa all'Università di Venezia, dove alcuni
09:08sedicenti attivisti pro-PAL hanno impedito al nostro ex collega Fiano di parlare a un convegno
09:14sul tema dei due popoli e due Stati. Voglio approfittare, signor Presidente, ho concluso, per esprimergli
09:21pubblicamente, come ho già fatto privatamente la mia solidà personale, ma vorrei esprimere
09:26qui anche tutta la mia preoccupazione per quanto è avvenuto. In primis perché si tratta
09:32di una censura avvenuta in un luogo di confronto per definizione come l'Università è e dovrebbe
09:38essere. In secondo luogo perché impedire a chiunque di parlare in democrazia e retaggio
09:43di metodologie fasciste senza sé e senza ma. Ma da ultimo, e questo mi è parso il
09:51fatto più inquietante, perché è un atto che non intendeva rivolgersi, non avrebbe
09:56potuto alle idee di Fiano in merito alla guerra in Medio Oriente, atteso che le sue posizioni
10:02contro i crimini di Netanyahu sono note, così come il suo giudizio netto a favore della soluzione
10:08due popoli e due stati. No! Il punto tragico di quell'episodio sta nel fatto che Fiano
10:14non può parlare e non deve nemmeno essere ascoltato in quanto ebreo, esattamente come
10:20Liliana Segre non dovrebbe esprimerci su qualcosa da cui risulterebbe essere troppo coinvolta
10:26emotivamente. E vedere oggi che l'Ele Fiano riesce a parlare in quella università solo
10:37perché blindata, signor Presidente, rende la situazione ancor più agghiacciante. Siamo
10:44nell'Italia del 2025, in un Paese democratico, e mi lasci dire che quando sento preoccupazioni
10:51e per carità, se si viano le leggi e si è nostalgici del fascismo, si va condannati
10:57sia moralmente sia politicamente e se è del caso anche con la legge perché in una sezione
11:02del Fratelli d'Italia si grida viva il Duce e via dicendo. Ma poi, e ho concluso, signor
11:08Presidente, se accade che qualcuno attua misure e comportamenti tecnicamente fascisti, non è
11:17che è una nostalgia del fascismo, si agisce in modo fascista impedendo alla gente di parlare,
11:24la situazione è davvero preoccupante e a maggior ragione è importante che oggi questo provvedimento
11:30sia da tutti condiviso. Grazie.
11:33Grazie. Grazie a lei.
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