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  • 3 mesi fa
MILANO (ITALPRESS) - Tutto per una lunga vita della pelle, sana, giovane e bella. Nella venticinquesima puntata di Skinlongevity Magazine, format Tv dell'agenzia di stampa Italpress, Antonino Di Pietro, direttore dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano del Gruppo San Donato, intervista Elisabetta Perosino, dermatologa e membro del Direttivo ISPLAD, e Chiara Lovati, dermatologa dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano. Il progetto "Chirurgia senza Barriere" e l'ecografia in dermatologia gli argomenti al centro della puntata.

mgg/gsl

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Novità
Trascrizione
00:00Benvenuti ad una nuova puntata di Skin Longevity Magazine, una puntata speciale,
00:17parleremo di cose molto interessanti anche dal punto di vista etico e dal punto di vista del
00:25bene per tutti i pazienti. Avremo con noi in studio la dottoressa Elisabetta Perosino e la dottoressa
00:35Chiara Lovati, due dermatologhe top. Ma prima di passare al primo ospite guardiamo il servizio.
00:45Superare le disuguaglianze sanitarie e garantire alle persone con disabilità un accesso equo si
00:55sicuro e personalizzato alle cure chirurgiche. È l'obiettivo del progetto Chirurgia senza
01:01barriere, il paziente al centro, promosso da Medicalia Surgery. L'iniziativa si propone come
01:07modello pilota di chirurgia ambulatoriale inclusiva, coerente con gli obiettivi di salute, innovazione
01:13e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e con le linee strategiche del PNRR. La visione
01:21di Medicalia Surgery è costruire una sanità di prossimità e relazione in cui tecnologia,
01:26empatia e competenza convergano per migliorare l'esperienza e l'esito clinico del paziente
01:32fragile. Tra gli obiettivi del progetto introdurre un sistema di triage sensoriale e comunicativo
01:38per raccogliere le preferenze sensoriali e comunicative del paziente e ridurre il distresso
01:44preoperatorio. Le tecnologie biometriche avanzate possono essere utilizzate per il monitoraggio
01:50dello stress e l'andamento in tempo reale dell'ambiente chirurgico, mentre la formazione
01:55di equip multidisciplinari consente di gestire con competenza e sicurezza pazienti complessi.
02:04Come vi avevo preannunciato è una puntata speciale perché parleremo adesso di un argomento
02:13speciale anche molto importante dal punto di vista sociale ed è per questo che ho il piacere
02:20di presentarvi il nostro ospite che è la dottoressa Elisabetta Perosino da Roma. Elisabetta
02:31Perosino grazie per essere qui con noi, sei una nostra ospite affezionata perché non è la prima
02:37volta che sei con noi e mi fa piacere averti ancora qui a Skin Longevity.
02:42Grazie Antonino, grazie mille per darmi l'opportunità di illustrare questo progetto che è un progetto
02:50per me molto importante perché ritengo sia un modo per avvicinarci ad un mondo che è veramente
02:57poco conosciuto. Parliamo infatti di disabilità e forse non molti sanno che in Italia si stimano
03:07all'incirca 9 milioni di persone che convivono con una condizione di disabilità, di cui circa
03:153 milioni con disabilità grave e 5 mila con disabilità gravissima. Questi sono dei dati
03:22stat del 2023. Non tanto il disabile con condizione di disabilità lieve, ma i 3 milioni e mezzo
03:33di pazienti che hanno una disabilità significativa non accedono a moltissime cure, sia nelle strutture
03:43sanitarie pubbliche che nelle strutture sanitarie private. Questo perché? Perché c'è la necessità
03:51innanzitutto di sedare il paziente per fare qualsiasi tipo di procedura. Per esempio il nostro progetto
03:57partirà dall'odontoiatria che già è una branca in cui è molto difficile accedere nel servizio sanitario
04:05nazionale da un punto di vista terapeutico, ma per il disabile è ancora più complicato perché
04:13non esistono i codici regionali per abbinare la sedazione con interventi meno complessi come
04:22può essere l'asportazione di un dente oppure la pulizia dei denti che pure è molto richiesta
04:28da questi pazienti. Quindi abbiamo pensato di avviare un progetto che si chiama Chirurgia
04:39senza barriere il paziente al centro come modello integrato di chirurgia inclusiva in Italia che
04:49facesse del paziente veramente la persona che deve essere accolta in un modo particolare.
04:58noi saremo un hub in cui riceveremo in questo caso pazienti non paganti perché il nostro progetto
05:09si basa anche sulla volontà futura di poter garantire una piccola parte di gratuità nei confronti dei pazienti.
05:18il paziente o meglio il paziente il caregiver del paziente viene sottoposto ad un questionario che si chiama
05:29questionario sensoriale che noi abbiamo ripreso da una clinica americana di Cleveland per identificare quali sono
05:41le singole preferenze del paziente che possono essere non amano la luce blu come ci è capitato piuttosto che
05:50non amano come spesso accade i rumori forti che cosa bevono se bevono il succo di frutta all'arancia piuttosto che quello
06:00al mango e che tipo di cartoni animati o di documentari sulla natura in genere sono queste due cose
06:11che guardano a qualsiasi età che cosa vedono questo perché perché il paziente viene accompagnato in sala
06:17operatoria dopo essere stato ovviamente studiato per quanto riguarda la sua patologia viene portato con un visore
06:26questo noi utilizziamo questa tipologia divisore dove sono state preventivamente caricate delle immagini
06:33inclusive di realtà aumentata che distraggono il paziente e non lo fanno rendere conto di entrare in
06:42sala operatoria una volta entrato in sala si seda all'inizio con una piccola quantità o di chetamina o di
06:53quello che l'anestesista ritiene possa essere significativa significativo per quel paziente e si
07:00addormenta direttamente sulla poltrona che lo ha portato in sala operatoria questa poltrona diventa
07:09un lettino e da lì si iniziano tutte le varie procedure in molti casi noi già stiamo utilizzando
07:15questa tecnica in molti casi il paziente viene sedato e dopodiché gli si fa l'elettrocardiogramma gli si
07:21fanno le analisi cliniche quindi anche altri accertamenti di altre patologie proprio per
07:27evitargli lo stress la procedura viene effettuata e viene monitorata attraverso uno strumento che è
07:37stato messo a punto da una startup del MIT che si chiama Empatica e che serve a identificare e
07:47definire lo stress del paziente durante tutta la procedura alla fine dell'intervento chirurgico viene
07:57rimesso il visore perché il paziente si risveglia nella stessa situazione in cui si è addormentato
08:04quindi sempre con la visione di filmati speciali in qualche caso di musica qualora non ci fosse stata
08:11la compliance del paziente nei confronti del visore e abbiamo visto come lo stress e quindi i
08:19parametri che noi abbiamo misurato proprio con questa tecnologia che è una tecnologia validata che
08:26ci consente fra l'altro di fare statistiche scientificamente e pubblicabili per misurare lo
08:36stress index. Tutto questo avverrà appunto in una sala operatoria ambulatoriale che è dove è
08:47consentita fare la sedazione profonda quindi noi possiamo fare specialmente per quanto riguarda
08:53l'odontoiatria quasi qualsiasi tipo di intervento e ripeto noi abbiamo fatto quest'anno più o meno già un
09:01centinaio di interventi nei confronti di pazienti disabili non collaboranti. Alla fine del percorso
09:10noi vogliamo collezionare all'incirca più o meno 200-250 casi, provvederemo a fare sempre a nostre
09:21spese un PDTA quindi un percorso diagnostico terapeutico che ci consente di standardizzare questa
09:32metodica. Naturalmente verrà registrato alla Regione Lazio e verrà dato in uso a qualsiasi struttura
09:39ospedaliera vuole applicare la metodologia. Se qualora ci fossero in futuro dei centri che vogliono
09:51utilizzare lo stesso PDTA noi forniremo ovviamente a tutti quelli che ce lo chiedono questo protocollo
10:00e contestualmente lì aiuteremo mediante un'associazione che è già stata costituita a raccogliere fondi per
10:08poter eseguire anche il trattamento a pazienti non paganti. Nella fase di studio quindi nella fase
10:17dello studio pilota ovviamente avverrà tutto in gratuità ma l'obiettivo è che si possa fare
10:25all'incirca un 10-15% di attività gratuita anche successivamente in strutture che lavorano solo
10:35privatamente. Beh è un progetto bellissimo. Complimenti Elisabetta, complimenti dottoressa
10:44Perosino, un'iniziativa sociale, etica mi ha colpito anche l'aver sentito che è un servizio
10:53gratuito quello che voi state facendo a Roma veramente importante anche per la raccolta di
11:02dati che state compriendo e a mia conoscenza e quindi ti chiedo una conferma siete pionieri in
11:13questo? Cioè non credo che ci siano in questo momento altre realtà? No, in questo momento non c'è
11:19un modello, ecco non c'è un modello applicabile alla chirurgia dei pazienti non collaboranti. Io ci
11:27tengo a dire fra l'altro che con il collega odontoiatra che il professor Gallottini che se ne
11:33occuperà e che fa da sempre chirurgia speciale e quindi si occupa da sempre dei pazienti disabili
11:40abbiamo avuto un grossissimo input anche motivazionale presso l'Università San Paolo di Milano dove esiste
11:50l'unico reparto che applica la metodologia DAMA. DAMA è una metodologia in cui l'approccio nei
12:01confronti del paziente, loro non fanno diciamo chirurgia di questo tipo perché non c'è l'odontoiatria
12:08nell'ospedale universitario, però l'approccio è esattamente lo stesso, noi siamo andati più siamo
12:16venuti a Milano e in corridoio avevamo due pazienti sdraiati per terra con altrettanti infermieri che
12:27stavano facendogli un prelievo con un iPad davanti per distrarre il paziente. La filosofia è questa,
12:36anche perché nel momento in cui il paziente non collaborante, stressato, torna a casa prima del
12:45recupero della sua comfort zone e quindi della tranquillità che molto spesso è stata faticosamente
12:55raggiunta da parte dei caregiver, dei genitori o di chiunque li assista, noi abbiamo pazienti che
13:04appunto per un mese, un mese e mezzo sono aggressivi, non mangiano, non dormono proprio perché è stata
13:11alterata in maniera diciamo scioccante la loro routine quotidiana. Quindi ripeto, tutto sommato i device che noi
13:20abbiamo comprato sono device anche relativamente poco costosi, si potrebbero mettere in qualsiasi
13:27studio, bisognerebbe solamente avere la buona volontà di capire come approcciarsi a questi pazienti.
13:35Molto interessante, lo ripeto ancora una volta, è anche molto importante. Ha un nome questo progetto?
13:44Il progetto si chiama Chirurgia senza barriere e verrà sovvenzionato in questa fase di start up da
13:55donazioni che in questo momento stanno arrivando da privati o da grandi aziende che ci destinano una,
14:06anche perché il contributo è totalmente deducibile fiscalmente e quindi ci consentirà di portare a
14:15termine, speriamo, ma io ecco spero di sì, il progetto finale. Diciamo che nell'ambito delle
14:23donazioni molto spesso le grandi aziende sono di supporto perché ovviamente poi vengono citate
14:29anche fra gli sponsor del progetto. Sempre nell'ambito del progetto verranno poi eseguite due cose
14:40importanti. Il primo un congresso presso l'ordine dei medici riferito ai medici di base, a medici di
14:48medicina generale per fargli capire qual è il mondo del disabile perché molto spesso loro non sanno proprio
14:56come gestire questi pazienti e al tempo stesso abbiamo accreditato o stiamo in fase di accreditamento
15:08di due corsi presso la Regione Lazio, autorizzati dalla Regione Lazio, uno sull'approccio dei caregiver e
15:17quindi è un corso di formazione con il focus disabilità per caregiver e in seguito speriamo di farlo
15:26anche invece per gli infermieri che vogliono avvicinarsi a questo mondo.
15:33Sì certo perché è una preparazione speciale e sicuramente richiede una grandissima umanità,
15:43cosa che gli infermieri hanno per loro natura ma in questo caso specifico è particolarmente amplificata.
15:54Mi fa molto piacere di tutte le cose che ci hai raccontato di questo importante progetto Elisabetta
16:01e per chi ci sta seguendo e fosse interessato a questa nuova iniziativa ricordo che possono contattarti
16:13dimmi se non sbaglio Elisabetta direttamente anche su LinkedIn perché tu sei per esempio su LinkedIn
16:20e quindi andando a cercare Elisabetta Perosino dermatologa a Roma potranno mettersi in contatto con te
16:28per avere più informazioni riguardo questa importante iniziativa.
16:34Ricordiamo il progetto si chiama Chirurgia senza barriere, è vero Elisabetta?
16:42Sì si chiama Chirurgia senza barriere il paziente al centro.
16:45Perfetto, bene il tempo purtroppo ci obbliga a dover chiudere questo nostro spazio,
16:55però hai lanciato una notizia molto importante, molto importante, mi fa piacere che ne hai parlato con noi
17:04qui a Skin Longevity Magazine e ti strappo anche la promessa di tornare ancora qui da noi
17:13per raccontarci poi i primi risultati quando terminerà questo studio.
17:19Noi abbiamo anche contattato e abbiamo sottoposto il progetto A Nature che ci ha detto che loro sono
17:29assolutamente interessati poi di pubblicare un lavoro scientifico sui dati che verranno fuori
17:39dallo studio, quindi vi terrò assolutamente informati.
17:44Grazie Elisabetta, grazie a nome di tutti e questo denota ancora una volta la tua grande umanità
17:50e il tuo grande amore per quello che stai facendo da anni come dermatologa
17:56e anche un po' d'orgoglio se non lo permetti poter dire che fai parte del direttivo dell'ISPLAD.
18:03E questo ci onora e rende felici tutti i membri e tutti i soci dell'ISPLAD.
18:16Grazie ancora Elisabetta e a presto e buon lavoro.
18:19A presto, grazie.
18:21Prima di passare al secondo ospite guardiamo il servizio.
18:27Negli ultimi anni l'ecografia ha conquistato un ruolo sempre più importante anche in dermatologia,
18:33offrendo nuove possibilità per la diagnosi e il monitoraggio delle malattie della pelle.
18:38Grazie a sonde ad alta frequenza, i dermatologi possono oggi vedere sotto la superficie cutanea
18:44analizzando in tempo reale lo spessore della cute, la vascularizzazione e la profondità delle lesioni.
18:51Una tecnica non invasiva, rapida e indolore che consente di distinguere tra lesioni benigne e sospette,
18:57valutare tumori cutanei, cisti, infiammazioni o alterazioni dei tessuti dopo interventi chirurgici o trattamenti estetici.
19:06L'ecografia dermatologica si rivela utile anche nel follow-up terapeutico,
19:11permettendo di monitorare l'efficacia delle cure nel tempo senza ricorrere a esami più invasivi o costosi.
19:17Secondo gli esperti, questa metodica rappresenta il futuro della dermatologia di precisione,
19:22un approccio integrato che combina l'occhio clinico del medico con immagini ad alta definizione
19:28per una diagnosi sempre più accurata e personalizzata.
19:31Bene, è con grande piacere che abbiamo qui in studio a Skin Longevity Magazine la dottoressa Chiara Lovati.
19:44Abbiamo già avuto occasione di conoscerla in un'altra nostra intervista e mi ha fatto molto piacere
19:51che abbia accettato di tornare ed essere ancora qui con noi, perché ci parlerà di un argomento di grande attualità
19:58nel mondo della dermatologia e adesso vedremo il perché.
20:05Grazie per essere qui con noi, Chiara.
20:08È un grande piacere essere stata invitata e sono veramente contenta di questa possibilità.
20:15Io racconto un po' cosa sto facendo, cosa mi sta appassionando negli ultimi due anni
20:23e lo faccio con grande piacere perché in questo modo possiamo aiutare i nostri pazienti
20:32a capire anche un pochino meglio come scegliere il professionista,
20:38a che mani affidarsi, a quali mani affidarsi,
20:41quindi capire un po' che tutto si può fare, ma fino a un certo punto e soprattutto in grande sicurezza.
20:47Quindi trovo che sia molto importante lanciare anche questo messaggio.
20:52Certo, anche perché la dottoressa Lovati, dermatologa dell'Istituto Dermoclinico a Milano,
20:59ha cominciato un po' da pioniera ad occuparsi qualche tempo fa di un particolare esame
21:09utilizzabile per fare diagnosi o per capire meglio certe problematiche che possono esserci nella pelle.
21:19Infatti parleremo adesso della ecografia in dermatologia,
21:24quindi l'esame ecografico che viene fatto dal dermatologo.
21:29Ecco Chiara, raccontaci di questa grande novità che sta diventando sempre più importante
21:36nel mondo dell'armatologo.
21:37Esatto, che sta appassionando sempre più colleghi.
21:40Io mi sono approcciata a questa tecnica per le genze,
21:46nel senso che mi capitava tante volte di avere dei pazienti che mi chiedessero delle cose precise,
21:55quindi cosa ho qua, che cos'è questa lesione, possiamo toglierla.
21:59Io non ho fatto niente, però mi si è formato questo nodulo,
22:02perché non posso togliere questo lipoma in questa posizione,
22:05questa è una cisti e dico guardi che non si è una cisti.
22:08Quindi mi sono ritrovata con l'esigenza un pochino di chiedere ai colleghi all'epoca ecografisti,
22:14quindi comunque gli unici in qualche modo che masticavano un pochino l'ecografia,
22:19di aiutarmi a volte nel capire, nel riuscire a gestire certe necessità del paziente.
22:27Non nego che ho incontrato anche delle resistenze,
22:31perché l'ecografista più affermato, con grande esperienza,
22:36in realtà si trova a lavorare con organi diversi,
22:39quindi lavora con metodologie differenti, con macchinari diversi,
22:44fare un'ecografia di una tiroide o di un fegato dell'addome o della vescica,
22:51chiaramente differente, si vedono altre cose.
22:54I macchinari sono diversi, quindi mi dicevano il limite del mio ecografo è per esempio
23:01che non è sufficientemente performante, quindi che funziona comunque con delle scansioni
23:07che sono più deputate comunque a essere per organi sotto, all'interno,
23:14comunque di organi viscerali in un certo qual modo.
23:17Quindi da un certo punto di vista mi sono un po' interessata a cercarla questa cosa,
23:22qualcuno che si interessasse a questa metodica e dall'altra parte ho visto sorgere all'estero
23:28principalmente delle scuole o dei corsi, dei workshop, dei professionisti che avevano già
23:35messo in pratica questo tipo di esame.
23:42Con mia sorpresa mi sono accorta che, per esempio, stati come la Spagna,
23:50tutto questo si fa nell'ambito della scuola di specializzazione anche dei dermatologi,
23:56mentre io che sono sempre stata un po' a cavallo tra l'Italia, la Francia, il Belgio,
24:01insomma queste nazioni, ho visto che i dermatologi erano un pochino più,
24:06diciamoci le cose come stanno, abbastanza, non sapevamo quasi niente,
24:11noi un ecografo non l'abbiamo quasi mai utilizzato,
24:14io penso di aver fatto anche una su quale specializzazione a Banzala della Guardia,
24:17ho lavorato col professor Di Pietro, con persone comunque sicuramente di livello,
24:22ma in Italia ci stiamo arrivando adesso.
24:25Ci stiamo arrivando però con gli altri specialisti che si sono accorti che è qualcosa di molto utile,
24:33molto performante, qua per noi perché ci permette chiaramente di fare una diagnosi sicuramente più precisa,
24:39sapere dove possiamo arrivare, quindi ci dà comunque un'autostrada,
24:46dei segnali per dire attenzione, qua sì, qua no, la lesione è più profonda,
24:52nel caso della dermatologia, mi spiego meglio, mi sono capitati,
24:55adesso volevo raccontarlo come aneddoto, un paziente che mi diceva,
25:01ma insomma questa lesione qua alla tempia io vorrei toglierla,
25:06e obiettivamente vista così sembrava proprio una lesione assolutamente cistica,
25:11una lesione molle, una lesione assolutamente tranquilla,
25:16allora io e la mia collega ho detto, vabbè però ho detto che noi adesso facciamo l'icografia
25:20quasi su tutto quello che ci viene, un po' anche per esercitarci,
25:23per vedere, per abituare l'occhio, in realtà ci sembrava anche tutto molto strano,
25:28perché l'icografo ha anche la possibilità di vedere anche la vascularizzazione,
25:31quindi si usa anche un Doppler, in realtà meno male che abbiamo fatto questa cosa,
25:37perché poi abbiamo chiesto anche al nostro collega chirurgo vascolare,
25:41questo uomo che sembrava che avesse una lesione molto superficiale,
25:44delle molle della tempia era in realtà una malformazione arturovenosa,
25:49quindi non lo si vedeva, non era pulsante,
25:52però in un caso in cui tu metti un bisturi in una lesione del genere,
25:56ti ritrovi con un grosso problema, perché sì, poi bisogna anche chiuderlo il sanguinamento,
26:03quindi di certo trovarsi delle sorprese non è una cosa piacevole,
26:07quindi abbiamo detto, beh, santa ecografia comunque, perché a occhio non si poteva capire,
26:15ecco, quindi è come se noi vedessimo il nostro viso allo specchio trasparente,
26:19quindi vediamo tutto quello che è sotto la pelle,
26:22quindi tutto quello che ha il nostro occhio sfugge,
26:26quindi noi studiamo dove passa l'arteria faciale,
26:29sappiamo dove passa l'arteria temporale,
26:31però lo studiamo in modo tupografico,
26:34quindi nella stragrande maggioranza delle persone passa di più,
26:38però esistono anche delle alterazioni anatomiche,
26:40quindi se noi in vivo quindi riusciamo su un momento a capire
26:44se la persona che ci sta chiedendo dal filler all'asportazione
26:50qualsiasi cosa comunque che sia un minimo invasivo, un minimo pericolosa,
26:55sapere dove stiamo andando a mettere le mani l'ago o la lama è sicuramente importante.
27:00Un viaggio lungo, un viaggio appassionante.
27:02Certo, ma soprattutto negli ultimi tempi in cui cominciamo a vedere tanti pazienti
27:13che in questi anni si sono fatti riempire di filler, di riempitivi di tutti i tipi,
27:22cominciando da un silicone che non dovrebbe assolutamente più essere utilizzato,
27:28sempre viene utilizzato, i pazienti spesso se ne dimenticano e quindi noi ci ritroviamo a gestire anche quello.
27:37Tutte queste cose, diciamo, soprattutto i materiali che non si riassorbono,
27:41tipo il silicone, le sepatite di calcio, comunque mi fanno fatica a riassorbire,
27:45se il silicone non si riassorbe mai.
27:47La cosa bella è che ha un'immagine epografica assolutamente tipica,
27:52quindi noi ci togliamo veramente un grosso problema, perché la paziente che magari l'ha fatto vent'anni fa,
27:59anche in buona fede, magari anche all'estero, se l'ha rimosso, l'ha dimenticato, non lo sa,
28:05ci sta provando, non importa.
28:08Il punto è che il silicone non si riassorbe, ma che ti dà un'immagine epografica assolutamente tipica sua,
28:15quindi si può riconoscere assolutamente.
28:19Gli altri materiali, magari bisogna farci un po' la mano,
28:23ma se tutto sommato se ne stanno andando piano piano, come l'acido ialluronico,
28:28vediamo magari l'ammasso, vediamo che magari ci comprime, per esempio, i ginfatici,
28:33piuttosto che ci sono delle alterazioni di gonfiori dove non ci devono essere,
28:36anche in caso di correzione con la ialluronidasi, per esempio,
28:41noi andiamo a metterla dove ci serve, non sparpagliandola,
28:43come ci dicono di fare ogni tanto, un po' tipo inondando il volto,
28:48perché ricordiamoci che la ialluronidasi è anche altamente allergizzante,
28:52quindi meno se ne mette, più si mette dove va messa, meglio lo è, a mio avviso,
28:57e quindi ci permette di essere più precisi e professionali.
29:02Sì, certo, ma anche perché, per chiudere il discorso sulla ialluronidasi,
29:06è che se non lo metti proprio direttamente dove c'è, no?
29:10Quella masserella che vuoi in qualche modo far riassorbire e vai un po' oltre,
29:17allontanandoti proprio dal centro di quella masserella,
29:19il rischio è che poi la ialluronidasi corroda e faccia i buchi,
29:24perché agisce sull'acceleromico quello naturale.
29:27E poi non ho risolto il problema, per cui se non la metto dove va messa,
29:34diciamo che non ho ottenuto il risultato sperato.
29:37Quindi ecografia che sta diventando sempre più importante in un ambulatorio,
29:43in uno studio di dermatologia all'avanguardia,
29:48ma anche a volte quando ti arrivano delle cisti per capire la profondità,
29:53le dimensioni, ecco.
29:55O anche capirne il contenuto,
29:57perché l'immagine iperecogena o ipoecogena
30:01si orienta per esempio in lesioni che sono più o meno liquide,
30:05quindi anche sapere, perché ci si può confondere anche con un linfonodo,
30:10per cui una lesione per esempio del collo può essere una lesione magari di un lipo meno,
30:15può essere una cisti sebacea, ma può essere anche un linfonodo.
30:17Poi per carità togli una cosa per l'altra, non è niente di drammatico,
30:22però secondo me avere un po' l'idea chiare,
30:25hai il primo bella figura e dà grande soddisfazione nella precisione del nostro lavoro,
30:30quindi è di grande soddisfazione a mio avviso.
30:35Ecco, io voglio farti una domanda anche tecnica,
30:37che credo molti che ci stanno seguendo,
30:41e io so che molti che seguono Skill Longevity Magazine
30:46sono medici, dermatologi, medici estetici, chirurghi plastici,
30:52che sono interessati ai nostri argomenti.
30:57Ho sentito e ho letto molte notizie chiaramente sulla ecografia
31:03nel campo dell'estetica, della medicina estetica,
31:07e soprattutto dell'utilizzo dell'ecografia
31:13quando bisogna iniettare qualcosa nella pelle
31:15per essere sicuri di iniettarla nel punto giusto,
31:18e non in zone sbagliate, magari sono arteriole o vasi importanti.
31:24Allora ti chiedo,
31:25ma dal punto di vista tecnico,
31:28mentre fai l'ecografia puoi eseguire l'iniezione,
31:34oppure fai prima l'ecografia e così poi memorizzi
31:37dove possono essere i vasi e poi fai l'intervento?
31:41Ecco, questo è un punto di cui si parla poco,
31:43ma tu che sei un'esperta si puoi chiarire questo aspetto?
31:47Sì, allora, secondo me il fatto di farla ecoguidata
31:50ha senso fino a un certo punto,
31:52perché è bella come ipotesi,
31:55però con i macchinari che abbiamo a disposizione
31:58non è così tanto maneggevole.
32:00Mi spiego, tu devi avere una grande manualità
32:04con entrambe le mani,
32:06l'ideale sarebbe avere un assistente
32:08che è formata con l'ecografia
32:09che sa dove aiutare,
32:10quindi ci vorrebbe un aiutante.
32:12Dall'altro canto ho visto anche
32:14quelli che sono proprio tanto capaci,
32:17che esistono comunque,
32:18che sono stati anche un po' i miei tutor,
32:20che hanno una grande manualità,
32:23quindi sanno dove appoggiare,
32:24come muoversi,
32:26ma c'è anche un problema tecnico,
32:27perché con una mano sola
32:28tu devi avere anche la mano
32:30delle dimensioni adeguate
32:31per avere la mano grande
32:35per riuscire a usare la siringa
32:37con una mano sola.
32:39Di conseguenza io lo trovo
32:41abbastanza scomodo per il momento,
32:43stanno arrivando degli ecografi
32:44che si usano sul dito,
32:46quindi comunque ci sarà sicuramente
32:48un qualcosa nei prossimi anni
32:50che ci verrà in supporto di questa cosa.
32:53Dall'altra parte è vero
32:54che fare sistematicamente l'ecografia
32:56su tutti i filler non ha assolutamente senso,
32:59perché un medico che è abituato
33:01sa esattamente dove sono le zone pericolose,
33:04quindi male che ti vada,
33:05tu puoi fare un piccolo ematomino,
33:08insomma prendere una venula,
33:09non succede assolutamente niente.
33:11È chiaro che il rino filler,
33:13piuttosto che l'arteria comunque facciale,
33:16piuttosto che l'arteria temporale profonda,
33:17sarebbe carino fare almeno una mappatura
33:21giusto per capire se ci sono delle anomalie
33:24di percorso o quantomeno,
33:26quindi soprattutto sulla tempia
33:27io penso che non farò mai più un filler
33:29senza aver messo l'ecografo
33:32comunque nella regione temporale,
33:35semplicemente perché nella mia pratica
33:36degli ultimi due anni
33:37mi sono accorta che le variabili
33:39sono ben più alte nella realtà
33:41rispetto a quello che ci viene detto,
33:44quindi ci dicono che è un 15-20%
33:46di passaggi diversi,
33:48in realtà facendo tempia su tempia,
33:51quindi vedendo per esercitarsi,
33:53perché è una ragione pericolosa peraltro,
33:55perché ricordiamoci che ha delle anastomosi
33:58che comunque vanno nel circolo arterioso
34:00comunque della retina,
34:01quindi il rischio di cecità è concreto qua.
34:04Il stesso discorso vale anche per la zona del naso,
34:08forse lì può aver senso
34:10sapere cosa si sta facendo,
34:12perché sì, è vero che esiste la ialluronidasi,
34:16il protosoccorso, eccetera,
34:18però se riusciamo a sapere comunque
34:20che lì abbiamo un ardile che passa
34:22dove deve passare,
34:24se usiamo le tecniche che abbiamo metabolizzato
34:28è molto meglio,
34:28a me dà molta più sicurezza.
34:30La regione temporale in modo particolare,
34:32per me,
34:32perché esistono delle varianti molto importanti.
34:37Certo, mi fa tanto piacere
34:39che tu abbia chiarito un po' di dubbi,
34:44ma soprattutto che tu abbia acceso
34:45una luce importante e competente
34:48su questa nuova metodica diagnostica
34:51e quindi sulla ecografia in dermatologia.
34:56purtroppo il tempo ci obbliga
34:58a doverci salutare,
35:01Chiara,
35:04e ti aspettiamo.
35:05Avremo modo di parlarne ancora.
35:07Ma certo,
35:07ti aspettiamo perché sicuramente
35:10nei prossimi mesi
35:11e nei prossimi anni
35:13si parlerà sempre di più
35:15di questa metodica
35:16e so già che tu adesso
35:18stai già organizzando
35:19dei corsi con colleghi
35:21che arriveranno anche dall'estero,
35:24in particolare dalla Francia,
35:26molto esperti
35:27e racconteremo
35:29e faremo sapere
35:30quando questi corsi
35:32saranno effettivi
35:35e prenderanno vita.
35:37Grazie Chiara
35:38per essere stata con noi.
35:39A voi,
35:40è stato un grande piacere.
35:41A presto.
35:42Ciao Chiara.
35:43A presto.
35:44Presto, presto.
35:45Come avete visto
35:46è stata una puntata
35:48molto interessante
35:50e abbiamo parlato
35:51di argomenti
35:53importanti
35:55da ogni punto di vista.
35:58Vi do appuntamento
36:00alla prossima puntata
36:01di Skin Longevity Magazine
36:03per sapere
36:04tutto ciò
36:05che ci può essere utile
36:07per mantenere
36:08la nostra pelle
36:09sana e giovane
36:10in modo naturale.
36:12Grazie a tutti.
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