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  • 5 mesi fa

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Trascrizione
00:00Siamo qui con Irene Boni di Haneid Foundation, buongiorno.
00:04Buongiorno.
00:05Allora, partirei subito dal tema del festival, quest'anno è senza filtri.
00:10Ecco, che cosa significa per lei, per la fondazione, essere senza filtri?
00:15Allora, innanzitutto diamoci del tu per favore, così cominciamo a essere già...
00:18Allora, cosa significa per te?
00:19Avere un po' meno filtri.
00:22Allora, cosa significa per me e per noi di Haneid essere senza filtri?
00:27Vuol dire riconoscersi nell'altro, cioè vuol dire avere la capacità di guardare l'altro,
00:33capire quali sono le esigenze, qual è il background, qual è il contesto,
00:38quali sono le relazioni che l'altro porta con sé e riuscire a immedesimarsi nell'altro
00:43e quindi lasciare cadere quelle che sono le difese, perché nel momento in cui ci riconosciamo nell'altro
00:49e nel momento in cui abbiamo la possibilità e la capacità di parlare dal punto di vista dell'io,
00:54no, perché non c'è questa difesa, allora sì che riusciamo a essere senza filtri.
01:00E questo come l'ho fatto? Cioè, che cosa fa nella pratica Haneid Foundation?
01:05Haneid Foundation è nata da poco tempo, nel senso che è rinata da poco tempo,
01:10nel senso che dopo, diciamo, una nascita nella sua prima vita, nel 2011, poi la fondazione è stata silente
01:18ed è rinata per volontà di Alessandro Benetton l'anno scorso, Alessandro Benetton che ne è anche presidente
01:25ed è una fondazione che è sostenuta da Mundis, da Aeroporti di Roma e da Edizione,
01:31che è la holding appunto della famiglia Benetton.
01:34Haneid Foundation ha come obiettivo quello di sostenere i ragazzi,
01:39nella convinzione che i ragazzi sono il motore di un cambiamento e di un miglioramento della società.
01:47Come? Il punto di partenza è la riflessione sul fatto che l'odio non è un sentimento primario dell'uomo,
01:56cioè dell'uomo e della donna.
01:59Quando noi nasciamo non nasciamo odiando, nasciamo con la paura, con il disprezzo, con la gioia,
02:06ma non nasciamo con l'odio. L'odio si sviluppa dopo, si sviluppa da un sentimento di mancanza,
02:13la sensazione di non poter raggiungere i miei obiettivi, non avere neanche il diritto di sognare
02:18quella che può essere un miglioramento della condizione in cui mi trovo,
02:22che magari è inferiore rispetto a quella degli altri.
02:25E allora è qui che agisce Haneid Foundation, perché noi attraverso l'arte, lo sport, la musica, la cultura,
02:32l'educazione, la formazione e anche il supporto ai ragazzi nell'ingresso nel mondo del lavoro,
02:39andiamo a creare opportunità di miglioramento per i giovani.
02:42Per i giovani che, attenzione, non sono solo quelli di situazioni economicamente disagiate,
02:48ma sono anche giovani che vivono in quelle che noi chiamiamo le periferie culturali,
02:52quindi in gruppi, diciamo, di ragazzi che condividono le stesse difficoltà
03:00che non sono necessariamente quelle economiche, anzi.
03:04Ecco, sopra in platea era pieno di ragazzi del liceo, noi ne abbiamo intervistati molti
03:10e una delle preoccupazioni che viene fuori più spesso è quella legata al mondo del lavoro,
03:15al loro futuro, in un contesto, in una situazione anche geopolitica, ahimè, che d'esta preoccupazione.
03:24Quello che chiedono è avere un mondo del lavoro che li accolga e che sia inclusivo per tutti.
03:33Come Haneid Foundation immagina di rispondere a questa necessità profondissima che hanno queste generazioni?
03:41Allora, parto da un fatto molto concreto, che in Italia c'è un grandissimo problema di skills mismatch,
03:52che vuol dire che le aziende non trovano persone da assumere e, d'altra parte, i ragazzi sono preoccupati
03:59del fatto di non trovare un lavoro e di non avere una prospettiva professionale.
04:03Paradossale, sembra.
04:04Non ha nessun tipo di senso, siamo d'accordo su questa cosa.
04:07Allora, qual è la chiave di questo?
04:11È aiutare i ragazzi a comprendere che il lavoro là fuori c'è, il lavoro c'è, le aziende
04:18vogliono, hanno bisogno, hanno bisogno di loro.
04:23D'altra parte però bisogna capire, comprendere bene quali sono le competenze che le aziende
04:29cercano, cioè che cosa serve, quali sono le aree.
04:32E su questo c'è una necessità di una forte consapevolezza, parlavamo prima di consapevolezza
04:39da parte dei ragazzi sul fatto che l'apprendimento non passa solo attraverso l'apprendimento scolastico
04:45o universitario, ma per la velocità a cui si evolve la tecnologia l'apprendimento deve essere
04:51loro responsabilità, cioè devono continuare ad apprendere.
04:55L'altra area di consapevolezza su cui bisogna lavorare sono le aziende e in generale mi permetto
05:02di dire gli adulti.
05:03Perché?
05:04Perché le istanze che vengono portate avanti dai ragazzi sono in realtà istanze che possono
05:08portare a un miglioramento della società.
05:11Faccio un esempio.
05:13Io sento tantissimi recruiter che si lamentano del fatto che i ragazzi durante le interviste
05:19chiedono se c'è smart working, ma come non è possibile, la prima cosa che chiedono
05:26è se facciamo smart working.
05:28Ora, la capacità dell'azienda di evolvere il proprio modo di lavorare facendo leva sui
05:33mezzi digitali per aumentare il livello di flessibilità non va solo a favore dei ragazzi
05:39che hanno comunque bisogno della presenza della relazione fisica di persona, ma va anche
05:45a supporto di quelle categorie più fragili, ad esempio i caregiver, che possono essere
05:49donne ma anche uomini, che hanno bisogno di prendersi cura della famiglia, che siano figli
05:53o che siano genitori, o che siano fratelli o parenti o amici.
05:58E in questa istanza che viene portata avanti dai ragazzi in realtà c'è un potenziale miglioramento
06:05per tutta la società.
06:06Come agiamo noi come Anate Foundation?
06:12Ad esempio attraverso l'orientamento, entrando nelle scuole, stiamo entrando, abbiamo già
06:18fatto qualche piccolo progetto, adesso ne sta partendo uno molto grande, in una scuola
06:22superiore, nelle terze, nelle classi terze di un liceo, per aiutare i ragazzi nella consapevolezza
06:29e coinvolgiamo le aziende per aiutare le aziende altrettanto a sviluppare consapevolezza
06:35di cosa serva per chiudere questo gap tra gli uni e gli altri.
06:39Ecco, ci sono non pochi studi in realtà che mostrano come un tipo di lavoro più flessibile
06:45da smart working incluso migliori la produttività.
06:48Voi trovate le aziende recettive a questo tipo di...
06:53non solo, e qua mi permetto di portare un esempio, il tema dello smart working è di sicuro
06:58e della flessibilità è un tema importante, un altro tema importante è quello del coinvolgimento
07:04quindi dell'impatto sociale che le persone possono avere.
07:08E qua voglio condividere un'iniziativa bellissima che è quella di Mondis, che è uno appunto
07:13dei sostenitori di Anate Foundation, che regala ai propri dipendenti dieci giorni retribuiti
07:19per poter fare attività socialmente utili durante l'anno.
07:23Ecco, queste attività permettono ai lavoratori di sviluppare competenze che sono diverse
07:27e sono complementari rispetto a quelle che sviluppano il loro lavoro tradizionale.
07:33E nella maggior parte dei casi noi come Anate Foundation coinvolgiamo i dipendenti
07:38nel lavorare insieme ai ragazzi, quindi nell'avvicinarsi al mondo dei giovani.
07:44Questo vuol dire togliere due tipi di filtri, vuol dire togliere il filtro tra l'azienda
07:50e il dipendente e il lavoratore e tra il lavoratore e la società.
07:54Assolutamente.
07:55Perché spinge di fatto le persone a entrare attivamente, ad avere un ruolo attivo
08:01che è quello di cui insomma abbiamo parlato.
08:04Aumentando il senso di connessione anche con l'azienda, che non viene visto più come
08:11un soggetto diciamo assettico, ma viene visto come una realtà che ti dà la possibilità
08:18di avvicinarti a un'umanità, che è diversa dalla tua ma che è sempre molto arricchente.
08:25In bocca al lupo allora.
08:26Crepi.
08:27Grazie.
08:28Grazie.
08:29Grazie.
08:30Grazie.
08:31Grazie.
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