- 3 mesi fa
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00:00Allora, adesso cambiamo pagina, non argomento, perché ovviamente continuiamo su questo solco
00:09anche di felicità, si direi che c'entra molto anche con la prossima chiacchierata.
00:17L'ha citata pochi minuti fa la sindaca Sara Funaro e io le chiedo di salire qui con me sul palco
00:23Alessandra Locatelli, ministro per la disabilità. Grazie, grazie di essere qui.
00:30Benvenuta, grazie mille, è un vero piacere.
00:35Li portiamo qui un microfono, perfetto.
00:40Allora, grazie intanto di aver accettato il nostro invito. Io, prima di andare a parlare di cose anche un po' più di sostanza,
00:48perché poi dobbiamo dirci un po' anche lo stato dell'arte rispetto a un tema che è complicato da raccontare,
00:57da affrontare, da attraversare e anche da portare poi a cose concrete. Perché qui parto con un mea culpa
01:03anche della mia categoria dei media di disabilità. Ne parliamo sempre troppo poco e sempre male.
01:10Nel senso che ci mancano spesso le parole ancora, il vocabolario giusto, no?
01:13Esattamente.
01:14Per raccontare tutto questo. Però, siccome appunto questa giornata è dedicata al senza filtri, alla felicità,
01:23allora, ministro, le chiedo intanto, lei si sente un politico senza filtri?
01:28Io abbastanza, soprattutto nel ruolo di ministro per le disabilità, perché riprendo sempre tutti,
01:38ogni tanto per il linguaggio, ogni tanto per la disattenzione, ogni tanto per la superficialità,
01:44ecco, quindi anche per la burocrazia. Ecco, una cosa che io mi sento di dire spessissimo, senza filtri,
01:51è il bisogno di scardinare quella ruggine che c'è all'interno degli apparati burocratici,
01:57per cui le persone con disabilità, le famiglie, ma io penso tutti, fanno veramente fatica
02:03e facciamo veramente fatica tante volte a vivere la vita quotidiana. Perché gli adempimenti,
02:08le code, gli sportelli che uno sbaglia, le telefonate alle quali non si riceve risposta,
02:15e i procedimenti, le procedure sono veramente un carico che sulla testa dei cittadini
02:21e soprattutto delle persone con disabilità e sulle famiglie che hanno una complessità di cura importante
02:26rendono ancora più pesante l'esistenza. Quindi questo a volte, cioè proprio lo dico in maniera non così serena,
02:33ma un po' più aggressiva, senza filtri.
02:35Con poco filtro. E la seconda cosa che vorrei chiederle, e invece riguarda la chiacchierata che ho fatto poco fa,
02:43proprio sulla felicità, perché è una cosa che si dice poco e male di nuovo.
02:48Ma quando parliamo di disabilità dobbiamo parlare anche di diritto alla felicità.
02:53È difficile vero parlarne, perché vengono prima altre cose magari che sembrano più pratiche.
02:59Assolutamente sì, e io vi ringrazio perché parlare di senza filtri, fare luce e di diritto alla felicità
03:06per me è importantissimo. Ne ho parlato in alcuni contesti, perché molto spesso si dimentica che una persona con disabilità
03:15non è solo una persona che ha bisogno di aiuto o fa parte di un mondo che non ci riguarda.
03:22Siamo tutti parte dello stesso mondo, tutti con gli stessi diritti e dobbiamo avere tutti le stesse opportunità.
03:27Da qui parte il diritto di essere felici, perché è importante il benessere, la salute, è importante il diritto di tutti alla formazione, al lavoro,
03:38però anche al tempo di vita. E il tempo di vita è quello che per ogni persona garantisce la dimensione più vera della nostra vita.
03:48Prima si diceva quello che noi siamo.
03:49Quello che noi siamo è definito anche da quella qualità del tempo sociale, delle relazioni, degli affetti che abbiamo
03:57e dal diritto di tutti di essere felice, che per ognuno è differente.
04:02Per ogni persona, l'abbiamo sentito prima, è qualcosa di diverso che ci rende felice.
04:06Però non ci dobbiamo dimenticare che la cosa più importante per garantire a tutti la stessa parità
04:13nel poter raggiungere la felicità è l'eliminazione delle barriere, che non sono solo fisiche, che non sono solo sensoriali,
04:22ci sono quelle alla comunicazione e all'informazione, soprattutto ci sono quelle mentali, culturali e poi ci sono anche quelle burocratiche.
04:30Quindi alla base di tutto c'è l'accessibilità universale e poi ci sono tutti gli ambiti della vita quotidiana
04:37che è possibile raggiungere se tutti abbiamo gli stessi diritti di farlo e le stesse opportunità.
04:42Ecco, le stesse opportunità è proprio una delle parole chiave quando poi parliamo di questi temi legati alla disabilità
04:50e stesse opportunità significa accesso alla formazione e poi anche al lavoro, che è uno dei cardini anche della sua esperienza al Ministero rispetto a questa tematica.
05:04Beh sì, diciamo che il tema del lavoro, ieri per esempio ero in Lussemburgo alla conferenza, alla commissione di tutti i ministri europei
05:11che si occupano di queste tematiche e tutti hanno citato il tema dell'inclusione lavorativa, dell'occupazione come anche questo,
05:18un obiettivo da raggiungere pienamente. Ogni anno festeggiamo anche la giornata del primo maggio, come la giornata dei lavoratori
05:25e io ogni anno dico sì, ma deve essere anche quello il lavoro di tutti. Tutte le persone che possono lavorare devono avere l'opportunità di farlo.
05:34In Italia succede che noi abbiamo tra il 6 e il 7% di disoccupati, circa il 17% sono persone con disabilità e di questo 17% il 70% sono persone con disabilità intellettiva.
05:48Che non è vero che non sono in grado di lavorare, forse come si pensava una volta, perché nel frattempo il mondo è cambiato
05:55da quando sono nati i sistemi di welfare, la presa in carico sui territori delle persone. Sono passati tanti anni e le persone ora hanno più opportunità
06:05grazie alla medicina, alla scienza, alla tecnologia. C'è ancora tanta strada da fare.
06:10Però ancora, nonostante abbiamo fatto dei passi avanti, non tutte le persone riescono ad ottenere questo importante diritto, cioè il lavoro.
06:21Quindi da un lato noi siamo l'unico paese in Europa che ha una legge sull'inclusione lavorativa, che non è poco, perché comunque è una legge un po' datata, del 99.
06:31Abbiamo magari la possibilità di rivedere alcune cose. Però se pensiamo soprattutto alle persone con disabilità intellettiva, dobbiamo immaginare anche nuovi percorsi.
06:40Per esempio, l'accompagnamento all'inserimento lavorativo e anche quel matching che bisogna fare. Non è che basta dire, beh, insomma, ho un posto libero, io offro questo
06:53e se non ti va bene non se ne può fare nulla. Cioè, una persona non vedente o una persona con disabilità fisica, non è che può andare a fare la consegna
07:05con il camion dei pacchi, no? Voglio dire che ci sono delle incongruenze e a volte delle sottovalutazioni.
07:14Abbiamo bisogno di fare incontrare la domanda di lavoro con quelle qualità, quelle competenze e quelle capacità che ogni persona ha.
07:25Non bisogna dimenticarsi questo, che ogni persona ha un talento, una capacità, una competenza sulle quali noi possiamo e dobbiamo investire
07:34e dobbiamo anche offrire delle opportunità. E questo serve anche per immaginare un percorso di accompagnamento, cioè una persona con un disturbo
07:43dello spettro autistico può benissimo svolgere un compito di lavoro che fanno anche gli altri, magari nel contesto in cui viene inserita
07:51può essere che la luce, i suoni, un ritmo diverso del tempo possa metterla in crisi. Allora, soprattutto nel momento dell'inserimento
08:01è necessario dare un accompagnamento. Allora, queste cose che ho detto fanno parte di un tema, quello degli accomodamenti ragionevoli
08:08che nel nostro paese sono anche legge perché abbiamo recepito la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità nel 2009
08:16eppure ancora anche queste cose faticano a passare, cioè passano nelle leggi, a volte ci sono anche delle risorse messe a disposizione
08:25ma non passano ancora nella nostra cultura. Lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di cambiare lo sguardo e cambiare
08:33io ne parlo spesso anche sul vostro quotidiano e vi ringrazio davvero per questa occasione che ci date
08:39perché ci fa luce sul tema che è spento, è completamente spento.
08:45Tra l'altro, proprio pensando, ci sono appunto qui tanti ragazzi e ragazze molto giovani, qual è l'aspetto anche umano
08:55che è ancora complicato poi nell'accoglienza e nell'inserimento? Le cose sono cambiate tantissimo anche negli ultimi pochi anni
09:04proprio nella percezione, nella capacità di stare insieme, di includere, di accogliere le persone con disabilità
09:14però dal suo osservatorio, qual è l'aspetto che manca ancora in maniera più forte rispetto a tutto questo?
09:22Manca ancora il fatto che tante persone pensano di non centrare, di chiamarsi fuori
09:29non lo so, forse c'è ancora un po' di preconcetto, di paura
09:33c'è quel distacco a volte dal tema che riguarda la disabilità
09:40ma senza pensare che noi non parliamo di una persona solo, di una persona che è su una carrozzina
09:47una sindrome di Down o non ci vede
09:50noi parliamo di tutte quelle persone che hanno un'interazione negativa con l'ambiente
09:55praticamente tutti
09:57che sia temporanea, che sia permanente, che sia grave o che sia lieve
10:02ognuno di noi è coinvolto in qualche modo oppure conosce qualcuno che è coinvolto
10:07quindi nessuno si può chiamare fuori da questa responsabilità
10:12ed è una responsabilità che cade sulle nostre comunità e sul nostro paese
10:17dal punto di vista umano ma guardi anche dal punto di vista economico
10:21io questo lo uso nei confronti di anche alcune leve istituzionali
10:26per dire che se noi continuiamo a lasciare indietro qualcuno
10:29che invece può dare il suo contributo
10:31il nostro paese si chiude, le nostre comunità si scollano
10:36se invece noi diamo opportunità alle persone, a chi abbiamo vicino, a chi incontriamo
10:41a chi dobbiamo dare un lavoro o magari anche semplicemente a qualcuno con cui dobbiamo fare un pezzo di strada insieme
10:48diamo l'opportunità di far emergere quello che è il suo valore di persona umana
10:53e non guardiamo solo i limiti
10:55allora secondo me cresce la nostra comunità, crescono le nostre comunità
10:59cresce il nostro paese anche dal punto di vista economico
11:03perché investiamo sugli altri
11:05ecco perché uscirà anche un bando importante che accompagna la riforma sulla disabilità
11:11che è in corso di sperimentazione nel nostro paese
11:14nel quale vogliamo proprio supportare la dimensione della vita delle persone con disabilità
11:21dal punto di vista abitativo, lavorativo e ricreativo
11:25che sono le cose che dicevamo prima, fanno la dignità della vita di ognuno di noi
11:29di ogni persona
11:32c'è ancora tanto da lavorare
11:34dal punto di vista della comunicazione
11:36io mi sono permessa di portare questo
11:37tanto non vi fa concorrenza
11:40perché esce dal Ministero delle Disabilità
11:43siccome si parla poco di queste tematiche
11:46o meglio, diceva pure Agnese prima
11:49se ne parla a volte quando ci sono dei fatti drammatici
11:52voi aprite i giornali, aprite i social
11:55se c'è un fatto drammatico si parla di disabilità
11:58e io vengo in vasa, mio cellulare è pieno di chiamate dei suoi colleghi
12:03se c'è un qualcosa di meraviglioso come il G7
12:07che abbiamo realizzato in Italia sulla disabilità
12:10piuttosto che le Paralimpiadi
12:12allora se ne parla
12:13qualche minuto insomma se ne parla
12:16ma quando ci sono associazioni, enti del terzo settore
12:20istituzioni che fanno buone cose, pratiche
12:23che cambiano anche la vita delle persone
12:25allora quello passa in seconda, terza, cinquantesima pagina
12:30sulle televisioni quasi nulla
12:32e quindi noi ci siamo trovati a dire
12:35chi fa da sé fa per tre
12:36abbiamo fatto uscire una rivista
12:39che si chiama Io Valgo
12:40che parla di inclusione, di valorizzazione delle persone
12:44di un salto culturale
12:45e che parla sostanzialmente delle associazioni
12:48delle persone con disabilità che fanno cose interessanti
12:51importanti nel ballo
12:52nella musica, nella cultura
12:54nella scienza, nelle arti
12:56in tutto quello che è la dimensione della vita
12:59e però bisogna parlarne
13:01perché altrimenti non ci arriviamo a toccare tutti
13:03se non se ne parla non esiste
13:05se non se ne parla non arriviamo
13:07ma in poche battute
13:10mi rendo conto che è una domanda sterminata
13:12però com'è un paese
13:15secondo lei che ha fatto davvero i conti
13:18con la disabilità
13:19cioè che l'ha davvero capita
13:20che l'ha davvero interiorizzata
13:22che riesce davvero a viverci insieme
13:25allora io sono una che dice sempre
13:28che si può fare di più
13:29e dobbiamo fare di più
13:31devo dire che quando mi confronto
13:33con gli altri paesi
13:34sono orgogliosa di essere italiana
13:37perché già negli anni 70
13:39qualcuno prima di noi ha pensato
13:42a mandare a scuola tutti insieme
13:44gli studenti
13:46e ha pensato insomma
13:47a garantirci l'inclusione
13:49dal punto di vista scolastico
13:51e ha fatto un grande cammino
13:52io credo che
13:56veramente ci sia da guardare
13:59tanti aspetti
14:00nel nostro paese
14:01per essere sempre più soddisfatti
14:03cioè quello di garantire davvero
14:07questo sguardo nuovo
14:08non solo quando parliamo
14:10adesso abbiamo parlato
14:12di tempo ricreativo
14:13tempo lavorativo
14:15tempo sociale
14:16anche nell'aspetto della cura
14:18cioè noi da tanti anni
14:20parliamo per esempio
14:21di integrazione socio-sanitaria
14:23un paese che fa un salto vero
14:25culturale
14:26è un paese che non tratta più
14:28una persona come malata
14:30o come persona con disabilità
14:32perché c'è un'etichetta in testa
14:34è un paese che parla
14:35prima di tutto di persone
14:37e che quando garantisce
14:40aspetti che riguardano
14:41la salute
14:42la cura
14:42l'assistenza
14:43i servizi
14:44pensa comunque
14:45che dietro a quei servizi
14:47c'è una persona
14:48e quindi nella dimensione
14:50ospedaliera
14:52nella dimensione
14:52delle cure domiciliari
14:54nelle strutture residenziali
14:56nei centri diurni
14:57c'è bisogno di fare
14:59un salto di qualità
15:00di rinnovare i servizi
15:02di renderli più
15:02flessibili
15:05alle nuove esigenze
15:06e soprattutto
15:07di immaginare
15:08che anche quando
15:09forniamo un servizio
15:10che sembra sanitario
15:12non lo è
15:12non è solo così
15:13dietro c'è una persona
15:15che ha bisogno di tutto
15:16anche di una parola
15:17di conforto a volte
15:19di una relazione
15:20o di un sorriso
15:22come sentivo dire
15:23prima
15:23all'insegnante
15:24che ha parlato
15:25perché
15:25è importante
15:27anche quello
15:27e soprattutto
15:28per chi svolge
15:29questo lavoro
15:30un tema fondamentale
15:32è quello
15:32degli operatori
15:33che stanno
15:34diciamo
15:34al fianco
15:35di tante persone
15:36con disabilità
15:37e delle famiglie
15:38gli educatori
15:39che sono spesso
15:40considerati
15:41lavori di serie B
15:42non dico persone di serie B
15:44ma lavori di serie B
15:46io
15:46arrivo da quel mondo
15:47ho lavorato
15:49sociale per tanti anni
15:50posso garantire
15:51che purtroppo
15:52non c'è una valorizzazione
15:55anche di questo ruolo
15:56ma noi abbiamo bisogno
15:57di persone
15:58che tengano insieme
15:59tutti gli aspetti
16:00della vita quotidiana
16:01delle persone con disabilità
16:03e delle famiglie
16:04che siano punto di riferimento
16:06di sicurezza
16:07e non possiamo far passare
16:08ancora una volta
16:09anche in quel caso
16:10solo messaggi tristi
16:12o di quando succede qualcosa
16:13in quelle strutture
16:15che purtroppo accade
16:17dove dobbiamo essere
16:18molto attenti
16:19e monitorare
16:20ma dall'altra parte
16:21come succede per i giovani
16:22ci sono modelli
16:25e esperienze
16:26che vanno sottolineate
16:27e vanno portate invece
16:28ad esempio
16:29alla fine
16:30alla fine ministro
16:31come quello che ci diceva
16:33un poco fa
16:33con Giuseppe Bertuccio D'Angelo
16:34si tratta semplicemente
16:36di riscoprirci un po'
16:37persone
16:38assolutamente
16:39prima le persone
16:40prima le persone
16:41grazie
16:42grazie Alessandra Locatelli
16:43fatele
16:44grazie mille
16:45grazie
16:46a presto
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