- 3 mesi fa
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NovitàTrascrizione
00:00Parliamo di conoscenza, ricerca e trasformazione con degli ospiti incredibili, fortissime
00:06e il tema è nutrire il cambiamento. Chiamo subito il co-direttore del QN quotidiano nazionale,
00:13Piero Fachin. Ciao Piero, ti lascio il palco e ti do anche un bacio e ti do anche un microfono.
00:23Buongiorno a tutti e benvenuti. Avete guardato in alto un po' ogni tanto perché secondo me tutte le volte che si viene qui
00:33è il caso di guardare ogni tanto in alto e vedere dove siamo, insomma il privilegio che abbiamo di vivere qualche ora
00:41in un posto dove hanno vissuto davvero i grandi. Volevo chiamare con me Alessandra Pretrucci che è la rettrice
00:49dell'Università degli Studi di Firenze. Benvenuta, grazie e benvenuta.
01:00Cristina Prandi, la rettrice dell'Università di Torino.
01:08Eccola, benvenuta, grazie di aver accettato l'invito di essere tra noi.
01:13e Francesca Capone, che è la prolettrice per le politiche di internazionalizzazione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
01:23Tre donne, tre donne che si occupano di istruzione, che si occupano di cultura.
01:29Siamo qui a ragionare insieme di una cosa a pari mio molto significativa.
01:34L'abbiamo voluto intitolare questa sezione, nutrire il cambiamento.
01:38Non costruirlo, ma proprio nutrirlo, insomma, alimentarlo.
01:42E vorremmo farlo ragionando ciascuna di voi per le vostre peculiarità, le vostre caratteristiche.
01:51La dottoressa Pretrucci, ad esempio, è un'esperta di statistica, è un'ingegnere, è una donna appassionata di numeri,
01:57oltre che rettrice, insomma, dell'Università di Firenze.
02:00Nei giorni scorsi ci siamo, insomma, un attimo confrontati e avevamo ragionato su due aspetti, sul sogno e sulla concretezza.
02:08Cioè, per nutrire il cambiamento, appunto, cercheremo di capire, vorremmo capire se a parer suo è più utile il sogno, la magia di un numero, insomma, o la concretezza.
02:19Per magia di un numero intendiamo quelle sequenze che si ripetono mille volte in natura.
02:25Per concretezza del numero intendiamo il fatto che facciamo dei conti e la casa antisismica effettivamente poi non crolla quando arriva il terremoto.
02:34Costruiamo il ponte e il ponte rimane in piedi.
02:37Secondo lei di che cosa c'è bisogno? C'è bisogno più di sogno o di concretezza per cambiare il mondo?
02:43Innanzitutto, buongiorno a tutti e a tutti e grazie per l'invito, davvero molto gradito.
02:50Beh, per me è un po' una domanda abbastanza, da un certo punto di vista facile, da un certo punto difficile,
02:58perché ho la parte della concretezza che mi tira sull'ingegneria, la parte magari più della cabala, chiamiamola così,
03:07sulla parte della statistica, anche se sapete bene che la statistica è concretezza.
03:12Quindi come abbiamo avuto modo anche...
03:14E' scienza anche quella.
03:15E' scienza, è assolutamente scienza, senza quella, e anche quelle delle ripetizioni,
03:21gli statistici sulle ripetizioni, diciamo così, si appassionano perché le ripetizioni non ci dovrebbero essere,
03:27quindi di conseguenza le studiano.
03:30E quindi dicevo, ci siamo anche detti insieme, è bellissimo essere concreti, anzi bisogna essere concreti,
03:38ma senza avere un sogno, senza qualche cosa che ti porta, che ti spinge a cercare qualcosa di diverso,
03:46e allora magari il numero diventa semplicemente qualche cosa di utile e finisce lì, insomma.
03:56Quindi ci vuole concretezza, perché altrimenti non si realizza nulla,
04:01ma ci vuole anche tanto sogno, perché bisogna guardare avanti, bisogna guardare oltre, e quindi bisogna sognare.
04:10Nella sua università come aiuta gli studenti e i suoi collaboratori a sognare, a guardare avanti?
04:16Allora, l'università penso in generale, penso di poter condividere anche con le mie colleghe,
04:22perché siamo, come dire, un po' il laboratorio naturale anche dei sogni,
04:28perché dobbiamo immaginare qualche cosa che non c'è, quindi di conseguenza dobbiamo sognare tutti i giorni.
04:35Quindi quello che noi facciamo è quello di dare degli strumenti che fanno sì che tutti i giorni
04:40si possa vedere qualcosa di diverso.
04:42Quindi da questo punto di vista gli studenti credo che siano stimolati da questa possibilità
04:48che viene data dai nostri docenti. Sui miei collaboratori invece magari posso essere
04:54più concreta invece, e quindi posso anche pretendere.
05:00E quindi da questo punto di vista ci sono due modi diversi di trattamento.
05:06Meglio essere studenti che collaboratori.
05:09Decisamente. Cristina Prandi, rettrice dell'Università di Torino, biologa se non sbaglio,
05:15esperta comunque di chimica, mi è piaciuto molto vedere che ha sottolineato
05:20al momento della candidatura a rettrice l'importanza di credere nel valore pubblico,
05:26cito proprio, dell'Università come motore di crescita culturale.
05:31L'Università pubblica quindi importante a parer sua, fondamentale per lo sviluppo del Paese
05:35e per, torniamo al tema, nutrire il cambiamento.
05:38Grazie per questa domanda, ma grazie anche per l'invito.
05:43Sono qui un po' da fuori regione, devo dire che quando sono stata invitata
05:47con molto entusiasmo l'ho accettato, poi mi sono insediata, la mia agenda si è popolata
05:54immediatamente, però ho mantenuto questo spazio di confronto veramente importante.
06:01È vero, durante la campagna elettorale ho molto centrato il mio messaggio sul valore
06:07dell'Università pubblica, che è un valore incredibile.
06:10Noi in Italia abbiamo un sistema universitario di Università pubbliche di alta qualità
06:17e questo lo dobbiamo difendere, io credo.
06:21Che cosa intendiamo per Università pubbliche?
06:24Il valore è la definizione molto al di là del fatto che le università pubbliche ricevono
06:31un contributo, una sonvenzione statale.
06:34L'essere pubblico significa molte cose, significa intanto un patrimonio condiviso con la società
06:42civile, questo è l'aspetto fondamentale.
06:46E quindi una connessione continua, immagino, con la società civile.
06:49Con la società significa responsabilità, responsabilità nei processi di formazione, responsabilità
06:57nella conoscenza che produciamo e che condividiamo, significa attenzione alla accessibilità all'università
07:08in tutte le sue forme. Sono state citate prima...
07:12Anche economiche, immagino.
07:13Sono delle barriere tangibili, che sono quelle economiche e su queste si può lavorare molto,
07:21ma sono anche delle barriere culturali su cui è necessario porre attenzione.
07:27Ricordiamo che oggi più che mai è messa in crisi il concetto di laurea come ascensore sociale.
07:37Quindi bisogna ritrovare una motivazione per cui è importante percorrere la formazione universitaria.
07:45Quindi anche la motivazione come motore del cambiamento.
07:49Motore del cambiamento. Le università per definizione sono motori del cambiamento.
07:54Le università possono certamente aiutare tutti quegli studenti che si avvicinano al mondo
08:01della formazione universitaria senza le idee chiare e accompagnarli in questo percorso
08:07per trovare la propria strada e soprattutto per mantenere, indipendentemente dal percorso
08:13che è stato individuato, una flessibilità rispetto a quello che diventeranno o vorranno essere.
08:19Grazie. Francesca Capone, grandissima esperta di diritto internazionale, nonostante la giovane età,
08:26dei diritti umani e di gestione dei conflitti. Il cambiamento può essere nutrito anche dal processo
08:36di crescita dei diritti in Italia e nel mondo soprattutto?
08:39Sì, assolutamente. Innanzitutto buongiorno a tutte e a tutti, grazie infinite per l'invito.
08:45Anch'io sono molto contenta, per me è un grande piacere essere qui in questo panel con due personalità.
08:52La dottoressa è di Firenze, vive a Firenze, opera a Pisa e si muove in treno tutti i giorni.
08:59Per essere qui nel Salone dei Cinquecento per me è particolarmente emozionante e lo è ancora di più
09:04sedere accanto a due rettrici di due università importantissime come l'Università di Firenze
09:10e l'Università di Torino. Le università possono assolutamente dare un contributo sostanziale
09:16alla promozione, alla tutela dei diritti umani e secondo me lo fanno non soltanto trattando
09:22i diritti umani come materia di studio, di insegnamento, sono la mia materia, quello che io faccio
09:26praticamente tutti i giorni, ma anche utilizzandoli come approccio trasversale per nutrire e identificare
09:36delle buone prassi che portiamo avanti. Ora nel caso specifico del Sant'Anna che è un'università
09:41pubblica a statuto speciale, io citerei in particolare il diritto allo studio, the right to education
09:49che non soltanto è sancito nelle convenzioni internazionali ma se guardiamo più vicino a noi
09:55per esempio nell'articolo 34 della Costituzione al Comma 3 è proprio specificato che i capaci
10:02e i meritevoli, pur se privi di mezzi, hanno il diritto ad accedere ai gradi più alti
10:08dell'istruzione. E come riesce a concretizzare questa aspirazione?
10:12Lo facciamo attraverso tutta una serie di programmi anche di orientamento e di mentoring
10:16tra cui in particolare MEMO che è un programma sul merito e la mobilità sociale con cui sostanzialmente
10:25noi non ci limitiamo ad accogliere i talenti ma li andiamo proprio a scovare anche grazie
10:28all'aiuto degli insegnanti e degli insegnanti degli istituti superiori italiani che ogni
10:33anno ricevono una circolare.
10:34Andiamo a cercare i capaci e i meritevoli che non sono non i migliori, i capaci e i meritevoli,
10:40i migliori si diventerà.
10:42Esatto e li ospitiamo alla scuola per una fase residenziale e poi portiamo avanti delle attività
10:47di mentoring anche attraverso l'aiuto dei nostri allievi e delle nostre allieve e devo dire
10:52che questo programma è di particolare successo nel senso che il 90% dei partecipanti che sono
10:57studenti e studentesse che provengono da famiglie con genitori non laureati, il 90% di loro
11:03poi si è iscritto all'università dopo la conclusione delle scuole superiori.
11:08Bene, questo ci fa molto piacere.
11:10Dottoressa Petrucci, di cosa ha bisogno oggi l'università per accelerare se necessario
11:15l'esigenza di cambiamento?
11:17Se lei potesse chiedere una cosa al ministro dell'università, una non due, che cosa gli chiederebbe?
11:25Ma devo dire risorse.
11:31Risorse?
11:33Tutte d'accordo?
11:34Risorse.
11:35E allora volevo chiedere a Dottoressa Prandi se, pur rivendicando come ha fatto con grande
11:41forza il ruolo dell'università pubblica, il contributo, la contribuzione, la sinergia
11:47con le risorse che possono arrivare dal mondo privato sono utili o sono considerate da lei
11:53e dalle altre ospite un elemento di potenziale disturbo?
11:56Allora, io penso che parlando di cambiamento sia assolutamente fondamentale che le università
12:05pubbliche intraprendano delle relazioni con privati.
12:09ricordo anche, ci tengo a sottolinearlo, che uno degli aspetti fondamentali per mantenere il valore pubblico
12:18dell'università è quello della qualità.
12:20Noi dobbiamo assolutamente evitare quello che sta succedendo in altri paesi in cui le università pubbliche
12:26stanno progressivamente diminuendo la qualità della formazione, dell'infrastruttura e dei servizi
12:33rispetto a quelle private. Quindi, nella società che cosa si verifica?
12:38Che la fascia sociale bassa della popolazione accede a un sistema universitario pubblico
12:44ma di bassa qualità, mentre invece gli altri accedono a quello privato.
12:48Quindi noi dobbiamo assolutamente mantenere degli standard alti, chiedendo più risorse alla Ministra
12:54ovviamente, ma anche intraprendendo delle azioni di collaborazione col mondo privato.
13:00Voi lo fate?
13:01Sì, lo facciamo.
13:02Bene, allora facciamo un giro su questo. La dottoressa Capone come ne pensa?
13:07Assolutamente sono d'accordo. C'è un problema di mantenimento degli standard qualitativi
13:13sia nell'ambito della ricerca, sia nell'ambito della formazione, della nostra offerta didattica
13:18e le risorse scarseggiano, la coperta diventa sempre più corta, per cui le università sono chiamate a fare delle scelte
13:25e queste scelte non sempre sono facili e molto spesso richiedono anche di scendere a compromessi.
13:35Quindi ecco, il contributo anche delle aziende private in certi ambiti, per esempio nell'ambito dell'ingegneria
13:46o comunque nell'ambito delle materie STEM, è particolarmente rilevante, questo indubbiamente.
13:52A proposito di materie STEM, poi torno però da lei, dottoressa, volevo chiedere una cosa a Cristina Prandi
14:00che insomma le materie STEM sono quelle materie tipicamente scientifiche, come la scienza, la tecnologia, l'ingegneria, la matematica
14:10se non mi sbaglio. L'accesso delle donne a questo genere di materie, a questo percorso di studio è sempre stato particolarmente difficoltoso.
14:19Sono stati fatti passi in avanti negli ultimi anni o come possiamo farli?
14:24Molto lentamente, monitoriamo costantemente i dati, ma questo processo è molto lento,
14:29ho ancora guardato i dati recenti delle ultime immatricolazioni, quindi un lento miglioramento ma non sufficiente.
14:37Quindi c'è un'azione forte da fare di tipo culturale, ci sono stati tantissimi investimenti sull'orientamento,
14:46però davvero bisogna cercare di convincere i ragazzi e le ragazze anche ad avvicinarsi alle materie STEM
14:55perché c'è un fenomeno un po' di autocensura. Le materie STEM sono percepite come materie difficili,
15:02abbiamo anche correlato i dati dei voti in uscita dalle scuole superiori con le iscrizioni in ambito STEM o non STEM
15:12e emerge chiaramente che nelle fasce alte delle votazioni si iscrivono a materie STEM
15:20e gli altri invece si avvicinano a materie più delle humanities. Quindi è chiaro che c'è una percezione falsata,
15:27a mio modo di vedere, sul fatto che siano materie inaccessibili o molto difficili.
15:32Quindi questo è un elemento su cui dobbiamo lavorare.
15:36Sull'aspetto gender, diciamo, questo è ancora più rilevante.
15:40Ci sono dei fatti però che testimoniano la non parità di genere anche nelle carriere STEM.
15:49Mi sono soffermata particolarmente su degli aspetti che riguardano la cosiddetta child penalty.
15:56Quindi ancora adesso sulle carriere universitarie, in particolare STEM di materie sperimentali,
16:02c'è veramente un rallentamento della produzione scientifica delle donne rispetto agli uomini.
16:07Quindi molto possiamo ancora fare in termini di servizi e di cambio culturale su questi aspetti.
16:15Dottoressa Petrucci, sono quindi a credito di due risposte.
16:19Il finanziamento o comunque il sostegno delle strutture private all'università pubblica
16:26e l'accesso alla materie STEM per le donne.
16:29Allora, io sono di solito molto sintetica.
16:32Parto da quest'ultima.
16:33Secondo me, per esempio, anche solo vedere sul palco due, diciamo, quasi tre perché non è proprio STEM,
16:42però due donne che sono al vertici di Atenei molto grandi e prestigiosi,
16:48che sono tutte e due di materie STEM.
16:50Direi tre donne comunque.
16:51Sì, no, vabbè, d'accordo, ma diciamo di materie STEM, questo significa una, è un biglietto da visita,
17:01è il famoso si può fare.
17:03Bene, allora lo faremo.
17:05Ed è la prima risposta.
17:06La prima risposta.
17:08Su quello di condividere, di avere delle risorse ovviamente dalla parte dei privati,
17:14anche io sono assolutamente convinta, come hanno già risposto le mie colleghe,
17:19dico che l'università ha il compito anche di essere partecipe, protagonista del proprio territorio,
17:25quindi di conseguenza quello di cercare di collegare molto bene tutte le risorse che lo stesso territorio può dare,
17:32quindi ascoltare e farsi riconoscere.
17:36Quindi credo veramente che sia importante e su questo abbiamo lavorato.
17:41E connettersi.
17:43Connettersi.
17:44Volevo leggervi una frase che ho letto nei giorni scorsi, un ragionamento di Corrado Augas,
17:51che mi ha colpito parecchio, mi ha fatto un po' riflettere, non sono arrivato ancora a delle conclusioni precise,
17:59avevo bisogno del consiglio di tre donne come voi.
18:03Lui ha scritto, per la prima volta gli esseri umani vengono battuti in quello che era il loro tipico terreno,
18:11la capacità di connettere dati diversi per ricavare una sintesi cogito ergo sum.
18:18Oggi la mens cogitans è fuori di noi, ci sostituisce, ci batte in velocità,
18:25con una proporzione umiliante di uno a cento, uno a mille, uno a chissà quanto.
18:31Tutto questo la tecnica lo fa da sola, senza l'indispensabile scorta dell'etica.
18:38Chi siamo? Volevo chiedervi.
18:44L'intelligenza sta dentro di noi o è già fuori di noi? È altro da noi?
18:53Dottoressa Petrucci.
18:54Sta dentro di noi, è l'intelligenza naturale e è l'intelligenza che poi può servire a quella artificiale,
19:03non il viceversa. Quindi quello che noi siamo in grado di fare è proprio quello di coniugare
19:09quello che ha detto lei, cioè ci connettiamo anche con l'etica.
19:14Questa è una prerogativa umana che credo sia molto difficile.
19:19Chi è anziano come me si ricorderà un film importante da questo punto di vista
19:27che è il 2001 di Stare in lo spazio e con Al eravamo già abituati a dialogare
19:35solamente che dopo è successo altro.
19:38Il dialogo è diventato molto molto più raffinato.
19:42Dottoressa Pradi, ho letto da qualche parte che comunque il ragionamento è calcolo,
19:45in realtà nella nostra mente entrano informazioni, le elaboriamo, facciamo delle somme e delle sottrazioni
19:52e produciamo un risultato.
19:54Allora, questa intelligenza com'è?
19:57È una domandona questa.
19:59Io non ho le risposte. Grazie al cielo le risposte aspettano a voi.
20:04Tra l'altro siamo veramente in mezzo a questo flusso di cambiamento
20:09e è veramente solo negli ultimi mesi che l'intelligenza artificiale su uso è entrato pesantemente
20:14anche nei sistemi formativi.
20:17Io continuo a pensare che l'intelligenza sia dentro di voi.
20:21Un brevissimo aneddoto.
20:25Un paio di anni fa ero in viaggio con una giovane ricercatrice
20:29che già usava molto più di me i dati, le prime licenze di intelligenza artificiale
20:37e discutevamo l'etica, la dobbiamo usare o non usare.
20:43Lei molto serenamente mi ha detto
20:45ma in fondo noi occupiamo molta parte del nostro cervello
20:49a elaborare informazioni in questo momento.
20:53Se c'è qualcun altro che lo fa per noi e lo fa meglio,
20:56quella stessa parte di cervello la possiamo utilizzare per altro.
21:01Quindi un'accettazione serena di un cambiamento
21:05che però non è sminuente rispetto all'intelligenza umana.
21:10Io sono positiva su questo, non sono spaventata.
21:13E adesso che la sto usando, anche io molto,
21:18devo dire che impari però.
21:21Non è solamente una cosi di informazione.
21:22Impari ad usarla o impari altre cose?
21:24Impari, quindi assisteremo.
21:28Dottoressa Caponi, lei è esperta di diritto internazionale,
21:31anche qui leggo ogni tanto qualche cosa,
21:33ad esempio che alcune sentenze di tribunali internazionali
21:36sono state scritte con l'intelligenza artificiale.
21:40Non le viene un brivido pensare che un software possa farsi giudice?
21:45Mi viene assolutamente un brivido,
21:49anche perché normalmente noi giuristi siamo famosi
21:51proprio per l'incapacità di utilizzare questi strumenti.
21:54Il massimo per me dell'esotico è l'utilizzo di Excel,
21:57quindi pensare che ci possa essere un device
22:02che scrive una sentenza per me è davvero scioccante.
22:05Però dall'altra parte è anche vero che il cambiamento
22:08non è ovviamente sempre negativo
22:10e dobbiamo imparare a utilizzare questi strumenti nel modo migliore
22:14all'interno di una cornice valoriale ed etica.
22:17E nell'ultimo anno, nell'ultimo anno e mezzo,
22:21io ho notato che diverse università,
22:23tra cui anche la Scuola Superiore Sant'Anna,
22:25hanno o modificato, integrandolo,
22:27oppure adottato ex novo un codice etico
22:30che tenga proprio conto di tutti questi cambiamenti
22:32che stiamo registrando,
22:33a partire dalle implicazioni etiche
22:37che alcuni tipi di ricerca possono avere,
22:40penso alla ricerca dual use,
22:42l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale,
22:46ma anche molto più banalmente
22:48il modo in cui noi interpretiamo come università
22:50i principi costituzionali.
22:52L'articolo 11 che ci dice che l'Italia ripudia la guerra
22:55come strumento di offesa,
22:57beh, le università lo recepiscono,
23:00fa parte del nostro sentire,
23:03ma questo non vuol dire semplicemente dire
23:06che la guerra non si fa, è brutta e cattiva,
23:09ma anche farci promotori
23:11e supportare attivamente i processi di pace,
23:14come quello appunto che speriamo
23:15possa essere implementato in Medio Oriente.
23:20E questo ce l'auguriamo tutti, insomma,
23:21qualche passo è stato fatto in questi giorni,
23:25vediamo se sarà una fragile tregua
23:26o qualche cosa di più significativo.
23:29Io volevo invitarvi a fare un applauso
23:31da queste tre professioniste.
23:38Grazie, grazie per essere state con noi,
23:40grazie per il contributo,
23:42e spero che possiate rimanere con noi.
23:44Senz'altro, grazie, grazie molte.
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