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  • 1 anno fa
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto in diretta dal Forum Teha di Villa d’Este ai microfoni dell’Adnkronos        

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Trascrizione
00:00Mi trovo in compagnia del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
00:09Allora, Ministro, grazie intanto per essere qua con noi.
00:12Io le chiedo, oggi si parla d'Italia e questo è un punto di incontro di imprenditori e industriali.
00:18E se si parla di industria in Italia, il primo pensiero viene ad ILVA.
00:21Il 15 settembre c'è la scadenza, il termine scadenza, delle manifestazioni di interesse.
00:28Io le volevo chiedere cosa si aspetta da questo e poi le volevo chiedere un commento al no sulla nave di classificatrice del Sindaco di Taranto, che ormai è un dato di fatto.
00:40Mi aspetto che le manifestazioni di interesse corrispondano ai nuovi criteri che abbiamo inserito nell'aggiornamento della gara,
00:51sulla base del piano di piena decarbonizzazione che abbiamo presentato e condiviso con gli enti locali di Taranto e della Puglia
01:03e certamente anche con quelli della Liguria, Piemonte e quindi Genova, Novi Liguri, Racconigi,
01:12che prevede la transizione verso l'elettrico con la realizzazione di almeno tre forni elettrici a Taranto
01:22per una capacità produttiva in continuità con quelli degli alto forni pari a 6 milioni di tonnellate.
01:30La transizione verso l'elettrico significa anche gas, sia per alimentare la centrale elettrica,
01:40che non potrebbe più essere alimentata dai fumi degli alto forni, sia per i forni elettrici e gli impianti a valle,
01:50ma anche per realizzare quel preridotto che viene la materia prima per i forni elettrici
01:58dove si volesse produrre acciaio di qualità, come produce oggi Taranto e i suoi stabilimenti nel nord del nostro paese,
02:08necessari per esempio per l'industria automobilistica, per l'industria dell'elettrodomestico, per l'industria ferroviaria,
02:15per i tubifici, per quell'acciaio pulito.
02:19Bene, serve il preridotto realizzato nel DREAI.
02:25Per fare questo c'è bisogno di grande quantità di gas.
02:30Ove la nave rigassificatrice, come emerge da ogni dichiarazione degli esponenti locali della maggioranza che governa Taranto,
02:39non è possibile collocarla nel porto di Taranto, come è accaduto invece a Piondino, a Ravenna, altrove, ovviamente c'è la nave rigassificatrice,
02:50gli investitori dovranno tenerne conto nel loro progetto anche per quanto riguarda gli impianti collaterali e forni elettrici,
02:58perché se il DREAI non è realizzato a Taranto, gli impianti hanno bisogno di riscaldare prima il materiale che arriva freddo e quindi di maggiore costo di investimento.
03:10Però l'impatto, io le chiedo allora, c'è un rischio l'impatto sulla forza lavoro?
03:15Sì, ma noi prenderemo, noi non vogliamo forzare le decisioni libere degli enti locali,
03:20mi auguro che prima o dopo si possa anche svolgere il sindaco convico, come aveva detto all'inizio,
03:25sin dall'inizio della sua consigliatura, un consiglio comunale apposito, però io prendo atto che le dichiarazioni del sindaco
03:33sono responsabili e chiare nel no alla nave rigassificatrice, a prescindere di quello che il consiglio comunale abbia espresso
03:41o non abbia ancora espresso. Ove questo non è possibile, ovviamente noi faremo il massimo per limitare l'impatto occupazionale negativo
03:49e infatti abbiamo messo in campo non da ora, ma da oltre sei mesi, un tavolo taranto in cui abbiamo già presentato
03:5715 potenziali progetti da realizzare in quell'area, nell'area lasciata libera dagli impianti sedurgici o nell'area contigua.
04:06E per questo, in maniera previgente, nell'ultimo decreto sull'ILVA approvato poco prima di ferragosto,
04:14è previsto che il commissario che si può nominare per un investimento superiore a un miliardo, quelli saranno investimenti superiori,
04:21per facilitare la realizzazione degli impianti da parte del privato, abbia competenza anche nella riconversione produttiva
04:29delle aree lasciate libere dagli impianti sedurgici e nelle aree contigue, in modo che il progetto per Taranto,
04:35che prevede altri investimenti, ovviamente gli investimenti sono privati, noi possiamo insieme agli enti locali creare le condizioni migliori,
04:41non è il governo che fa gli investimenti, lo voglio dire anche al sindaco che ha detto, non è il governo che fa gli investimenti,
04:48come non è il comune che fa gli investimenti, il governo e il comune possono facilitare gli investimenti
04:53creando un contesto legislativo, normativo e anche di altra natura favorevole.
05:00Ebbene, alcuni di questi investimenti traggono vantaggio dalla produzione siderurgica, se ci sarà,
05:06perché hanno bisogno del ferro e dell'acciaio, pensiamo all'ipotesi di creare lì, molto concreta,
05:12la società che realizza la carpenteria per il ponte sullo stretto, si realizza lì perché c'è accanto
05:18un impianto siderurgico, ove non ci fosse si realizzerà d'altra parte, pensiamo agli impianti
05:24sulla cantieristica o sulla nautica, ovviamente hanno bisogno dell'acciaio, se si realizzano lì,
05:29se c'è l'acciaio, se non c'è l'acciaio si potrebbero realizzare altrove, così.
05:33Pensiamo alla piattaforma del freddo che il sistema agricolo vuole realizzare a tempo
05:38a Taranto, ha bisogno del gas, se c'è il gas possa realizzare la piattaforma del freddo,
05:44se non c'è il gas la realizzeranno a Gioia Tau, quindi noi possiamo realizzare le condizioni,
05:50se quelle condizioni sono tali da far insediare le imprese e ci sono 15 progetti già presentati
05:55al nostro di Castero per insediarsi lì, che noi stiamo accompagnando verso Taranto, bene,
06:02meglio perché assorbiranno l'occupazione che gli impianti di seduzione green non possono
06:07più tenere e anche altra, altrove eventualmente siamo in regime di competizione,
06:13dove le condizioni migliori gli offrisse Gioia Tau, è ovvio che andrebbe ora a Gioia Tau.
06:17Chiarissimo Ministro, grazie.
06:19Senta, stiamo parlando di acciaio, lei ha citato anche il settore delle auto,
06:23colgo l'occasione perché questa mattina in un'intervista l'amministratore delegato
06:28di Filosa, l'amministratore delegato di Stellantis, chiede sostanzialmente con urgenza
06:33delle misure, degli interventi all'Europa che se non ricordo male aveva chiesto anche lei
06:36ma un anno fa.
06:37Questa intervista è importante, significativa, strategica, programmatica e in piena discontinuità
06:44con quello che aveva detto il precedente amministratore delegato e lo accogliamo
06:50molto favorevolmente perché in questo modo Stellantis torna in Italia e in Europa
06:56e condivide le posizioni espresse qui a Cernobbio in maniera compiuta allo scorso meeting da
07:05chi ha responsabilità dell'impresa sulle necessità che l'Europa cambi il Green Deal, rimuovendo
07:11le follie ideologiche ivi contenute. Abbiamo allora presentato un documento, prima eravamo
07:18soli, poi si sono aggregati altri 14 paesi europei, l'altro giorno ACEA, l'associazione
07:24delle case automobilistiche europee in cui Stellantis si è rientrata, bene, e a CLEA
07:31l'associazione dell'impresa dell'accomponentistica europea hanno firmato una lettera congiunta
07:36importantissima sul piano strategico che indicando in maniera chiara quello che già noi indicavamo
07:45nel nostro documento politico chiede un netto cambio di rotta alla politica europea sull'industria
07:52in vista del dialogo strategico che inizierà tra pochi giorni grazie proprio alle nostre
07:58richieste che abbiamo chiesto di anticipare la revisione di due anni e questo ci è stato
08:03consentito. Ora è necessario che Bruxelles decida e decida nella direzione giusta che
08:10è quella indicata da Filosa, dall'associazione europea dei costruttori, da tutte le imprese
08:16del settore automobilistico europeo che poi è proprio quello che l'Italia ha indicato
08:21per prima coinvolgendo altri paesi europei. Piena neutralità tecnologica, responsabilità,
08:29gradualità e flessibilità, considerazioni di tutte le tecnologie che raggiungono lo
08:33stesso obiettivo della sostenibilità e non solo, del totem dell'elettrico che è una
08:40tecnologia ma non è l'unica tecnologia.
08:43Chiaro Ministro, da studio Giorgio Davide, voi avete una domanda da fare al Ministro?
08:49Buongiorno Ministro, qual è dal vostro osservatorio del Mimit, che su questo probabilmente è il
08:55migliore? Qual è l'impatto che state percependo per le imprese italiane di quest'inizio di
09:02fase dei dazi con gli Stati Uniti? Come state registrando il cambiamento e quello che è
09:11stato più o meno deciso? Ovviamente ancora va tutto definito nei dettagli, però avete
09:17avuto già delle reazioni da parte del mondo industriale italiano?
09:26Ancora le preoccupazioni maggiori sono per quanto riguarda l'incertezza di alcune misure, per
09:34quanto riguarda per esempio la spedizione dei prodotti negli Stati Uniti, non è ancora
09:40completo il quadro di certezza perché quello che chiedono le imprese innanzitutto è certezza
09:45ed è bene che l'accordo sia stato realizzato, ora si sta velocemente andando sulla strada
09:53dell'implementazione, pensiamo all'annuncio di ieri sui dazi al 15% per il settore
10:01automobilistico, ecco dobbiamo avere un quadro di certezza, è quello che chiede innanzitutto
10:06l'impresa italiana e l'impresa europea. Poi possiamo con più consapevolezza capire quali
10:13settori siano effettivamente danneggiati e in modo mirato realizzare per loro alcune
10:20azioni compensative soprattutto ovviamente sul piano europeo. Nel contempo stiamo procedendo
10:28sugli altri aspetti che possono contribuire a rendere più competitivo, più resiliente
10:33l'industria anche a fronte delle misure naziane americane che è quella di nuovi accordi libero
10:38scambio, ovviamente la Commissione europea deve realizzarli, bene aver sbloccato il Mercosur
10:44con le garanzie che l'Italia ha chiesto e ottenuto per il settore agricolo e monitoreremo
10:49che questo avvenga realmente, bene l'accelerazione che deve essere davvero tale nei confronti
10:56dell'accordo con l'India anche per sottrarla alla tentazione asiatica e ricondurla nell'alvio
11:06delle migliori partner delle democrazie occidentali, quindi l'India e poi gli altri accordi
11:13di libero scambio, pensiamo agli Emirati, al Consiglio di Cooperazione del Golfo e quindi
11:17all'Arabia Saudita, paesi in cui le imprese italiane stanno trovando sempre più spazio
11:22ma anche il sud-est asiatico e quindi Indonesia, Filippine, certamente ovviamente l'Oceania.
11:29Gli accordi di libero scambio sono importanti per creare nuove occasioni di mercato a imprese
11:35come quelle italiane che sono le più veloci nel cogliere le opportunità come dimostra
11:39il fatto che noi competiamo finalmente con il Giappone per il quarto posto nel podio dei
11:45grandi paesi esportatori.
11:47Poi ovviamente anche e direi soprattutto le riforme europee perché l'elefante, lo voglio
11:55dire, non è tra noi e l'oceano ma l'elefante tra noi e gli Stati Uniti, l'elefante è nella
12:04stanza della Commissione a Bruxelles ed è evidente a tutti, è lì davvero che si decide
12:13la sorte dell'industria europea e quell'elefante va portato fuori perché mentre Bruxelles continua
12:21a discutere, Sagunto, cioè l'industria europea sta per essere spugnata.

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