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  • 1 year ago
L’Amministratore Delegato per l'Italia di Mdba, Lorenzo Mariani, è intervenuto in diretta dal Forum Teha di Villa d’Este ai microfoni dell’Adnkronos

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Transcript
00:00Io credo che un punto fondamentale del piano europeo per riarmo sia effettivamente la quantità di fondi molto aumentata rispetto al passato.
00:15In particolare lo strumento del safe che prevede un prestito che movimenterà fino a 150 miliardi sicuramente cambia le disponibilità che gli stati avranno di investire.
00:32In un settore che in passato frequentemente è stato sottofinanziato effettivamente questo darà una spinta fortissima.
00:39Ecco come già anticipavamo da studio nel consorzio ci sono varie anime a livello di paesi e competenze.
00:53Come il consorzio riesce a conciliare le competenze e le peculiarità, le specificità nazionali dei gruppi partner?
01:04Questo è un problema che ci siamo posti sin dal primo giorno nel lontano 2001.
01:11In realtà la nostra organizzazione prevede due anime.
01:16Un'organizzazione di gruppo che consenta di sfruttare la forza, la potenza e la dimensione di una società che oggi fattura 6 miliardi all'anno.
01:26E dall'altro delle organizzazioni nazionali che si declinano in particolare in Italia, in Francia, Inghilterra e in Germania che consentono di soddisfare le specificità nazionali legate molto spesso anche a temi di sovranità e di sicurezza del singolo paese.
01:43Il tema delle gelosie nazionali è stato un po' la zavorra che ha sempre compromesso lo sviluppo di una tecnologia di difesa comune.
02:01Il momento secondo me raccoglie molte opportunità e alcuni rischi.
02:11Tra i rischi effettivamente io metterei forse al primo posto quello che io ho definito altre volte che lei giustamente ha chiamato gelosie nazionali.
02:21Che in particolare significa non arrivare a definire dei requisiti comuni per dei bisogni che in realtà potrebbero essere messi in comune perché le minacce oggigiorno sono assolutamente comuni per molti dei paesi europei.
02:39Su questo MBDA è nata su un terreno particolarmente favorevole in quanto lavoriamo da sempre su programmi di collaborazione.
02:51Quasi sempre i programmi di collaborazione tra tre paesi, a volte anche quattro e fino a sei paesi europei.
02:59Ecco Luana, infatti volevo dire questo elemento che è interessante il modello di MBDA proprio perché tra i paesi che sono fondatori e soci primari
03:12poi però ci sono aperte anche delle sedi in altri paesi, in Spagna, negli Stati Uniti, ci sono impianti di produzione in ciascun paese
03:22quindi ciascun paese può dire noi abbiamo mille dipendenti, duemila dipendenti, insomma la cosa che poi serve in questi casi
03:30e noi stiamo adesso un po' capendo come farlo su tutti i fronti, sul fronte aereo, sul fronte terrestre, sul fronte sottomarino, navale eccetera
03:39cioè è che bisogna iniziare a capire un fatto che quando si creano questo tipo di alleanze industriali
03:48poi l'alleanza militare di intelligence strategica viene subito dopo, cioè nel senso la cosa secondo me che traina
04:00e che quindi poi permette di superare secondo me anche quelle gelosie o quelle differenze o quelle diverse strategie
04:08che i singoli eserciti, che le singole forze armate possono avere.
04:12Sono perfettamente d'accordo, l'aspetto industriale è chiave ed effettivamente è come le l'ha descritto
04:26noi sin dal primo momento abbiamo lavorato per dare ad ogni paese una capacità industriale
04:36ovviamente con una specificità, con delle specificità perché ogni paese in genere ha delle caratteristiche di dettaglio
04:47le capacità di produzione, le capacità tecnologiche che rappresentano un'eccellenza per l'intero gruppo
04:54però la capacità produttiva, lo sviluppo nei singoli paesi è un elemento che ha caratterizzato sin dall'inizio
05:01e lo spirito di gruppo di MBDA e la capacità di dire che siamo un gruppo europeo
05:08e quando dico europeo intendo europeo anche a livello geografico perché intendo il partner inglese
05:15che secondo me è irrinunciabile per una difesa europea.
05:19Mariani, intervengo anche io e le faccio una domanda un po' provocatoria, chiaramente la difficile situazione
05:27internazionale ha fatto crescere sempre più frequentemente il tema di un esercito comune
05:35di un fronte di difesa comune, di un esercito comune, però poi tutti quanti dicono che è una cosa molto difficile
05:43da realizzare. Se lei dovesse fare una previsione, quando è che l'Europa potrebbe avere un esercito suo?
05:50Guardi, quando si dice esercito poi bisogna anche dimensionarlo, io credo che un nucleo che possa essere
06:05definito embrionale per un esercito comune probabilmente ci sarà anche a breve, un esercito che schiappia
06:13il dimensionamento tale da garantire veramente la tutela di una difesa europea credo che sia ancora lontano.
06:22Però questa è l'opinione di un osservatore perché ovviamente io occupandomi di industria sto parlando di quello
06:30che in realtà decidono i nostri clienti e decisori politici in questo momento.
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