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  • 6 months ago
Salvatore Bernabei, Head of Enel Green Power, è intervenuto in diretta dal Forum Teha di Villa d’Este ai microfoni dell’Adnkronos

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00:00Sì, buonasera a tutti. Siamo in un momento abbastanza particolare, un contesto geopolitico
00:09in mutazione dove è sempre più importante l'indipendenza energetica che fa rima con
00:14sicurezza nazionale. In questo momento però siamo in una grande incertezza normativa che
00:20rischia di rallentare gli investimenti necessari nel settore dell'idroelettrico. Il settore
00:26dell'idroelettrico, ricordo, contribuisce per circa il 15% a coprire i consumi nazionali.
00:32Non è una grandissima percentuale perché è inferiore al 20% di eolico e solare insieme,
00:39ma comunque è importante. Ma la cosa strategica dell'idroelettrico è la sua capacità di essere
00:45modulabile con i bacini, i serbatoi e quindi di dare anche flessibilità al sistema, permettendo
00:51anche l'entrata di nuove energie rinnovabili eolico e solare nei prossimi anni, quindi una
00:57funzione molto importante di abilitatore. Un'informazione aggiuntiva è che l'Italia è leader nel settore
01:05perché la sua filiera produttiva è secondo Europa solo alla Germania, mentre come capacità
01:10installata di energia idroelettica, di megawatt idroelettici è terza dopo la Francia e la Norvegia,
01:18quindi ha un ruolo comunque leader e il settore, la filiera produttiva è molto importante,
01:24produce 37 miliardi di valore di produzione. Quindi la riflessione dello studio è che oggi
01:28di fronte a questa incertezza normativa rischia di fermarsi tutto, mentre noi vorremmo accelerare
01:35gli investimenti perché il potenziale dell'idroelettrico è addirittura di incrementare l'attuale
01:40produzione, questi 15% dei consumi coperti, di un ulteriore 10%. Vorrei ricordare però anche qualche
01:47caratteristica dell'idroelettrico, molto spesso si dice che ha dei costi variabili bassi,
01:53si legge sulla stampa, ecco la verità è che questa tecnologia ha dei costi fissi molto
01:58alti, sia gli investimenti iniziali che vanno fatti all'inizio ma poi queste sono strutture
02:03che durano decine e decine di anni, quindi poi vanno riammodernate progressivamente e sia
02:09poi nei costi di operation. Pensate poi alla complessità degli asset, questi asset a differenza
02:14di altre tecnologie che sono identificabili in un perimetro abbastanza circoscritto, hanno
02:19un'estensione territoriale ampissima perché oltre alla centrale idroelettrica ci sono le
02:23dighe, i bacini, ci sono le condotte forzate, gallerie, tunnel, voi pensate che solo nel
02:30perimetro Enel 500 impianti, 2500 chilometri, quindi più della lunghezza dell'Italia di canali,
02:38condotte forzate, tunnel, gallerie, 1800 punti da gestire, tutte le strade per arrivare
02:46in tutto, quindi è un asset che ha sia caratteristica di elemento di generazione ma anche infrastrutturale
02:52e da lì sta anche la sua importanza per il sistema.
02:56Rispetto a questo scenario quale soluzione si può indicare?
02:58Rispetto a questo scenario ci sono varie soluzioni previste dall'attuale normativa che però non
03:05sono molto efficaci, oggi ci troviamo in un impasse con questo rischio di perdere, lo
03:10studio quello che dice è che se noi optassimo per una cosiddetta quarta via, quindi un rinnovo
03:15delle concessioni agli operatori uscenti a fronte di un piano mirato di investimenti e
03:20di un'armonizzazione dei canoni, perché prima mi ha interrotto, stavo dicendo che un altro
03:24elemento di costo sono anche i canoni che dobbiamo pagare alle regioni, che si sommano a questi
03:28costi fissi, canoni sia fissi che variabili, in questa situazione di impasse noi potremmo con
03:34una quarta via, riassegnando agli operatori uscenti a fronte di un piano mirato e di un'armonizzazione
03:38dei canoni, perché oggi vanno in modo molto disperato, non c'è un massimo ai canoni, sono
03:43aumentati da 3 a 7 volte negli ultimi anni, quindi bisogna armonizzare tutto ma possiamo
03:47accelerare gli investimenti generando 16 miliardi di investimenti in più rispetto alle opzioni
03:52attuali. Ora, tra le opzioni attuali previste dalla normativa crediamo che il project financing,
03:58che è la strada che sta seguendo la regione Piemonte per intenderci, sia comunque quella più
04:03efficace in termini di tempi e di costi. Però come Enel siamo aperti a qualsiasi
04:07alternativa.
04:08La interrompo di me solo per dirle che abbiamo ascoltato il ministro Pichetto Gratin 10 minuti
04:11fa, che ha chiaramente escluso questa quarta via, ci ha detto la normativa è quella, le
04:16vie sono 3, chi ci chiede una quarta via posso dire che escludiamo una quarta via, quindi esiste
04:21un problema di relazione immagino da questo punto di vista, però magari il project financing
04:25può essere un risposto.
04:26La quarta via sarebbe la migliore da un punto di vista beneficio del sistema, ma se non si può
04:29realizzare andiamo per il project financing, quel messaggio con cui voglio concludere è
04:34facciamo qualcosa, oggi su 80 concessioni già scadute e ne scadranno da qui al 2029
04:40l'86% di tutte quelle italiane, quindi 400, di queste 80 già scadute ci sono gare per
04:46tre solo, per altre sette il project financing, quindi dobbiamo fare qualcosa, facciamo subito
04:52qualcosa.
04:53Ecco, io mi rivolgo allo studio dove c'è il direttore Davide Tesario e il vice direttore
04:56Giorgio Rutelli, se volete porre una domanda al nostro ospite.
05:01Ecco, le chiedo solo una cosa legata agli episodi diciamo estremi di clima che stiamo
05:08vedendo, il cambiamento climatico, l'energia idroelettrica che per l'Italia è stata un asset
05:13fondamentale in questi decenni e appunto ci mette in testa rispetto a tanti altri paesi,
05:19voi state vedendo una necessità di adattarsi, di includere anche quel tipo di rischio climatico
05:27e di effetto nei vostri calcoli, bisogna anche fare un'opera di sensibilizzazione generale,
05:35sta cambiando qualcosa oppure è un settore che in qualche modo riesce a sostenere e ad
05:41affrontare eventuali sbalzi, chiamiamoli così, o comunque episodi climatici più estremi
05:50rispetto agli anni precedenti.
05:54Sì, quello che notiamo è che effettivamente sta cambiando qualcosa, perché abbiamo periodi
05:59di piogge molto intense che sono concentrate in un certo numero di momenti, quindi la frequenza
06:05sta diminuendo ma quando piove, piove in modo molto più intenso e quindi porta anche
06:10molti più sedimenti a valle, la gestione delle piene diventa molto strategica, ancora
06:14più che in passato e da qui anche lo studio dice che c'è una quindi forte grado di know-how
06:20in questo mestiere, proprio per quello bisogna stare attenti quando si parla di riaffidamento
06:24alle concessioni.
06:26D'altro lato, queste piogge più forti si alternano a periodi di maggiore esiccità e questo
06:31è un altro elemento peculiare del rito rettico, la grande variabilità da un anno all'altro
06:35della produzione, quindi io mi trovo di fronte a una struttura di costi fissi ma una produzione
06:39che oscilla molto e mi obbliga a intervenire sulle infrastrutture perché per far fronte
06:43a queste piogge molto più intense devo magari intervenire sulle dighe facendo in modo che
06:48possano rilasciare a valle più acqua per poter gestire la piena, quindi sicuramente ci sta
06:53impattando e dovremo fare degli interventi sugli asset per poter gestire questo fenomeno.
06:58Ci lasciamo con questo appello a fare qualcosa e a non rimanere nella situazione attuale, io
07:06sottolineo semplicemente che comunque l'idroelettrico nel mix complessivo energetico ha un peso significativo
07:11e deve continuare ad averlo, proprio il caso della Spagna, tutto quello che è successo
07:15ci insegna che una quota di idroelettrico può aiutarci a mettere anche più in sicurezza
07:23il sistema.
07:23È un bene nazionale che va preservato.
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