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  • 4 mesi fa
«Temo che vediate traccia di qualcosa (della mia malattia), questo tubicino è legato a un respiratore automatico che mi permette di respirare in modo forzato ma mi permette di essere qui». Sono strazianti le parole di Franco Di Mare, storico inviato della Rai, scrittore e conduttore televisivo, durante l'intervista a Che tempo che fa. Il giornalista deve ricorrere a un macchinario a causa della malattia che l'ha colpito: «Io mi son preso un mesotelioma, un tumore molto cattivo, legato alla presenza di amianto nell’aria».

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Franco Di Mare ha raccontato con coraggio e grande dignità le modalità con le quali si è ammalato: «Si prende perché si respirano particelle di amianto senza rendersene conto: una fibra di amianto è 6.000 volte più piccola e leggera di un capello. Una volta liberata nell’aria non si deposita più per terra, uno la respira senza rendersi conto. Ha un tempo di conservazione lunghissima, può restare in attesa fino a 30 anni e quando si manifesta, ahimè, in genere è troppo tardi».

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Al momento non ci sono cure per debellare il male, ma il giornalista non ha perso le speranze: «Non è vero che domani non ci siano possibilità, al momento no. Stasera sono qui a festeggiare l’idea che esista una soluzione che ancora non si è scoperta ma che probabilmente verrà scoperta. Non bisogna buttarsi giù, lo dico agli ammalati di questo stesso tumore che ho io, che si può andare avanti con ragionevoli speranze che ci sia una soluzione e che non sia così lontana».

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Una critica aspra, invece, il reporter la riserva alla Rai, azienda per cui ha lavorato tutta la vita: «(Si sono dileguati) Tutti i gruppi dirigenti, non quello attuale, ma quello precedente, quello precedente ancora. Posso capire che esistano delle ragioni di ordine legale, sindacale, ma io chiedevo alla Rai lo stato di servizio che è un mio diritto, i posti in cui sono stato, così potevo provare a chiedere alle associazioni di categoria cosa fare… sono spariti tutti. Se io posso arrivare a capire, e non è che lo debba fare per forza, che possono esistere ragioni legali o sindacali, quello che capisco meno è l’assenza sul piano umano. Persone a cui parlavo dando del tu, perché ero un dirigente Rai, sono sparite, si sono negate al telefono, a me. Come se fossi un questuante. Io davanti a un atteggiamento del genere trovo un solo aggettivo: ripugnante».

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00:00In realtà io temo che voi vediate traccia di qualcosa, questo tubicino che mi corre sul viso è un tubicino che è legato a un respiratore automatico, mi permette di respirare in modo forzato ma mi permette di essere qui a raccontare, a parlare con te perché io mi sono preso un mesotelioma
00:23Il mesotelioma è un tumore molto cattivo, è un tumore che è legato alla presenza di amianto nell'aria, si prende in pratica perché si respirano particelle di amianto senza saperlo, senza rendersene conto perché l'amianto è una fibra di amianto, è 6.000 volte più piccola di un capello
00:51È 6.000 volte più leggera di un capello e una volta liberata nell'aria non si deposita più per terra e quindi uno la respira senza rendersene conto e ha un tempo di conservazione lunghissima
01:12Può restare lì in attesa fino a 30 anni, 30 anni e quando si manifesta, ahimè, in genere è troppo tardi
01:21Adesso dire che con questo finiscono le speranze non è vero perché le speranze ci sono ancora, c'è la ricerca che va avanti
01:30Voi avete Burioni, il grande Burioni che qualche settimana fa peraltro ospitò un mago della ricerca proprio intorno ai temi dell'immunoterapia
01:45che Paolo ha scelto che presentò il vaccino, lo fece proprio da voi in trasmissione, presentò il vaccino per una malattia correlata appunto al cancro
01:58E ora quindi si è trovata una soluzione, quindi non è vero che domani non ci siano possibilità
02:08Al momento no però, quindi io stasera sono qui a festeggiare l'idea che esista una soluzione che ancora non si è scoperta
02:18Ma che probabilmente verrà scoperta, quindi non bisogna buttarsi giù, lo dico, gli ammalati di questo stesso tumore che ho io
02:27E si può andare avanti con ragionevoli speranze che ci sia una soluzione e che non sia così lontana
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