Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 10 mesi fa
Le colline senesi possono rappresentare un’ottima scelta per qualche giorno di riposo e soprattutto di ricarica. Ecco cinque cose da fare assolutamente, tra vigneti, passeggiate a cavallo e la visita della Certosa di Pontignano.
1. Visitare una vigna e cantina, assaggiando olio e vino
Il paesaggio della Toscana e delle colline senesi è inconfondibile ed è ricchissimo di vigneti e uliveti. Tra questi c’è un’azienda storica nel territorio della berardenga, l’azienda della Famiglia Losi. «Qui tra le colline senesi ci sono i vigneti storici della mia famiglia, piantati dal mio bisnonno Tranquillo», racconta Valeria Losi, responsabile commerciale della storica azienda “Famiglia Losi”, arrivata alla quarta generazione. «Questo era il vero paesaggio del Chianti una volta, perché c'era sempre una binomia tra vigneto e oliveto: i mezzadri avevano bisogno di produrre tutto nello stesso spazio».

[idarticle id="2351396" title="Escursione in Toscana. Una giornata speciale a Gorgona"]
2. Fare una passeggiata a cavallo tra i vigneti
Passeggiare a cavallo tra i vigneti delle colline senesi è un’esperienza bellissima e distensiva. Sul territorio c’è l’Asd San Piero, scuola di equitazione di Melissa Cipriano che organizza escursioni a cavallo adatte a tutti e in cui si ammirano paesaggi meravigliosi.
3. Assistere a uno show cooking di tortelli mugellani e maremmani e pici
Alla Certosa di Pontignano, nel cuore delle colline senesi, si può assistere a uno show cooking dei prodotti tipici del territorio. Gli chef Sandro Baldini e Paolo Biancalani del ristorante Il Chiostro possono mostrare, su richiesta, come si preparano i tortelli mugellani, i tortelli maremmani, i pici e i cantucci, che mangiati ancora caldi, prima della seconda cottura, sono divini. Ci sono tantissime altre specialità, come la ribollita o gli gnudi, che in pratica sono il ripieno dei tortelli, senza la pasta che li contiene. La cucina tradizionale delle colline senesi è una vera goduria per il palato e per quasi tutti gli altri sensi.
4. Scoprire la Certosa di Pontignano
«Quello che vediamo oggi della Certosa di Pontignano è il frutto di una serie di interventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli, quindi di originario del 300 è rimasto molto poco, probabilmente la sola chiesa dei monaci nel suo guscio architettonico e alcuni locali immediatamente annessi», racconta Filippo Celesti, dell’associazione Mazzafirra. Quello che però si ammira arrivando alla Certosa di Pontignano è uno scenario che permette comunque di fare un viaggio indietro nel tempo, in un contesto che richiama la pace e la tranquillità.

La Certosa di Pontignano si trova a pochi chilometri da Siena, su un colle che domina la città. All’interno della Certosa, che un tempo è stato un monastero di clausura dei monaci certosini, si trova una piccola chiesa che in molti hanno definito “una Cappella Sistina in terra di Siena”. «La bellissima chiesa dei monaci, quindi la chiesa nella quale tre volte al giorno la comunità dei certosini si riuniva per celebrare messa, oggi ci appare interamente affrescata e decorata», prosegue Celesti, «ma in realtà nei primi secoli di vita questa è rimasta completamente spoglia. La decorazione è avvenuta solamente alla fine del 500, a partire dal 95, quando viene chiamato ad operare qui un pittore fiorentino di formazione, Bernardo Barbatelli, noto con il soprannome “Poccetti" per il suo vizietto di “pocciare”, ossia di bere vino, nelle osterie, e anche perché era di bassa statura».

[idarticle id="2351396" title="Escursione in Toscana. Una giornata speciale a Gorgona"]
Certosa di Pontignano: dai monaci di clausura al professor Bracci
I monaci che vivevano nella Certosa erano 12, più il 13esimo, il priore. «Un numero che naturalmente dal punto di vista simbolico allude ai 12 apostoli con il loro maestro e che in effetti ricorre anche abbastanza spesso», racconta Celesti. «Come vocazione avevano quella del ritiro spirituale, della solitudine. Tant'è che la loro clausura veniva chiamata deserto, in riferimento ai deserti nei quali si rifugiavano a meditare gli eremiti».

Il 1810 è una data per particolarmente significativa per la Certosa di Pontignano, «perché dopo tanti secoli in cui questi chiostri erano stati adibiti a monastero divennero la proprietà di nobili famiglie», spiega Celesti, «tra le quali la famiglia del professor Mario Bracci, giudice costituzionale e Rettore dell'Università di Siena che, per suo volere, prima di morire nel 1959, diede indicazione di cedere questa Certosa all'Università di Siena. Il convitto l'Università non è riuscita più a mantenerlo, motivo per il quale attualmente la Certosa è gestita dal gruppo Soges, che si occupa dell'hotel, del ristorante e del bar che troviamo all’interno e che permette a chiun...

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Qui siamo in uno dei vigneti storici della mia famiglia piantata da mio bisnonno tranquillo
00:18e questo era il vero paesaggio dei pianti una volta perché c'era sempre una binomia tra vigneto e olivo
00:28i miei zagri avevano bisogno di produrre tutto nello stesso spazio
00:32i mucellani vengono chiusi così i maremani invece storicamente sono quadrati grandi friamano sempre
01:01perché c'è chi potrebbe dire no il tortello si chiama tortello perché c'è si fa questo movimento
01:09per chiuderlo cioè si torce no maremani che non vengono torti perché siamo tortelli uguali
01:14etimologicamente il nome tortello deriva da torta cioè qualcosa di ripieno che poi si è trasformato
01:22ma anche una pasta ripiena.
01:23Il picio dovete sapere ha un'antica storia millenaria addirittura ci sono delle testimonianze
01:31su una lapide funeraria del V secolo a.C. dove c'è in basso rilievo un piatto con della
01:40pasta lunga e con della gente che partecipava al banchetto e raffigurava questo banchetto
01:45con sembrerebbe un piatto di bici quello che vediamo oggi è naturalmente il frutto di una
01:55serie di interventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli quindi di originario del
02:00300 è rimasto molto poco probabilmente la sola chiesa dei monaci nel suo uscio architettonico
02:06e alcuni locali immediatamente annessi la bellissima chiesa dei monaci quindi la chiesa nella quale
02:11tre volte al giorno la comunità di certosini si riuniva per celebrare la messa.
02:16Questa chiesa oggi ci appare interamente affrescata e decorata ma in realtà nei primi secoli di vita
02:24questa è rimasta completamente spoglia.
02:27La decorazione dunque avviene solamente alla fine del Cinquecento a partire dal 95.
02:34I monaci furono dodici più il tredicesimo e il priore quindi un numero che naturalmente
02:40dal punto di vista simbolico allude i dodici apostoli con il proprio maestro e che in effetti
02:45ricorre anche abbastanza spesso. Come vocazione avevano quella del ritiro spirituale della solitudine
02:51tant'è che la loro clausura veniva chiamata deserto in allusione ai deserti nei quali si
02:57rifugiavano a meditare gli eremiti.
03:01Il 1810 è una data per noi particolarmente significativa perché dopo tanti secoli in cui
03:08questi chiostri erano stati adibiti a monastero questi divennero la proprietà di nobili famiglie
03:14delle quali la famiglia del professor Bracci il quale per suo volere una volta morto nel
03:221959 concesse questa certosa all'Università di Siena.
03:29Il convinto l'Università non è più riuscita a mantenerlo motivo per il quale attualmente
03:34la certosa è gestita dal gruppo Sondes che attualmente si occupa dunque dell'hotel, del
03:40ristorante, del bar che troviamo in Caligia.
03:42Molto interessante all'interno della chiesa della compagnia dell'Annunziata è questo
03:57oggetto, si tratta di un cataletto, è una tradizione prettamente senese, il conto dei morti era molto
04:05sentito, quindi i morti e i defunti si portavano su questa lettica che era completata naturalmente
04:12con queste testate dipinte, il defunto veniva portato come all'Orientale, quindi senza la vara.
04:19Un'altra curiosità relativa a San Gusmè è l'arrivo da Siena nel 1938, Eugenio Montale
04:28e definisce San Gusmè Carioi perché è chiusa in queste mura molto armonica.
Commenti

Consigliato