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  • 5 mesi fa
Regista tunisina tra le più apprezzate della scena internazionale, Kaouther Ben Hania porta in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 The Voice of Hind Rajab, un film intenso e doloroso che restituisce la testimonianza di una bambina palestinese rimasta intrappolata dentro un'auto colpita dai carri armati dell'esercito israeliano.Il suo film è un pugno allo stomaco che dura un'ora e mezza. Ha avuto qualche remora per farlo o è partita decisa col progetto?«Entrambe le cose, perché ho sempre dubbi. Ho sempre remore relativamente a quelle che sono le scelte che faccio. Con questo film è stato così, ma c’è stato anche questo incredibile desiderio di raccontare questa storia, la rabbia, il senso del dovere. Dovevo raccontarla e portarla avanti, pur ponendomi continuamente delle domande, perché la cosa fondamentale era rispettare la memoria di questa bimba. La voce di Hind è la voce di tutta Gaza».Cosa spera di ottenere col suo film? Spera che cambi qualcosa, che arrivi l'empatia per un popolo che soffre?«Assolutamente sì. Ed è il motivo per cui ho chiamato il film La voce di Hind Rajab: perché è la voce di Gaza, del popolo che vogliamo sia ascoltato. Spero che il film riesca a far nascere empatia nei confronti dei palestinesi, un popolo che troppo spesso viene narrato come fatto solo da terroristi o barbari senza diritto alla vita. Invece non è così. Attraverso la registrazione di quella voce si percepisce esattamente il contrario. L’obiettivo è mostrare che gli operatori della Mezzaluna Rossa sono persone come noi, con difetti e qualità, che cercano disperatamente di salvare una bambina. Sì, il cinema ha questo scopo: creare empatia».

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Trascrizione
00:01Il suo film è un pugno allo stomaco che dura un'ora e mezza.
00:06Se ha avuto qualche remora per farlo, è partita decisa col progetto.
00:15Ma sempre entrambe le cose, perché ho sempre dubbi, ho sempre remore,
00:20relativamente a quelle che sono le scelte che faccio.
00:24E con questo film c'è stato anche questo, ovviamente poi c'è stato questo incredibile desiderio
00:31di raccontare questa storia, c'è stata la rabbia, c'è stato questo senso di dovere,
00:37di doverla raccontare e ovviamente di portare avanti questa storia
00:42dove continuamente mi ponevo delle domande, mi ponevo delle questioni,
00:46anche perché la cosa fondamentale era rispettare la memoria di questa ragazza.
00:51La voce della ragazza è la voce di tutta Gaza e poi cosa spera di ottenere col suo film?
01:02Spera che cambi qualcosa, che arrivi l'empatia per un popolo che soffre?
01:07Assolutamente sì, perché questo è il motivo per cui ho chiamato questo film
01:17la voce di Hindra Jabba, esattamente perché la voce di Gaza, la voce del popolo
01:22che vogliamo possa essere sentita.
01:25e quello che abbiamo cercato di fare, cercato proprio, quello che questo film spero possa fare
01:34è far provare empatia nei confronti dei palestinesi, un popolo che via della narrazione che ne viene fatta
01:42viene considerato soltanto fatto di persone che sono terroriste, che sono barbare, che non meritano,
01:48non hanno diritto alla vita, invece non è così, perché quello che si percepisce attraverso
01:54anche la registrazione di questa voce è esattamente questo
01:58e l'obiettivo è proprio quello di far provare empatia nei confronti di queste persone
02:03e perché quello che abbiamo fatto vedere queste persone, gli operatori della mezzaluna rossa
02:09sono persone come noi, come tutti quanti gli altri, persone con i loro difetti, con i loro pregi
02:14e le loro qualità che cercano disperatamente di salvare questa bambina
02:20quindi sì, il cinema ha questo scopo, ha questo obiettivo
02:25che connessi con le persone, che connessi con le persone, perché quando non conosci le persone
02:29non importa le persone
02:31bravo!
02:35grazie per quello che fa
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