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Sono tanti i film che in questa Mostra del Cinema raccontano l’attualità, fatta anche di conflitti e di guerre, o figure centrali nella geopolitica come Vladimir Putin, interpretato da Jude Law in «Il mago del Cremlino», di cui hanno discusso Giuseppe Sarcina, editorialista del Corriere già corrispondente dagli Stati Uniti, e Paolo Baldini durante la Bussola di Venezia. Impossibile non parlare di «The Voice of Hind Rajab». Non so se vincerà il Leone d’Oro, ma sicuramente è il vincitore morale di questa Mostra», conclude Sarcina.
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NovitàTrascrizione
00:00Eccoci a un nuovo appuntamento della bussola, la rubrica, la finestra aperta sulla mostra del cinema nell'ambito di che spettacolo, l'iniziativa della fondazione dell'ente dello spettacolo del Corriere della Sera, Io Donna e Cinematografo, la nostra rivista del cinematografo, io sottolineo sempre che è la più antica rivista di cinema italiano vicino a traguardi importantissimi.
00:30Dal punto di vista dell'età. Bene, siamo qui, oggi abbiamo come ospite Giuseppe Sarcina, il nostro amico Pino, per sette anni corrispondente del Corriere della Sera da Washington, inviato di guerra, inviato speciale sui fronti di guerra, che qui con noi farà un'analisi di uno di quelli che sono i temi più importanti che sono emerti da questa mostra, così sensibile con il mondo che sta all'esterno,
00:58così sensibile verso l'attualità e lo faremo attraverso il tema della politica, il tema internazionale che attraversa poi questa mostra e lo faremo attraverso tre titoli in particolare, magari altri che ci suggerirà Pino.
01:17E sono il mago del Cremlino, che è una, diciamo, analisi della Russia postcomunista, di cosa è avvenuto nella Russia postcomunista.
01:28e lo faremo attraverso il film di Catherine Bigelow, una casa piena di dinamite, che è un thriller ma con forti implicazioni naturalmente sulla politica internazionale
01:42e poi anche, naturalmente, con quello che viene indicato come il leone d'oro, diciamo, per vocazione di questa mostra
01:50e che è la voce di Hind Rajab, della regista tunisina Ben Anya.
01:58Ben Anya. Ecco Pino, possiamo partire da quello che tu ritieni, questa mostra ha questa impronta fortemente politica sulla politica internazionale,
02:09sia da un punto di vista per farci conoscere anche aspetti che magari ad osservatori come noi possono sfuggire,
02:19ma anche per approfondire quello che è il mondo in generale che ci sta intorno.
02:24Sì, grazie Paolo, intanto buongiorno a tutti, grazie per l'invito.
02:27Ma direi che questa edizione della mostra è particolare, non ricordo, diciamo, da semplice frequentatore, da semplice spettatore,
02:34un'altra edizione così caratterizzata e così, diciamo, dentro l'attualità e dentro la politica,
02:42forse nel 2017, cioè l'anno in cui, il primo anno di Trump alla Casa Bianca,
02:47in cui c'erano appunto molti interrogativi che giravano anche al festival.
02:50Forse Pino, perché il mondo ribolle in questo momento e gli spunti sono talmente tanti.
02:54Sì, è molto cambiato e anche molto velocemente.
02:58Direi che appunto questi tre film che hai citato ci portano su tre temi chiave in questa fase.
03:03Il primo, forse possiamo partire proprio dal mago del Cremlino, perché racconta, partendo dal libro di Giuliano Daempo,
03:12un libro molto bello, peraltro, la formazione e l'ascesa di Vladimir Putin.
03:19Stavo dicendo Donald Trump, perché in qualche misura le due vicende un po' si intrecciano.
03:24E in questo film ci sono molti spunti interessanti, peraltro citati proprio dall'autore, messi in luce dall'autore.
03:32Il primo, forse, è che questa vicenda non è una vicenda che racconta solo l'ascesa di Putin,
03:39ma in qualche misura il passaggio, come si dice nel film, da una dimensione della società, del potere, del governo orizzontale,
03:48quindi in qualche misura una società democratica, una società aperta, che è quella in cui noi viviamo pur con tutti i difetti,
03:55ha un assetto invece verticale, quindi ha un asse gerarchico, ha un asse autoritario, ha un asse che sembra inarrestabile,
04:07sembra non avere limiti, come abbiamo visto proprio nelle ultime fasi.
04:12Lì c'è anche una ricostruzione interessante della deriva putiniana, cioè del passaggio di un governo tutto sommato
04:22ancora compatibile con il dialogo occidentale, con la convivenza diciamo occidentale,
04:30a un paese, a un governo del tutto estranei alla nostra concezione, ai nostri valori, anche semplicemente ai nostri interessi.
04:40e quindi è un film che ci riporta diciamo una fase cruciale, su cui ci sono ancora oggi tante polemiche,
04:48cioè come e perché è nata la guerra in Ucraina, ancora oggi noi abbiamo una larga parte,
04:55una parte comunque dell'opinione pubblica italiana e non solo, che ritiene che ci sia stata una qualche provocazione
05:02da parte dell'Occidente, da parte dell'Ucraina, da parte degli Stati Uniti,
05:06che in qualche misura questa guerra sia stata fomentata da un disegno di espansione occidentale,
05:13della Nato in particolare, e questo film smentisce questa narrazione e lo fa secondo me,
05:19nonostante diciamo l'impianto del film sia fittizio, perché questo spin doctor, il mago del cremino,
05:26questo barato in realtà è un personaggio che non esiste, che è stato inventato.
05:29Segnaliamo, ti interrompo, che non è un film su Putin, il mago del cremino, ma è su quello che sarà il suo spin doctor, giusto?
05:37Sì, sì, che però diciamo è un po' l'ideologo di tutto l'assetto di potere putiniano.
05:46E quindi diciamo questa narrazione, appunto nonostante questo elemento fittizio,
05:51in realtà è molto aderente poi ai fatti alla cronaca e ci racconta la concezione imperialistica
05:59di questa nostalgia dell'impero russo, il fatto stesso che Putin venga chiamato lo czar e non il presidente
06:07dei suoi più fedeli seguaci e così via, ci porta appunto a una fase della nostra storia
06:15che forse è stata, anzi probabilmente a questo punto possiamo dire senza forse,
06:19stata largamente sottovalutata dai governi occidentali, questa scesa, questa parabola con i risultati che vediamo oggi.
06:25Ci aiuta a capire che ci insegna, ci fa vedere certe cose che forse non tutti sono riusciti a seguire nella cosa.
06:34Allora, l'altro film abbiamo detto è La casa imbottita di Diamite di Catherine Bigelow.
06:43Sì, è un film thriller in realtà, se vogliamo definirlo.
06:48che diciamo ci porta, ci riporta al tema nucleare, è un film che è evidente che sia stato fatto
06:58prima degli ultimi sviluppi e ci segnala un tema importante, cioè dopo la fine della guerra fredda
07:04noi pensavamo, diciamo, qualcuno l'ha anche teorizzato, che in qualche misura la storia fosse finita.
07:09L'anno scorso, quest'anno, non ricordo bene, la terza ha ripubblicato un libro ricavato dalle lezioni di Norberto Bobbio
07:21all'Università di Torino, lezioni tenute tra gli anni, alla fine degli anni 60, anni 50 e 60.
07:27In queste lezioni Bobbio, insomma, un grande filosofo italiano, uno dei più grandi pensatori italiani del Novecento,
07:34teorizzava l'impossibilità di una guerra in Occidente perché, appunto, le ombrelli nucleari, il deterrente nucleare
07:42avrebbe impedito la deflagrazione di un nuovo conflitto, di una nuova guerra.
07:48Purtroppo non è stato così. Abbiamo visto che Putin, nel febbraio del 2022, una potenza nucleare,
07:57ha riportato indietro l'orologio della storia scatenando una guerra convenzionale.
08:03Questo aspetto non c'è nel film di Bigalow, come non c'è l'altro aspetto importante, poi invece dirò che cosa c'è,
08:11che è, come dire, lo sdoganamento anche dello stesso utilizzo delle bombe nucleari a corta gittata.
08:18Sappiamo che oggi la tecnologia consente alle grandi potenze, in particolare la Russia che ne ha diverse migliaia di questi ordini,
08:26di poter, teoricamente, utilizzare bombe nucleari senza per questo scatenare l'Apocalisse, l'Armageddon.
08:33Sono bombe che hanno una portata decine di volte superiori a quelle delle esplose Nagasaki e Hiroshima,
08:43però hanno un raggio d'azione, diciamo, di un chilometro, un chilometro e mezzo.
08:48In quel chilometro e mezzo viene distrutto tutto, non cresce più nulla, sul resto però, diciamo, continua la vita.
08:56Allora, questo cosa significa? Che anche l'arma, se l'arma nucleare viene sdoganata,
09:00se l'arma nucleare rientra in un arsenale di armi convenzionali, per così dire,
09:05allora vuol dire che stiamo entrando in una fase che è ancora più pericolosa di quella prefigurata nel film di Bigalow,
09:13una casa di dinamite, dove si mette in luce invece l'altro tema,
09:18che è quello della proliferazione incontrollata delle armi nucleari.
09:22La guerra fredda aveva perlomeno raggiunto questo risultato,
09:26cioè quello di stabilire dei trattati, cosiddetti trattati start,
09:30tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti.
09:32Questi trattati sono stati poi via via riconfermati anche dopo la caduta dell'Unione Sovietica.
09:38Da ultimo sono invece stati, in qualche misura, sconfessati sia dagli Stati Uniti,
09:46che sostengono appunto che i russi non rispettano tutte le previsioni del protocollo,
09:52sia dalla stessa Russia che appunto nei fatti ha predisposto armamenti nucleari a portata ridotta.
09:59Quindi è un film che ci fa riflettere su questo tema,
10:03però è opportuno tenere presente che siamo già oltre, siamo già avanti.
10:06Siamo in un territorio ancora più pericoloso con lo sdoganamento delle armi nucleari
10:12di piccola, di grande potenza, ma di piccola gittata.
10:18Quindi è un film che ci deve inquietare, ma come dire, ci deve far riflettere che siamo già oltre su questo.
10:25Un film che si conclude in una maniera sospesa,
10:29il che aumenta naturalmente i nostri brividi rispetto a quello che potrebbe essere
10:32un'eventuale situazione come quella prospettata nel film.
10:36E poi siamo all'ultimo film, cioè quello che è considerato il più probabile
10:42leone d'oro, il più probabile film vincitore di questa mostra del cinema di Venezia,
10:49la voce di Hind Rajab, che è una storia già di per sé,
10:54solo a raccontarla, veramente che commuove.
10:57Sì, non so se vincerà la fine leone d'oro, però possiamo dire forse che questo film è il vincitore morale
11:04di questa festa.
11:06Il vincitore morale perché è il film che ha più emozionato, almeno finora,
11:11io l'ho visto appunto naturalmente nella proiezione riservata ai giornalisti,
11:15ci sono stati tre minuti di applausi.
11:17Insomma, non è che i giornalisti siano molto...
11:19I giornalisti induriti, diciamo.
11:20Esatto, di solito non ci sono tanti...
11:24Ecco, invece tre minuti di applausi e poi ho letto stamattina, insomma,
11:28sul Corriere che anche la proiezione di ieri del pubblico è stata accolta con grande emozione.
11:34Ne parlano, eh?
11:36Sì, è il film del momento, è il tema del momento.
11:38Da questo punto di vista possiamo dire che comunque vada a finire,
11:41Israele ha comunque già perso la guerra della comunicazione, la guerra delle emozioni
11:47e questo festival è stato importante anche per questo passaggio,
11:52al di là delle polemiche che ci sono state contro questi due attori israeliani
11:58che poi alla fine hanno deciso di non partecipare,
12:01secondo me quella è una polemica sbagliata,
12:04mentre invece è un episodio, è un passaggio fondamentale e importante
12:09aver scelto e aver proiettato questo film
12:12e soprattutto aver visto quale è stata la reazione suscitata nel pubblico
12:17e credo che questa sia un'onda che proseguirà anche oltre il festival.
12:23Ricordiamo che è la storia di una bambina di cinque anni
12:25che resta intrappolata in un'auto in una zona interdetta dove succede l'inferno
12:31e riesce a collegarsi con naturalmente la mezzaluna rossa
12:37la mezzaluna rossa e chiede aiuto, chiede aiuto
12:41e voi immaginate che cosa significa la voce di Indra Jabba,
12:44è la voce di Gaza insomma che chiede aiuto
12:47e i soccorsi, vabbè mi fermo qui perché non voglio andare oltre,
12:53sappiate però che la voce di Indra Jabba è quella reale,
12:57le registrazioni sono proprio quelle della bambina.
13:00Quindi è un film importante anche al di là di quello che è il film in se stesso,
13:10cioè la sua esplicitazione espressiva,
13:13perché si collega a tutta una serie di circostanze
13:16che oggi sono all'ordine del giorno e che ci rendono tanto tristi.
13:19Sì perché mostrano l'accanimento ingiustificato e ingiustificabile
13:25dell'esercito israeliano sulla popolazione civile di Gaza.
13:29Come dicevo questo è ormai da mesi, anche di più, insomma quasi un anno,
13:36il tema dominante che è il tema che ha in qualche misura
13:39anche oscurato quello che è successo il 7 ottobre del 2023.
13:43Per quello dicevo che probabilmente Israele ha perso la guerra della comunicazione,
13:48perché per esempio nessuno ha fatto un film o ha fatto qualcosa sul 7 ottobre del 2023
13:55che pure è un tema drammatico, anche quello naturalmente è un episodio orrendo, tremendo
14:03e su cui sarebbe la pena riflettere.
14:07Però l'esercito israeliano, il governo israeliano direi, non Israele,
14:12vorrei distinguere, il governo israeliano ha mandato i carri armati,
14:15ha scelto di sparare su famiglie in fuga, sulle autoambulanze che prestano i soccorsi
14:20e questo è il risultato.
14:23Senti Vino, c'è un motivo di speranza in tutto questo?
14:28Il motivo di speranza c'è sempre, naturalmente.
14:32Perché l'ho sentito anche nei giorni scorsi delle discussioni,
14:35anche qui che sono state sul fatto che noi viviamo in un mondo di orrori,
14:41che non si è mai vista un'epoca come questa, eccetera.
14:44In realtà non è così, tutte le epoche, insomma,
14:48semplicemente scorrendo i libri di storia non ricordo un'epoca in cui...
14:52Sei stato testimone, poi diretto.
14:54Comunque voglio dire, anche stando agli anni recenti,
14:56non c'è mai stato un periodo, forse per noi sì abbiamo goduto,
15:01beneficiato della pace, eccetera, però nel resto del mondo no.
15:04Quindi questo però non significa che le guerre, la violenza,
15:12siano sempre comunque vincenti o comunque siano sempre fenomeni irreversibili.
15:19Ci sono dei grandi cambiamenti, oggi si parla molto di Donald Trump,
15:24degli Stati Uniti, però insomma vorrei ricordare che gli Stati Uniti
15:27sono un paese molto dinamico, molto vitale,
15:31che può essere in grado di capovolgere ancora una volta la sua politica,
15:35l'ho fatto tante volte negli ultimi 30 anni,
15:38siamo passati 40 anni, siamo passati da Reagan a Bill Clinton,
15:43da Bill Clinton a Bush, da Bush a Obama,
15:47poi certo a Trump, Biden, eccetera.
15:49Quindi è una società vitale, dinamica, che può reagire e proporre qualcosa di nuovo
15:56e nello stesso tempo credo che anche qui in Europa ci siano dei segnali importanti,
16:01interessanti su vari fronti, vari settori,
16:05che a volte apparentemente possono sembrare troppo tecnici,
16:09faccio il caso appunto della notizia del giorno,
16:11questo accordo tra l'Unione Europea e Mercosur,
16:15che è un accordo commerciale, però è anche un modo per gettare un ponte,
16:20stringere un collegamento con paesi che fino ad oggi sono stati abbastanza lontani,
16:26paesi del Sud America, il Brasile, la Argentina, l'Uruguay, il Paraguay,
16:30ma anche del Centro America, il Messico e così via.
16:32Quindi sono sempre in campo tante dinamiche, tanti elementi,
16:36per cui anche la speranza ha diritto di cittadinanza, io credo.
16:40Senti, tu sei un esperto di politica internazionale,
16:44ovviamente, l'abbiamo detto e sottolineato e ce l'hai dimostrato,
16:48ma sei anche e soprattutto un cinefilo,
16:50quindi in grado di valutare,
16:52perché da quanti anni tu vieni alla mostra del cinema?
16:56Penso una quindicina, una cosa così.
16:58Ecco, una quindicina, proprio per interesse personale,
17:00per accrescere naturalmente i temi della cosa.
17:03Ecco, che mostra hai visto?
17:07Come l'hai vista in generale adesso,
17:09al di là del tema importante che abbiamo seguito?
17:11Come dicevo prima, mi sembra una mostra molto riuscita,
17:15tra l'altro ieri anche lo stesso direttore artistico ha detto...
17:18Esatto, Alberto Lorega ha sottolineato ancora una volta
17:21l'importanza del film La Voce di Indra Jabb,
17:24dopo essersi commosso alla presentazione,
17:27quindi...
17:27Certo, ha anche detto che questa è la più riuscita
17:31delle sue 14 edizioni.
17:33Esatto.
17:34Insomma, io così da spettatore ho avuto la stessa impressione.
17:37Tanti film, tanti film molto belli,
17:41diversamente con le loro caratteristiche e i loro temi,
17:45però mi sembra una mostra di grande qualità,
17:49molto partecipata,
17:51è molto bello anche vedere tanti ragazzi,
17:53tanti giovani, super esperti,
17:55questi commenti un po' da secchione
17:58che si sentono sui vaporetti in giro al bar
18:02quando si beve un caffè,
18:03questo a me piace molto
18:05e quindi insomma mi auguro
18:07che la prossima sia ancora meglio,
18:10si continua a crescere,
18:12con che spettacolo naturalmente.
18:14Ecco, con che spettacolo
18:15che naturalmente continuerà anche il prossimo anno.
18:18Sentimi, al di là dei titoli che abbiamo segnalato
18:22e che ti appartengono in maniera particolare,
18:24ecco, c'è una cosa che il tuo più caro amico,
18:27un film che il tuo più caro amico segnaleresti
18:29anche semplicemente per divertirsi,
18:32per rilassarsi?
18:34Ma, per divertirsi, non lo so,
18:38aspetto maresco diciamo che ancora aspettiamo maresco.
18:42Esatto, è una buona indicazione questo.
18:44Quello sicuramente.
18:46Un film che ho visto per caso,
18:49come spesso, almeno a me capita anche andare un po' a caso,
18:52anche questo è il bello della mostra,
18:53è questo film bulgaro che si chiama Made in You,
18:57che è la storia di un'azienda tessile,
19:02di una donna, di un gruppo di donne
19:04che lavorano in questa azienda
19:06come cucitrici, come sarte.
19:09a un certo punto in questo paese della periferia della Bulgaria,
19:14la periferia della periferia, come dicono loro stessi,
19:17arriva il Covid,
19:18e il primo film sul Covid, peraltro, che vedo,
19:22anche questo è un elemento abbastanza interessante,
19:26e sostanzialmente questa donna diventa un po'
19:28il capo espiatorio di tutta la vicenda,
19:30e lì si vedono tutti i meccanismi che abbiamo un po' vissuto
19:34anche noi in Italia,
19:36in maniera molto cruda.
19:39Insomma, è un film che è abbastanza interessante da seguire,
19:44soprattutto per un punto di vista diverso rispetto al nostro.
19:47Cioè, sappiamo che, insomma, nei paesi dell'est
19:50esiste una realtà, un mondo del lavoro,
19:54molto spesso arretrato,
19:58con condizioni salariali,
20:00orari di lavoro, eccetera,
20:02ancora arretrate rispetto ai nostri standard.
20:05Però è interessante vedere come
20:06questo regista bulgaro
20:09vede la Bulgaria proiettata nell'Unione Europea.
20:13Quindi, quello è un film che ho trovato interessante.
20:15Un consiglio controcorrente,
20:17ma molto interessante.
20:19L'ultima domanda,
20:20quella che noi facciamo a tutti i nostri ospiti
20:23che sono stati qui,
20:25il cinema sarà salvato dai festival?
20:28Diciamo che i festival saranno salvati dal cinema, forse.
20:31Perché finché ci sono registi, attori, produttori
20:37in grado di rischiare,
20:39che hanno voglia di fare, eccetera,
20:41ci saranno sempre dei festival
20:43per mostrare il loro lavoro.
20:44Benissimo, grazie mille a Pino Sarcina,
20:48grazie di essere stato con noi
20:50e viva il cinema!
20:52Grazie.
20:53Grazie.
20:58Grazie.
20:59Grazie.
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