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  • 4 mesi fa
Mostra del Cinema di Venezia, lontano dal red carpet: Enrico Maria Artale presenta "Un profeta", remake italiano di produzione italo-francese in forma seriale del film "Il profeta" di Jacques Audiard, il noto regista di "Emilia Pe'rez", tra le pellicole in lizza per gli Oscar. (A cura di Mario Sesti)

[idarticle id="2629258" title="Il red carpet di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia 2025: gli abiti da sera più belli"]

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Trascrizione
00:00A presto
00:30Il profeta è un grande film di Jacques Odiard
00:41Il regista che è diventato quest'anno famoso con Emilia Perese
00:44che come qualcuno di voi ricorderà è stato tra i film in lizza per l'Oscar
00:49La cosa singolare è che è stato fatto un remake in forma seriale
00:54e la cosa ancora più singolare è che a farlo è stato un regista italiano
00:57un giovane regista italiano di una certa personalità che si chiama Enrico Maria Artale
01:02Produzione in italiano francese naturalmente con il Canal Plus
01:04ma la parte italiana è indico che è la società di produzione che ha il merito di aver cresciuto Paolo Sorrentino
01:11È una serie molto bella, molto interessante per tanti motivi
01:14Ve ne parliamo oggi in lontano dal red carpet
01:18nel terzo e ultimo intervento dell'Ido, della mostra del cinema
01:22come vedete alle mie spalle molte persone invece di una berancina preferiscono giustamente forse
01:28stare qui al mare anche perché noi siamo a circa 1200 metri dal red carpet
01:34Il profeta era un palpitante romanzo di formazione annidato in un prodigioso film carcerario
01:40un giovane criminale finito in gattabuia deve lottare per sopravvivere tra due opposte fazioni criminali
01:45quella corsa e quella araba
01:47come in un romanzo di Dickens riuscirà con intelligenza, coraggio e grandi ondate di paura
01:52non solo a rimanere vivo ma anche a conquistare i galloni necessari
01:55a raggiungere la prossimità utile a finire a fianco dei boss
01:59ma anche con spietata furbizia e inaudito coraggio
02:02a diventare l'asso nella manica delle brutali lotte per bande che dominano il territorio della prigione
02:08Enrico Maria Artale ma soprattutto i due autori principali della sceneggiatura
02:13Abdel Raoul D'Afri e Nicolas Peu-Yufayi
02:16conservano il disegno generale della storia di Odiar
02:19ma sostituiscono il set spostando tutto dalla città di Marsiglia
02:23le due fazioni, un clan di marsigliesi che fa profitti con traffico di droga
02:28e speculazioni edilizie grazie a corruzione politica
02:31deve vedersela con le periferie islamiche e le gang di colore
02:34il protagonista, Malik, Mamdousi di Be, un negretto come viene spregiativamente appellato per tutta la serie
02:41ma ne ripropone alcuni tratti originali
02:44i morti che appaiono a Massoud come fantasmi muti
02:47la sottomissione ad un boss che vuole ucciderlo ma che ne farà il suo corriere fidato
02:51il finale di azione grazie al quale mette in atto un piano di vendetta
02:55ispirato al conte di Monte Cristo di Diumà che è diventato il suo vangelo
02:59Odiag è uno degli attori più interessanti dotati e innovativi del cinema europeo e mondiale
03:04capace di usare il cinema di genere per delle parabole di alta moralità
03:08come dimostra il profeta ma anche il musical noir transgender Emilia Perez
03:12che l'ha portato alla serata degli Oscar
03:14nei suoi film Incontro luce è trascritto con convinzione sempre lo stesso principio umanista
03:20nessuno è prigioniero del proprio destino
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