00:00Per il padiglione svizzero l'idea era di sovrapporre due architetture per collegare il presente e il passato.
00:08Per noi era importante creare un dialogo con l'esistente, con il padiglione di Bruno Giacometti,
00:14integrando e sovrapponendo un'architettura di un'architetta svizzera, Lisbeth Sachs,
00:19che ha costruito una kunzale negli anni 50.
00:22Durante le nostre ricerche c'è un dettaglio che ci ha colpito molto in uno dei disegni di Lisbeth Sachs
00:28che affermava che la forma finale viene determinata dall'architetta al femminile sul cantiere.
00:36Per noi è stata una forma di referenza nella nostra pratica di come possiamo essere sostenibili e inclusivi alla natura, alle risorse.
00:46Per noi questo aspetto inclusivo e innovativo della sua pratica già negli anni 50
00:51ci ha aiutato molto a chiederci come possiamo ricostruire oggi
00:55e come possiamo definire nel processo una forma che poi diventa questo luogo di esposizione.
01:02Per noi il futuro dell'architettura o l'interpretazione che abbiamo voluto offrire ai visitatori
01:08è una pratica collettiva, sociale, dove c'è tanto scambio e c'è tanto ascolto anche di capire cosa c'è bisogno,
01:17cosa la natura ha bisogno, cosa hanno bisogno le persone e di essere molto più inclusivo nel processo di concepire un'architettura.
01:27C'è un aspetto anche del suono che è molto importante per noi nella nostra pratica.
01:32Lavoriamo con il processo e abbiamo registrato durante questo ultimo anno e mezzo
01:38tutte le discussioni, i dialoghi, i luoghi dove siamo stati, gli incontri con dei attori molto importanti
01:45e l'idea era di fare capire al visitatore che è una pratica molto sociale l'architettura
01:51ed è quello che abbiamo messo in avanti all'interno della ricostruzione del padiglione di Svetzak.
01:57Grazie
Commenti