00:00Una mostra che ripercore un progetto, quello di concorso per l'ampliamento del Maxi di Roma,
00:04ma con lo scopo di raccontare le possibilità aperte dell'architettura e la relazione tra la permanenza e l'impermanenza.
00:11Nulla di preciso, nella la scarpa della Fondazione Quirini Stampalia di Venezia,
00:15è una sorta di indagine emotiva, oltre che un discorso espositivo.
00:19Il tema del nulla di preciso nasce da un'idea di possibilità per l'architettura italiana,
00:24di un futuro possibile legato al tema del popolare.
00:28Il tema delle firme è legato al tema della possibilità dell'architettura di usare strumenti condivisibili in modo collettivo.
00:36Il popolare diventa proprio lo strumento attraverso il quale creare cittadinanza, cioè creare appartenenza.
00:43Una delle caratteristiche che noi crediamo più importanti della genealogia italiana, della nostra cultura,
00:49è quella di tenere insieme l'aspetto popolare con l'aspetto più poetico.
00:52Registri diversi, temporaneo e immutabile, tutto si gioca su un filo sottile,
00:56che caratterizza anche tutto il percorso in generale del Museo Veneziano diretto da Cristiana Collu,
01:01che ha costruito molti progetti sulla ricerca dell'effimero come un momento comunque decisivo.
01:06Nulla di preciso vuol dire che la poesia non è mai esatta come la scienza matematica
01:14e l'architettura deve recuperare il rapporto con la poesia.
01:18Spesso vanno di moda architetture astratte, fredde, minimaliste.
01:24Noi invece abbiamo cercato attraverso un progetto di raccontare come l'architettura possa parlare a tutti,
01:31possa suscitare un immaginario comune, possa essere bella.
01:36E la bellezza non è mai precisa.
01:38E poi ci sono le sale progettate da Carlo Scarpa, allo stesso tempo perfette e difficili,
01:43che ospitano anche le fotografie e la ricerca di Ernesto Caviola.
01:46Il lavoro che è stato fatto è non pensare di allestire uno spazio di scarpa, ma di parlare con lui.
01:52E il dialogo è sempre un elemento vivo dei progetti della Queerini,
01:55che sono affascinanti e talvolta giustamente effimeri proprio per questo.
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