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  • 8 ore fa
Venezia, 18 mar. (askanews) - La relazione con l'architettura, da molteplici punti di vista, è uno degli elementi su cui la Fondazione Querini Stampalia di Venezia poggia la propria identità. E proprio su un percorso di esplorazione dell'architettura contemporanea sta puntando in particolare la direzione di Cristiana Collu. Una ricognizione che prende forma a partire dalla condizione singolare della Querini, luogo in cui architetti diversi, Carlo Scarpa, Valeriano Pastor, Mario Botta, Michele De Lucchi, Izaskun Chinchilla, hanno misurato il proprio pensiero sul corpo dell'edificio. E insieme a Chinchilla, Cristiana Collu ha immaginato la struttura, il "Cocoon", che per alcuni mesi ha ospitato "La presentazione di Gesù al Tempio" di Giovanni Bellini. "Quando abbiamo iniziato a pensare di creare una struttura intorno al quadro - ha spiegato l'architetta spagnola ad askanews - oltre alle riflessioni sulla morbidezza, abbiamo voluto creare uno spazio in cui il dipinto potesse essere vissuto con più calma. Il museo è pieno di opere d'arte fantastiche, e sentivamo che questo dipinto meritava un'esperienza più tranquilla. Per farlo abbiamo pensato a una strategia di percezione a 360 gradi, che comprendesse la vista, ma anche l'udito e l'olfatto".Palazzo storico, ma anche luogo di comunità, la Querini guarda adesso al proprio futuro, che passerà anche attraverso un importante riallestimento delle collezioni. "L'idea - ha aggiunto Chinchilla - è che il museo torni a essere una casa per i visitatori di oggi. Forse anche per allontanarsi dall'aspetto eccessivamente controllato e ordinato dei musei e consentire un'atmosfera più vissuta, che racconti anche storie più personali sullo sfondo. Stiamo conducendo un workshop con il programma Master of Situated Practice dell'University College London, Bartlett School of Architecture, con 15-20 studenti: stiamo lavorando su diversi oggetti di questa incredibile collezione della Querini per ricostruire attorno a questi oggetti il contesto domestico che normalmente li ospitava".Particolarmente interessante e indagato in questo percorso l'aspetto dell'architettura effimera, anche in relazione alla mostra di Gabriel Bella, che ha documentato molte costruzioni temporanee nella Venezia del Settecento. "In realtà - ha concluso Izaskun Chinchilla - tutta l'architettura è temporanea. La temporalità sarà un anno, un secolo, cento secoli, ma anche nelle architetture che sono durate per molti secoli, c'è sempre stato un cambiamento di destinazione d'uso. Abbiamo grandi autori che ne hanno parlato. Aldo Rossi, nella sua opera sull'architettura della città, fa questa profonda osservazione. Gli edifici restano, ma la loro funzione, il loro programma, la loro utilità sociale cambiano radicalmente". Qui alla Fondazione Querini Stampalia l'idea di architetture effimere a noi sembra avere a che fare con un'idea aperta di musealità, con un confronto costante con la società che cambia e di conseguenza (...)

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00:00La relazione con l'architettura da molteplici punti di vista è uno degli elementi su cui la Fondazione Quiarini Stampalia
00:06di Venezia appoggia la propria identità e proprio su un percorso di esplorazione dell'architettura contemporanea sta puntando in particolare
00:12la direzione di Cristiana Collu, una ricognizione che prende forma a partire dalla condizione singolare della Quiarini, luogo in cui
00:19architetti diversi, Carlo Scarpa, Valerio Pastor, Mario Botta, Michele De Lucchi o Isaskun Cinciia hanno misurato il proprio pensiero sul
00:27corpo dell'edificio.
00:28E insieme a Cinciia, Cristiana Collu ha immaginato la struttura, il cucùn, che per alcuni mesi ha ospitato la presentazione
00:35di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini.
00:51Quando abbiamo iniziato a pensare di creare una struttura intorno al quadro, ha spiegato Cinciia da Scanius, oltre alle riflessioni
00:57sulla morbidezza, abbiamo voluto creare uno spazio in cui il dipinto potesse essere vissuto con più calma.
01:03Il museo è pieno di operi d'arte fantastiche e sentivamo che questo dipinto meritava un'esperienza più tranquilla.
01:08Per farlo abbiamo pensato a una strategia di percezione a 360 gradi, che comprendesse la vista, ma anche l'udito
01:15e l'olfatto.
01:17Palazzo storico, ma anche luogo di comunità.
01:19La Quiarini guarda adesso al proprio futuro, che passerà anche attraverso un importante riallestimento delle collezioni.
01:31L'idea, ha aggiunto l'architetta spagnola, è che il museo tornerà essere una casa per i visitatori di oggi,
01:36forse anche per allontanarsi dall'aspetto eccessivamente controllato e ordinato dei musei e consentire un'atmosfera più vissuta, che racconti
01:44anche storie più personali sullo sfondo.
01:53Stiamo conducendo un workshop con il programma Master of Situated Practice dello University College London, Baltic School of Architecture, con
02:0115-20 studenti.
02:02Stiamo lavorando su diversi oggetti di questa incredibile collezione della Quiarini, per ricostruire intorno a essi il contesto domestico che
02:09normalmente li ospitava.
02:13Particolarmente interessante è indagato in questo percorso l'aspetto dell'architettura effimera, anche in relazione alla mostra di Gabriel Bella,
02:20che ha documentato molte costruzioni temporanee nella Venezia del Settecento.
02:24In realtà, ha concluso Isaskun Sinsia, tutta l'architettura è temporanea, la temporalità sarà un anno, un secolo, cento secoli,
02:34ma anche nell'architettura che sono durate per molti secoli c'è sempre stato un cambiamento di destinazione d'uso.
02:39Abbiamo grandi autori che ne hanno parlato, Aldorossi nella sua opera sull'architettura della città fa questa profonda osservazione, gli
02:45edifici restano, ma la loro funzione, il loro programma, la loro utilità sociale cambiano radicalmente.
02:51Qui, alla Fondazione Quiarini Stampalia, l'idea di architettura effimere a noi sembrava avere a che fare con un'idea
02:57aperta di musealità, con un confronto costante con la società che cambia e di conseguenza cambia anche il modo di
03:03accogliere i visitatori, oltre che di porsi verso la comunità della quale il museo è parte.
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