- 8 mesi fa
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TVTrascrizione
00:00Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Primo Piano, rubrica di Italpress
00:14che vi racconta l'attualità attraverso un'intervista a un protagonista dell'attualità medesima.
00:21Molto spesso tocca la politica, molto spesso tocca i libri e stavolta il protagonista è
00:26un libro, ma il protagonista è fisicamente qui con noi in studio, è un collega, quindi
00:30ci possiamo dare dal top che siamo giornalisti, giornalista molto noto, corrispondente per
00:35la Rai per tanti anni in tante parti del mondo, l'ultimo incarico però negli Stati Uniti,
00:40giusto? Proprio così. Fino a poche ore fa possiamo dirlo? Fino a poche ore fa in attesa di nuovo
00:45incarico. Sempre in America? Sempre a New York. Sempre in America. Ma insomma che effetto fa
00:50questo passaggio di vita e di carriera. È una crescita, cioè si passa di livello come
00:57dei videogiochi. Quanti anni sei stato all'estero in tutto? 25. In America quanti? 6. 6. Allora
01:04da questa esperienza nel mondo di cui tu ho letto delle note che si fanno di ringraziamenti
01:11libri, tu correttamente, eticamente ringrazia la tua azienda, la Rai che ti ha permesso di fare
01:15questo lavoro straordinario, a questi livelli straordinari, ma insomma la permanenza in America
01:20ti ha permesso anche di scrivere questo libro che Claudio Pagliaro, lo vedete la regia
01:25ce lo manda, l'imperatore Donald Trump, l'alba di una nuova era. Donald Trump con un inquietante
01:32corona già da imperatore romano. E poi insomma, libro molto bello e se volete dai anche per
01:39presentarlo, è edito da PM, è un libro che ci fa discutere ancora una volta di Trump.
01:46Allora, l'impostazione qual è? L'impostazione di fondo, poi dopo vediamo i vari capitoli,
01:52l'idea che è iniziata una nuova era, che spaventa molti, ma in realtà forse leggono,
01:57poi torniamo indietro anche alla notte elettorale perché ne parli nel libro, perché Trump per due
02:03volte ha sorpreso il mainstream italiano. La prima volta, io me lo ricordo, ho fatto la diretta
02:07elettorale a Tg.com 24, perché sono stato a 32 anni, io e Mediaset, quindi equivalente
02:13alla tua carriera, diciamo, il Rai. E mi ricordo che alle 6 del mattino c'era ancora qualcuno
02:18che negava che Trump ha messo vinto sui Rai Clinton, non so se te lo ricordi.
02:22E c'è stato esattamente il replay 8 anni dopo.
02:25La seconda volta, forse lo cominciamo da qua. Io ripeto, ho fatto la notte elettorale qui
02:30con questa agenzia, il pubblico, se lo ricordo, con il nostro corrispondente Stefano Bancara,
02:34alla fine di un anno in cui abbiamo raccontato tutta la campagna elettorale, quindi siamo
02:38andati nello specifico e tutti dicevano testa a testa, alle 3 e mezza, nel New York Times
02:43abbiamo fatto delle proiezioni che aveva vinto Trump. Allora, questa continua sottovalutazione
02:48di Trump, il capitolo che mi sembra che tu dici, il risveglio o le cose dei dimenticati.
02:55Il ruggito dei dimenticati.
02:58Ecco, è perché Trump ha un mondo elettorale che sfugge al mainstream interpretativo del
03:04salotto buono italiano. Scusa, ti faccio subito la domanda provocatoria.
03:07Io credo che sia una questione di picrizia di noi colleghi. Ora, non per vantarmi, ma chi
03:13negli Stati Uniti ha fatto il lavoro che spette a un corrispondente che è quello di andare
03:18sul terreno, non aveva secondo me difficoltà a capire che il vento era tutto per Donald
03:24Trump. Comizi a temperature polari in Iowa con persone di un'età molto avanzata, con
03:33temperature molto, che andavano ai comizi e stavano anche un'ora all'addiaccio per
03:37sentire Trump. Ma senza andare lontano, New York City, una città dove Donald Trump non
03:43doveva venire, perché tutti sanno che Donald Trump è democratica, ma voleva vincere anche
03:46il voto popolare. Per questo ha fatto un comizio al Madison Square Garden, che è un'arena
03:53da 20.000 persone per i grandi concerti rock. Beh, c'erano tre giorni prima, già c'era
03:58gente che all'addiaccio aspettava il giorno del comizio di Trump che arrivava dopo 72
04:04ore. Questo entusiasmo, francamente, io nella mia carriera, ma non solo di giornalista, ma
04:09anche prima, da giovane, quando magari andavo anche io a sentire dei comizi in Italia o in altri
04:15posti, non ho mai visto un leader politico capace di avere un pubblico così infervorato.
04:21Chi sono poi questi? Quelli sono i dimenticati. Cioè, qui è una lettura che va capita anche
04:29in chiave italiana, anche in chiave europea. Cioè, qui c'è una parte del Paese, una parte
04:35importante di persone che avevano votato sempre a sinistra, che si sono spostate a destra, o
04:41meglio, in questo nuovo, incredibile ombrello che Donald Trump ha creato. E non è un fenomeno
04:48solo americano, naturalmente. Sono dimenticati perché sono operai, sono agricoltori che la
04:55globalizzazione ha messo ai margini e prima erano, come dire, potevano vivere una vita
05:01molto decorosa. Ma ci sono anche parte degli immigrati? Anche gli immigrati. Le categorie
05:07più, diciamo, che normalmente votano democratico, questa volta si sono spostate in maniera considerevole
05:14verso Donald Trump. E la stessa cosa era avvenuta otto anni fa. Perché? Perché il messaggio di
05:18Donald Trump si rivolge proprio a loro. Si rivolge a queste persone che le élite democratiche
05:24hanno trascurato, mentre Donald Trump promette di dargli di nuovo le industrie, le fabbriche,
05:32e vediamo qui tutta la politica dei dazi professionistiche di Donald Trump.
05:36Allora, però, voglio pensare su questo. E' stata, tu ci dici a un certo punto in un
05:40libro uno slogan che è stato di Clinton quando ha vinto, no? It's economy stupid, insomma,
05:44no? It's China stupid. Adesso è China, ma questo dopo ne parliamo. Però, come dire,
05:49signori miei, l'economia, no? Alfred Boyd ha detto che bellezza, non stupido, ma bellezza
05:54è l'economia. E con l'economia, quindi sui temi economici che Trump ha vinto con Kamala Harris.
06:00Sì, certo, ma... Poi abbiamo fatto analisi sociologica. Perché ho parafrasato lo slogan
06:06di B. Clinton, proprio parafrasando, dicendo It's China stupid, perché di fatto la Cina
06:13nel 2000 è stata ammessa, diciamo, al WTO, ovviamente da paese in via di sviluppo quale
06:20era, con condizioni molto privilegiate, perché altrimenti sarebbe stata rasa al suolo, ma aveva
06:25la promessa, aveva dato la promessa di aprire i suoi mercati. Ciò non è avvenuto. Quindi in
06:30questi 25 anni ciò che abbiamo visto è una Cina che si è avvantaggiata moltissimo, è
06:36cresciuta moltissimo, vuole ancora essere considerata nei contesti internazionali come
06:40un paese in via di sviluppo, anche come... E nello stesso tempo ci fa concorrenza ormai
06:45qui in Europa, in Italia, sull'auto elettrica, avendo finanziato queste auto elettriche.
06:50Ora, questo è... Da qui nasce, se vogliamo, la rivolta di un certo popolo che vota Donald Trump,
06:56perché Donald Trump capisce che bisogna fermare la Cina. E quindi anche i dazzi a tutti i amici
07:04e concorrenti, in realtà, se andiamo a vedere bene nelle trattative, una cosa i negoziatori
07:10americani chiedono all'Italia, all'Europa, alla Corea del Sud, al Giappone, zero Cina o pochissima
07:17Cina, perché quello che vuole chiaramente creare Donald Trump è una sorta di libero
07:23mercato in funzione anticinese, per costringere, non per distruggere la Cina, intendiamoci,
07:28nessuno pensa a una cosa del genere, ma vuole costringere la Cina ad accettare quelle stesse
07:32regole di libero mercato che per 25 anni è violato.
07:35Io ti voglio chiedere due cose sui dazzi, una strettamente economica, stando lì e parlando
07:42credo anche con gli osservatori economici che stanno in America, se effettivamente l'economia
07:47americana ne verrà avvantaggiata come sostengono alcuni o ne verrà, diciamo, danneggiata come
07:54sostengono altri e la seconda cosa invece, siccome i dazzi sono legati a una continua serie
07:59di annunci e disannunci, dove variano i numeri, variano le cose, sembra quasi più, se me
08:05lo concedi questo termine, una metapolitica, sembra una politica sulla politica, dove l'oggetto
08:10non è il dazio in quanto tale, ma il dazio che diventa strumento di dialogo.
08:15Poi c'è una terza cosa tra l'aria da parte sul personaggio Trump, perché ho sentito
08:19in molte corrispondenze, qualcuno si avventura in analisi psicologiche, io non mi avventuro
08:24perché dico che la psicologia non si può fare attraverso il discorso pubblico, però un po'
08:28sì, io una volta ho detto anche, e c'eri tu collegato, ero lì la notte, ero come ospite,
08:33come commentatore politico, dico attenzione che Trump, spesso il linguaggio di Trump non
08:38va preso alla lettera, ma torniamo all'origine, il dazio economicamente, il dazio politicamente,
08:44il dazio psicoanaliticamente, non so se ti piace questo trip.
08:49assolutamente, dazio economicamente, ovviamente è una mossa molto rischiosa quella di Donald
08:56Trump, il dazio può indurre inflazione, può indurre il paese alla recessione, ma come abbiamo
09:04visto Trump, come aveva fatto anche da imprenditore edile negli anni 80, l'ho anche scritto in un
09:11libro della sua gioventù, chiedere il massimo tattica negoziale per ottenere qualcosa, ed è quello che sta
09:17applicando a livello geopolitico con i dazi, vediamo che è arrivato alla Cina, praticamente
09:23all'embargo, 145% di dazi, chiuso le frontiere con la Cina, poi ovviamente questo è controproducente
09:29per tutti, anche per gli Stati Uniti, si è scesi per un certo periodo per dare spazio al negoziato,
09:35Trump è così, per questo tra l'altro Trump psicologico, ciò che la stampa spesso e gli analisti
09:41hanno difficoltà a capire, è che prendono Trump troppo alla lettera, io dico sempre, va preso
09:46seriamente perché è presidente degli Stati Uniti, ma non alla lettera perché ha dimostrato
09:51di avere un pragmatismo raro in un leader, di poter cambiare persino nello stesso tweet,
09:59o meglio X ormai, o meglio ancora Truth il suo social, posizione nell'arco di pochi minuti,
10:05per cui va cercato il libro che ho scritto, l'imperatore cerca di dare delle chiavi di lettura
10:11al lettore per decifrare questa presenza così vulcanica, cercare di capire, avere una bussola
10:18per capire dove sta andando veramente Donald Trump.
10:21Il tuo libro è molto ricco, tanti capitoli, un vero e proprio saggio, non è un saggio fatto
10:26così solo per un racconto, è un saggio strutturato, poi l'ultima domanda la faccio sul titolo,
10:31la faccio per prima, la faccio per ultimo, come si fa nella retorica aristotelica.
10:35America Fest, la prima parte del tuo libro è quella che dà l'impianto, ci discutiamo molto,
10:41forse noi europei non capendola, America Fest, America per prima, America prima.
10:46Che vuol dire sul piano interno, quindi la governance che cambia dentro il paese,
10:51e che vuol dire in politica estera?
10:54E dopo ti farò una domanda più specifica su Ucraina e Gaza.
10:57America Fest!
10:58È proprio quello da cui bisogna partire per capire la presidenza Trump,
11:03perché lo slogan è lo slogan, ma è anche uno slogan molto poco compreso nella sua profondità.
11:11America first significa sostanzialmente che le amicizie, i rapporti geopolitici,
11:18l'Occidente, il concetto di Occidente che ha legato così tanto è, esiste ancora nella mente di Trump
11:25ma non verrà mai enunciato, perché la convinzione di Trump è che nel momento in cui si evoca
11:32un'unità dell'Occidente, i partner se ne approfittano, se ne approfittano in termini economici,
11:38vogliono più vantaggi, voi siete più forti, noi siete più deboli.
11:41Quindi America first è America first anche per amici molto importanti,
11:46se ne sta rendendo conto in questi giorni anche Benjamin Netanyahu,
11:49che sembrava come dire un rapporto solidissimo, come abbiamo visto invece ci sono più di una frizione
11:57come sull'Iran, su Gaza, ha fatto un viaggio in Medio Oriente e non è andato in Israele.
12:02Dunque America first è un modo di pensare di Trump in cui veramente gli interessi economici degli Stati Uniti vengono prima.
12:09Il che non significa però, è qui l'errore che si fa, che non esiste più la Nato che Trump distruggerà l'Europa,
12:16significa semplicemente che chiede Trump agli alleati di fare la loro parte in base a quello che possono.
12:23Sulla Nato certamente devono spendere di più, la situazione geopolitica è incredibilmente pericolosa,
12:29poi magari ne parliamo, Trump crede che di fronte a una situazione geopolitica così importante,
12:35con gli Stati Uniti che devono concentrarsi in Asia, dove è la sfida per restare realmente leader globali,
12:46l'Europa deve essere, i paesi europei debbano fare molto di più per la difesa di quanto non abbiano fatto.
12:51Il che non significa che distruggerà la Nato, il che non significa che, come abbiamo visto,
12:55ci sono ancora centomila soldati americani nei vari paesi della Nato in Europa.
13:00Non vengono ritirati questi, ma chiede confermezza agli europei e non usa il concetto occidente
13:06perché è convinto che nel momento in cui lo usa, allora dice, beh, allora siamo parte dell'Occidente,
13:11tu sei più forte, devi fare tutta la parte del leone.
13:14No, Trump questo non lo usa perché America First implica che gli interessi economici americani
13:21vengono prima di tutti gli altri e gli altri devono fare i loro interessi e in questo momento
13:25la difesa è un interesse dell'Europa e quindi bisogna investire nella difesa.
13:29Le abbiamo spiegato molte volte, poi le parole possono piacere o non piacere, come sai,
13:33le armi non piacere, l'esercito comune è un po' meglio.
13:36Io qui, dove sei esercito tu, lavoro in questo nuovo format di esteri che sto conducendo,
13:42in parte ho scritto, si chiama Diplomacy Magazine, il racconto della geopolitica,
13:46ho due signori che conosci, uno tu esci da qui, ti presenti al tuo libro a Roma,
13:50si chiama Giampiero Massolo, l'altro si chiama Ettore Francesco Sequi.
13:54Ecco, però la politica, bisogna capire che l'Europa deve investire di più in un mondo
13:59dove fino adesso ha investito molto, l'America lo deve fare, deve trovare una forma per farlo
14:04con una governance sua, con investimenti diversi.
14:08Ma quello che ti voglio dire a proposito di geopolitica, per questo ho parlato di Massolo e di Sequi,
14:14ma questo dialogo con Putin sull'Ucraina, l'idea di fare in fretta e di fare presto,
14:24sposo proprio un'idea di Sequi, che il tempo a favore di Putin, che Putin può temporare già,
14:29può fare il cunctator, perché ha, come tutti quelli che non hanno una grande opinione pubblica
14:34democratica dentro, può gestire al meglio, sono vere le notizie che l'economia russa regge,
14:39l'industria bellica russa regge, perché come sai dobbiamo dare per buona queste notizie.
14:43Allora il tempo a favore di Trump invece ha fretta, ha bisogno di una medaglia a questa,
14:49diciamo, sua politica estera nuova. E per intanto però la pace, la tregua non si vede in Ucraina.
14:54Come va a finire?
14:56L'unica cosa certa è che per ora non c'è stata nessuna tregua e non sembra neanche a portata di mano.
15:01Ma se si disimpegna?
15:03Ma la questione è questa, Trump non potrà mai disimpegnarsi, ha voluto un accordo economico con l'Ucraina
15:10sullo sfruttamento delle terre rare, o meglio dei minerali perché non è solo terre rare,
15:17perché innanzitutto deve vendere al suo pubblico, a quello che l'ha votato e che, voglio dire,
15:23voglio dire, l'Ucraina non sa neanche dov'è, e che gli aiuti hanno un ritorno economico
15:30per il paese. Ma anche perché è questa unione economica che fa sì che gli Stati Uniti siano
15:36coinvolti in quel che succede in Ucraina. Ma non si ritirerà anche perché il segnale
15:42che accusa il suo predecessore Biden di aver lanciato con il disastroso ritiro dall'Afghanistan
15:49è quello che ha dato poi, probabilmente, molti analisti lo sostengono, a Putin il disco verde
15:56che ha pensato che l'Occidente fosse così debole che potesse ottenere quello che aspira da molto tempo.
16:02Se l'Ucraina cadesse completamente nelle mani della Russia, questo è l'obiettivo di Putin,
16:09la Cina due giorni dopo, un giorno dopo, invaderebbe Taiwan.
16:13Cioè Trump non può passare alla storia, non vuole passare alla storia come il presidente
16:17della disfatta dell'Occidente.
16:19La disfatta del diritto internazionale.
16:21Esatto. Quindi la posizione di Trump è naturalmente stata quella di spostare Zelensky su posizioni negoziali.
16:35Ma come abbiamo visto negli ultimi giorni, ora sta concentrando e potrebbe iniziare,
16:41se Putin continuasse a menare il camper laia, potrebbe essere.
16:46Come abbiamo visto, Trump può cambiare posizione molto repentinamente.
16:50Quindi non mi stupirei se queste tornate di negoziati che sono in corso in Turchia fallissero,
16:57vedere Trump imporre sanzioni molto dure alla Russia.
17:02Ma non sanzioni perché l'interscambio commerciale Russia-Stati Uniti ormai è quasi vicino allo zero.
17:08Quindi le sanzioni sono poche.
17:10Quello che al Pentagono si è studiato è cercare di colpire quelle petroliere fantasma
17:16che consentono alla Russia di aggirare l'embargo, che tutti conoscono.
17:20Quindi questo è il piano che è stato studiato.
17:23E, come dicevo, la posizione Filo-Putin non è una posizione, come viene qui descritta,
17:31quest'amore per un paese.
17:34È un tentativo anche strategico di cercare di allontanare Putin dall'abbraccio con la Cina.
17:42Per ora sembra molto impossibile questo.
17:45Ma d'altronde, qui si fa, io mi permetto anche di dire,
17:49si pensa che la Russia sia così forte economicamente?
17:52I dati non lo dicono.
17:54Il 20% di disoccupazione.
17:56Un'economia che investe nella difesa il 40% del PIL.
18:01Noi abbiamo difficoltà ad arrivare al 2%.
18:03Non è sostenibile.
18:05Per giunta, grazie alle politiche di Trump, il prezzo del petrolio,
18:10che è la principale entrata dell'economia russa, sta scendendo.
18:14Questo significa meno denaro alla Russia, che è costretta a venderlo a sottocosto alla Cina,
18:19per finanziare la sua guerra.
18:21Quindi gli strumenti e le condizioni per spingere Putin a un accordo ci sono.
18:28Si tratta di vedere se Putin vuole, alla fine, a un certo punto,
18:33arrivare a una conclusione di questa guerra oppure no.
18:36Però non è campato in aria al tentativo di Trump.
18:39Io ti farei altre 70 domande.
18:42Però siccome tu fra due minuti devi andare a presentare il libro,
18:45ti faccio queste domande per incentrare una cosa.
18:47L'ultimo promesso sul titolo.
18:49La questione culturale, la questione della grammatica palloniale,
18:53la cultura woke, la cultura progressista,
18:55che poi ha prodotto paradossalmente la cancel culture,
18:58il relativismo nei diritti, la visione dell'immigrazione di un certo tipo.
19:02Ecco, questa restaurazione che fa Trump,
19:06e anche questa parte del suo successo,
19:08il ritorno alla tradizione,
19:10una visione più severa dell'immigrazione, almeno quella clandestina,
19:14il ritorno di certi valori precisi per quanto riguarda l'uomo, la donna,
19:18il non essere sensibile a quella cosa,
19:20che poi è stato un po' il discorso che ha fatto.
19:22Vance in Europa è stato preso male,
19:24è stato preso come una, diciamo così, assist al sovranismo,
19:28quando invece forse Vance voleva dire che il mainstream progressista,
19:31anche in Europa, è paradossalmente rigido.
19:35Cioè, come dire, è involontariamente libertario.
19:39Allora, c'è stata una fuga in avanti troppo forte, questa è la verità.
19:45Sia sul ponte dell'immigrazione,
19:47sono entrati più immigrati negli Stati Uniti nei due anni primi di Biden
19:50di quanti ne fossero entrati ai tempi di Ellis Island,
19:53per dire solo questo.
19:55E anche sul piano dei cosiddetti diritti dell'RGBTQ
19:58e della, ecco, della DEI, come viene chiamato,
20:03Diversity and Inclusion.
20:05La chiave è per capire il successo di Trump,
20:09basta vedere con quanta velocità tutte le grandi aziende americane abbiano aderito,
20:15perché un conto era le agenzie federali,
20:18ma le aziende non erano obbligate,
20:19hanno immediatamente aderito alla revoca delle politiche del DEI,
20:24ma non è una questione che vogliono, non vogliono una diversità.
20:27nelle grandissime aziende, 10.000 dipendenti,
20:30pensare di poter, con il bilancino, mettere un tanto di afroamericani,
20:37un tanto di ispanici, un tanto di asiatici,
20:40nelle varie posizioni di comando,
20:42e poi ci sono gli LGBTQ,
20:44aveva creato una conflittualità enorme
20:46che è documentata in libri, in cose,
20:49tant'è che appena Trump ha dato il segno che questa politica cambiava
20:53che è stata revocata, indeboliva,
20:55quale il principio su cui si basa la forza dell'America,
20:58che è quella del merito?
21:00Beh, sono interessanti.
21:01Senti, ultima domanda,
21:02perché hai messo la corona dell'imperatore?
21:04Io ti cito un intellettuale europeo, italiano,
21:08il signor Bobbio,
21:09che in un saggio che ha scritto un po' di anni fa
21:11il futuro della democrazia,
21:12prevedeva delle patologie della democrazia
21:15di cui una era la democrazia oligarchica.
21:18Allora, quella di Trump un po' assomiglia
21:20ad una democrazia oligarchica,
21:22con lo staff di ricchi,
21:24come una parte del paese,
21:25è vero che prende il voto di quegli altri,
21:27però poi lui non è poi,
21:28non è poveraccio,
21:29mi spiego,
21:30ne ha chiamati poveracci,
21:31no, oligarchica è il governo dei pochi,
21:33dentro la democrazia,
21:34allora l'imperatore è uno che è venuto,
21:37in qualche modo,
21:38perché è un controsenso,
21:39la più grande democrazia del mondo
21:41con l'imperatore, no?
21:42Cioè, quella citazione romana,
21:44visto che siamo a Roma,
21:45sono due mondi che non vanno insieme,
21:47perché dovresti citare l'era repubblicana
21:49per essere omaggio
21:51con la grande Costituzione americana.
21:53Allora, ti faccio una domanda così,
21:55ma si vede che tu sei un sostenitore analitico di Trump,
21:58non sostenitore, diciamo così, col paraocchi,
22:01ma questo è un pericolo per la grande democrazia americana?
22:04C'è o no?
22:05Ma certo che c'è,
22:06infatti per questo anche il titolo
22:07e anche nel libro ci sono sottolineature
22:09di tutti gli aspetti caratteriali, personali,
22:12che Donald Trump in persona
22:16che certamente lasciano immaginare
22:19che tenta di forzare fino ai loro limiti più estremi
22:25quelli che sono i poteri
22:27che un Presidente negli Stati Uniti ha,
22:29che sono tra l'altro abbastanza limitati.
22:31Ecco, questo magari in Italia non si capisce.
22:33No, pensiamo sempre bene.
22:34No, no, no, perché il potere,
22:36la Costituzione americana,
22:37articolo 1, c'è il congresso,
22:39il potere è del popolo,
22:41il potere è degli eletti.
22:42Trump lo sta forzando,
22:44per questo l'imperatore,
22:45l'imperatore anche perché lui
22:47si è ritratto nel suo posto con la corona,
22:50nel CPAC,
22:52nel CPAC,
22:54una foto simile,
22:55ma proprio da imperatore romano,
22:57accoglieva i repubblicani
22:59che andavano a questa grande assise
23:02di Washington.
23:04Lui ha questa immagine imperiale,
23:07vuole restaurare un'età dell'oro,
23:10ha addirittura lasciato intendere
23:12che potrebbe correre per un terzo mandato,
23:14poi ci ha ripensato perché
23:15assolutamente costituzionalmente
23:16è possibile.
23:17Però il rischio che questa deriva
23:21di Trump possa veramente minare
23:23la democrazia,
23:24io credo che sia minimizzato
23:27dalla potenza e dalla forza
23:29della Costituzione.
23:30Lo stanno dimostrando ancora
23:31questi giorni le varie sentenze
23:33che alla fine lo hanno disinnescato
23:38quelle che erano delle derive autoritarie.
23:40Quindi anche il 6 gennaio,
23:43ricordiamolo,
23:44è stata poi alla fine
23:45il suo tentativo di sostenere
23:46che le elezioni erano truccate
23:48quattro anni fa.
23:49È fallito perché i tribunali,
23:51la Corte Suprema
23:53e tutte le varie istanze...
23:54Insomma tu dici e lo stai dicendo
23:56a noi tutti che...
23:57La democrazia americana è solida.
23:59Certamente lui è...
24:01Ci proverà.
24:02Ci vorrebbe...
24:03L'idea di essere un imperatore
24:04gli piace sicuramente,
24:05non credo che sarebbe offeso
24:07da questo titolo.
24:08Allora intanto leggetevi,
24:09noi abbiamo provato,
24:10insomma non solo a raccontarlo
24:12con un giornalista
24:13con una storia speciale
24:14come la tua,
24:15ma insomma invitiamo a leggerlo,
24:17no?
24:18Perché Libby se ne parla
24:19per invitare le persone a leggere,
24:20no?
24:21Poi in Italia, sai,
24:22particolarmente i primi nel mondo
24:24per leggere,
24:25però i libri vanno letti,
24:26è un bel libro,
24:27vale la pena,
24:28Claudio Pagliari,
24:29l'Imperatore,
24:30Donald Trump,
24:31lo vedete alla copertina,
24:32l'alba di una nuova era,
24:34PM Edizioni.
24:35Allora,
24:36noi ti ringraziamo
24:37per essere stato con noi,
24:38insomma,
24:39speriamo che il libro tuo
24:41abbia successo,
24:42ne parliamo,
24:43farà un bel viaggio,
24:44lo taturrai anche in inglese,
24:45sì insomma,
24:46chissà, ci proviamo,
24:47vediamo,
24:48e ti faccio un bocca al lupo
24:49per la tua avventura professionale
24:51dopo la lunga
24:53mestiere di corrispondenti
24:54in Rai,
24:55sempre in America,
24:56quando sarà il momento
24:57ce lo vorrai dire,
24:58e magari ci verrai a trovare,
24:59a trovare,
25:00e poi magari facciamo
25:01un'altra intervista,
25:02tu sai che anche noi
25:03siamo una sede in America,
25:04quindi,
25:05la facciamo ancora oggi,
25:06intanto io ti ringrazio,
25:07e ti faccio davvero
25:08un grande bocca al lupo.
25:09Grazie a te,
25:10che lupo crepi.
25:11Allora,
25:12grazie davvero Claudio Pagliari,
25:13grazie a voi che ci avete seguito,
25:14termina qui questa puntata
25:16di Primo Piano,
25:17appuntamento alla prossima,
25:18arrivederci.
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