Dopo intellettuali e portabandiera dei laicismo, anche i difensori degli omosessuali. Prosegue in Bangladesh la crociata a colpi di machete contro i nemici dell’Islam più integralista. A finire uccisi sono stati lunedì due giornalisti dell’unica rivista della comunità gay del Paese.
#Bangladesh: Murder of #LGBT editor appalling indictment of authorities failure to protect https://t.co/YIPnjgUNVL pic.twitter.com/4AWnN1S8CL— PEN International (@pen_int) 25 aprile 2016
La polizia ha imputato l’attacco a un gruppo di sei uomini che, secondo testimoni citati da una televisione locale, avrebbero gridato “Allah Akbar” al momento dell’aggressione. Una delle due vittime lavorava anche per l’ambasciata statunitense nella capitale Dacca, dove è avvenuto l’attacco.
Una dura condanna è arrivata dal Dipartimento di Stato americano, che tramite il suo portavoce, ha manifestato su Twitter una “profonda indignazione”.
“We are outraged.”@statedeptspox on murders of usembassydhaka employee & a