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00:11salve sono edoardo costantini sono l'attuale presidente dell'unione internazionale delle
00:18scienze del suolo che l'associazione che raccoglie la stragrande maggior parte degli scienziati del
00:25suolo nel mondo circa 50 mila persone distribuite in 79 paesi sono attualmente ricercatore associato
00:34al cnr ibe di sesto fiorentino e in passato sono stato docente di pedologia all'università di
00:40siena ma soprattutto sono stato dirigente di ricerca al consiglio per la ricerca in agricoltura
00:46all'analisi dell'economia agraria crea o fin dai tempi della mia tese di laurea studiato le
00:54relazioni tra suolo e viti e quindi è con grande piacere che ho accolto l'invito del gambero rosso
01:01e del professor scienza per darvi questa informazione nella forma di queste tre lezioni
01:08nella prima lezione vi ho parlato di che cos'è il suolo dei suoi servizi ecosistemici e ho cominciato
01:16a trattare dei fattori che influenzano la produzione dell'uva e la qualità del vino i fattori del suolo i
01:25primi che ho esaminato sono quelli di carattere fisico e ho concluso la mia prima lezione parlando
01:32della massa radicabile del suolo e così come limitata dai fattori fisici del suolo stesso e del
01:41substrato sul quale appoggia il suolo in questa seconda lezione incomincio a trattare dei fattori
01:50anche chimici in particolare voglio farvi notare questo caso questo è un vigneto siciliano ma vigneti
02:01con la stessa problematica si possono ritrovare in varie parti d'italia dove abbiamo in profondità un
02:08accumulo di sali di sali di vario tipo anche di sodio queste condizioni sono tipiche di ambienti
02:19aridi e semi aridi o su umidi secchi ma sono anche frequenti dove il suolo poggia su substrati marini e
02:29dove il sedimento ancora contiene molti dei sali che si sono deposti nell'ambiente marino ora questa
02:39caratteristica di avere questi orizzonti di profondità salini è una caratteristica che può
02:47anche essere favorevole alla qualità dell'uva e del vino per esempio è stato dimostrato in toscana come
02:54vedete in questa pubblicazione che vi è segnalata ma anche in sicilia per il nero d'avola in questo
03:01caso in toscana era invece per il sangiovese come la presenza di orizzonti in profondità ricchi di
03:09sale possa limitare l'eccesso del vigore vegetativo e anche indurre una maggiore concentrazione dei succhi
03:19all'interno delle bacche che può essere un fattore importante non solo per limitare la quantità e
03:26quindi aumentare il grado alcolico ma anche per caratterizzare il sapore il gusto del del vino che
03:35si ottiene chiaramente dalla fermentazione di queste uve quando però e questi orizzonti salini o sodici
03:44vengono alla superficie magari per sbancamenti livellamenti eccessivi che hanno asportato il
03:53suolo fertile e fatto a sfiorare il strato ecco che e ci possono essere delle sorprese anche molto
04:02negative vedete come in questo caso la conducibilità elettrica che uno dei parametri che vengono
04:10utilizzati per misurare la salinità di un suolo è molto alta superiore 8 decissime per metro e il
04:18sodio è maggiore di mille equivalenti per 100 grammi il sodio sul complesso di scambio in queste
04:24condizioni come vedete evidente in questa foto c'è una fallanza delle viti muoiono perché il sodio è
04:32anche tossico in elevata concentrazione per la vita e vedete come per questi versanti siano marezzati
04:41vedete quelli in distanza perché appunto caratterizzati dall'alternanza tra suoli
04:47conservati e substrato ricco di sali che ha fiore in superficie
04:58molto spesso nella realtà della viticoltura i fattori si ritrovano combinati i fattori pedologici
05:06funzionali per la viticoltura quindi non solo acqua e azoto e ossigeno ma anche temperatura del suolo
05:14per esempio vedremo che poi ce ne sono altri ancora ma diciamo che questi sono quelli che più
05:20frequentemente differenziano le condizioni viticole abbiamo appena visto un suolo argilloso
05:28compatto con drenaggio lento scarsa reazione freddo nel senso che si riscalda con difficoltà e quindi la
05:38ripresa vegetativa rallentata con poco azoto perché poco azoto perché quando il suolo è povero di sostanza
05:46organica molto spesso è anche povero di azoto in questi casi noi abbiamo uno stress idrico e
05:55nutrizionale tutti gli anni con una produzione limitata è una maturazione molto precoce d'altro
06:03verso in suoli invece più sabbiosi pietrosi come questo che vedete nella diapositiva e basso profondi
06:11caldi nel senso che si riscaldano più facilmente hanno una ripresa vegetativa molto più precoce ma
06:20poco strutturati abbiamo un drenaggio veloce con una elevata reazione con un azoto in quantità non
06:29molto elevate se andate a fare l'analisi vedete che la quantità di azoto è piuttosto bassa ma è molto
06:36disponibile tant'è che quando andate a vedere la risposta vegetativa della pianta non si vedono
06:42segni di carenza di azoto e però in queste condizioni di elevato drenaggio di abbastanza
06:51scarsa ritenuta idrica e noi possiamo avere uno stress idrico più o meno accentuato durante l'estate
06:59soprattutto nell'analisi siccitoso tanto che noi possiamo avere anche delle carenze di azoto
07:07anche se è molto disponibile ma in condizioni di grande siccità non è possibile che venga assorbito
07:16dalle piante perché appunto non c'è acqua disponibile e che lo veicoli tant'è che in queste situazioni
07:23l'azoto prontamente assimilabile nel mosto può essere molto basso e ci può essere la necessità di
07:32correggerlo con le pratiche enologiche in cantina se volete avere più informazioni rispetto a queste
07:41prove e anche le diapositive successive c'è questa pubblicazione di riferimento carattere qualitÃ
07:49pedologiche climatiche funzionali alla valorizzazione della vocazione del territorio sanciovese pubblicata
07:55sulla rivista di viticoltura e di analogia
07:59altri esempi di fattori pedologici combinati nella realtà viticola è questo suolo eroso
08:07compattato a 70 80 centimetri e povero di sostanze organiche azoto con limitata massa radicabile dove
08:16abbiamo una buona ossigenazione e una buona ripresa vegetativa per la temperatura che si riscalda
08:23facilmente la temperatura del suolo che si riscalda facilmente ma noi possiamo osservare molto spesso
08:32uno stress idrico nutrizionale una limitazione di vigoria e una maturazione precoce che può essere
08:39però un fattore favorevole in determinate condizioni anzi molto spesso si vede che le aziende prediligono
08:50questo tipo di suolo quando hanno bisogno di avere delle produzioni limitate ma ricche di alcol di zuccheri
09:03che poi possono produrre un'elevata quantità di alcol e quindi possono essere utilizzate come blend di uvaggio in cantina
09:13poi abbiamo già visto un suolo del genere in precedenza profondo strutturato ricco di sostanze organiche azoto
09:22abbiamo detto che sono suoli di eccessiva vigoria di maturazione tardiva con appunto una temperatura del suolo
09:31che tende ad essere più bassa in primavera alla risposta vegetativa e attraverso alcuni parametri chiave
09:40della risposta vegetativa è stato visto che è possibile predire la qualità potenziale del Sangiovese
09:52se volete saperne di più c'è questa pubblicazione
10:08abbiamo parlato più volte di variazioni di qualità del suolo nel profilo ma le variazioni di qualità del suolo si
10:20hanno anche nel paesaggio
10:22quindi c'è una variabilità delle condizioni del suolo nel vigneto
10:28e questo è sempre stato un oggetto di grande interesse per i viticoltori
10:35perché sulla base della conoscenza di queste variazioni si ha il sviluppo della viticoltura di precisione
10:45una delle ricadute principali della viticoltura di precisione è quella di delimitare delle aree di raccolta
10:58quindi diversificare non solo la gestione del vigneto ma anche la raccolta dell'uva
11:04in funzione delle caratteristiche ambientali in particolare del suolo
11:10e quindi anche della risposta della pianta
11:14un'esperienza di uso di sensori prossimali per la caratterizzazione di dettaglio del suolo
11:25è riportato in questa pubblicazione
11:28improving wine quality through harvest zoning and combined use of remote soil proximal sensing
11:34dove appunto i sensori prossimali geoelettrici sono stati combinati con l'uso di sensori distali satellitari
11:45per delimitare delle aree di raccolta
11:50che possono guidare la vinificazione dell'uva prodotta dal vigneto
12:03questo è un altro caso che abbiamo realizzato
12:09in un'area del Chianti Classico dove appunto i vigneti che vedete in questa figura
12:15sono stati diversificati attraverso l'indagine geoelettrica del suolo
12:25e la descrizione di profili di suolo
12:30in suoli sabbiosi, gheiosi o poveri
12:33e in suoli profondi, argillosi, fertili
12:35quindi mettendo insieme anche tipologie leggermente diverse
12:39ma che dal punto di vista funzionale
12:42anche per dare una dimensione a queste aree
12:46harvest area, cioè aree di raccolta
12:48differenti
12:50fosse funzionale alla dimensione
12:53dei vasi per la fermentazione
12:57in cantina
13:01poi queste informazioni sono state combinate
13:05con le variazioni delle annate
13:08e anche con le variazioni di scala
13:11se volete avere maggiore informazione
13:13leggete questa pubblicazione
13:16Scale Effect of Terroir
13:17Under Three Contrasting Vintage
13:19in the Chianti Classico Area
13:21Tuscany, Italy
13:24quindi siamo arrivati a parlare del terroir
13:27secondo l'OIV nella risoluzione del 2010
13:31il terroir è dato dalla combinazione
13:34dei fattori ambientali
13:36clima, geologia, suolo
13:38combinati con la genetica
13:41quindi la scelta varietale
13:42l'agrotecnica
13:44quindi la conduzione agronomica del vigneto
13:47e l'enologia
13:48quindi la tecnica di vinificazione
13:51a questi fattori ambientali
13:54genetici e culturali
13:58gestionali tecnologici
14:00si sommano fattori socio-economici e immateriali
14:04che contribuiscono a dare un riconoscimento
14:09di qualità al vino prodotto in un determinato ambiente
14:16il concetto di terroir è quello di un territorio
14:20le cui caratteristiche naturali
14:22formano un insieme unico di fattori
14:25che determinano nei prodotti agricoli
14:27attraverso le piante e gli animali
14:29caratteristiche specifiche e di alta qualitÃ
14:32ampiamente riconosciuto
14:34ecco, questo fatto dei fattori socio-economici ambientali
14:38è importante per il riconoscimento
14:41anche economico del concetto di terroir
14:44l'uomo ha adattato la scelta varietale
14:48le tecnico-culturale di trasformazione
14:51in modo da esaltare la qualità del cibo
14:53e conferirgli distintività ed esclusivitÃ
14:56infine un terroir è un'area cartografabile
15:00che permette una dimensione economica della produzione
15:02come vi dicevo prima
15:03le aree di raccolta, le harvest zone
15:06non sono dimensionate solo alla singola natura
15:11dello specifico suolo
15:12ma mettendo insieme anche suoli leggermente diversi
15:15ma in maniera funzionale
15:17alle esigenze della trasformazione enologica del prodotto
15:23dalla letteratura
15:25come vedete qui c'è una pubblicazione citata
15:28si evince che il concetto di terroir
15:30che senz'altro è nato in ambito vitivinicolo
15:34si è poi però esteso a interessare anche altre colture
15:39come il caffè, gli agrumi, l'olio d'oliva, la birra
15:43e anche prodotti quali il formaggio
15:46in funzione appunto della qualità del foraggio
15:51prodotti nei diversi suoli
15:53e questa trend è in continuo aumento
15:56quindi è diciamo una caratteristica vincente
16:00e che poi è anche alla base del made in Italy
16:03nel senso che citando un famoso detto
16:08la fortuna del made in Italy italiano
16:11sta nelle cose buone
16:14fatte all'ombra dei nostri campanili
16:16quindi c'è un aspetto di bontà dei prodotti
16:20però anche di un inserimento
16:22in un contesto di alta qualitÃ
16:25per cui si parla di qualità totale dell'ambiente
16:29questo è un fattore del successo del made in Italy italiano
16:33e il virus certamente è forse la punta di diamante di questo fattore
16:40numero di pubblicazioni relative al terroir
16:43è chiaramente, questo per un anno annuale
16:47è chiaramente maggiore in Francia
16:49poi però vediamo che in Italia, in Spagna, in Australia, in Brasile
16:55in altri paesi ci abbiamo una cospicua produzione di pubblicazioni
17:02e molto spesso queste pubblicazioni riguardano varietà francesi
17:09tipo il Cabernet Sauvignon ma anche spagnole, Tempraniglio
17:13e alcune italiane come il San Giovese
17:20Allora abbiamo già parlato di vari fattori funzionali del suolo per la viticoltura
17:27cerchiamo di riassumerli in questa diapositiva
17:30che appunto parla delle qualità del suolo nell'effetto terroir
17:35abbiamo parlato di calore, di radicabilità , massa radicabile del suolo
17:41di acqua disponibile, di ossigeno disponibile, di nutrienti, di salinitÃ
17:47però dobbiamo parlare anche della parte biologica
17:51molto spesso questa viene poco considerata
17:56e questo anche perché gli studi sono tuttora abbastanza recenti
18:02e in questo senso bisogna considerare vari aspetti della biologia del suolo
18:10e anzitutto la microbiologia per quanto riguarda la disponibilità dei nutrienti
18:16i nutrienti vengono resi disponibili attraverso l'attività biologica
18:20ma anche il riciclo della materia organica
18:23la biodiversità che anche questa può essere importante
18:27perché? Perché noi abbiamo verificato come all'interno della vite ci sia un bioma
18:36come all'interno degli organismi animali, dell'uomo stesso
18:40noi abbiamo una grande quantità di microorganismi
18:43noi abbiamo da mezzo chilo a un chilo e mezzo di batteri all'interno del nostro corpo
18:48che influenzano tantissime cose
18:51anche l'umore dell'uomo
18:53oltre che il suo metabolismo
18:54così è stato riscontrato che sono presenti anche nella pianta della vite
18:59fin dalle radici, dall'ambiente radicale
19:03ma poi anche nel fusto, nelle branche e nelle foglie
19:08e anche nelle bacche
19:10ancora la funzionalità di questa microflora è poco conosciuta
19:17però si è verificato che effettivamente esiste
19:22e che si connette con la biodiversità del suolo
19:26quindi suoli che hanno una biologia del suolo di un certo tipo
19:31diverso l'uno dall'altro
19:33poi si riflettono nelle caratteristiche della microflora presente all'interno delle piante
19:42certamente poi noi sappiamo di sicuro che i lieviti che sono presenti sulle bacche
19:50hanno un'importanza notevole per la fermentazione dell'uva
19:55soprattutto quando si utilizzano lieviti naturali
19:59c'è poi un altro aspetto della biologia che anche questo è in fase di studio
20:05riguarda la mesobiologia
20:07cioè lo studio della mesofauna
20:11che è molto importante per tutto quanto riguarda la catena detritivora
20:17quindi la digestione dei residui
20:21siccome nei suoli viticoli molto spesso
20:26la sostanza organica è limitata
20:30la efficienza di questa parte della biologia del suolo
20:35è molto importante
20:37perché rende disponibile
20:39quei pochi elementi nutritivi
20:42che sono forniti dalla sostanza organica presente sul suolo
20:53ci sono già studi che dimostrano come in condizioni di suolo diverse
21:03ci sia una mesobiologia diversa che ha funzionalità molto diverse per quanto riguarda riciclo
21:11questa ha anche delle ripercussioni pratiche proprio agronomiche molto importanti
21:16ad esempio un suolo povero di sostanza organica
21:21dove l'agricoltore volesse aumentare il contenuto di sostanza organica
21:25che però ha una scarsa capacità di riciclo
21:30ecco che può trovarsi in difficoltÃ
21:34quando viene interessato a concimazioni organiche notevoli
21:39sotto forma di pellet o di letame
21:41o anche di compost perché la biologia del suolo
21:46in particolare la mesobiologia ma anche la microbiologia
21:49non sono in grado di riciclare questa sostanza organica
21:56che viene improvvisamente fornita in eccesso rispetto alle loro capacitÃ
22:01quindi è come se si andasse ad ingolfare il suolo
22:06renderlo in qualche maniera poco efficiente
22:11tant'è che abbiamo proprio osservato in questi casi
22:16anche la produzione di prodotti nocivi
22:20perché dove c'è troppa sostanza organica e poca capacità del suolo di degradarla
22:27ecco che si possono avere delle fermentazioni
22:30con dei prodotti di fermentazione
22:33che possono essere addirittura inibenti la microflora
22:39e quindi portare a un detrimento della fertilità del suolo
22:44anziché a un incremento
22:46l'abbiamo verificato in più casi
22:50adesso passiamo a trattare gli argomenti che abbiamo affrontato fino adesso
22:57ad una scala più vasta
22:59alla scala nazionale
23:01facendo riferimento ad alcuni terroir italiani
23:11noi sappiamo che in Italia c'è una grande diversità di climi
23:15e in questa pubblicazione che è qui citata
23:20viene fatta una relazione tra i climi e i pedoclimi italiani
23:29e le aree a denominazione di origine
23:34che sono presenti in Italia
23:36e vedete come le temperature del suolo e dell'aria
23:40possono variare molto in Italia
23:43da temperature medie annuali vicino allo zero
23:48nelle zone alpine
23:49fino ai 18-20 gradi di media annuale
23:55e le piovosità possono variare
23:59da 400-700 mm nelle zone più aride
24:03fino a oltre 2.000 mm nelle zone più umide
24:08e tutto questo ha una ripercussione anche
24:11sugli indici bioclimatici per la vite
24:15ad esempio l'indice Duglen
24:17per cui si vede come in Italia
24:21i valori possano variare
24:24da 1.600 fino a oltre 2.800
24:29questo fa sì che abbiamo
24:31una grande potenzialità di climi
24:35potenzialmente appunto adatti alla viticoltura
24:38nel nostro paese
24:39e a col tempo abbiamo una grande diversità di suoli
24:44questa è la carta dei suoli d'Italia
24:46e nella carta dei suoli d'Italia
24:49sono presenti 148 tipologie principali o taxa
24:55che rappresentano circa il 50%
24:58della diversità pedologica mondiale
25:01quindi vuol dire che come del resto era nelle aspettative
25:05visto che il Mediterraneo è l'area di maggiore biodiversità del mondo
25:10dopo la foresta amazzonica
25:12dopo le foreste pluviali
25:13era quindi da attendersi che ci fosse una grande diversità pedologica
25:20perché in realtà la diversità pedologica
25:22molto spesso si accompagna alla diversità biologica
25:26quindi c'è un legame tra la biodiversità e la diversità dei suoli
25:31la pedodiversitÃ
25:34noi abbiamo anche una grande varietà di uso del suolo
25:38come tutti sapete
25:39e abbiamo una SAU di circa 45%
25:43con seminativi e ortive del 28%
25:46colture arbore 5%
25:48colture miste del 12%
25:50i vigneti sono 165.000 ettari
25:54con 380.000 aziende
25:56330 DOC
25:58118 IGP
26:00e 73 DOCG
26:02chiaramente questi dati possono cambiare negli anni
26:06perché sapete che appunto c'è una certa dinamicità nell'uso del suolo
26:10però per dirvi che appunto
26:12il vigneto Italia
26:14è diffuso in tutto il paese
26:18in diversi climi
26:20e in diversi suoli
26:23e
26:24in particolare vedete che la regione
26:28vinicola principale in Italia è la Sicilia
26:31seguita dalla Puglia
26:32al Veneto
26:32Emilia Romagna
26:33Toscana
26:33Piemonte
26:34e poi tutte le altre
26:36e questa è la distribuzione
26:37dei vigneti in Italia
26:39come rappresentata nella figura
26:45ecco in tutte queste condizioni differenti
26:50presenti in Italia
26:52noi abbiamo gli effetti dell'ambiente funzionali
26:59alla determinazione del terroir
27:01che non riguardano solo il clima
27:04o la disponibilità nel suolo di acqua e azoto
27:08ma possono riguardare tutta una serie di altri fattori
27:13ad esempio la morfologia
27:15quale la esposizione a eventi dominanti
27:18ci sono esempi eclatanti
27:21pubblicati per la produzione di champagne in Francia
27:25ma ce ne sono anche altri
27:27molto interessanti
27:30riguardanti le differenze di radiazione
27:33di temperatura giorno e notte
27:36in funzione della quota
27:37che sono state dimostrate
27:39essere fattori determinanti
27:41per la qualità di alcuni vini
27:43in particolare i vini bianchi
27:44nelle Alpi
27:46abbiamo parlato già più volte
27:48della profondità della massa radicabile
27:51e l'abbiamo fatto in riferimento
27:53al Chianti e a Montepulciano
27:55ma cose del genere
27:58sono presenti anche effetti del genere
28:01anche in altre zone in Italia e nel mondo
28:04un aspetto molto interessante
28:07nella natura della roccia
28:09che condiziona la massa radicabile
28:12e che è funzionale sia in Toscana
28:17ma anche nel Priorà , in Languedoc, in Duoro
28:21è la fratturazione della roccia
28:25ci sono alcuni tipi di roccia
28:28ad esempio quello che viene calmato comunemente Galestro
28:32in Toscana
28:33che poi non sono altro che argillo scisti
28:35che si ritrovano anche in altre DOCG molto famose
28:42come appunto il Priorà , Languedoc e Duoro
28:44e la caratteristica di questi argillo scisti
28:48è di essere finalmente fogliettati
28:51quindi sono dei sedimenti piuttosto compattati
29:00simili alla roccia
29:02ma finemente fogliettati
29:05che consente questa fogliettatura
29:08l'approfondimento radicale
29:10quindi limita la quantità di radicazione
29:14ma favorisce l'approfondimento radicale
29:17questo è considerato molto importante
29:19perché regola l'assorbimento di acqua e di nutrienti
29:23durante tutta la fenologia
29:27di tutta l'attività vegetativa della pianta
29:31e quindi noi abbiamo una disponibilità di acqua e nutrimenti
29:36limitata ma continua
29:38presente anche durante le stagioni più siccitose dell'anno
29:44dove appunto abbiamo carenza di acqua
29:47ma abbiamo visto possiamo anche avere carenza dei nutrienti
29:50perché i nutrienti sono veicolati dall'acqua
29:53abbiamo parlato appunto degli argillo scisti
29:57come una litologia che è conosciuta
30:01come essere particolarmente favorevole
30:03per la qualità delle uve prodotto
30:07e soprattutto quelle a bacca rossa
30:08però ci sono anche litologie
30:12che sono riconosciute funzionali
30:14per produzioni a vacca bianca
30:18ad esempio la natura e il colore della pietrosità superficiale
30:22è riconosciuta funzionale
30:24alla qualità del Chablis in Francia
30:28perché determina la precocitÃ
30:32della maturazione dell'uva
30:35oppure favorisce la sintesi di citochinini
30:39ad esempio nella Willamette Valley in Oregon negli Stati Uniti
30:43se volete saperne di più di questi argomenti
30:45c'è questa pubblicazione
30:47Sol & Terroir che può essere consultata
30:51abbiamo però anche altri caratteri
30:54che sono stati riconosciuti
30:57nelle varie pubblicazioni che ho citato in precedenza
31:00come funzionali per l'effetto sterroir
31:02ad esempio il colore del suolo
31:05come conducibilità termica
31:07in funzione della colorazione del suolo
31:12terre nere, rosse, bianche
31:17possono determinare una precocitÃ
31:23e maturazione diversa dell'uva
31:28nelle varie varietÃ
31:29il drenaggio abbiamo già visto più volte
31:32è stato dimostrato da varie pubblicazioni
31:36essere funzionale alla ripresa vegetativa primaverile
31:40e alla disidratazione estiva
31:42alla disponibilità di ossigeno
31:44e alla conducibilità termica
31:46e sono state prodotte varie pubblicazioni
31:50da vari autori
31:51in questo senso per terroir su calcari
31:54su sedimenti morenici e fluvio glaciale
31:59c'è stato anche
32:01chi ha dimostrato
32:02la funzionalità del calcare attivo
32:06per la sintesi polifenomica
32:08ad esempio sulla schiava grigia
32:11il calcare attivo sappiamo tutti
32:14che è importante
32:15perché determina la consistenza
32:19della buccia della bacca
32:21tant'è che nell'uva da tavola
32:23si prediligono i suoli ricchi in calcare attivo
32:28perché è proprio su quei suoli
32:29in cui l'uva assume una buccia più consistente
32:37che ha anche da punto di vista
32:40cronolettico un effetto di croccantezza
32:44quindi l'uva è più croccante
32:45e poi soprattutto si conserva molto più a lunga
32:50ed è molto più facile da maneggiare
32:53da trasportare
32:54e può anche essere rallentata la raccolta
33:02posticipata fino all'epoca tarda autunnale
33:07in modo tale da arrivare sul mercato
33:09addirittura anche vicino alle festività natalizie
33:13poi altri fattori che le varie pubblicazioni
33:17che vi dicevo prima hanno individuato
33:19sono il pH
33:21la capacità di scambio cationico
33:23il potassio
33:25ad esempio la pronta e abbondanza
33:28disponibilità di alcuni elementi
33:30dei terroir sul vulcaniti
33:32ormai c'è una larga letteratura
33:36che dimostra come i suoli
33:38che si evolvono da sedimenti vulcanici
33:42soprattutto effusivi
33:44hanno caratteristiche ben diverse
33:48da quelli che dalla stessa varietÃ
33:54si ottengono su terroir
33:58su suoli che non provengono dalle vulcaniti
34:01e questo è stato correlato
34:04alla capacità di scambio cationico
34:11alla conducibilità del pH
34:14e al potassio
34:17contenuto in potassio
34:19e poi abbiamo anche visto
34:20come la salinitÃ
34:22è stata dimostrata
34:23essere un fattore funzionale
34:26alla qualità dell'uva
34:28tramite la limitazione della produzione
34:30il moderato aumento dello stress idrico
34:32durante l'invaiatura
34:33ad esempio appunto nel San Giovese
34:35e nel Nero d'Avola
34:38ecco
34:39come sintesi
34:41delle informazioni
34:43proveniente
34:44da tutte le varie
34:46ricerche e sperimentazioni
34:48realizzate in Italia
34:49nelle aree viticole italiane
34:52è stato prodotto
34:53questo libro
34:54l'Atlante dei territori
34:56del vino italiano
34:57che è stata un'opera
34:59molto importante
35:01coordinata
35:02dalla Enoteca italiana
35:04a cui hanno partecipato
35:05il Ministero dell'Agricoltura
35:07e anche quello della Difesa
35:08perché hanno fornito
35:10tutte le carte
35:11IGM
35:12di tutti i territori
35:13viticoli italiani
35:14e a cui hanno partecipato
35:18tanti dei maggiori
35:20ricercatori
35:21in campo vitivinicolo
35:23sia dal punto di vista
35:26agronomico
35:27dal punto di vista
35:27economico
35:28ambientale
35:29pedologico
35:30climatico
35:31e via dicendo
35:31e questo libro
35:33è prodotto
35:35da Pacini Editori
35:36purtroppo però
35:38è andato ormai
35:39esaurito
35:40per cui per ritrovarlo
35:41bisogna cercarlo
35:43nelle biblioteche
35:44oppure contattare
35:46gli autori
35:46per vedere se ne hanno
35:48qualche copia
35:49però è un volume
35:50molto importante
35:52che vi consiglio
35:54perché in questo volume
35:56tutte le aree viticole
35:58italiane
35:59sono state
36:00raggruppate
36:01in 92 macro aree
36:03chiaramente
36:04in funzione di questa scala
36:06che è la scala nazionale
36:08e una macro area
36:10non è nient'altro
36:11che una o più
36:12denominazioni
36:13di origine
36:14legate
36:15da affinità geologiche
36:17in primo luogo
36:17ma anche
36:18geomorfologiche
36:19e climatiche
36:20a una vicinanza geografica
36:22nonché
36:23da una certa tipologia
36:25storia
36:25tradizione
36:26e reputazione
36:27vitivinicola
36:28come vedete
36:29che a questa scala
36:31il principale driver
36:32il principale fattore
36:35di raccolta
36:37delle aree vitivinicole
36:40è stata appunto
36:41la geologia
36:42e invece il suolo
36:47pur presente
36:48è descritto
36:50all'interno
36:51delle macro aree
36:52perché a questa scala
36:53le variazioni del suolo
36:55sono talmente
36:56tante
36:57che non è possibile
36:59uniformare
37:00le condizioni
37:01di suolo
37:02per aree così vaste
37:08queste macro aree
37:10sono state
37:11ulteriormente
37:12raggruppate
37:13e in funzione
37:15di alcuni fattori
37:16morfologici
37:18climatici
37:18vegetazionali
37:20e anche pedologici
37:21in questo caso
37:22con tutta una serie
37:23di indicatori
37:24che sono quelli
37:25che vi accennavo
37:26in precedenza
37:27e anche
37:28diciamo così
37:29pedoclimatici
37:30attraverso
37:31gli indici
37:32di desertificazione
37:34a queste
37:35sono state
37:35aggiunte
37:37informazioni
37:38socio-economiche
37:40riguardanti
37:42le tipologie
37:43dell'azienda
37:44del sistema
37:46enologico
37:47delle forme associative
37:49della qualitÃ
37:50dell'orientamento
37:51alla qualitÃ
37:52della produzione
37:53attraverso
37:54appunto indicatori
37:55come le aree
37:56DOP
37:57GP
37:57e via di Gento
37:59e della dimensione
38:01dei vigneti
38:03questo ha dato
38:06origine
38:07a sei clusters
38:09che sono maggiormente
38:11descritti
38:12in questa pubblicazione
38:13Multivariate Approach
38:14for the Study
38:15Overmental Drivers
38:16of Wine Economic
38:17Structure
38:18in Italia
38:19e questo è molto utile
38:22per la presentazione
38:24che vi andrò a fare
38:25delle relazioni
38:26fra suolo
38:27e terroir
38:29in queste macroare
38:30vi ho detto
38:30che non è stato possibile
38:32differenziare le macroare
38:33per i caratteri pedologici
38:35perché troppo variabili
38:36però
38:37all'interno di questi
38:38sei clusters
38:39vedrete
38:40alcuni esempi
38:41di relazioni
38:42fra geologia
38:44suolo
38:45e viticoltura
38:47anche attraverso
38:48le DOP
38:50che vengono
38:51DOC
38:52che vengono realizzate
38:54i sei cluster
38:56sono
38:56questi
38:59riprodotti
39:00con queste lettere
39:01indicati
39:03nella carta
39:04con questi sei colori
39:05in A
39:06colore celeste
39:07noi abbiamo
39:08le macroare
39:09con forti limitazioni
39:11vitivinicole
39:12caratterizzate
39:13da forme cooperative
39:14di produttori associati
39:16con poche aziende
39:18vocate
39:19all'alta qualitÃ
39:20cioè quindi
39:21ci sono poche aziende
39:22in questi territori
39:23ma
39:24con produzione
39:25di altissima qualitÃ
39:26viticoltura eroica
39:27comprendente anche
39:28la cosiddetta
39:29viticoltura eroica
39:30nelle aree
39:32di tipo B
39:33quelle col colore
39:34arancione
39:35noi abbiamo
39:36macroare
39:37con clima idoneo
39:38ma morfologie
39:39accidentate
39:40che favoriscono
39:41anche in questo caso
39:42piccole aziende
39:43c'è anche in questo caso
39:45presenza di cooperativa
39:46e il sistema
39:50viticolo
39:51principale
39:52è orientato
39:55alla produzione
39:57di vini
39:57DOC
39:57IGP
39:58e vino da tavola
39:59anche
39:59la viticoltura
40:01non è la cultura
40:02dominante
40:02ma ci sono
40:03buone potenzialitÃ
40:04di sviluppo
40:05della viticoltura
40:06nelle aree
40:09raggruppate
40:10sotto la lettera C
40:11quelle in blu
40:13noi abbiamo
40:14macroare
40:15che condividono
40:16caratteristiche
40:17morfologiche
40:18e pedologiche
40:18analoghe
40:19sono caratterizzate
40:21da suoli
40:21fertili
40:22che consentono
40:24sia quantitÃ
40:24che buona qualitÃ
40:26con l'orientamento
40:27principale
40:28a produzione
40:29IGP
40:30presenza
40:31sia di forme associative
40:32che indipendenti
40:33dal punto di vista
40:34della struttura
40:35socio-economica
40:37le macroare
40:38di tipo D
40:39quelle in verde
40:41oliva
40:42sono caratterizzate
40:45da grandi aziende
40:46indipendenti
40:46paesaggi
40:47ben caratterizzati
40:49ampiamente evocati
40:50a prodotti
40:51di eccellenza
40:51di OCG
40:52le aree E
40:53quelle con il colore
40:55verde
40:56foglia
40:57sono macroare
41:00con prevalenza
41:00di piccole aziende
41:01per le difficoltÃ
41:03topografiche
41:03con produzione
41:05vinicola limitata
41:06ma di alta qualitÃ
41:07infine
41:08le macroare F
41:10sono quelle
41:11con grande superficie
41:12evitata
41:13e produzione
41:14molto abbondante
41:15da aziende industriali
41:16vino da tavola
41:17ecco vedete come
41:18appunto
41:19i caratteri ambientali
41:21siano
41:22dei driver
41:24importanti
41:25della struttura
41:26socio-economica
41:27della viticoltura
41:28italiana
41:29andiamo a vedere
41:30qualche esempio
41:31ecco qui siamo
41:32in un esempio
41:33del cluster E
41:34macroare con prevalenza
41:36di piccole aziende
41:36per le difficoltÃ
41:37topografiche
41:39produzione vinicola
41:40limitata
41:40di alta qualitÃ
41:41siamo in alto
41:43Monferrato
41:43in Piemonte
41:44e le DOCG
41:46che vengono prodotte
41:47sono
41:47Barbera del Monferrato
41:49superiore
41:49Dolcetto di Ovada
41:51superiore
41:51Alta Langa
41:52e Doc Barbera
41:53del Monferrato
41:54Cortese del Monferrato
41:56Dolcetto di Ovada
41:57Monferrato e Piemonte
41:58ecco questo è un solo
41:59caratteristico
42:00non è l'unico
42:02chiaramente
42:02ma uno dei suoli
42:04caratteristici
42:05di questa
42:07macroarea
42:08ed è situato
42:10nella parte alta
42:11di un versante
42:13di un terrazzo
42:13fluviale
42:14a substrato
42:15barnoso
42:15e i suoi principali
42:17caratteri funzionali
42:18per la vite
42:19sono la scarsa
42:20profonditÃ
42:21la tessitura
42:22molto limosa
42:23la moderata fertilitÃ
42:24un elevato contenuto
42:26in carbonati
42:27qui sono riportati
42:28i dati
42:29analitici
42:30ma non starò
42:31a
42:32a
42:34dirgli
42:34perché insomma
42:35ci vorrebbe
42:36troppo tempo
42:41un esempio
42:43invece
42:43di un altro
42:44cluster
42:45è cluster D
42:45che è costituito
42:47da macroare
42:48con grandi aziende
42:49indipendenti
42:50paesaggi
42:51ben caratterizzati
42:52ampiamente evocati
42:53a prodotti
42:53di eccellenza
42:54di OCG
42:55sono appunto
42:56quelli del
42:57DOCG
42:58oltre può pavese
42:58metodo classico
42:59DOC
43:01oltre può pavese
43:02bonarda
43:02pinot nero
43:03e pinot grigio
43:04i principali
43:05caratteri funzionali
43:06di un suolo
43:07molto tipico
43:08di queste zone
43:09è
43:10l'avena calcarea
43:12cosiddetta
43:13empiricamente
43:14dalle persone
43:15presenti
43:16nel territorio
43:17per appunto
43:19l'affioramento
43:20di questo colore
43:21bianco
43:22nei vigneti
43:23come vedete
43:24nella fotografia
43:27a destra
43:27che in realtÃ
43:29non è nient'altro
43:30che un orizzonte
43:31di accumulo
43:31di carbonati
43:32di calcio
43:32che è indicato
43:34nel profilo
43:35come BKM
43:36questo è un orizzonte
43:38limitante
43:39per composizione
43:40chimica
43:41e compattezza
43:42che conferisce
43:43però anche
43:44un colore chiaro
43:45del suolo
43:45in superficie
43:46che è reputato
43:48dai produttori
43:49come funzionale
43:51per l'ottenimento
43:52dei vini
43:55migliori
43:56di alta qualitÃ
44:01qui siamo invece
44:02in Alto Adige
44:06Trentino Alto Adige
44:07per esattezza
44:08e abbiamo
44:10un esempio
44:11di cluster A
44:12macro aree
44:13con forti limitazioni
44:14vitivinicole
44:16caratterizzato
44:16dal punto di vista
44:17socio-economico
44:18forme cooperative
44:19poche aziende
44:20evocate
44:21all'alta qualitÃ
44:21viticoltura eroica
44:23da punto di vista
44:24merfologico
44:25sono rilievi collinari
44:26su sedimenti
44:27morenici
44:28all'itologia
44:29prevalentemente
44:30limosa
44:30e sabbiosa
44:31doc di riferimento
44:34la Val d'Aldige
44:35doc Trento
44:36e lago di Caldara
44:37un suolo caratteristico
44:39dei terrazzamenti
44:41è quello duplex
44:43come vedete
44:45nella diapositiva
44:46ci abbiamo
44:47qui i segni
44:48dello scasso
44:49operato
44:50dalle lavorazioni
44:51però si vede
44:52come la parte alta
44:53del suolo
44:55è più sabbiosa
44:56permeabile
44:56mentre la parte bassa
44:58è relativamente
45:00più fine
45:00questo è molto importante
45:02perché conferisce
45:04al suolo
45:05un drenaggio
45:06contrastante
45:08che
45:09fa sì
45:11che nella parte alta
45:12del profilo
45:14l'acqua
45:15percoli
45:15abbastanza
45:16velocemente
45:17ma venga trattenuta
45:18in profonditÃ
45:19questo interagisce
45:21molto
45:21con l'irrigazione
45:22perché questi sono
45:23tutti
45:23vigneti
45:25irrigui
45:25e la gestione
45:27dell'irrigazione
45:28è condizionata
45:30fortemente
45:31appunto
45:32dal fatto
45:32di avere
45:33questi orizzonti
45:34profondi
45:34che consentono
45:35di trattenere
45:37l'acqua
45:37perché se non ci fossero
45:38ci sarebbe bisogno
45:40di un'irrigazione
45:41molto più abbondante
45:42e molto più continua
45:44qui invece
45:45siamo nel
45:46Collio Goriziano
45:47un esempio
45:48di cluster
45:49di tipo D
45:49macro aree
45:50con grandi aziende
45:51indipendenti
45:52paesaggi ben caratterizzati
45:54ampiamente evocati
45:55a prodotti
45:56di eccellenza
45:56quale la doc
45:58Collio Goriziano
45:59questi sono
46:00versanti
46:01costituiti
46:01da torbiditi
46:02calcario
46:03marnose
46:04e questi suoli
46:06sono suoli
46:07limoso
46:08limosi
46:09compatti
46:10ma
46:10abbastanza
46:12ben drenanti
46:12per la presenza
46:13di molto
46:14scheletro
46:15quindi
46:15la presenza
46:16di scheletro
46:17in questa tipologia
46:18di suoli
46:20che è presente
46:21in questa
46:21in quest'area
46:23è
46:24ritenuta
46:26responsabile
46:26della qualitÃ
46:28dell'uva prodotta
46:31ecco
46:32qui siamo
46:33in tutta altra parte
46:35siamo nella riviera
46:35di Levante
46:36in Liguria
46:38un esempio
46:40di
46:41solo
46:41nella cluster
46:43di tipo E
46:43macro aree
46:44con prevalenza
46:45di piccole aziende
46:46per le difficoltÃ
46:47topografiche
46:48produzione
46:49vinicola
46:50limitata
46:51di alta qualitÃ
46:52solo
46:53nelle aree
46:53di produzione
46:54nell'areale di produzione
46:55della doc
46:56Colli di Luni
46:57anche qui siamo di fronte
46:58a dei terrazzamenti
46:59ma i suoli
47:00sono completamente
47:01diversi da quelli
47:02che abbiamo visto
47:03in Trentino Alto Adige
47:05e sono suoli
47:06su terrazzi
47:07con substrato
47:09di sedimenti
47:09fluviali
47:10limosi e gheiosi
47:11prevalentemente
47:12silicei
47:13sono suoli
47:14molto poveri
47:15e molto drenanti
47:16privi di carbonati
47:18silicei
47:19acidi
47:20poco fertili
47:20quindi qui
47:21la produzione
47:23è limitata
47:25per via
47:26di una fertilitÃ
47:28chimica
47:29direi
47:30oltre che fisica
47:31del suolo
47:32però
47:33in queste condizioni
47:34di limitata
47:35produttivitÃ
47:36però con
47:37delle uve
47:38che sarebbero
47:39invece tendenzialmente
47:40di produzione elevata
47:42uve a bacca bianca
47:43si realizzano
47:45prodotti
47:46di grande qualitÃ
47:48vedete come
47:49il pH del suolo
47:50sia subacido
47:51o addirittura
47:52acido
47:52in questa situazione
47:56siamo passati
47:58ora in Romagna
47:59un esempio
48:01nel cluster
48:02di tipo F
48:03macro aree
48:04con grande superficie
48:05evitata
48:06e produzione
48:06molto abbondante
48:07da aziende industriali
48:09vocate alla produzione
48:11di vino da tavola
48:12con anche però
48:14presenza
48:14di un ADOCG
48:16al Bana di Romagna
48:17e della DOC Romagna
48:18e questi
48:19sono suoli
48:21su versanti
48:22e questo in particolare
48:24su torbidite
48:25e flisce
48:26e sono suoli
48:28profondi
48:29e piuttosto
48:30fertili
48:30dove
48:31l'agrotecnica
48:33è molto importante
48:34perché deve cercare
48:35in tutti i modi
48:36di ridurre
48:37l'eccesso di vigoria
48:38l'eccesso di fertilitÃ
48:40per cui come vedete
48:41i versanti
48:41sono tendenzialmente
48:42lasciati inerbiti
48:43anche per proteggere
48:45il suolo
48:45dall'erosione superficiale
48:47ma anche proprio
48:48per ridurre
48:48la vigoria
48:51della pianta
48:52poi sono molto
48:54importanti
48:54le potature
48:55verdi
48:56la potatura
48:58e la riduzione
48:59anche dei grappoli
49:00in modo da
49:01ridurre
49:02la produzione
49:04per esaltare
49:05la qualitÃ
49:06dell'uva prodotta
49:08qui siamo passati
49:10in Toscana
49:10nell'area
49:12del Montalcino
49:12e della Val d'Orcia
49:13che appartiene
49:15al cluster D
49:15macro aree
49:17con grandi aziende
49:17indipendenti
49:18paesaggi ben caratterizzati
49:20ampiamente evocati
49:21a prodotti
49:22di eccellenza
49:22di OCG
49:23quali
49:23Brunello di Montalcino
49:25Rosso di Montalcino
49:26Sant'Antimo
49:27e Moscadello
49:27in questo caso
49:29noi abbiamo
49:30uno dei paesaggi
49:31più importanti
49:32del Brunello di Montalcino
49:34che sono i terrazzi
49:35fluviali
49:35su sedimenti
49:36argillosi
49:37e ciottolosi
49:38e siamo di fronte
49:40a un suolo profondo
49:41ma con massa
49:42radicabile
49:42ridotta
49:43dalla elevata presenza
49:44di scheletro
49:45e dal calcare
49:46con alta capacitÃ
49:48di trattenuta
49:48di nutrienti
49:49ma con rariditÃ
49:51climatica
49:51e fisiologica
49:52alta capacitÃ
49:53di trattenuta
49:54di nutrienti
49:55perché hanno
49:55una capacitÃ
49:56di scambio
49:56cationico
49:57elevata
49:58dovuta anche
49:59alla particolare
50:00mineralogia
50:00di queste argille
50:02che appunto
50:04hanno però
50:05anche dei problemi
50:07di ariditÃ
50:08climatica
50:08e fisiologica
50:09dovuta ai sali
50:10e appunto
50:11al clima
50:12abbastanza acciutto
50:13che limita
50:14fortemente
50:15la produzione
50:16infatti
50:16queste sono zone
50:17dove le produzioni
50:18sono naturalmente
50:20piuttosto basse
50:21non c'è bisogno
50:22di grandi interventi
50:23agronomici
50:24per ridurre
50:25la produzione
50:25e questo è un fattore
50:27riconosciuto
50:28di alta qualitÃ
50:29insieme
50:29appunto anche
50:30alla concentrazione
50:31dei succhi
50:32alla qualitÃ
50:33dei succhi stessi
50:34che è indotta
50:35dalla particolare
50:36composizione
50:37mineralogica
50:39dei suoli
50:42qui
50:42abbiamo cambiato
50:44ulteriormente
50:45ambiente
50:46completamente
50:46diverso
50:47siamo in Umbria
50:48nella zona
50:50di Orvieto
50:50cluster di tipo B
50:53caratterizzato
50:54da macro aree
50:54con clima idoneo
50:56ma morofologia
50:57accidentata
50:58che favoriscono
50:58piccole aziende
50:59c'è una
51:00diffusa presenza
51:01di cooperative
51:02e si realizzano
51:04doc e igp
51:04e vino da tavola
51:06la viticoltura
51:07non è la cultura
51:08dominante ma ci sono
51:09buone potenzialitÃ
51:10quale è quella
51:11appunto della doc Orvieto
51:13in questo caso
51:14siamo su un suolo
51:15sui rilievi collinari
51:16e sulle superfici
51:18strutturali
51:18sostenute
51:19da depositi
51:20vulcanici
51:22tuffi
51:22quindi questo
51:23è un esempio
51:24di vino
51:27prodotto
51:28da viti
51:30che poggiano
51:31su un suolo
51:32di origine
51:33vulcani
51:33e le caratteristiche
51:36sono
51:36l'alta fertilitÃ
51:37chimica
51:38e la ricchezza
51:39di elementi
51:39nutritivi
51:40facilmente disponibili
51:41in particolare
51:42potassio
51:43piuttosto
51:44sappiosi
51:45e drenanti
51:45con stress
51:46idrico
51:47estivi
51:47quindi
51:47in questo caso
51:48lo stress
51:49idrico
51:49estivo
51:50è un fattore
51:51importante
51:52per limitare
51:53la produttivitÃ
51:55che altrimenti
51:55sarebbe
51:56troppo
51:57accentuata
51:58in condizione
51:59di questa
52:00fertilitÃ
52:00notevole
52:01del suolo
52:03qui siamo
52:04nel sannio
52:05cluster
52:06di tipo B
52:07macro aree
52:08con clima idoneo
52:09ma morfologie
52:10accidentate
52:11che favoriscono
52:11piccole aziende
52:12i DOCG
52:14sono le aglianico
52:15del taburno
52:16e la doc falanghino
52:17del sannio
52:18e la doc sannio
52:20e siamo
52:20di fronte
52:21in questo caso
52:22a un suolo
52:22su terrazze
52:23alluvionali
52:24costituiti
52:25da alluvioni
52:25antiche calcare
52:26e il fatto
52:28che siano
52:29calcare
52:29si riconosce
52:30chiaramente
52:31dal profilo
52:32dove vedete
52:33tutte queste macchie
52:34bianche
52:34che non sono
52:35nient'altro
52:36che accumuli
52:36di carbonate
52:37di calcio
52:38quindi
52:39principali
52:40caratteri funzionali
52:41sono
52:41la radicazione
52:42profonda
52:43perché sono
52:43suoli profondi
52:44ma limitata
52:46quindi la massa
52:46radicabile
52:47è limitata
52:48dalla presenza
52:49di carbonati
52:50la fertilitÃ
52:51chimica
52:52è
52:53anch'essa
52:54moderatamente
52:55limitata
52:55dall'accumulo
52:56di sali
52:57quindi
52:57diciamo che
52:58siamo in un ambiente
52:59in cui
53:00abbiamo delle limitazioni
53:02dovute
53:02alla moderata
53:04massa
53:04radicabile
53:05e dalla presenza
53:06di sali
53:07che può portare
53:09a una concentrazione
53:11dei succhi
53:12nella bacca
53:13favorevole
53:14all'ottenimento
53:16di prodotti
53:16di alta qualitÃ
53:19qui siamo in Puglia
53:21invece
53:22in un cluster
53:23di tipo F
53:23macroare
53:24con grande superficie
53:26evitata
53:26e produzione
53:27molto abbondante
53:28da aziende
53:28industriali
53:29ma
53:29in questo caso
53:30specifico
53:31l'esempio
53:32proviene
53:33dalla doc
53:34Gioia del Colle
53:36dove
53:37si ha
53:38appunto
53:38la produzione
53:39di alta qualitÃ
53:40siamo su una
53:41piattaforma
53:41d'abrasione
53:42marina
53:42su calcare
53:43e il suolo
53:45è un suolo
53:45argilloso
53:46e calcare
53:46ma di ridotta
53:47profonditÃ
53:48radicabile
53:49per appunto
53:50la presenza
53:51della piattaforma
53:52d'abrasione
53:52marina
53:53abbastanza superficiale
53:54e la colorazione
53:56rossa
53:56di questo suolo
53:58è data
53:59dalla elevata
54:00presenza
54:00di ossidi
54:01di ferro
54:02questi ossidi
54:03di ferro
54:04possono
54:05limitare
54:06l'assorbimento
54:07del fosforo
54:08perché
54:08si combinano
54:10con il fosforo
54:10e quindi
54:11ci possono essere
54:12dei problemi
54:14di nutrizione
54:15fosfatica
54:16nei suoli
54:16che però
54:17possono essere
54:18facilmente
54:19gestiti
54:20con le concimazioni
54:24abbiamo detto
54:26che
54:26appunto
54:27queste macro aree
54:28sono
54:28troppo grandi
54:30per avere
54:30una omogeneitÃ
54:32di suolo
54:33e
54:34vi faccio vedere
54:35degli esempi
54:36di variabilitÃ
54:37del suolo
54:38nelle tipologie
54:39di vino
54:40in alcune macro aree
54:41qui siamo
54:42in Sicilia
54:43ancora
54:44non l'avevamo
54:44affrontata
54:45e vedete
54:46come
54:46abbiamo
54:47la Sicilia
54:48occidentale
54:49la Sicilia
54:49occidentale
54:50interna
54:51le isole
54:52la sub
54:54macro area
54:55etna
54:55le terre
54:56del Cerasuolo
54:57e la Sicilia
54:58orientale
55:01in particolare
55:02nella macro area
55:03Sicilia
55:04occidentale
55:05noi abbiamo
55:06la presenza
55:07del cluster
55:07F
55:08macro aree
55:09con grande superficie
55:10vitata
55:10e produzione
55:11molto abbondante
55:12da aziende
55:13industriali
55:14vino da tavola
55:15e diciamo
55:16la produzione
55:17di riferimento
55:18e però
55:19anche in queste aree
55:21i suoli
55:22non sono
55:23omogene
55:23vedete
55:24qui abbiamo
55:25i suoli
55:26evoluti
55:26da terrazzi
55:27su calcareniti
55:28molto produttivi
55:29e
55:30dall'altra parte
55:31invece
55:32quelli
55:33prospicenti
55:34ma su rilievi
55:35colinari
55:35su sedimenti
55:36argillosi
55:37a produttivitÃ
55:38limitata
55:38appunto
55:39limitata
55:40soprattutto
55:41dalla presenza
55:42di queste
55:42argille
55:44che tendono
55:45a essere
55:45piuttosto
55:45compatte
55:46e ricche
55:48di carbonati
55:49e quindi
55:49limitano
55:50la produttivitÃ
55:51quindi diciamo
55:52che sono
55:53due
55:53condizioni
55:56tipiche
55:57di questi
55:57ambienti
55:58ma che
55:58forniscono
55:59dei prodotti
56:00viticoli
56:01piuttosto
56:03diversi
56:03infine
56:05per quanto
56:06riguarda
56:06la Sicilia
56:07un caso
56:09diverso
56:09dove la macroarea
56:11etna
56:11è limitata
56:12appartiene
56:14al cluster
56:14di tipo B
56:15cioè le macro aree
56:17con clima idoneo
56:17ma morfologia
56:18accidentate
56:19che favoriscono
56:19piccole aziende
56:20presenza di cooperative
56:21si realizzano
56:22si realizzano DOC
56:23GP e vino
56:24da tavola
56:24la viticoltura
56:25non è la cultura
56:26dominante
56:26ma ci sono
56:27buone potenzialitÃ
56:28in questa area
56:29noi abbiamo
56:30la produzione
56:31di vini
56:33di altissima qualitÃ
56:34e abbiamo
56:35anche una certa
56:35omogeneitÃ
56:36nelle caratteristiche
56:38dell'uva
56:39e del vino
56:40che viene
56:41prodotto
56:41perché
56:42la variabilitÃ
56:43di suoli
56:44è piuttosto
56:47limitata
56:48in realtÃ
56:48poi abbiamo
56:49differenziato
56:50tre sotto zone
56:52una sui versanti
56:53vulcanici
56:54di bassa montagna
56:55a debole
56:55e media pendenza
56:57un'altra
56:58sui versanti
56:59dell'apparato
57:00vulcanico
57:00dell'Etna
57:01sempre di bassa montagna
57:03a media collina
57:04e l'ultima
57:05le aree pedmontane
57:07degli edifici
57:08vulcanici
57:08a bassa pendenza
57:09e pianogianti
57:10che diciamo
57:11hanno anche tre
57:12tipologie
57:14di prodotto
57:14lievemente diversi
57:15nel senso che
57:16la terza
57:17è più produttiva
57:19delle altre
57:20però
57:21diciamo che
57:21sono tutti
57:22i suoli
57:23a tessitura
57:24dominante
57:25dalla sabbia
57:26perché appunto
57:27i sedimenti vulcanici
57:28sono ricchi
57:29di sabbia
57:30acqua disponibile
57:32limitata
57:32una certa
57:34pietrositÃ
57:34e scheletro
57:35che quindi
57:36tutti elementi
57:37che favoriscono
57:37il drenaggio
57:39e inducono
57:41una certa
57:43siccitÃ
57:44una certa
57:44ariditÃ
57:45del suolo
57:47soprattutto
57:48nelle annate
57:49più siccitose
57:51e con questo
57:53io avrei finito
57:55anche la seconda
57:56lezione
57:57del mio
57:58intervento
57:59di un'altra
58:01di un'altra
58:02di un'altra
58:03Grazie a tutti