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ROMA (ITALPRESS) - Nella quarantaduesima puntata di "Diplomacy Magazine - Il racconto della geopolitica", il format tv dell'Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Andor Ferenc Dávid, Ambasciatore d'Ungheria in Italia. L'ambasciatore Ettore Sequi analizza il risultato delle elezioni Usa di metà mandato, definendolo "una sconfitta annunciata" per Trump, dopo che ha "disatteso le promesse" fatte due anni fa ai suoi elettori. L'ambasciatore Giampiero Massolo parte da una domanda provocatoria su "quanto sia arrabbiato Donald Trump" dopo lo tsunami elettorale di metà mandato, non tanto per la sconfitta, osserva il diplomatico, quanto per le dimensioni rilevanti della sconfitta stessa.
lcr/azn
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00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:16della geopolitica che in questi giorni è concentrata soprattutto su quello che è successo, sta
00:22succedendo negli Stati Uniti, il tanto atteso voto di Midterm, significa metà mandato di
00:28un Presidente della Repubblica e qui in questi studi abbiamo fatto la prima lunga diretta
00:32di un'agenzia di stampa quando due anni fa vinse a novembre Trump e Trump invece ha perso
00:38questa elezione e l'ha perse anche in maniera consistente, vero? Ambasciatore Ettore Francesco
00:44Segui, buongiorno, collegato con noi, buongiorno Ambasciatore.
00:48Buongiorno, buongiorno, effettivamente direi che però era una sconfitta annunciata anche
00:53se non probabilmente in queste dimensioni. Il motivo è abbastanza semplice, cioè lui
01:00ha dimostrato, e alcuni Stati che sono stati persi anche per la prima volta repubblicani
01:07lo confermano, ha dimostrato di non aver tenuto sufficiente conto di quelle che erano un po'
01:14le necessità, le attese e le aspirazioni degli americani che gli avevano dato un mandato
01:18su due punti, ridurre le guerre all'estero e ridurre l'inflazione. Il risultato è stato
01:25quello che alcuni hanno definito Trumpflation, cioè un'inflazione derivante dalle politiche
01:32di Trump, soprattutto all'estero e in particolare, come del resto ha riconosciuto lo stesso vicepresidente
01:40Vance dalla guerra contro l'Iran. Tra l'altro dobbiamo tenere presente un fatto, e cioè che
01:49gli aumenti dei costi del carburante che sono stati registrati in questo periodo incidono
01:55soprattutto proprio nel periodo delle elezioni. Perché? Perché da Halloween in poi è iniziato
02:03un periodo degli acquisti che poi ci porterà a Natale. E siccome il traffico, i trasporti
02:11negli Stati Uniti avvengono soprattutto via terra, quindi con i camion, tutti questi aumenti
02:19si ripercuotono evidentemente non solo sul prezzo del gasolio, ma soprattutto e anche sul
02:25prezzo dei beni che vengono trasportati. E questo naturalmente ha colpito moltissimo
02:31l'elettorato. L'altro punto credo che sia importante sottolineare è che in Paesi, in
02:39Stati come ad esempio il Texas, ma anche altri, che erano tradizionalmente repubblicani, i
02:46democratici sono riusciti a creare un travaso di voti ex-repubblicani verso i candidati
02:54democratici, basati proprio non tanto sull'ideologia, ma soprattutto sulla percezione di questo malessere
03:05in buona parte sociale, in buona parte derivante appunto dall'aumento dei prezzi o da altre
03:11questioni di carattere locale, come ad esempio Data Center, l'acqua, di cui Data Center hanno
03:17bisogno per il raffreddamento, che hanno fatto capire a molti rappresentanti, a molti
03:24elettori repubblicani, che l'attuale amministrazione non stava tenendo in adeguata considerazione
03:30le proprie necessità.
03:33Allora, se non l'ho letto male, mancano 806 giorni, noi pubblichiamo, ambasciatore come
03:40sai, registriamo poco prima della pubblicazione di questo bisettimanale, siamo vicini alla cronica,
03:47una capa di evitare, diciamo, di dire cose troppo inesatte, 806 giorni ancora di presidenza
03:55Trump e tutti si chiedono, io ho letto, ci sono 900 titoli dei siti oggi, insomma, che
04:01succede, che succede per noi, io devo dire la verità, dopo un po' mi stanco, che succede
04:05se abbiamo la lampadina, che succede, che non succede, allora diciamo così, per la mia
04:09esperienza di giornalista politico, anche di esteri e economico, saranno due anni difficili,
04:15perché quando poi, diciamo, le strutture democratiche vanno in una dimensione contraria
04:21rispetto a quella che è il singolo Presidente, nonostante i poteri del Presidente, governi
04:25male, insomma, mi spiegano, ma riuscirà in questi due anni Trump a, diciamo, rimettere
04:31la barca in piedi o già come si legge adesso, poi fondamentalmente un partito democratico
04:37che, diciamo, l'abbiamo detto tante volte, era scomparso.
04:40Se l'analisi di quelle che sono socialmente, economicamente, le cause sono chiare, di questo
04:46brunami, l'hanno definito, no? Questo tsunami blu, perché il blu è il colore, diciamo,
04:51del partito democratico, poi alla fine non era chiaro chi erano i leader, non era chiaro
04:58chi era il partito, non era chiaro come si era riorganizzato dopo la sconfitta elettorale,
05:02qualcuno addirittura aveva parlato di islamizzazione, socializzazione del partito democratico, poteva
05:08addirittura cambiare nome, tutte le analisi fatte dai politologi, adesso chi saranno i
05:14candidati, già ci sono i nomi, manca ancora tanto tempo, questi 806 giorni, saranno ancora
05:21giorni di caos, saranno giorni in cui questa vittoria del partito democratico potrà rettificare
05:27alcune, diciamo, senza essere scortesi, esagerazioni, va? Stavo così al termine follia, esagerazioni
05:34di Trump. Allora, premesso che naturalmente con Trump è sempre difficile avere capacità
05:40divinatorie, però quello che dobbiamo dire è che certamente questa sconfitta non può non
05:47avere un'influenza. Allora, innanzitutto, in brevissimo, lui ha perso il congresso, quindi
05:54la Camera, dove passano le leggi di spesa, dove vengono autorizzati appunto gli aspetti
06:02anche della spesa, dei decreti del Presidente, dove si possono, così come il Senato del resto,
06:09stabilire delle commissioni di indagine su alcuni comportamenti dell'amministrazione.
06:13e ha perso anche il Senato, dove in realtà si passano in rassegna, si passano all'esame
06:20tutte le nomine presidenziali, dai giudici, ai diplomatici, ai membri dell'amministrazione,
06:27così via. Per cui è chiaro che questo non può non avere un impatto. In secondo luogo,
06:32direi che Trump ha dato dei segnali già ieri, perché? Perché intanto ha proclamato, insomma,
06:40ha questa disponibilità a lavorare con i democratici, salvo poi mostrare questo cappellino
06:46con la scritta Veto, ricordando che il Presidente può mettere il veto alla legislazione
06:53appunto del congresso. Che significa che Trump non è cambiato, vuole negoziare, si rende
07:00conto che non può farne a meno, ma si rende anche conto che vuole farlo, così come solitamente
07:06fa, con la pistola sul tavolo e la pistola e il veto. Però tutto questo ci dice un paio
07:11di cose. Che nelle crisi internazionali lui non potrà evidentemente contare, se mai lo
07:18volesse, su azioni militari lunghe, sostenibili. Perché? Perché probabilmente il congresso
07:24non autorizzerebbe la spesa relativa. Quindi se anche dovesse iniziare delle campagne militari
07:32sarebbero comunque di breve durata. In secondo luogo, è anche chiaro, così passando velocemente
07:41in rassegna, in Medio Oriente la scommessa di Netanyahu e di Trump di avere questo rapporto
07:48preferenziale, si sta rivelando una scommessa poi alla fin fine azzardata, visti i risultati.
07:55Perché è molto probabile che dunque Israele perderà quella, o meglio Netanyahu perderà
08:04quella cambiale in bianco che era riuscito ad avere. In secondo luogo, il congresso probabilmente
08:12metterà pressione all'amministrazione perché tenga maggiore considerazione ad esempio questioni
08:18come la Cisgiordania, non cambierà molto, ma una maggiore attenzione per esempio all'azione
08:27dei coloni certamente ci sarà. In Europa, anche lì, noi dobbiamo ricordare che comunque
08:35anche i democratici avevano chiesto un aumento delle spese militari dei paesi europei. Certo
08:44è che Trump ha fatto capire che la sicurezza dell'Europa è separata dalla sicurezza americana
08:50e dunque da questo punto di vista direi il congresso potrà certamente influire sulle politiche
09:01eccessivamente muscolari degli americani, diciamo dell'amministrazione Trump verso l'Europa
09:08e così via. Trump ha a questo punto, giusto per chiudere, due strade davanti a sé. La
09:14prima strada è quella di una introspezione strategica che vuol dire dedicare più tempo
09:19e più attenzione alle questioni interne, all'economia sulla quale poi si gioca anche
09:24in prossima elezione evidentemente chiunque sarà il candidato repubblicano, oppure cercare,
09:31come hanno fatto altri presidenti per la verità, cercare di giocare anche la carta diciamo di
09:40un maggiore attivismo in politica estera e perché no anche di qualche campagna militare
09:46è il caso ad esempio, perché no dell'Iran, un'azione su siti presuntamente nucleari potrebbe
09:59anche spostare l'attenzione da questa batosta obiettivamente che lui ha preso. Un'ultimissima
10:05parola sui democratici. La parola che si potrebbe usare era quella della balcanizzazione, cioè
10:11di una frammentazione. Ed è molto interessante l'intervento di Obama ieri che ha ricordato
10:17che comunque bisogna trovare un'unità dei democratici, perché i democratici hanno dimostrato
10:23che ci sono molti modi di battere Trump, ma non hanno dimostrato però di avere una agenda
10:29che non sia anche comune in termini propositivi e non solo un'agenda anti-Trump.
10:37Grazie all'ambasciatore Ettore Francesco Segui, come sempre chiarissimo e sintetico e soprattutto
10:44molto molto compensibile, come sono i tuoi bellissimi articoli sulla stampa che leggiamo
10:50con piacere. Grazie di essere stato con noi, si è collegato, quindi lasciamo all'ambasciatore
10:56i suoi impegni e ci guardiamo insieme, l'altro nostro ambasciatore che è Gian Piero Massolo
11:02con la sua Realpolitik. Questo è il tema del momento e sentiamo il punto di vista dell'ambasciatore
11:07Massolo.
11:13Quanto è arrabbiato Donald Trump? Ma è probabile che lo sia abbastanza, non tanto per la sconfitta
11:21che forse aveva perfino lui messo in conto, anche se dice che se il suo nome fosse stato
11:27sulle schede, cosa tutta da dimostrare, per la verità le sorti di questa elezione sarebbero
11:33state diverse, quanto invece per le dimensioni. Le dimensioni sono oggettivamente molto rilevanti
11:40e denotano quanto grande sia il distacco fra la realtà che percepisce il Presidente e la
11:47realtà degli Stati Uniti di oggi. Gli americani hanno votato come sempre con la loro tasca,
11:54ma hanno però in qualche modo imputato a Donald Trump il fatto che la benzina al gallone
12:01costi di più, il fatto che non abbattuto l'inflazione, il fatto che pur avendo spergiurato
12:08che non avrebbe più impegnato in conflitti interminabili gli Stati Uniti all'estero, si
12:14trova impelagato in una guerra in Iran che ha peraltro delle conseguenze gravi dal punto
12:19di vista inflazionistico. Tutto questo con grande evidenza è stato fuori dalla percezione
12:26del Presidente. Adesso queste elezioni sanciscono in qualche modo un Trump anitra zoppa. L'anitra
12:34zoppa in questo caso può essere anche abbastanza arrabbiata e dunque sfogare il proprio istinto
12:43su quella parte di attività politica che meno dipende dal congresso. Certo li possono
12:50tagliare i fondi, ma le iniziative in politica estera, in modo particolare le guerre, le crisi,
12:57questo prescinde in gran parte dal congresso e il Presidente degli Stati Uniti potrà continuare
13:06in qualche modo estremizzandole in comportamenti ai quali ci ha abituato nel corso dei primi
13:13due anni. Sono due le dinamiche che bisognerà in qualche modo vedere. La prima dinamica è quella
13:22interna al Partito Repubblicano. L'idea che ovunque lui appoggiasse dei candidati o scegliesse
13:28dei candidati, questi candidati siano stati sconfitti, fa riflettere chi si deve presentare tra i
13:35repubblicani alle prossime elezioni fra due anni e dunque sono possibili delle prese di distanza,
13:42degli ammutinamenti in un partito che altrimenti Trump aveva completamente sotto il suo controllo.
13:50Quindi vediamo, perché questa dinamica potrà anche incidere su chi sarà poi il candidato
13:56repubblicano nel 1928, non è detto a questo punto che sia né Rubio né Vance. Poi l'altra dinamica
14:04interessante è quella del Partito Democratico, perché un conto è vincere elezioni importanti
14:12ma locali, presentando ovunque un candidato magari un po' più estremo e in altri collegi
14:19un candidato un po' più moderato e quindi azzeccando le candidature. Altro è fare una
14:26sintesi fra le varie anime non poche del Partito Democratico e convergere alla fine su un unico
14:33nominato che abbia delle chance effettive di inserirsi su quella che sarà ancora una cresciuta
14:40disaffezione nei confronti del Presidente degli Stati Uniti e di quello che rappresenta.
14:46Una cosa è certa che per l'Europa cambia poco, ci troverà di fronte un Trump probabilmente
14:54ancora un pochino più estremo. Dovremo essere a bordo, dovremo fare in modo che non ci siano
15:03soluzioni senza la nostra partecipazione. È una sfida rilevante per l'Europa, il caso
15:10ucraino sarà da questo punto di vista per noi una cartina al tornasole. Lo seguiremo.
15:21L'Ungheria è una repubblica parlamentare situata nell'Europa centrale, priva di sbocchi
15:27sul mare e attraversata dal Danubio. Conta circa 10 milioni di abitanti e ha in Budapest
15:33la propria capitale. Nell'anno 1000 nacque il Regno d'Ungheria che per secoli fu uno dei
15:38principali stati dell'Europa centrale. Nel 1867 entrò a far parte della monarchia
15:45austro-ungarica, tornando indipendente nel 1918, al termine della Prima Guerra Mondiale.
15:52Dopo la Seconda Guerra Mondiale entrò nell'orbita sovietica. Nel 1956 fece il giro del mondo
15:59la notizia della rivolta, passata alla storia come Rivoluzione Ungherese, che si è accese
16:04a Budapest e che fu repressa infine dall'Armata Rossa. Nel 1989, con la caduta del comunismo,
16:11iniziò la transizione democratica. Dal 2004 l'Ungheria fa parte dell'Unione Europea e dal
16:171999 della Nato. La sua economia si basa su industria automobilistica, tecnologia, agricoltura,
16:26turismo e servizi. La posizione geografica la rende un importante punto di collegamento
16:31tra Europa occidentale, orientale e balcanica.
16:40E dopo la nostra scheda, con piacere vi presentiamo il nostro ospite, che è l'ambasciatore dell'Ungheria
16:47a Roma, che nei nostri studi di Roma Italpress, sono i nostri studi di Milano, ma spesso accade
16:52che facciamo interviste in Milano-Roma. E saluto con piacere l'ambasciatore Andor Ferenz
16:58Davide, buongiorno. Buongiorno, un saluto a tutti gli aspettatori, grazie.
17:03La ringrazio, la ringrazio, parla per fortuna, insomma, è anche complice della nostra lingua,
17:08quindi possiamo fare un'intervista in italiano e questo indica anche un grande rispetto
17:12dell'ambasciatore anche per il nostro paese, perché si, diciamo così, espone a un'intervista
17:17nella nostra lingua, diciamo nei nostri studi.
17:20Senta, ambasciatore, noi abbiamo uno schema di interviste che insomma più o meno è sempre
17:25quello che poi moduliamo ovviamente in base anche al paese specifico, però chiaramente
17:30il nostro pubblico ha cominciato a capire cosa vuol dire questo termine rapporti bilaterali,
17:36è un termine tipico della diplomazia, quindi come sono oggi i rapporti bilaterali fra Italia
17:41e Ungheria con rapporti che, lo diciamo, hanno origini antichissime e ricordiamo che la solidità
17:47di questi rapporti è confermata da un fatto che è simbolico, importante, che il primo
17:51ministro Peter Mayer è stato a Roma il 7 maggio in una delle sue prime trasferte in assoluto
17:57dopo le elezioni, questo indica ovviamente un'attenzione particolare verso il nostro paese.
18:04Dunque, allora, ambasciatore, come sono messi i nostri rapporti bilaterali?
18:08Grazie di nuovo per l'opportunità di fare questa intervista, certamente i rapporti bilaterali
18:15sono eccellenti, sono fondati su delle pietre molto fisse, anche hanno delle radici molto
18:24profonde nella cultura, nella storia europea, quindi hanno un buon base su quale si può
18:31costruire. Certamente, come ha riferito, il nostro primo ministro a talvolta soltanto
18:37primo ministro eletto, ancora non insediato, è stato ricevuto dal Sua Eccellenza Presidente
18:44del Consiglio Meloni il 7 maggio, ma qui rivolgerei che dopo questo incontro c'erano
18:51anche incontri tra i nostri ministri degli affari esteri su varie vertici, anche qui a
18:58Roma durante l'incontro degli amici dei paesi dei balcanici occidentali e recentemente c'era
19:05anche un incontro tra i nostri presidenti delle nostre assemblee parlamentari, Sua Eccellenza
19:12Fontana e Forsthofer che si sono incontrati qui a Roma. Quindi tutti questi incontri istituzionali
19:19aiutano a identificare dei progetti, aiutano a identificare dei problemi comuni e di fare
19:28un riscontro con idee come affrontarli e coordinare delle politiche nazionali. Quindi io credo che
19:37questi dialoghi fra il vertice dei nostri politici sono eccezionali e andranno avanti
19:47così via nonostante quale formazione politica sia in ciascun paese.
19:53Nel 2010 è stata sottoscritta a Budapest una dichiarazione di partenariato strategico, anche
20:00questo è un codice linguistico della diplomazia economica che abbiamo tradotto al nostro pubblico
20:07e quindi oramai è chiaro il tema, il concetto a cui si riferisce questo slogan, questa edizione
20:14in cui è stata individuata una serie di settori, quello politico, quello economico, quello sociale
20:18e culturale che poi noi snotiamo nella nostra intervista a Ambasciatore, nei quali potete sviluppare
20:23ulteriormente la collaborazione fra i due paesi? Come valuta lo stato attuale questa attuazione,
20:30questa messa in pratica di questo partenariato?
20:32Sì, tutti questi accordi di partenariati sono un buon cornice per sviluppare il dialogo
20:41fra i due paesi, certamente bisogna sempre avere in valutazione il presente, la realtà della
20:49geopolitica e delle situazioni internazionali in quale si troviamo, ma da un cornice, da
20:56un quadro perfetto per incominciare gli incontri, di mettere sulle tavole le proprie posizioni
21:06e di cercare i ponti di connessione. Quindi io credo che durante questi ultimi decenni
21:13questo cornice, questo trattato bilaterale ha fornito anche sul livello economico e anche
21:24sul livello culturale e sociale delle opportunità di sviluppare i rapporti. L'Italia è un paese
21:32grande fondatore dell'Unione Europea, un membro della G7, un membro della G20, certamente
21:38la voce dell'Italia ha una riflessione molto importante non soltanto nella politica europea
21:46ma in quella mondiale. Quindi visualizzare e vedere e avere dei rapporti di coordinamento
21:55di politica ci aiuta anche a prendere delle decisioni e di vedere in quale direzione sta
22:01andando l'Europa. Quindi nei forum, vari forum internazionali come quello nelle istituzioni
22:07europee o quelli della Nato o delle Nazioni Unite, così si può affiancare e si può coordinare
22:16le politiche ancora più o meglio. Quindi possiamo anche parlare della cooperazione economica
22:23che è di commercio che è importante, ma quello è forse un altro aspetto delle cooperazioni,
22:31ma in ambito in quello in cui si troviamo adesso, per esempio il costo delle energie o
22:39l'allargamento dell'Unione Europea verso i bacani occidentali, che sono delle politiche
22:45in quali l'Ungheria e l'Italia sono sulla stessa pagina o forse possiamo anche parlare di combattere
22:54la migrazione massiccia illegale, i traffichi delle persone, sono dei aspetti in quali la
23:04coordinazione istituzionale non soltanto fra la vertice dei politici, ma anche su livelli
23:10di competenti autorità di istituzioni è molto importante. Uno di questi documenti può fornire
23:20un quadro regolare e un quadro ben preciso di connessioni e riscontri.
23:28Senta, veniamo appunto all'interscambio commerciale, che è una delle categorie che stanno dentro
23:33anche questi accordi. Nel 2024, dopo dei numeri, l'interscambio commerciale tra i due paesi ha raggiunto
23:40i 13,5 miliardi di Euro. L'Italia si posiziona come quarto mercato di destinazione per l'export
23:48ungherese e ottavo fornitore per l'import. È contento di questi risultati, ambasciatori,
23:54ci sono a margine di miglioramento? Spero sempre di sì, sempre ci sono a margine di miglioramento.
23:59Non sarebbe una risposta di poter migliorare sempre i rapporti, il nostro compito alla fine
24:06del giorno è di migliorare sempre i rapporti, quindi anche lo scambio di beni tra i due paesi
24:14può essere migliorato. Certo, qui è importante vedere le esigenze delle varie dite. Io vorrei
24:22vedere uno scambio e una cooperazione molto più ampia fra le piccole e medie imprese, che
24:29sono la colonna vertebrale delle nostre economie, perché le grandi aziende alla fine del giorno
24:35sono abbastanza autonome in cercare i propri mercati e le proprie cooperazioni, ma le piccole
24:42e medie aziende, le piccole e medie imprese sono quelle che hanno bisogno di una specie
24:47di push anche dal punto di vista che noi possiamo come ambasciata fornire aiutando queste imprese
24:58che cercano dei partneriati o cercano delle nuove possibilità di cooperazione, cercano dei
25:04partner che sono affidabili, così anche per le imprese italiane come quelle ungarese
25:12possiamo facilitare, possiamo aiutare tramite dei vari avventi come incontri fra business
25:20to business o vari incontri di esibizioni economiche e così via. Una specie di istituzionalizzato
25:30incontro in quale si possono presentare, possono riflettere sui progetti comuni, quindi
25:35quello che Ungheria può offrire in questo campo è di grande valore aggiuntivo, c'è
25:40un grande focus sulla ricerca e sull'innovazione, ci sono varie università di ricerche in quali
25:48le più nuove innovazioni sono state messe alla prova, si guarda anche come si possono essere
25:57implementati, adesso sto parlando non soltanto in campo della IT ma anche nel settore energetico,
26:06quello logistico, ci sono qui varie dimensioni in quale con i partner italiani si può intraprendere
26:13una cooperazione più concreta, per esempio c'è un investimento in corso con i nostri partner
26:19italiani nel porto di Trieste che speriamo che avanzerà anche in futuro, che fornirà
26:27una nuova via verso l'Europa centrale, verso i mercati dell'Europa centrale e poi anche
26:37per i Balcanici occidentali. Quindi io credo che qui ci sono tante possibilità e poi non
26:45dimentichiamo che per l'Italia il mercato ungherese è un mercato molto importante, questo
26:51è anche visibile che ci sono due banchi abbastanza grandi dall'Italia che sono presenti in Ungheria
27:02che hanno già un contributo molto importante così all'economia delle imprese e quelle delle
27:11famiglie in Ungheria e hanno delle informazioni e del sapere, del know-how che può essere
27:18utile non soltanto agli imprenditori ungheresi che vogliono venire qui in Italia ma anche agli
27:23italiani che vogliono andare in Ungheria.
27:25Ecco allora mi aggancio a quest'ultima frase perché in questo quadro che lei ha fatto,
27:30che noi stiamo declinando piano piano domanda dopo domanda, se noi concentriamo il focus
27:34proprio su gli investitori italiani nel suo paese in Ungheria, quindi gli imprenditori italiani
27:40che vengono a investire lì perché questa è una parte importante del ragionamento che
27:45abbiamo fatto di qualsiasi partenariato, di qualsiasi interscambio commerciale, un po' lei
27:50l'ha già accennati, se vogliamo rimettere in ordine quali sono i campi di principale investimento
27:55e che cosa vuole dire attraverso questa intervista, attraverso i nostri microfoni, attraverso
28:00il nostro programma agli imprenditori italiani che ci guardano per invogliarli a venire a investire
28:05nel suo paese?
28:06Guardi che per un investimento bisogna prendere in considerazione la cosa più importante è
28:15che il mercato e il paese in quale si investa sia affidabile, le regole siano chiare, che
28:23l'investimento è in un posto sicuro dove le regole non si cambiano un giorno o l'altro,
28:30dove il diritto degli investimenti è ben regolato e anche eseguito secondo i diritti
28:41e secondo le norme europee, quindi in quei campi in quali gli investimenti sono ben accolti
28:50sono quelli che contengono anche valore aggiuntivo, quindi prendono per esempio delle meccanizzazioni
29:00che abbiano bisogno di una specie di innovazione in materia meccanica o materia logistica che
29:09può essere fornito anche dai scienziati ungheresi.
29:13Quindi io credo che qui nell'ambito anche nell'energia, che è un settore abbastanza importante
29:21non soltanto per l'Italia e per l'Ungheria ma anche per tutta l'Unione Europea, perché
29:29il costo dell'energia non dipende soltanto dalle source, da dove proviene questa energia,
29:36su quale via, su quali mezzi arriva, ma anche su un'ampia possibilità di risparmio sull'energia
29:47che forniscono delle nuove tecnologie che possono aiutare a risparmiare con l'uso dell'energia.
29:55Anche in questo l'Ungheria sta facendo dei progressi molto importanti che credo possono essere
30:02in una buona possibilità per vari imprenditori.
30:07Poi nel settore della salute, che l'Ungheria ha tante possibilità a fornire, abbiamo una
30:14tradizione così farmaceutica come quella di medicinali e di ricerche di medicina.
30:25nonostante nel 2003 abbiamo avuto due prezzi Nobel in questo campo, uno per la chemia, l'altro
30:33nella fisica, ma tutti e due connessi con la buona vivenza degli esseri umani.
30:39Quindi io credo che anche in campo internazionale l'Ungheria è ben riconosciuta in questi campi.
30:47Quindi quello che voglio dire per gli investitori italiani che sono benvenuti in Ungheria,
30:53che hanno delle possibilità molto avanzate e molto vaste nel trovare dei partner.
31:02Il mio omologo a Budapest sono sicuro che è anche a disposizione per aiutare gli investimenti
31:07come noi qui a Roma.
31:09Abbiamo uno speciale dipartimento per la cooperazione economica in cui cerchiamo di aiutare imprese
31:19italiani a individuare secondo le proprie esigenze i migliori partner ungaresi che sono
31:25affidabili, che sono dei partner buoni e che possono offrire delle soluzioni e delle opportunità
31:32di cooperazione nel futuro.
31:35Parliamo di geopolitica, lo diciamo sempre nelle nostre puntate, raccontiamo l'attualità
31:40ogni volta, insomma adesso siamo in giornate in cui commentiamo delle elezioni di midtermine
31:45Europa, ma parliamo sempre di Medio Oriente, Iran, Ormuz, Ucraina, parliamo delle sfide
31:51geopolitiche globali, parliamo anche del futuro dell'Unione Europea, noi realizziamo anche
31:56un programma con i nostri format che si chiama Primo Piano, proprio una volta al mese direttamente
32:01negli studi di Bruxelles.
32:03che tipo di partner si possono aspettare i paesi membri dell'Unione Europea dall'Ungheria
32:11e in quali ambiti il governo ungherese è pronto a collaborare strettamente con i partner
32:16europei per la sicurezza e il benessere comune?
32:20Certamente l'Ungheria è un partner affidabile, un partner che è pronto a riscontro e che rispetti
32:26tutti i trattati che sono stati firmati, quindi è un partner che sa dove è il suo posto
32:35nel sistema euro-atlantico in quale ci sono già le possibilità di rappresentare i propri
32:45interessi nazionali ma non in modo monopolizzante, quindi avere una sensibilità anche per gli altri
32:55perché soltanto conoscendo le intenzioni e i punti di sensibilità degli altri paesi
33:04si può raggiungere un accordo e una politica comune.
33:11Quindi certamente la sfida sarà da parte quella economica e quella della sicurezza dell'Unione
33:21europea in quale l'Ungheria vuole avere un ruolo proprio nonostante con la coscienza
33:30del peso e della grandezza del paese, in quale contribuiamo alla difesa comune così alle
33:38frontiere esterne dell'Unione europea come quanto dell'autonomia di sicurezza e di difesa
33:47europea nell'ambito dei paesi e dell'alleanza NATO. Quindi io credo che qui l'Ungheria sarà
33:58sempre anche nel futuro un partner molto affidabile.
34:04Ultima domanda che la facciamo sempre perché la riteniamo ultima ma non ultima, lo diciamo
34:10in italiano in termini di importanza, quello degli scambi fra le persone, gli scambi antropologici
34:17diciamo così, antropologico-culturali e quindi anche la cultura, gli scambi fra i popoli
34:21attraverso l'umanità delle persone e la cultura che è un elemento importante dei rapporti
34:27fra i paesi come tutti gli altri, tutte le altre visuali che abbiamo toccato. Allora qual è
34:33secondo lei il giudizio del livello dello scambio culturale fra Italia e Ungheria e qual è
34:37l'impegno della sua ambasciata per favorire questo interscambio che è importante quanto
34:42quello economico e squisitamente diplomatico e contribuisce in fondo.
34:47Io dico sempre che la cultura è la dimensione più facile, più bella perché è una dimensione
34:54quale è difficile criticare o criticizzare quindi la cultura di un paese è sempre meraviglioso
35:03nonostante di quale stiamo parlando perché ci sono dei aspetti molto particolari. La cultura
35:10italiana e quella ungarese essendo fondatori e essendo una base della cultura umana e anche
35:18quella europea hanno dei radici profondi quindi anche nella nostra storia di più di mille anni
35:25da quanto abbiamo preso come religione ufficiale il cristianesimo il nostro primo re ricevette la
35:32corona dall'Italia, da Roma. Quindi poi durante il rinascimento vari studiosi e scienziati si trovarono
35:44nelle corti delle re ungheresi come quello di Corvinus, Mattias. Poi durante il risorgimento
35:56italiano c'erano i garibaldini ungheresi che combattai erano a fianco di garibaldi e poi
36:03non possiamo dimenticare neanche il generoso supporto degli italiani durante la nostra rivoluzione
36:12regione del 1956 che fu schiacciata dalle armate sovietiche e dopo di quale l'Italia offrì una
36:22solidarietà eccezionale accogliendo tanti profughi dall'Ungheria che poi anche rimasero qui in Italia
36:32e incominciarono una propria vita. Quindi sul livello culturale e quello storico ci sono varie dimensioni,
36:42abbiamo un istituto culturale in Roma già da cent'anni a via Falconieri, via Giulia 1, vi invito
36:48tutti gli aspettatori a vedere questo magnifico palazzo che è un gioiello dell'architettura qui a Roma
36:56in quale ci sono varie esibizioni di vari artisti ungheresi, quelli italiani, dove anche tramite la cultura
37:05si cercano i punti di riflessione, i punti di connessione cercando di attirare studiosi, ricercatori, artisti italiani
37:19in questo meraviglioso palazzo che ospita il nostro istituto culturale già da cent'anni.
37:25Quindi io credo che questa dimensione è una delle più belle dimensioni delle relazioni bilaterali
37:33che continuerà a fiorire, a produrre dei frutti anche nel futuro.
37:41Bene, sono contento di aver sentito queste parole, insomma prendiamo questo flusso positivo
37:46che lei ci lascia in questa intervista, d'auguro davvero ambasciatore un buon lavoro su tutti
37:52i fronti che ha detto, compreso l'ultimo che ha detto che io reputo e lei è d'accordo
37:57con me, molto importante.
37:59Allora grazie all'ambasciatore dell'Ungheria in Italia, Andor Ferenz e David, grazie di essere
38:06stato con noi e speriamo di rincontrarci, di fare un fact-checking di tutto quello che abbiamo
38:11detto, intanto però ti ripeto è venuto a noi e queste cose ce le ha dette e noi...
38:16La prossima volta cercherò di incontrarlo e venire a incontrarli a Milano, quindi un
38:20grande saluto a tutti i frutti, o ai referenzi.
38:24Ma io vengo spesso anche a Roma, insomma, e poi c'è anche il calcio, indubbiamente importante,
38:30insomma, però perché insomma il Milan incontra una squadra ungherese forte, quindi bisogna
38:38perdonare se farò il tifo per il Ferenz-Varos, ma...
38:42Va bene, va bene, ma concesso, concesso, io continuo a fare il tifo per il Mila e giustamente
38:47fa parte delle leggi del sport, meno male, meno male, meno male, viva lo sport con le
38:53sue apparenti divisioni, ma in realtà fondamentalmente è una dialettica.
38:57Grazie all'ambasciatore di nuovo, le auguro davvero buona vita a Roma e buon lavoro e grazie
39:02a voi telespettatori che ci avete seguito, anche in quelli che ci seguono ovviamente
39:06su internet, nell'agenzia scritta, nei podcast, questo Diplomacy Magazine, questa puntata,
39:12il racconto della geopolitica finisce qui, ci rivediamo, se volete, fa 14 giorni. Arrivederci!