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MILANO (ITALPRESS) - Una politica industriale comune da affiancare a quella agricola, strumenti di sostegno e protezione per le imprese che investono nella transizione e un giudizio severo sul nuovo Patto per la migrazione e l’asilo. Sono i temi toccati da Pierfrancesco Maran, eurodeputato del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per “Primo Piano Europa”, il format tv dell’agenzia Italpress.
Sul fronte della politica industriale “alcune cose le possono fare gli Stati nazionali, ma si vuole accelerare sull’intelligenza artificiale, i satelliti, rivoluzionare la difesa o l’automotive, o hai una politica europea o non hai una politica”, afferma Maran, ricordando che nemmeno Francia e Germania ce la fanno da sole. Il nodo, spiega, non è “un miliardo in più o in meno” nel bilancio Ue, ma la capacità di mettere in comune risorse sufficienti per un piano industriale.
sat/gsl
Sul fronte della politica industriale “alcune cose le possono fare gli Stati nazionali, ma si vuole accelerare sull’intelligenza artificiale, i satelliti, rivoluzionare la difesa o l’automotive, o hai una politica europea o non hai una politica”, afferma Maran, ricordando che nemmeno Francia e Germania ce la fanno da sole. Il nodo, spiega, non è “un miliardo in più o in meno” nel bilancio Ue, ma la capacità di mettere in comune risorse sufficienti per un piano industriale.
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NovitàTrascrizione
00:03Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Primo Piano Europa che eccezionalmente
00:09può accadere ogni tanto registriamo in Italia, non negli studi del Parlamento Europeo dove
00:15torneremo nel prossimo mese di novembre, siamo negli studi di Milano e Digital Press, ma
00:20il format rimane lo stesso, il racconto rimane lo stesso, la linea editoriale rimane la stessa,
00:26ovvero raccontare al pubblico italiano e anche ai media, perché questo è un format del
00:31multimediale di un'agenzia di stampa, quindi si rivolge anche ai colleghi oltre che ai
00:35cittadini, raccontare l'Europa, come funziona l'Europa, come funziona l'istituzione europea
00:40e quanto è importante l'Europa anche per la vita dei singoli cittadini dei paesi che compongono
00:46l'Unione Europea. Come sapete abbiamo molte interviste, tutte in una sorta di parcondicio
00:51culturale non giuridica e la prima intervista di oggi ai nostri studi di Milano è a Pierfrancesco
00:57Maran, eurodeputato del Partito Democratico. Benvenuto.
01:00Grazie.
01:01Allora, cominciamo con lei e cominciamo subito parlando di un tema che affrontiamo spessissimo
01:06nel dibattito pubblico, non solo in Europa ma anche in Italia, cioè che è il Green Deal,
01:12quello che noi chiamiamo poi transizione energetica, se dovessi usare un'immagine hegeliana,
01:17nel dover essere di alcune norme che servono per tutelare il pianeta e per tutelare ovviamente
01:23anche le nuove forme di economia. È stato raggiunto un accordo per rivedere il target
01:29sul mondo dell'automotive, stiamo andando nella giusta direzione? Lo dico per il pubblico
01:35perché ogni volta voglia di Green Deal quasi nessuno è d'accordo, sono tutti d'accordo
01:40che si deve fare ma nessuno è d'accordo su come farlo. Allora lei nella posizione politica
01:44anche dal suo partito in Europa, dalla famiglia che poi vi raccoglie, come giudicate questo
01:50accordo?
01:51Speriamo che si vada nella giusta direzione, io qualche perplessità ce l'ho in generale,
01:57nel senso che noi stiamo parlando di ridurre l'inquinamento, benissimo il riscaldamento
02:04del pianeta ma stiamo parlando anche di crescita economica, le due cose non devono essere separate
02:09e se guardiamo l'inquinamento chiaramente l'accordo che toglie il divieto di non produrre
02:16più auto non elettriche dopo il 2035 eccetera è peggiorativo. La domanda che mi faccio è
02:22se questo cambia radicalmente il quadro per le imprese dell'automobile europea. Io su questo
02:29ho un po' di dubbi perché non penso che la crisi delle automobili europee nascesse dal
02:35Green Deal, noi siamo italiani, la Fiat era in crisi da molto prima del Green Deal e non
02:40è che il Green Deal gli ha fatto niente, anzi quella norma sull'elettrico è nata dal fatto
02:45che erano le compagnie automobilistiche che pensavano che grazie a quelle norme avrebbero
02:49venduto un sacco di auto in Cina, il risultato invece è che sono i cinesi che vendono le auto
02:53da noi. Allora io non so, spero che ci aiutino ma non so se queste norme faranno sì che le
03:00nostre auto diventano improvvisamente di nuovo competitive e se il problema era questo o che
03:06oggi i cinesi vanno un po' più forti. Mi sembrano più importanti altre cose che stiamo facendo su
03:11questo fronte e in particolare per la prima volta si parla di preferenza europea negli acquisti e
03:18nella costruzione quindi. Questa è una cosa tabù perché non si poteva dire nulla, c'era la
03:23globalizzazione, il WTO, invece adesso si può immaginare che esiste una preferenza europea, che un'auto
03:28per essere definita made in Europe deve avere una quota rilevante della sua realizzazione
03:34in Europa. Io questa la reputo molto più importante anche se non ne parliamo perché quando guardiamo...
03:40E per questo, per dare notizia, ci sono anche agenzie iscritte ancora. Perché quando guardiamo
03:44le auto che fa Stellantis, le auto che fa Volkswagen e che ne definiamo europee perché il marchio
03:50è europeo ma poi sono fatti in Europa o sono fatti in Nord Africa? In Europa o nei Balcani fuori
03:56dall'Unione Europea o addirittura in Cina o in India o in Sud America. Allora dire che
04:01un'auto per essere definita europea e quindi ad accedere anche un po' di agevolazioni fiscali
04:06che danno gli Stati nazionali deve essere fatta in Europa? Quello forse può salvaguardare
04:12quelle aziende, quei lavoratori che oggi sono in grande difficoltà e non lo sono per le
04:18regole ambientali, lo sono perché poi rischio che la competizione sia sul prezzo.
04:23Quindi sostanzialmente, se posso tradurre giornalisticamente, questa revisione che è stata fatta del green deal
04:29in funzione dell'industria dell'automotive serve in qualche modo a ridurre alcune distanze,
04:34a rimettere in piedi delle norme che possono favorire questo mercato senza quegli steccati
04:38ideologici che diceva lei prima.
04:40Sì, io credo che bisogna sempre, l'ideologia a volte è troppo green, a volte anche dire che non va
04:45bene il green
04:45è ideologico uguale. Io perché penso che il futuro in generale sarà l'elettrificazione, vale per la mobilità,
04:53vale per gli edifici, vale per l'industria, anche perché poi dopo, una volta che è elettrificato,
05:00puoi lavorare su varie fonti energetiche. In Europa noi gas e petrolio non ce l'abbiamo,
05:07però le rinnovabili, il sole, il vento, il geotermico, l'idroelettrico, potenzialmente il nucleare
05:14per chi ce l'ha già o per altri, quelle li possiamo fare. Allora, la strategia dell'Europa è anche
05:20questa qui.
05:23Oggi noi sul gas non ci possiamo fidare delle forniture, è andata con la Russia in questo modo,
05:29tagli la Russia però ti arriva ad altri paesi che sono instabili per varie ragioni, insomma,
05:34ti arriva la crisi di Hormuz. Allora, il Green Deal per me è anche come facciamo ad essere autonomi,
05:41a produrre di più e ad essere un po' più liberi dalle influenze esterne su questo.
05:48Il vantaggio è che se lo facciamo inquiniamo anche di meno, che è un altro elemento positivo.
05:52Senta, le faccio un'altra domanda sul Green Deal, poi cambiamo argomento e la voglio definire sul settore
05:57manifatturiero, che è così importante, insomma, lei vive a Milano, quindi sarà stato eletto sicuramente
06:02in questa circoscrizione. Come dico io, uno dei motivi in cui faccio questo programma, lo dico in maniera sana,
06:08può anche far checking di quello che fanno gli europarlamentari, che hanno avuto la rappresentanza
06:12dei cittadini che l'hanno eletti per andare in Europa e fare un lavoro.
06:16Quindi il settore manifatturiero e Green Deal come si conia? Abbiamo parlato soprattutto di automotive
06:20e poi di energia. E sul settore manifatturiero?
06:24È una delle difficoltà che abbiamo, intanto perché il settore manifatturiero consuma energia,
06:30tanta, in larga parte, e noi viviamo in Italia dove l'energia costa parecchio.
06:35Occhio, non è che tutta l'Europa l'energia costa tanto, il problema è che Italia, Polonia, Bulgaria,
06:41Romania, in parte la Germania dopo l'incremento del gas, hanno dei costi che sono diversi dall'altra parte
06:47d'Europa dove il mix nucleare e rinnovabili te la fa costare meno. Questo è un problema gigantesco
06:53che però si basa sul costo dell'energia. Il fatto che venga sempre additata le norme europee su questo,
07:00adesso stiamo discutendo dell'ETS, questo sistema di vendita del carbonio, a me sembra sempre una scorciatoia.
07:07Guardate, quando paghiamo la bolletta l'ETS è tanto così, il fatto che il gas è cresciuto a dismisura
07:13è il grosso della spesa, dobbiamo liberarci dal gas. Come proviamo ad aiutarle le imprese?
07:20Intanto noi non abbiamo solamente gli strumenti per cercare di decarbonizzare l'Europa.
07:26Ad oggi stiamo anche facendo, finalmente, io dico, degli strumenti di protezione sulla produzione.
07:31Uno è la preferenza europea. L'altro è se uno produce fuori d'Europa delle cose che facciamo anche qui
07:38ma non rispetta le norme ambientali, deve pagare una sorta di dazio ambientale che si chiama Sibam
07:44per cercare di pareggiare e non avere concorrenza sveale. Su questo ci stiamo lavorando parecchio.
07:49A me ha colpito molto, quando abbiamo aggiornato questo Sibam a luglio, che due anni fa tutto il mondo industriale
07:55ti diceva va male, questa roba non va fatta. Questa estate è stata una rincorsa di tutti i produttori
08:01a voler inserire il codice a teco del loro prodotto specifico dentro il Sibam
08:06per proteggerlo da un mercato esterno che è costo del lavoro più basso, costo dell'energia più basso
08:12non rispetto di norme e rischia di fare una concorrenza sleale.
08:15Io credo che oggi, se uno vuole proseguire sul Green Deal e io voglio proseguire,
08:19però chi investe per cambiare le cose dal punto di vista ambientale deve essere protetto
08:26rispetto a chi non lo fa e ci stiamo battendo per farlo.
08:30Allora, bilancio europeo, ne ho parlato con tanti suoi colleghi sia a Bruxelles che qui
08:35anche in altri contesti. So che il Parlamento europeo, dove lei lavora, composto da varie famiglie
08:43che abbiamo raccontato, poi ne possiamo raccontare tutte le volte, spesso sta dibattendo con
08:49la Commissione europea che è un po' il governo, io sto cercando di spiegare un po' come funziona
08:53l'Europa perché i soldi devono essere di più e le voci devono essere diverse, perché
08:59poi lì ci sono delle contrazioni fra fondi di coesione e politiche agricole, quindi più
09:05soldi e concepiti diversamente. Come la pensa lei? Come la pensa il suo partito in Europa?
09:11Allora, gli attori sono tre lì, il Parlamento che dice le cose che ha detto lei, la Commissione
09:17che cerca di organizzare una proposta su come li spendono, ma c'è un terzo soggetto che
09:21è quello che ha la Cassa, che sono gli Stati nazionali e che la vogliono stringere.
09:26Io credo che questo sia un problema nel momento in cui uno sa come spenderli ovviamente, però
09:31è un problema perché noi a livello europeo centralizziamo la spesa a livello europeo dell'1%
09:38rispetto agli Stati nazionali. Gli Stati Uniti, altra storia, tutto quello che vuoi,
09:42ma il 25% è a livello nazionale e confederale e il 75% sui 50 Stati. Questo cosa comporta?
09:52Che su spese industriali strategiche lì hai concentrato risorse pubbliche per fare, qui
09:59tu riesci a fare agricoltura, coesione e pochissime altre cose.
10:03Infatti ho citato quelle due principali. Allora, alcune cose le possono fare, gli Stati
10:08nazionali dovrebbero continuare a farle e meglio, ma quando parliamo di quelle che fanno
10:12la differenza oggi, se uno vuole fare l'AI, se uno si vuole occupare di satelliti, se uno
10:17vuole rivoluzionare il sistema di difesa di cui si parla tanto, l'automotive o hai una
10:24politica europea o non hai una politica, non dico l'Italia, ma neanche la Francia e la Germania
10:29li riescono a farlo. Allora, io sono preoccupato molto di questa deriva, cioè noi non riusciamo
10:35a mettere in comune le risorse sufficienti per un piano industriale. Questa è la vera
10:40sfida, non è un problema di un miliardo in più o un miliardo in meno, ma come noi abbiamo
10:45una politica agricola comune che fa sì che alti e bassi cose buone e negative, ma tu
10:51sai che l'Europa è in grado di sostenere un settore che è fondamentale come l'agricoltura,
10:57dovresti affiancarci la politica industriale comune. Questa è la vera sfida, questa dovrebbe
11:03aiutarci a realizzare quel fantomatico piano Draghi di cui tutti parlano, che secondo me
11:08è un piano strategico di visione, ma che ti dice che la differenza non la fai con le regole,
11:14la fai con la tua potenza di fuoco di investimenti, noi non la stiamo mettendo in campo, questa
11:18è la cosa su cui dovremmo batterci e su cui anche il mio partito si batte.
11:22Giusto, sembra molto condivisibile. Senta, come giudica, è forse la prima intervista
11:27che ho fatto in Europa, è stata proprio su questo tema, il nuovo patto europeo su migrazione
11:33e asilo. Si discute tanto, perché noi sull'immigrazione in Italia, come lei sa, facciamo un dibattito
11:43molto ideologico, poi ci rivolgiamo all'Europa come se fosse una voce che ci può aiutare a
11:48stabilire una bussola nuova. Una bussola va stabilita, perché il tema dell'immigrazione,
11:52lei lo sa, è un grande tema europeo che spesso sposta le campagne elettorali.
11:58Discutiamo il giorno dopo, poi parliamo di remigrazione, poi parliamo di muri, poi parliamo
12:03di integrazioni che non si sono fatte, eccetera. Allora noi guardiamo all'Europa spesso con
12:08la speranza che l'Europa dia una bussola anche ai singoli paesi su un tema così delicato.
12:13Cosa ne pensi?
12:14Sì, in realtà poi spesso finisce che più che chiedere una bussola, cerchiamo qualcuno
12:19a cui dare la responsabilità delle cose, sia perché sei contro, ma io penso sempre che
12:23una delle frasi che ha fatto più male all'Europa negli anni è ce lo chiede l'Europa. Io penso
12:29che sia giusto, ma me lo chiede un altro di farlo.
12:32E poi ce lo chiede, ma forse ha capito se poi uno lo fa o non lo fa.
12:35Sì, però ci dobbiamo anche ricordare che l'Europa siamo noi. L'Italia è circa il 10%
12:40dell'Unione Europea, non sei da solo, sei con 27 paesi, conti nella misura in cui crei…
12:45Ecco, però questo patto è approvato a giugno.
12:48Sì, noi non lo condividiamo, tanto mi sembra anche un po' rischioso per l'Italia. Noi abbiamo
12:53sempre avuto questo scorciatoio come italiani, cioè alla fine da un lato pensi sempre che
12:59sei una porta dell'immigrazione ma lo fanno per andare altrove e quindi non è che l'hai
13:03mai chiusa tanto anche per questo. Questo patto ti dice che un immigrato che viene trovato
13:10a Dublino piuttosto che a Berlino va riportato nel primo posto dove è entrato, quindi a casa
13:16nostra. E sarà un motivo di frizione con la Germania, con la Francia, eccetera. E secondo
13:22me non ci porta a un contesto che è quello necessario. Da un lato tu devi cercare di frenare
13:28l'immigrazione irregolare perché in Europa si deve entrare regolarmente e la porta dell'immigrazione
13:34irregolare deve essere aperta e trasparente per le persone che pensiamo che sia giusto
13:39che entrino e quindi ogni tanto tenerla chiusa forzatamente, ideologicamente fa sì che l'unica
13:45strada che ti resta è quella irregolare. Quella irregolare devi cercare di fermarla, ma
13:50se il sistema è cerco di restituire al paese dove è entrato gli immigrati, io non credo
13:57che sia giusta e secondo noi siamo quel paese, quindi io quell'accordo non lo reputo
14:01vantaggioso per l'Italia e non lo ritengo a equo e solidarietà.
14:04Ma quali altri aspetti non le piacciono di questo accordo? Perché poi questo accordo
14:07prevede sostanzialmente anche la legittimazione degli hub extraterritoriali, prevede tante cose.
14:14Io credo che noi dovremmo cercare di avere un canale chiaro per entrare e magari anche il
14:20fatto che l'ingresso non sia il primo atto. Per esempio una cosa che valorizzerai molto,
14:25un lavoro che stanno facendo anche tante associazioni in confindustriale, imprenditoriali, anche in
14:30Italia, perché se tu formi le persone in Africa, in Asia prima, chi arriva, conosce la lingua,
14:38ha un lavoro e un mestiere dove inserirsi in maniera corretta, gli hai dato degli elementi
14:46di educazione civica che sono fondamentali per diventare un cittadino europeo e italiano
14:52e questo ti aiuta. Quella è la strada su cui devi andare, il resto fondamentalmente
14:58si basa molto sulla capacità di accordi ad oggi per bloccare l'arrivo più che…
15:03Per definire i cosiddetti paesi sicuri, per fare dialettica insomma.
15:07Più che andare a creare un contesto che è molto discutibile rispetto al cittadino che è già
15:16entrato, io penso mandare una persona che non ha commesso reati, che è entrata clandestinamente
15:23in Europa, che quindi va gestita, ma non è un delinquente se non ha commesso reati, lo
15:29mandi magari un anno in un centro di detenzione in un paese terzo? Io non credo che sia una
15:34soluzione etica sicuramente no, ma neanche efficace. Il problema vero è il rapporto che
15:40hai con i paesi che fanno entrare i migranti e prendiamo anche il caso di quest'estate
15:44di Ceuta, nessuno crede che quella cosa sia stata spontanea, è nata per ragioni politiche
15:52e così come spesso dalla Turchia al Nord Africa, aprire o chiudere i rubinetti dell'immigrazione
16:00è stato un tipo di pressione sull'Europa. Purtroppo è quello il capitolo su cui si interviene
16:07per limitarla, non la sanzione sul singolo che entra, il singolo che entra va sanzionato
16:12se commette dei reati, lì sì con durezza, ma fuggire da una vita che non ti soddisfa
16:20non è un reato in sé.
16:22Capito, senta, il tempo come vede scorda veloce, i temi sono tantissimi, tocca tornare,
16:29e quando vuole torniamo, abbiamo un format mensile, ma magari lo facciamo bisettimanale
16:34se è successo, però si vanno e comunque sicuramente gli ospiti dei singoli partiti possono tornare
16:38più volte anche attraverso varie forme. La politica estera è un grande problema per
16:42l'Europa, ne discutiamo tutti i giorni, qui faccio anche un format di geopolitica con
16:46illustri ambasciatori come Segui, Massolo, opinionista come Rubinetti, insomma.
16:52Trump di fatto mi sembra che abbia preso una sua linea per cercare di risolvere la questione
16:57in Ucraina che ci riguarda molto da vicino e in qualche modo si è un po' quasi disfatto
17:02dell'Europa per certi versi, l'ha messo in una posizione quasi in un angolo dell'Europa,
17:06però in questo angolo giustamente, vorrei dire l'Europa per essere chiaro in una definizione
17:11sola, insomma poi non la finiamo più, dobbiamo cercare di polenterosi, stiamo qui fino a domani
17:15mattina. Che fa questa roba per uscire dall'angolo? E come vede non le sto parlando delle ricadute
17:21nazionali della Europa? Il problema è che le ricadute nazionali non ci sono, a nessuno
17:28oggi interessa nel mondo qual è la politica estera italiana, questo è un dramma, ma è
17:32così, ma vale anche per la Germania e in parte per la Francia che per una potenza nucleare.
17:38Allora o entriamo nell'ottica che dobbiamo superare gli stati nazionali europei e avere
17:43una politica estera europea, oppure non ci siamo? Questo è il vero problema per cui
17:49Trump gioca in un modo, per cui Putin si è sentito libero di invadere l'Ucraina pensando
17:54che non ci fosse una reazione, io però sono ottimista di natura e penso che le cose possono
17:59accadere, intanto per esempio Putin sbagliò i calcoli perché ci fu una reazione occidentale
18:04ed europea, ora noi dovremmo avere la capacità e la forza di evolvere nell'ottica di fare l'Europa
18:10vera, perché se noi non creiamo quella nella nostra casa, allora sei vittima di cosa fa
18:16Trump, cosa fa Putin, cosa fa Xi Jinping e un giorno l'India.
18:20Senta, ultima domanda, l'emergenza abitativa, io ho spiegato mille volte anche nel format economico
18:27che facciamo, che ciò che si decide in Europa può avere delle ricadute su di noi, questo
18:32piano per la casa, questo regolamento proposto dalla Commissione europea può essere utile
18:39anche per risolvere il problema da noi o no?
18:42È uno strumento, il tema delle case è lunghissimo, non entriamo nel merito, ma ha il problema
18:48che non basta un'azione per cambiare le cose, l'Europa ti offre degli strumenti, per esempio
18:58tutte le città che si sono trasformate quasi in alberghi nelle case, l'Europa ovviamente
19:03non è che ti dice che non devi farle, ogni luogo ha le sue regole, però questo regolamento
19:07subministra approvato dà la possibilità a tutti gli enti locali di regolamentare e
19:13è un diritto, non è un obbligo ed è un'opzione che oggi non hai, quindi io la valuto molto
19:17positivamente e la favorirei, così come specie attraverso la Banca europea degli investimenti
19:23si sta cercando di favorire chi vuole costruire case convenzionate a prezzi accessibili per
19:28le persone e questo conta molto perché chi fa iniziative speculative sul mercato i soldi
19:33li trova, chi fa delle iniziative con un carattere più etico fa molta più fatica e
19:38allora lì il pubblico e anche l'Europa può essere un luogo per dare una mano.
19:42Lei mi ha portato un bel libricino, mi ricorda dei libri che ho letto come colori, però vi
19:48devo mettere gli occhiali perché è talmente piccolo, la nuova missione di Milano, crescere
19:53restare, una nuova idea di città per l'Europa, ecco vedete per Francesco Mara noi i libri
19:58li mostriamo, in questa rubrica primo piano oltre alla dedicazione c'è anche la dedicazione
20:01di libri, ecco che dice in questo libro?
20:03Intanto il formato ci ricorda i tempi, io quando ho scelto il formato ho pensato ai vecchi
20:06mille lire, non so se te li ricordi, sono di Viterbo, sono viterbesi, sai ero di Viterbo
20:11non lo so per Viterbo, però ricordo di gioventù e di infanzia, io mi ricordo di Viterbo, spero
20:18non ne aveva detto una stupità, io adesso sono in Europa, però alla fine la mia anima
20:23è sempre milanese e questo momento al di là delle elezioni dove Milano, ma vale anche
20:28per tutte le grandi città europee, si sta ripensando su qual è la sua missione per
20:33il futuro, perché gli ultimi vent'anni era diventiamo una grande città internazionale,
20:37e come cresciamo, e oggi siamo cresciuti e ci domandiamo come si fa a rimanere a Milano
20:42in una grande città con i costi che salgono, gli stipendi che non salgono, con il fatto
20:47che c'è anche un conflitto naturale tra provenienze, sono città più internazionali,
20:54migrazioni, identità che cambiano e ho provato a dare un contributo per discutere, si vota
21:00quest'anno, non è che si sceglie solo un sindaco, bisogna scegliere anche una direzione
21:05e provare a confrontarsi su delle idee, lì dentro ce ne sono un po' e anche un po'
21:09di proposte concrete di cose.
21:10E quindi vuol dire che l'Europa entra in qualche modo, vuol dire come funziona oggi il nostro
21:14mondo, anche dentro una legittima e democratica campagna elettorale per una grande città
21:19iraiana, possiamo dirlo questo?
21:21O anche che tutti siamo Europa e quindi l'Europa non è Bruxelles, ma è Milano e pure Viterbo.
21:27Eh sì, esatto, io non ci vado da tanto tempo, ma l'amo ancora Viterbo sicuramente,
21:31è una bellissima città, chi non ci è andato la vado a vedere perché è una città
21:34medievale straordinaria.
21:35Allora grazie a Francesco Maranne, eurodeputato del Partito Democratico.