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  • 21 ore fa
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:27Buonasera, buonasera, bentornati su TCS,
00:29il magazine. D'altronde Eleonora d'Arborea sapeva, sapeva la potenza evocativa delle parole,
00:36sapeva che in quel codice, la carta dell'Ogu rimasto attuale fino ai giorni nostri, c'erano
00:44delle norme contro la violenza e oggi sono più che mai moderne purtroppo e attuali. Andiamo a vedere.
00:51Chissà, meglio d'altronde, Eleonora d'Arborea sapeva, sapeva la potenza delle parole, sapeva
00:56quel codice, la carta dell'Ogu rimasto attuale fino all'Ottocento, descriveva e custodiva norme
01:01contro la violenza sulle donne e oggi Oristano, nella prima delle tre giornate dedicate a opporsi
01:05ai maltrattamenti, omicidi e tanto altro ancora, ha dato la parola ai più giovani, alle generazioni
01:10nuove, agli studenti insomma. Teatro Garau, Oristano, città della ceramica, dice no alla
01:16violenza neanche con un dito. Titolo, quanto mai azzeccato, incontro, dibattito, non importa
01:21quale parola usare, importa la missione, l'obiettivo, il messaggio e la prevenzione, la conoscenza
01:26e il sostegno voluto dal Comune in stretta sinergia con gli enti e l'associazione del territorio.
01:31Una chiacchierata insomma, affrontata su un piano culturale prima di tutto, perché solo
01:35attraverso la cultura del rispetto si può provare a emarginare, anche se sarebbe più corretto
01:40scrivere, leggere, seppellire una volta perduto questo fenomeno, fenomeno che ogni anno fa registrare
01:45e non chiamiamoli numeri, ma nomi e cognomi devastanti, orribili. Allora l'obiettivo di
01:50questa tre giorni è prima di tutto ritrovarsi insieme, ritrovarsi significa, il pensiero
01:56comune dei relatori di tutti quelli che hanno partecipato e parteciperanno alla prima giornata,
02:01avere una sola parola d'ordine, creare un patto tra istituzioni e strutture, ritrovarsi,
02:05dice il primo cittadino, significa siglare una volta per tutte un patto civico e come dargli
02:10torto, anche perché conoscere per capire, capire per aiutare, affermare ad alta voce la cultura
02:15del rispetto e della dignità, non devono rimanere parole semplici, usate per l'occasione,
02:19conoscere per capire, capire per aiutare, affermare ad alta voce la cultura del rispetto e della
02:25dignità. Il comune di Ristano, quel sindaco in testa, Massimiliano Sanna, lo sa bene, 5
02:29anni fa, 2017, fu artefice di una campagna nazionale contro la violenza di genere e il
02:34femminicidio, individuando come simbolo le scarpette rosse in ceramica, ha detto il sindaco.
02:39Quella campagna fu condivisa dall'Associazione Italiana Città della Ceramica e da tante altre.
02:43Quest'anno a Chiosa Sanna abbiamo integrato il messaggio di quella campagna con il nuovo
02:48motto, neanche con un dito. Con il coinvolgimento degli artigiani abbiamo realizzato targhe da
02:52donare alle scuole, con il numero verde antiviolenza 1522 e con l'immagine di Eleonora d'Arborea
02:59che con il dito indice della mano destra, rivolto verso l'alto, indica la speranza.
03:07Donne, insomma, donne sarde, ma non solo donne di tutto il mondo. Maria Carta, imprenditrice,
03:13esempio di emancipazione e forza, ha aperto uno street food di prodotti identitari, identificativi
03:19della nostra isola, che piacciono, piacciono ai turisti e non solo. Andiamo a vederli.
03:25Sono le donne sarde a creare quei legami tra passato e presente, cucendo i fili della
03:30storia delle madri e dei padri per raccontarle attraverso le arti visive, l'artigianato, l'enogastronomia,
03:36sempre più autonome e libere da una società patriarcale che le voleva un passo indietro
03:41rispetto agli uomini, con coraggio sì, affermano nel mondo economico e produttivo, come Maria
03:47Carta, chef e imprenditrice che a Cagliari ha aperto prima un ristorante tutto al femminile
03:52e poi una bottega di prodotti enogastronomici provenienti dalle zone più interne dell'isola,
03:57da quelle blue zone, proponendo quindi il cibo dei centenari, anche da mangiare così
04:02per strada, mentre si passeggia con il naso all'insù per guardare edifici e monumenti storici
04:07in quel bel quartiere, la marina eredità spagnola.
04:10Credo che si possa fare cucina anche con le cose del nostro territorio, proprio dell'interno,
04:18di piccole aziende e con facilità.
04:22Questi sono i prodotti della blue zone?
04:25Sì, questi sono tutti i prodotti di piccolissime aziende della blue zone sarda, quindi parliamo
04:31di Seulo, Villa Grande, Arsana, Baonei.
04:34Ad esempio vi posso descrivere il prosciutto crudo di Seulo, dove gli animali vengono allevati
04:41allo stato brado, mangiando solo ghiande e castagne e quindi è una carne sana.
04:46Questo ci racconta anche come venivano allevati una volta gli animali e si riprende ad avere
04:56un prodotto sano.
04:57Di conseguenza se mangiamo cose sane anche il nostro corpo diventa sano.
05:02E così l'economia circola, dai piccoli produttori ai negozi del centro per arrivare ai turisti
05:08e raccontare la Sardegna dei sapori più genuini.
05:11Voglio proprio parlarti di questo punto perché sai bene quanto viene pagato il prezzo del latte
05:17dagli industriali, tra virgolette, comunque le grandi aziende non danno un valore reale al lavoro
05:27che viene fatto per la produzione del latte.
05:30Quindi gli allevatori che hanno le capre in montagna, la fatica di alzarsi presso la mattina, il freddo, l'inverno,
05:41tutto quanto.
05:41Alla fine sappiamo bene come funzionano queste cose e ho deciso di acquistare direttamente dalle aziende
05:51che naturalmente sono in regola per dare un valore aggiunto a quello che è il loro lavoro.
05:57Maria ha lavorato a Sodo. Prima a Roma, dipendente di un ristorante, poi a Cagliari e poi cercando i fondi
06:03per aprirsi un locale. Il suo sogno è ce l'ha fatta.
06:06Nonostante il nostro lavoro sia molto molto difficile, infatti la maggior parte degli chef
06:11sono tutti quanti uomini, di donne siamo veramente poche.
06:15O comunque, anche se ci siamo, dobbiamo stare sempre un passo indietro all'uomo.
06:20Non capisco perché, però un po' per tradizione, un po' perché siamo fatte in questo modo,
06:27cioè teniamo sempre a rimanere indietro.
06:33Altre donne, madri, lavoratrici, vedove, anziane e giovani, le donne di Orgosolo.
06:42La profondità di uno sguardo e la fierezza di appartenere a un luogo diverso da tutti gli altri unico.
06:47Orgosolo, Orgosolo e le donne, un capitolo straordinario, un libro irripetibile.
06:53Donne, madri, lavoratrici, vedove, anziani e giovani, ormai poche.
06:59Orgosolo, venti chilometri da Nuoro, senza tempo, senza il tempo, meglio dove questo,
07:05impreziosisce, custodisce, tiene per sé il segreto, il silenzio, la riservatezza di uomini,
07:11donne, appunto, orgogliosamente intrecciati, appiccicati, legati e orgogliosi, ancora.
07:17L'uni agli altri, un senso di appartenenza fuori dal comune, dall'ordinario, dal normale,
07:22come le donne di ieri e di oggi.
07:24Oggi e ieri o viceversa.
07:27Note e meno note.
07:29Popolari e impopolari.
07:31Raccontate nei film o nelle serie televisive.
07:34Viste e postate nei nuovi mezzi di comunicazione i cosiddetti social network.
07:39Dove basta premettere alla parola donne di Orgosolo, oppure solo Orgosolo,
07:45quel famigerato cancelletto, l'hashtag, e via, si aprirà un mondo.
07:49Un'altra faccia è che faccia è che volti di donne di Orgosolo.
07:53Donne protagoniste nelle mostre, tra le pieghe dei libri, in letteratura, insomma,
07:58nell'arte e nei secoli dei secoli.
08:01Nei muri, poi, di Orgosolo, c'è un'altra storia, bella, di arte e cultura popolare,
08:06di tradizioni nostre, di battaglie sui diritti delle donne.
08:111908, movimento femminista, diritti e valori, che nonostante la data,
08:161908, sembra quasi attuale, moderno, purtroppo.
08:20Basti pensare ad altre donne, quelle dell'Iran e la loro protesta,
08:23che viaggia sui social, e meno male, e non sui muri, o in strada, a volte anche in strada.
08:29Paese, borgo, comunità, Orgosolo, fuori dal tempo, dai tempi, a volte anacronistico,
08:36altre volte aderente alla realtà, raccontata, disegnata, graffiata, arrabbiata,
08:40come una mamma, che maledice Cadorna, colpevole, a suo dire, della morte dell'unico figlio,
08:45al fronte.
08:46Orgosolo è imurale, o murale, se il culto è l'ancestrale ritorno alle tradizioni,
08:52alle superstizioni, al profano e laico, al sacro e religioso, all'altezza, insomma,
08:57620 metri a livello del mare, collinare montuoso, paradigma di carattere deciso,
09:03orgoglioso è Orgosolo.
09:05E il patrimonio culturale e architettonico, dalle Domus Dejanas alle chiese, 8 solo sul
09:10versante urbano, tutte o quasi realizzate a cavallo tra il XIV e il XVI secolo.
09:16Secolo di donne, di Orgosolo, donne e sarde, donne e basta.
09:23Donne e basta, come nel film di Giovanni Coda, da oggi nelle sale.
09:28Andiamo a vederlo.
09:57La giornata contro la violenza
09:58di genere nell'isola non poteva aprirsi se non con un evento emblematico, la prima
10:03uscita del film dedicato ad Antonia Mesina, giovane donna orgolese, vittima dell'efferato
10:08delitto avvenuto nel 1935 e che proprio per questo suo estremo sacrificio fu beatificata
10:14da Giovanni Paolo II, il regista Giovanni Coda, che ripercorre la storia di Antonia, simile
10:20a mille altre che ogni giorno riempiono le pagine dei nostri giornali.
10:24La sposa nel vento vuole essere una rappresentazione della violenza di genere di cui la nostra
10:28società è intrisa e chiude la trilogia che l'autore è dedicato a questa tematica, opere
10:34che hanno ottenuto tantissimi premi e un grande successo di critica e pubblico internazionale.
10:39La sposa ha nel vento un lungometraggio di 80 minuti girato fra esterni ed interni, il
10:44cui arco temporale si sviluppa in un periodo che copre tutto il Novecento.
10:48Per provare a raccontare in che modo, soprattutto nell'ultimo secolo, questa piega sociale e
10:53violenta si è uscita dalle tenebre e dai silenzi delle vittime, trovando oggi finalmente
10:57una voce e una risonanza mediatica che però non sembrano poterne fermare l'intensità e
11:02la frequenza.
11:03Tra fiction, interviste, testimonianze, linguaggi diversi, le donne protagoniste della sposa
11:08nel vento si incontreranno per ridare vita, ma soprattutto voce e corpo, alla lotta per l'affermazione,
11:14per il diritto di espressione, per la loro vita stessa, soprattutto all'interno di una
11:18comunità simbolica come quella sarda, dove la donna è il fulcro della società, ma anche
11:22la vittima di stragi indicibili consumate tra le mure domestiche, impotenti di fronte
11:28alla sopraffazione e all'ignoranza nel senso più lato, storie di donne che restituiscono
11:33insieme una storia emblematica sulla violenza di genere.
11:36Il film è in parte ambientato in Sardegna e per la prima volta, come ho detto in conferenza,
11:42uso la mia lingua, che è il sardo, e sono molto contento di averlo presentato finalmente
11:49dopo tante traversie, e appunto si inizia con l'omicidio di Antonia Misina, chiaramente
11:56il film è un film di pura documentazione, comunque, almeno per quanto riguarda la narrazione,
12:01e poi ci sono degli insert, chiaramente, che abbiamo ritenuto opportuno inserire dal
12:06punto di vista onirico per incrementare un attimo anche il pathos che comunque si deve
12:13dare quando poi una notizia è così importante, così violenta, insomma, non è di da scarico,
12:21ecco, per essere chiari.
12:22Io sono entrato in contatto con Malena Misina, che poi è la curatrice dei testi, praticamente,
12:27che poi abbiamo utilizzato, quindi il desattitilo, che sono i canti funebri, appunto, lo sanno
12:35tutti quanti, insomma, in Sardegna almeno, i canti funebri che vengono appunto recitati
12:40durante la viglia funebre, e Malena mi ha introdotto praticamente nella comunità e abbiamo
12:48girato appunto le parti più importanti del film, sono state girate appunto ad Orgosolo.
12:53E c'è un compleanno speciale che andiamo a scoprire oggi qual è. Andiamo!
13:04Era il 28 novembre del 1997, quando un decreto del Ministero dell'Ambiente perimetrò l'isola
13:11dell'Asinara, già conosciuta per il suo sistema carcerario che ospitò criminali e boss mafiosi,
13:16trasformandola finalmente in un'oasi naturalistica. Da prima stazione sanitaria di quarantena, poi
13:23campo di prigionia e dal 1975 carcere di massima sicurezza. Oggi vede il suo volto totalmente
13:31trasformato, un cambiamento avvenuto a piccoli passi. 51 chilometri quadrati di territorio,
13:37110 chilometri di coste, oltre 600 specie floreali e 80 di vertebrati. Numeri che rendono l'isola
13:44un vero e proprio paradiso terrestre incontaminato. Un luogo fuori dal chiassoso turismo di massa
13:50che però si presta alle mille attività. Escursioni a vela, visite guidate, pesca turismo, bici,
13:56trekking e cavallo per ammirarne le bellezze naturalistiche e visitare le storiche strutture.
14:01E poi la vera perla dell'arcipelago, gli asinelli dal manto bianco, antichi custodi dell'isola
14:07da cui prende appunto il nome. Sono trascorsi 25 anni, anni in cui l'Asinara ha raggiunto
14:14tanti traguardi, tra cui riconoscimenti per il turismo sostenibile, qualente competente
14:19nella tutela della biodiversità, del paesaggio e dei valori culturali e storici, e ancora
14:25come promotore per la divulgazione scientifica e la fruizione sostenibile dei beni ambientali,
14:30poi dal 2002 la riqualificazione in area marina protetta. E così oggi il Parco Nazionale
14:36dell'Asinara compie un quarto di secolo di vita, mantenendo il suo cuore selvaggio e
14:40l'essenza pura e fortunatamente inviolata.
14:48Bene, io mi fermo qua e vi do appunto vent'ora e prossime edizioni con le nostre Omegas.
14:52Grazie.
15:06Grazie.
15:07Grazie.

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