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  • 5 ore fa
“Raccontare la malattia per spezzare l’isolamento dei pazienti”. È il messaggio di Donatella Romani e Roberto Amato, autori di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Attraverso le testimonianze di quattro famiglie, l’opera racconta l’impatto fisico ed emotivo dell’angioedema ereditario e mostra come ricerca scientifica, condivisione e volontà di non arrendersi possano aiutare a convivere con la patologia.

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Trascrizione
00:04Volevamo accendere una luce su una malattia rara, come tutte le malattie rare sono spesso
00:10dimenticate e soprattutto le famiglie che le vivono hanno grande difficoltà nell'arrivare
00:15a una diagnosi, hanno difficoltà anche a essere accolte, perché in questo caso il titolo è un
00:20po' emblematico, accettando Mr. Hyde, questa patologia, l'angioide amerizzario, è un po'
00:24un Mr. Hyde che arriva all'improvviso, gonfia un occhio, una mano, le labbra o a volte
00:29dà degli attacchi addominali o addirittura chiude la glottide, quindi è anche molto pericoloso
00:33e trasforma un po' e questo soprattutto per un adolescente è qualcosa che ti isola e ti
00:38fa sentire molto diverso e molto solo. Le testimonianze di queste quattro famiglie fanno capire che
00:45realmente oggi, grazie alla scienza da un lato e grazie alla volontà di non arrendersi,
00:50di non chiudersi, ma di raccontare e di condividere, si può farlo sedere accanto questo Mr. Hyde.
00:59Questi momenti sono molto importanti, normalmente c'è una camera principale che riprende la persona
01:08che è intervistata e quindi si racconta la sua storia, però ci sono altre camere secondarie,
01:15quelle che a volte sono chiamate camera di copertura, che in termini tecnico in realtà
01:22si chiamano B-movie e già ti fa capire che B-movie è meno importante di A-movie che sarebbe
01:29insomma la storia principale. In realtà non è così perché le coperture che vengono fatte
01:35vanno proprio a cercare quei momenti dove ci sono delle pause, dei momenti di commozione
01:44o di gioia, il movimento delle mani e ti danno anche la capacità di entrare dentro la persona
01:52che sta vivendo nella sua realtà quotidiana, a casa sua, come si fa il caffè, come ti guarda
01:59sorridendo e queste sono le cose che alla fine danno la maggior qualità del documentario.

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