Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 8 ore fa
“‘Vite in campo’ lancia un messaggio chiaro sulla forza della collaborazione di tutta la filiera al fianco del cittadino e di chi vive una patologia rara. È un approccio olistico in cui l'Italia crede fortemente. Il cinema rappresenta oggi un metodo narrativo straordinario per coinvolgere il grande pubblico sulla quotidianità dei pazienti, che non è solo clinica, ma riguarda da vicino le famiglie e i caregiver. È un’occasione importante per dare voce a chi spesso non riesce a trasmettere ciò che affronta e per sensibilizzare sulla qualità di vita delle persone”. Lo ha sottolineato Stefano Mecchia, Senior Director Communication & Corporate Public Affairs di Chiesi Italia, intervenendo al Festival del Cinema di Roma in occasione della presentazione di "Vite in campo", un documentario di Donatella Romani e Roberto Amato con Roberto Farnesi e Tathiana Garbin, realizzato con il contributo non condizionante di Chiesi Italia.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:03FIT in campo dà un messaggio che è quello della collaborazione, la collaborazione di tutta la filiera che è vicina
00:12al cittadino, al paziente che soffre di una patologia rara, specialistica o che sussiste nella neonatologia.
00:21È un lavoro olistico e Chiesa Italia crede nella collaborazione, di stare a fianco ai pazienti e questo del docufilm
00:31è un metodo narrativo per poter coinvolgere il largo pubblico su quella che è la quotidianità della persona che vive
00:40la malattia, che non è solo clinica, ripeto, ma è anche famiglia, caregiver e tutta la filiera che sta a
00:50fianco.
00:50Per cui è una grande occasione di comunicare quella che è la quotidianità di chi magari non riesce a comunicare
01:00quello che sta provando, quello che sta vivendo.
01:03Per cui l'arte cinematografica oggi è uno strumento per condividere quella che è la qualità di vita delle persone
01:10grazie al Festival del Cinema di Roma.

Consigliato