00:04Buongiorno da Parlamento Europeo, questa è Voci dal Parlamento, il nuovo format di ADN Kronos
00:09da e con l'Eurocamera di Strasburgo. Siamo qui con Sandro Gozzi, Eurodeputato di Renew
00:15Europe, i Liberali e segretario del Partito Democratico Europeo. Grazie per essere con
00:19noi. Il tema di oggi è l'allargamento. Oggi all'Eurocamera e alla plenaria si sono votati
00:25tre rapporti che parlano di Moldova, Serbia e Ucraina, diciamo tre grandi paesi alla periferia
00:30dell'Unione che sono anche funzionali a quello che sarà il futuro. Ma prima ancora mi piacerebbe
00:34parlare con lei di che cos'è l'allargamento e perché, quali sono i benefici e le sfide
00:39a livello geopolitico. Lei è stato relatore di un rapporto adottato qualche mese fa, a
00:44grande maggioranza, su quello che è l'allargamento. Ce lo puoi descrivere brevemente?
00:47Sì, innanzitutto l'allargamento è una grande opportunità geopolitica ed economica per l'Unione
00:52Europea. Ogni volta che abbiamo espanso l'Unione Europea, abbiamo espanso il mercato interno,
00:58abbiamo permesso a nuovi paesi di crescere e di rafforzarsi, tutti ci abbiamo guadagnato.
01:04E quindi diciamo che è uno dei casi in cui veramente è un approccio win-win, vinciamo
01:09noi e vince chi diventa membro dell'Unione Europea. Dobbiamo dire anche che l'Unione Europea
01:14sin dall'inizio è stata concepita come un progetto per tutto il continente europeo, solo
01:18che all'inizio non c'erano le condizioni, vuoi democratiche, vuoi di volontà,
01:22per fare un'unione a livello continentale, per questo siamo partiti in sei. Però l'obiettivo
01:28dell'Unione Europea è quello di estendere la sua prosperità, la sua stabilità a tutto
01:32il continente. In questo contesto storico, con la guerra di aggressioni della Russia contro
01:38l'Ucraina, con il ritorno di logiche di rapporti di forza, imperiali nel mondo, vedasi Cina,
01:46vedi le posizioni molto aggressive di Trump, l'allargamento, cioè l'aumentare il peso territoriale
01:54demografico dell'Unione Europea e estendere la stabilità attraverso l'adesione diventa
02:01anche una grande sfida geopolitica. Nel mio rapporto però diciamo una cosa molto chiara,
02:07questo è tutto giusto ma bisogna, per unificare il continente, bisogna riformare l'Unione.
02:12Quindi il messaggio fondamentale della mia relazione sulle conseguenze istituzionali
02:16dell'allargamento era che tutto questo è assolutamente necessario ma va preceduto, accompagnato
02:22da riforme della governance europea, del funzionamento dell'Europa perché altrimenti rischiamo
02:27di bloccarci.
02:28Diciamo rendere l'Europa adatta ad accogliere nuovi membri e ci dà una battuta su quella
02:34che sarebbe la risposta sua a coloro che sono perplessi riguardo all'accogliere nuovi paesi
02:39dentro l'UE.
02:40Ci sono varie risposte, innanzitutto i paesi che sono alle nostre porte rimangono alle
02:46nostre porte, non è che li possiamo spostare in Australia e quindi o noi lavoriamo per aumentare
02:52la stabilità e la prosperità dei nostri vicini o le loro difficoltà e la loro instabilità
02:57verrà a bussare e sfonderà le nostre porte. Quindi in ogni caso abbiamo un interesse a estendere
03:04la zona di pace, di crescita e di prosperità che è l'Unione Europea. Poi certo chi ha
03:10delle perplessità su certi punti ha ragione, nel senso che noi stiamo dicendo da tempo che
03:17già con 27 Stati membri l'Unione non è sufficientemente efficace, che c'è sempre qualcuno che mette
03:23il veto, che è troppo lenta nel decidere, che non è abbastanza potente, non ha un bilancio
03:29adeguato, non ha degli strumenti di investimento, non ha ancora sfruttato tutte le possibilità
03:35per costruire una difesa europea che non è abbastanza democratica. Tutte queste cose
03:39vanno riformate e vanno riformate a maggior ragione perché ci proviamo ad allargare.
03:44Chiaro che se dovessimo essere confrontati con una situazione in cui l'allargamento si facesse
03:50senza riforme io sarei il primo a avere dei dubbi. Quindi allargare e riformare.
03:55Chiarissimo. Partiamo dal primo paese di cui si è votato oggi all'Eurocamera, l'Ucraina.
04:00In sintesi l'Europarlamento ha apprezzato gli sforzi che si sono fatti verso l'adesione,
04:04in particolare notando con gioia che è stato aperto il primo capitolo, quello dei fondamentali,
04:10ed esortando il Consiglio europeo ad accelerare per aprire i prossimi capitoli.
04:15Come commenta questo risultato?
04:16È un risultato molto importante perché la battaglia per la democrazia, per la libertà, per l'indipendenza
04:21dell'Ucraina, che è una battaglia per gli ucraini ma anche per l'Unione europea, va accompagnata
04:26da una prova di serietà dell'Unione europea. Noi non possiamo continuare a dire che l'Ucraina
04:31ha un futuro in Unione europea e poi rimandare alle calende greche il momento in cui questo
04:37futuro si comincia a costruire. Quindi l'avvio dei negoziati, l'apertura dei capitoli con
04:42l'Ucraina sono e sono e saranno dei segnali molto concreti, delle prove molto concrete
04:48del fatto che siamo seri. Chiaro che l'Ucraina è l'Ucraina, avremmo dei grandi vantaggi dal
04:54punto di vista militare della difesa perché l'Ucraina oggi è uno degli eserciti più avanzati
05:00quindi certamente nel momento in cui non vogliamo costruire un'Europa della difesa l'Ucraina
05:04apporterebbe moltissimo in positivo all'Unione europea. Però l'Ucraina è un grande paese,
05:10sembra di 40 milioni di abitanti e passa, è un paese con una forte politica agricola,
05:16è un paese con delle regioni sottosviluppate e quindi è evidente che l'Ucraina è la cartina
05:24di tornasole sulla serietà dell'Europa di unificare e di riformare. Aprire all'Ucraina senza riformare
05:31l'Unione europea vuol dire andare verso la paralisi e vuol dire anche andare verso un rigetto
05:35perché immagino che i settori agricoli, le regioni meno sviluppate sarebbero le prime
05:40a dire ma come possiamo condividere la stessa torta con un nuovo ospite a tavola
05:46dell'importanza, dell'impatto dell'Ucraina sulle regioni e sull'agricoltura. Ecco perché
05:51proprio l'Ucraina è il caso più lampante della necessità di nel momento in cui si procede
05:59con i negoziati per l'adesione si deve avviare anche il processo di riforma del funzionamento
06:08dell'Unione europea, del bilancio dell'Unione europea e di alcune politiche comuni, innanzitutto
06:13politica agricola, politica di coesione.
06:15Infatti ci sono già stati dissapori tra certi stati europei appunto riguardo all'importazione
06:19agricole ucraina che abbiamo voluto esentare dai dazi per aiutare l'economia e poi essere
06:24inondati. C'è stato delle parole molto simili riguardo a quello che si è votato sulla Moldova
06:32nel senso che il paese ha un'altra entità ovviamente geograficamente e di PIL, però
06:36affronta tante delle stesse sfide tra cui l'influenza ibrida russa e l'Europarlamento più o meno
06:42come l'Ucraina, forse numeri addirittura maggiori, ha appoggiato i progressi fatti dalla Moldova
06:47verso l'adesione, in particolare nell'istante in cui Mosca fa sentire molto la sua influenza
06:53a livello con la guerra ibrida, con l'influenza elettorale che abbiamo appena visto. Un commento
06:58rapido sulla Moldova e come si posiziona?
06:59Che era assolutamente fondamentale, che certamente le implicazioni di un'adesione di questo
07:04paese sono minore rispetto all'Ucraina, l'impatto è minore ed è un tipo di guerra diversa quella
07:09che si combatte a Kisinau. In Ucraina è la guerra vera, con i carri armati, con le bombe,
07:15con gli aerei e con i militari sul terreno. A Kisinau è una battaglia di influenza, di ingerente
07:22democratiche, di forti interferenti russe ed è veramente uno spaccato di quello che sta
07:28succedendo nel continente europeo e oltre, cioè una nuova lotta di influenza, trasferi
07:35di influenza. La Russia e anche la Cina vogliono aumentare la loro sfera di influenza a spese
07:41degli europei. Questa è una delle ragioni geopolitiche fondamentali per cui abbiamo
07:45interesse a accelerare l'adesione di questo paese che, ripeto, ha un impatto molto minore
07:52rispetto ad altri, ma comunque quello che vale per l'Ucraina vale per tutti i paesi.
07:58Allargare, preparare l'allargamento, preparare l'unificazione del continente è impossibile
08:03senza riformare l'Unione.
08:05E passiamo a quella che è apparsa come la pecora nera dei voti di oggi, la Serbia, che
08:08in teoria è nella stessa posizione di paese candidato, in pratica non si sono aperti
08:14ovviamente negoziati, anche perché il governo di Aleksandar Vucic è stato protagonista di
08:20quello che molti vedono come un arretramento democratico sotto molti fronti. Il giudizio
08:27del Parlamento europeo dato oggi ha più o meno ricalcato questa linea chiedendo alla
08:31Serbia di mostrare risultati concreti riguardo all'adesione e non solo mettere delle toppe
08:36oppure continuare a dire di voler essere volonterosi dell'entrare in UE, però poi fare in pratica
08:42è esattamente il contrario.
08:43Il problema più grande del popolo serbo è il presidente serbo, il problema più grande
08:48della Serbia è il governo serbo. Noi siamo molto negativi non rispetto alla Serbia, non
08:53rispetto al popolo serbo, non rispetto alle giuste aspirazioni di piena adesione alla famiglia
08:59europea della Serbia che ne fa parte storicamente, ma siamo molto critici del regime serbo, il presidente
09:06Vucic manipola i media, usa direttamente o indirettamente dei metodi repressivi, a volte
09:13violenti nei confronti dei studenti che protestano, viola le norme fondamentali del gioco democratico
09:21manipolando le regole elettorali, manipolando i media e quindi impedisce alle opposizioni veramente
09:27di costruire delle alternative, vuole i fondi europei ma viola i valori europei e questa contraddizione
09:35è una contraddizione che non è più accettabile. Per tanto tempo si è chiuso un occhio, se
09:41non due, su quello che faceva Vucic perché si diceva che la stabilità regionale è garantita
09:46dal presidente Vucic. Oggi secondo me non solo non garantisce la democrazia a Belgrado, ma
09:52è un fattore di potenziale instabilità della regione. Quindi la ragione di realpolitik
09:58diplomatica per cui sosteneva Vucic oggi è caduta e credo che abbiamo molta ragione a
10:04essere molto esigenti perché è il modo migliore per tutelare i veri interessi del popolo serbo.
10:10Quanto sono legate secondo lei queste lacune alla vicinanza del governo di Vucic con la mosca
10:15di Putin? E se possiamo anche concludere, lei ha avuto uno scambio molto pubblico con il
10:19presidente Vucic. Ce lo vuole ripercorrerlo? Ce lo vuole raccontare?
10:22Il presidente Vucic ha deciso di attaccare personalmente per le posizioni che come democratici europei
10:29abbiamo preso rispetto alla Serbia, dimenticando, non sapendo forse che come democratici noi siamo
10:35dappertutto laddove è necessario battersi per lo Stato di diritto e la democrazia. Siamo
10:40in Serbia, siamo in Albania, siamo in Slovacchia, eravamo in Ungheria prima della vittoria
10:46di Magier. Questo non lo capisce e quindi ha pensato di attaccarmi personalmente, ovviamente
10:52con i soliti metodi di fake news, di disinformazione e di calugnie. Io l'ho sfidato pubblicamente
10:58a un dibattito televisivo che prima aveva accettato, poi non aveva accettato. Magari se
11:03c'è qualcuno in Serbia, spero per voi che vi seguino, io ribadisco la mia volontà a fare
11:09un dibattito con il Presidente Vucic dove vuole lui, a Belgrado, a Parigi, a Bruxelles,
11:16a Roma. Da allora è sparito, il punto è che è un po' allergico alla critica perché
11:23non è abituato.
11:25Ci trova un filo moscovita in questi comportamenti?
11:29Uno dei problemi della Serbia che abbiamo rilevato anche nel rapporto del Parlamento europeo
11:34è che la Serbia ha liberamente deciso di diventare paese candidato all'Unione europea.
11:39Nel momento in cui tu liberamente decidi di voler aderire alla famiglia europea devi rispettare
11:43certi valori, devi rispettare certi principi, quindi non stiamo facendo interferenze a Belgrado.
11:51Noi stiamo dicendo semplicemente, noi siamo molto felici che abbiate deciso di fare parte
11:55dell'Unione europea, però sappiate che come Stato membro avete degli obblighi. Tra questi
11:59obblighi, anche per un paese candidato, c'è un allineamento sulle principali decisioni
12:04di politica estera e di sicurezza comune. E anche da questo punto di vista Vucic sta
12:10disallineando, altro che allineando, perché è molto vicino alla Russia di Putin, è molto
12:15vicino alla Cina, è molto vicino quindi ai due grandi concorrenti e a uno dei due aggressori
12:22dell'Europa che è la Russia, quindi anche questa è una contraddizione che non può più
12:27venire tollerata. Io spero che le diplomazioni nazionali assumano un po' più di coraggio
12:32e prendano atto della realtà. Vucic non può essere il loro uomo a Belgrado. A Belgrado
12:39ci sono tante donne e uomini che dovrebbero essere i nostri, che sono i liberi cittadini
12:44che chiedono democrazia e chiedono Europa.
12:47Grazie mille per essere stato con noi. Sandro Gozzi, deputato di Renew Europe, i liberali
12:51e segretario del Partito Democratico Europeo. Grazie a voi. Grazie ancora.