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  • 20 minuti fa
Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv
Trascrizione
00:04esiste un luogo a Cagliari caratterizzato da una profonda vallata naturale attorno alla quale sono
00:12nate delle strade ed è circondato oggi dalla modernità e dalla frenesia del capoluogo isolano
00:19quel luogo si chiama la vallata di Palabanda e 2000 anni fa ospitò l'anfiteatro romano di Cagliari
00:28partiamo subito con il nostro viaggio per esplorare l'anfiteatro l'istituto dei cecchi
00:35ed anche il convento dei cappuccini che il nostro viaggio abbia inizio
01:01lo abbiamo anticipato all'inizio della nostra puntata muovendo i primi passi nella storia
01:09della Sardegna partendo dal capoluogo da Cagliari che è anche l'anfiteatro romano uno dei più bei
01:17monumenti del passato e della romanità in Sardegna risale al secondo secolo dopo Cristo e non soltanto
01:26un'opera di alta ingegneria legata agli spettacoli del passato ma anche in particolar modo un'opera
01:34idraulica consentiva il convogliamento delle acque lungo alle gradinate che poi nel periodo della seconda
01:43guerra mondiale hanno accolto all'interno di oscure caverne sotterranee anche i Cagliaritani
01:50i senza tetto quanti hanno perduto la propria abitazione durante i bombardamenti del lontano
01:581943 in queste immagini vediamo la disperazione ma anche l'organizzazione degli uomini delle donne
02:08e dei bambini che hanno vissuto all'interno di alcune cavità sotterranee quelle che noi chiamiamo
02:15anche il tunnel della storia un grande grandioso e monumentale edificio in parte modellato nella
02:27roccia in parte con la stessa roccia costruito in muratura nel lontano passato la storia di Cagliari
02:36è anche la storia dell'anfiteatro romano denominato i centus calas le cento scale per la presenza di questi
02:44gradini che per l'appunto hanno ispirato coloro che con il dialetto locale lo battezzarono per
02:51l'appunto con quel nome
02:57della storia dell'anfiteatro romano di Cagliari è meno conosciuto l'aspetto idraulico l'aspetto legato
03:05a tutta una serie di canalizzazioni scavate nella roccia e che dovevano consentire all'acqua piovana
03:10di addentrarsi all'interno di quella che è stata la naturale vallata di Palabanna ma utilizzata dall'uomo
03:17per creare le gradinate i gradini dell'anfiteatro romano di Cagliari e secondo ad una antichissima e
03:26suggestiva leggenda in un dato periodo storico sarebbe stato allagato volutamente per mano dell'uomo
03:33grazie a delle grandiose cisterne sotterranee per consentire delle naumachie delle battaglie
03:39navali in realtà questo forse non è mai avvenuto ma quel che è certo è la presenza di unicoli
03:47sotterrani di veri e propri passaggi segreti che dal di sotto dell'anfiteatro medesimo condurranno
03:54prossimamente voi nel nostro viaggio nel tunnel della storia alla scoperta di una prigione e di
04:01un cisternone che è situato sotto i piedi dei cagliaritani sotto alle auto al traffico un
04:08cunicolo che conduce in una grande cisterna che scollina verso la parte della cosiddetta
04:14vallata di Palabanda e dal lato opposto verso l'orto dei frati Capucini
04:24ed innanzi all'anfiteatro romano che nel 1800 non era stato del tutto ancora riportato alla
04:32luce troviamo un edificio che è nato dalla visione di un uomo ti aiuto Alessandro attenzione a questo
04:41gradino dicevamo una visione di un uomo che aveva dei problemi di vista quindi una visione
04:48intellettuale una spinta filosofica una visione ideale e nacque allora lo storico istituto dei
04:58ciechi che è divenuto nel corso del tempo anche la scuola elementare statale per i ciechi la scuola
05:04media statale per i ciechi come potete leggere dalla lapide intitolata a don Maurizio Falqui
05:13sembra quasi di risentirli passi che hanno percorso questi gradini hanno risalito questa
05:21scalinata per portare i ciechi in visita nello storico istituto
05:32buongiorno Maurizio buongiorno buongiorno e grazie per la vostra accoglienza in questo
05:38bellissimo storico edificio che è l'istituto dei ciechi istituto dei ciechi che è stato intitolato
05:45a Maurizio Falqui infatti è l'istituto dei ciechi Maurizio Falqui della Sardegna con sede a Cagliari
05:52è l'unico istituto dei ciechi della Sardegna che si aggiunge appunto all'istituto dei ciechi
06:01che ogni regione d'Italia possiede siete entrati in una struttura dei primi del novecento che è
06:10un'istituzione conosciuta veramente dai più per la sua grande storia e quindi ecco l'atrio dove ci
06:22ritroviamo dove appunto potete vedere i busti dei benefattori sono dei busti realizzati peraltro
06:29da dei grandi maestri dell'arte in particolar modo da uno che si chiamava Giuseppe Sartorio veniva
06:35considerato il Michelangelo dei morti assolutamente sì infatti il Sartorio ha voluto donare diciamo
06:44queste sue sculture all'istituto dei ciechi e questa che vediamo appunto è una scultura
06:51che riprende diciamo i lineamenti di Beniamino Pirsì che è stato un benefattore appunto di questo
07:00istituto perché la sua grande azienda Bolottana dove c'è una grande struttura ancora abitata ancora
07:10oggi che è diventata anche museo grazie alla sua diciamo generosità arrivava il camion dall'azienda
07:20Pirsì che portava appunto e consegnava qui all'istituto le derrate alimentari gratuitamente
07:26per tutti i non vedenti che arrivavano da tutta la Sardegna qui in istituto perché qui tra l'altro
07:36esisteva appunto il refettorio ma dormivano anche oltre chiaramente a studiare e a vivere
07:46proprio qui a imparare a vivere e a scrivere e a leggere
07:50Sembra quasi di vederli austeri vestiti con degli abiti d'epoca sospesi tra l'otto e il novecento
07:58e ci sono tra questi busti anche le opere come in un caso particolare come questa di Gerugi
08:04un altro grande maestro dell'arte scultorea anche lui lavorò nel cimitero monumentale di Bonaria
08:11non solo per abbellire i luoghi della storia nei quali ci risulta poi sono stati sepolti
08:18anche dei grandi personaggi dei medici ma anche delle persone che purtroppo non vedevano
08:24ecco questo luogo mentre cerchiamo di addentrarci nella storica anche cappella
08:30è stato anche un luogo comunque di grande riscatto per chi non aveva più la capacità visiva
08:38assolutamente sì e infatti sono tutti riconoscenti diverse generazioni di allievi che hanno frequentato
08:45questo bellissimo istituto sono riconoscenti appunto a coloro agli educatori e gli insegnanti
08:50che gli hanno messi in condizioni di poter vivere in autonomia sapendo leggere e scrivere
08:57ovviamente con il sistema Braille tenete presente che arrivavano veramente da piccoli
09:04dall'età di sei anni arrivavano per le scuole elementari, le scuole medie sino ai 14 anni, 15 anni
09:12in questo istituto e vivevano tutto il giorno in questo istituto. Siamo nella cappella
09:17dell'istituto dei cecchi, una cappella tutta decorata a mano, una cappella fantastica veramente
09:25perché nell'istituto dei cecchi erano presenti le suore chiaramente sino a 30 anni fa e quindi
09:37i ragazzi oltre che a studiare, a fare attività varie e frequentavano anche la cappella, c'era
09:47la messa del mattino, la prima messa e la messa della sera. Questa è una bellissima cappella
09:52appunto con l'illuminazione nuova di zecca proprio per celebrare nuovamente messa e varie
10:00iniziative culturali e religiose. Erano per lo più, professor Procelli, persone nate
10:07cieche, divenute affette da cecità nel corso del tempo, un po' un tutt'uno? Sì, purtroppo
10:14voglio ricordare che sino ad alcuni decenni fa nascevano veramente tanti bambini privi della
10:23vista dalla nascita e quindi cosa accadeva? Accadeva che le famiglie non potevano tenerli
10:31a casa, avevano necessità appunto di farli venire a Cagliari in istituto dove venivano
10:39seguiti con grande attenzione per poter imparare ovviamente a leggere e scrivere e quindi vivevano
10:49qui questi ragazzi che sono cresciuti, l'adolescenza l'hanno fatta qui in questo istituto aiutando
10:59quindi anche le famiglie ad avere dei figli che fossero istruiti. E lasciata alle nostre
11:05spalle la cappella sacra dell'istituto dei ciechi ci stiamo adesso recando a visitare delle sale
11:14che sono meravigliose, ospitano al loro interno della mobilia, guardate sul lato destro una
11:22sala riunioni destinata alle decisioni importanti accanto alla storica direzione a due passi da
11:30questa sala. Esatto e questa è la sala delle riunioni dove in origine i benefattori si riunivano
11:37tutti insieme per decidere il futuro dell'istituto, gli investimenti da effettuare. È una sala che è
11:45rimasta tale e quale come ai primi del Novecento con tutta la carta da parati che è rimasta intatta
11:53e il mobilio antico in legno massiccio ed è rimasto tutto così come era nei primi del Novecento.
12:02Esattamente su questo lato, amici che ci state seguendo, possiamo osservare il bellissimo
12:10anfiteatro romano dal quale come già detto prima siamo partiti per il nostro viaggio con
12:16una Cagliari che è anche la città del sole, guardate con questa sua straordinaria luminosità
12:22che guarda verso a questi ambienti. Questo personaggio ben vestito, austero, è un personaggio
12:31molto importante per l'istituto. Sì certo, l'istituto è intitolato Maurizio Falqui che è stato un
12:38benefattore appunto di questo istituto e ha contribuito assieme a tanti altri benefattori
12:44alla costruzione di 9.000 metri quadrati di superficie, tale è appunto la superficie in cui
12:54è stato costruito l'istituto dei cecchi di Cagliari.
13:01E girando le sale dell'istituto dei cecchi troviamo anche questa sala d'aspetto, questa
13:09sala riunioni nella quale sembra di vederli due genitori, papà e mamma, attendere il proprio
13:17figlio per un colloquio per poterlo venire così a trovare in questo storico edificio.
13:24guardate la mobilia, sono delle sedie realizzate dagli stessi cosiddetti e lo diciamo con rispetto
13:32cecchi dell'istituto e poi su quel lato è sempre presente in lui un pianoforte presente
13:40in ciascuna delle sale di questo storico istituto.
13:48E usufruendo quest'oggi di un permesso speciale nel ripercorrere il nostro tunnel della storia
13:55ci addentriamo adesso in un'altra stanza che viene tenuta chiusa a chiave perché conserva
14:03non delle tavole anatomiche, biologiche ma delle tavole tattili con un mappamondo anche
14:11tattile che con tutti i viaggi che abbiamo fatto nella nostra isola di Sardegna e non solo
14:18e quelli che faremo nel nostro tunnel della storia, guardate, possiamo ammirare andando
14:24a tutto tondo a questo suggestivo mappamondo con le località geografiche che venivano appunto
14:32spiegate, insegnate ai non vedenti.
14:36Sì questa è l'aula didattica come vedete oltre a questo bellissimo mappamondo antichissimo
14:41ci sono tutte le scaffalature piene appunto di ausili didattici che venivano usati e vengono
14:50usati tutt'oggi da coloro che appunto sono privi della vista o ipovedenti.
14:56Sì è un'aula didattica antica, basta vedere appunto quei...
15:04Tutte queste tavole che sono tattili poi?
15:07Tattili che sono molto antiche ma generazioni intere di ragazzi non vedenti, ragazzi e ragazze
15:16hanno imparato appunto e hanno studiato in questo istituto.
15:32E sul ciglio della vallata di Palabanda, a brevissima distanza dall'anfiteatro romano
15:39di Cagliari, sul finire del 1500 nacque un edificio religioso che accolse come ad uno scrigno
15:47per l'appunto di religiosità la storia del cristianesimo in Sardegna e il convento dei
15:54frati Cappuccini e la chiesa intitolata a Sant'Antonio.
15:59Accediamo in questo luogo della memoria.
16:25Chiuso da una bellissima cancellata realizzata con del pesante ferro battuto è l'Ara Sacra,
16:34il Tempio Sacro, dedicato ad un uomo dormiente che ha fatto della preghiera la propria missione
16:42di vita ma anche dell'aiuto al prossimo e dunque ai poveri, Sant'Ignazio da Lacuni, rappresentato
16:51con questa tomba che a sua volta è una grande opera d'arte che viene sorretta su questa vera e
17:00propria
17:01bara di vetro da degli angeli che lo sorreggono e lo portano su in alto verso il cielo da questo
17:10porporato e dorato letto di morte. Ci troviamo in un altare mausoleo che rappresenta poi la storia
17:20anche dello stile bizantineggianti a Cagliari in Sardegna perché sulle pareti vedete del cosiddetto
17:27deambulatorio possiamo osservare delle immagini della stessa chiesa di Sant'Ignazio da Lacuni a
17:34Cagliari e anche sul lato opposto le immagini del porto di Cagliari, delle navi e sullo sfondo la
17:44passeggiata della via Roma del capoluogo della Sardegna ma anche in alto la chiesa cattedrale
17:51nel quartiere di Castello. Un luogo di grande storia, di grande fascino con un cupolone centrale dal quale
18:01penetra la luce della città di Cagliari introduce il nostro viaggio alla scoperta del santuario di
18:09Sant'Ignazio, un uomo vissuto nel diciottesimo secolo originario di Lacuni, un paese della Sardegna
18:16dell'area provinciale di Oristano e che visse sul lato sinistro in delle stanze molto umili, molto
18:25povere e al tempo stesso che rappresentano nella loro povertà l'essenza della vita non tanto monastica
18:34ma dei frati capuccini di Cagliari, i frati minimi di Cagliari e della Sardegna. Eccolo il letto di legno,
18:41molto umile, su quel lato possiamo osservare i resti della bara di Sant'Ignazio, vedete incorniciata,
18:49a sinistra una cassa panca, poi un armadio ed una finestra sulla quale sono ancora impressi,
18:58rimasti impressi, rimasti impressi con della colla dei fogli di giornale, dei fogli liturgici e anche
19:06delle immagini di Santi. Lasciamo questo grande santuario alla propria storia, alla propria
19:13spiritualità leggendo su questo lato che quella di Sant'Ignazio era una vera e propria cella, non certo
19:20una cella di prigionia, ma sicuramente una cella nella quale con il rigore dei frati capuccini
19:28questo uomo divenne grande, divenne importante portando un grande esempio di fede ma anche di miracoli
19:36tant'è vero che è stato santificato e prossimamente andremo a Laconi lasciando Cagliari
19:41per riscoprire nella storia, le gesta, gli usi e i costumi del passato.
19:49Nel convento dei frati capuccini di Cagliari è difficile non subire il fascino dei grandi
19:56personaggi del passato, per l'appunto dei frati capuccini che poterono svolgere la propria
20:02attività religiosa al servizio dei poveri, al servizio degli ultimi. Tra essi ci fu anche
20:09fra Lorenzo Pinna che abbiamo avuto occasione di incontrare, per l'appunto di conoscere, di
20:15assistere durante alla sua attività nel convento ed anche alla coltivazione delle erbe medicamentose
20:22che per l'appunto questo frate, secondo alcuni mistico, consegnava, donava ai poveri, a tante
20:30persone che stavano sull'uscio della chiesa per ricevere una parola di conforto. Seguite
20:36questa intervista perché è una testimonianza nel tempo e della storia inedita che vi abbiamo
20:42voluto offrire.
20:55Lorenzo, lei che prega tanto ed è spesso in sintonia con Dio ma anche con la natura, la natura divina
21:04delle cose con l'ambiente. Ricordiamo lei a Montero Quinto in sintonia con gli animali.
21:10Ecco, cosa pensa proprio nel senso non tanto cristiano della vita ma della vita che va dopo
21:18la morte nell'aldilaico. Cosa c'è dopo la vita?
21:21Ecco, io questo pensiero della vita che c'è al di là dopo questa esistenza è sempre
21:29più insistente, sempre più abituale di me perché il tempo si sta avvicinando rapidamente
21:37data l'età e ci penso moltissimo e la vedo sempre come una cosa bella, desiderabile. Io l'anno scorso
21:47mi ero preparato perché era stato male. Un giorno mi sentivo venire meno la vita. Ho
21:55chiamato il superiore, ho chiamato il mio padre sabituale, poi ho chiamato il superiore, ho dato
21:59i sacramenti proprio. Ho preparato un molibondo, ho chiesto perdone ai compratelli e soffro che
22:05ero lì pronto. Insomma ci stava per tirare un brutto scherzo e così. C'era che a voi è successo
22:12tutto il contrario. Aveva arrivato un medico, l'ho portato all'ospedale e da lì ho cominciato.
22:16E lei cosa sentiva? Scusi se mi permette una domanda.
22:19Sentivo dentro questa aspirazione che andavo ad incontrarmi, andavo a vedere quello che
22:27ora credo. Adesso io credo senza vedere. Lì vedrò, bisogna di credere perché lo vedo.
22:33E' una cosa bellissima che avrei incontrato l'unico vero bene, il bene assoluto.
22:40Dice la pace.
22:43Non andavo tanto per cercare la felicità, ma per cercare Dio che è il bene assoluto
22:49per se stesso. Dalla nascita è la prima fase, la vita è la seconda e poi la morte.
22:56Questa che stiamo vivendo adesso è la fase intermedia che ci prepara però, ci dobbiamo
23:02preparare per la vita eterna. Per la vita eterna.
23:06Se dovessi dare un consiglio ai giovani oggi o a tutte le persone che ovviamente sono in
23:11vita, cosa consiglierebbe? Come dovrebbero vivere questa vita secondo lei?
23:16Io quello che consiglio, tante volte mi capita per consigliare anche i giovani.
23:19io dico sempre, cercate di vivere una vita di fede, profonda, forte, personale, coerente.
23:29Questo consiglio sempre. Perché senza la fede non ha senso nulla. Nella vita, nella morte.
23:37Nella fede ha senso anche la sofferenza, la privazione, la non realizzazione.
23:42Tutto ha senso perché tutto serve per la vita eterna.
24:06In questi 75 anni, in tanti modi, ho fatto esperienza di Dio.
24:13E alla fine concludo che Dio è un bene infinito.
24:20È normale che io senta un grande desiderio di lasciare questa esistenza terrena ed unirmi a Lui per tutta l
24:33'eternità.
24:34Sto vivendo la stagione più bella della mia vita, della gioia dell'attesa, come una vigilia di festa.
24:45Fra Lorenzo, queste sue parole che sono molto profonde, però ci fanno un po' spallentare.
24:52Lo vorrei vedere sorridente.
24:54Lei è felice dalla persona.
24:57Felicizzo.
24:58Sono veramente.
24:59Ho vissuto questi 75 anni di professione religiosa.
25:05Li ho vissuti gioiosamente e felicemente nella certezza che questa era la vita che Dio ha voluto per me.
25:16E le sono gratissime.
25:19Grazie per questa sua testimonianza.
25:22E tanti auguri.
25:26Parole forti, molto profonde, quelle di Fra Lorenzo Pinna, profonde quanto il tunnel della storia che ci ha condotti alla
25:36riscoperta di alcune storie per l'appunto di una Sardegna inedita.
25:41Grazie per averci seguito e arrivederci alla prossima puntata.
26:06Grazie a tutti.
26:15Grazie.
26:15Grazie a tutti.

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