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00:30Buon pomeriggio a tutti, oggi in studio è il signor Luciano Damiazzi, presidente dell'OAMI. Signor Damiazzi, può parlarci di
00:41come vive l'anziano in comunità e come i familiari si comportano con lui?
00:48Sì, volentieri. Intanto un grazie all'associazione Fiocco Bianco Argento per questa iniziativa, per questo progetto che vuole riformulare e
01:03riportare l'attenzione un po' di tutti noi sul problema anziani.
01:09L'OAMI è nata prevalentemente negli anni Sessanta per il dopo di noi, una cosa che ha preso piede in
01:20Italia solamente da qualche anno, ma che allora era del tutto sconosciuta.
01:26Dal dopo di noi, che riguarda prevalentemente le persone disabili, soprattutto quelle rimaste sole, siamo passati anche ad occuparci degli
01:37anziani.
01:38E quindi sentiamo questo problema abbastanza nostro, facciamo parte dell'associazione e quindi seguiamo gli anziani sia dal punto di
01:50vista generale del loro sviluppo, della loro anzianità, che oggi diventa sempre più alta per l'aspettativa di vita fortunatamente
02:02cresciuta,
02:04ma ce ne occupiamo anche attraverso le nostre strutture che li accolgono quando la famiglia è in difficoltà.
02:14Si è parlato tanto delle strutture di riposo, molti le criticano a favore di una permanenza in famiglia.
02:23I primi favorevoli alla permanenza in famiglia siamo noi.
02:29Le nostre strutture nascono proprio per dare una mano a chi in famiglia non può stare o per la situazione
02:38familiare.
02:39Il classico esempio dell'anziano che non ha nessuno che possa badare a lui.
02:45E poi l'anziano che per le patologie di cui soffre non può essere accudito in famiglia.
02:55Ecco, in questo senso interviene la nostra opera e ovviamente cerca di mantenere, e vengo alla domanda, quelli che sono
03:05i rapporti con le famiglie.
03:07I rapporti con le famiglie in genere, possiamo dire di larga massima, sono abbastanza buoni.
03:16Le famiglie di norma collaborano, collaborano a quelli che sono i nostri progetti per il recupero o il mantenimento delle
03:28residue capacità che l'anziano manifesta al suo ingresso.
03:34Ci sono ovviamente anche casi patologici dove la famiglia è assente o perché non può, purtroppo però in qualche caso
03:47anche perché non vuole.
03:49Ed è questo il caso in cui vede la casa del riposo come una soluzione dei problemi della famiglia di
03:59origine, il cosiddetto parcheggio.
04:02Ecco, questa è la realtà in cui viviamo noi, però fortunatamente, almeno nella città di Cagliari, credo che questo fenomeno
04:12sia abbastanza raro
04:13e le persone che occupano le persone che occupano le case di riposo, siano comunque sempre a contatto anche con
04:23le famiglie per il nostro tramite.
04:26Com'è la vita in comunità e com'è la vita in famiglia? Che differenza c'è per l'anziano?
04:37Ovviamente in tempi normali e soprattutto in condizioni diciamo favorevoli, che sono quelle condizioni che si trovavano decenni e decenni
04:50fa,
04:50cioè la famiglia intesa come una volta i coniugi, i figli, i nonni del padre, i nonni della madre, magari
05:04anche qualche zia e qualche zio.
05:07Ecco, le grandi famiglie dove gli anziani erano veramente al centro dell'istituzione famiglia
05:15ed erano appunto circondati da tutti gli affetti, figli, nipoti, addirittura pronipoti.
05:23Allora è chiaro che la vita in famiglia era ed è, rimane quando è possibile, la scelta migliore.
05:33Diversamente il problema della vita in famiglia diventa tragico quando, come dicevo prima,
05:41l'anziano è solo e in più anche bisognoso di cure.
05:47E allora troviamo l'anziano che in solitudine, magari con l'unica compagnia di una badante, come oggi si usa
05:59a fare,
06:01trascorre la sua giornata tra le quattro mura.
06:04E chiaramente non è una giornata molto edificante.
06:10Le prime ore del mattino prevedono la colazione, l'igiene e poi la badante poverina deve attendere
06:20a tutte quelle faccende domestiche che gli rimangono da fare.
06:24Per cui l'anziano è solo, molto spesso, davanti a uno schermo televisivo
06:30e così tra un pisolino e l'altro trascorre la giornata fino all'ora di pranzo.
06:37Dopo il pranzo la storia si ripete.
06:41La badante lo sistema in poltrona, nuovamente davanti ad un video.
06:49Fortunatamente qualche volta può arrivare la telefonata di qualche amico, di qualche parente,
06:55altrimenti mentre la badante continua le sue faccende domestiche,
07:00trascorre in questo modo la serata fino all'ora di cena e così via.
07:06La storia si ripete.
07:08Non c'è nessun contatto sociale e non c'è nessuna interazione,
07:14molto spesso neanche con la badante perché magari ancora non ha approcciato al meglio la nostra lingua.
07:23La vita in comunità è diversa.
07:27Intanto c'è un'interazione immediata con gli altri ospiti della struttura
07:32che significa trascorrere la mattina, il pomeriggio, ma l'intera giornata così a colloquio,
07:41ricordando, come fanno tutti gli anziani, nessuno esente, i vecchi tempi, le vecchie esperienze,
07:50i vecchi ricordi e dicendo come si suol dire, allora si stava bene.
07:58In questo framezzo di interlocuzioni fra ospiti abbiamo il ruolo essenziale delle educatrici
08:08che una volta terminata la fase di genere personale, colazione, pranzo o cena,
08:16abbiamo degli spazi dove le educatrici, che sono persone laureate, specializzate in psicologia,
08:26in scienze dell'educazione in genere,
08:28e riescono a svolgere una preziosa attività di stimolo cognitivo a tutti gli anziani.
08:40Ecco, questo stimolo è molto importante,
08:42perché a una certa età noi sappiamo che sono vivi i ricordi di un tempo,
08:49molto meno quelli recenti,
08:51però bisogna mantenere, come si dice, il cervello in allenamento.
08:57Ed ecco che questo è il compito delle educatrici,
09:01che nelle nostre strutture, quattro ore la mattina e quattro ore la sera,
09:09fra parentesi qualche anziano ogni tanto manifesta anche un po' di insofferenza,
09:18perché magari gli stanno troppo addosso,
09:20però abbiamo queste interazioni con le psicologhe e con le educatrici
09:25che riescono a stimolare, a far rivivere i ricordi
09:30e attraverso tutta una serie di operazioni,
09:34comprese anche i giochi di società,
09:39riescono a tenere vivo lo spirito di questi anziani
09:43e a far sì che il cervello continui a funzionare nel modo migliore.
09:49Questo sia per gli autosufficienti, ma anche per i non autosufficienti,
09:55ripeto, cercando di mantenere vivo, se non altro, il ricordo del passato.
10:02Grazie signor Damiazzi per il suo intervento.
10:08Adesso passiamo la parola all'amministratore di sostegno.
10:15Siamo nuovamente in studio con la dottoressa Maria Francesca Porcedda,
10:23amministratore di sostegno del Tribunale,
10:25che ci indicherà quali sono i beneficiari di questo tipo nuova di procedura.
10:33Buonasera, i beneficiari di amministrazione e di sostegno
10:39sono definiti dall'articolo 404 del Codice Civile.
10:45Il professor Paolo Cendon, padre della legge del 2004,
10:50e sull'amministrazione di sostegno, rivolge questa legge a quelle persone
10:57che a proposito di intendere e di volere si trovano a metà strada.
11:01La legge è rivolta ai malati di mente, agli alcolisti, ai tossicodipendenti,
11:11ai pazienti affetti da Alzheimer, pazienti con il Parkinson,
11:17che sono portatori di handicap, anche solo fisico,
11:22e diciamo le vittime di ictus cerebrale, i malati di tumore,
11:29tutte quelle persone che si trovano appunto in fragilità.
11:34Chiaramente la condizione importante di questa legge è che conserva la capacità di agire per il beneficiario,
11:50per gli atti cosiddetti quotidiani, nel senso che il beneficiario sicuramente potrà andare a comprare le sigarette
11:59o un chilo di pane o a comprarsi l'abbigliamento, scegliere di andare a un concerto o scegliere di affittare
12:08una casa per sé,
12:10per esempio, oppure di vendere un bene.
12:15Queste sono le autorizzazioni che poi ci darà il giudice.
12:21Quali sono i compiti e i poteri dell'amministratore di sostegno?
12:27Adesso noi abbiamo parlato di quella che è la libertà di chi chiede il vostro sostegno,
12:34ma i vostri compiti quali sono?
12:37La legge parla di avere cura della persona, di prendersi cura del benessere della persona
12:45e promuovere la sua dignità sociale.
12:48Questa triade garantisce alla persona amministrata la condizione ideale di una persona che lo affianca,
13:03e cioè l'affiancamento dell'amministratore di sostegno non è una sostituzione alla persona,
13:11è un cosiddetto affiancamento che serve a proteggere la persona nel caso di grande fragilità,
13:23oppure ad aiutarla a sviluppare quelle che sono per esempio le sue ambizioni.
13:31Anche le persone cosiddette anziane che sono sotto protezione,
13:37hanno comunque delle aspirazioni, andare a teatro per esempio.
13:44Quindi in effetti quella dell'amministrazione di sostegno è una figura che il legislatore
13:51ha previsto con funzione di mediazione in primo luogo tra l'amministratore, il beneficiario e la famiglia,
14:02tra la famiglia e il giudice, tra il beneficiario, l'amministratore e i servizi sociali,
14:10senza trascurare chiaramente quelli che sono i doveri dell'amministratore di sostegno.
14:17Recarsi nelle banche, aprire un conto corrente, un conto corrente postale,
14:23oppure prendere contatti con le strutture residenziali, oppure dare un consenso a un intervento chirurgico,
14:33se la persona è in ospedale.
14:37Quindi molto spesso, a seconda del bisogno, veniamo definiti amministratori sociali o genitori sociali,
14:49molto spesso, intanto è come ci sentiamo noi in questo ruolo,
14:55cioè ci sentiamo come un genitore che a volte si fa carico di figli malati, di figli fragili
15:01e quindi li accompagna nel loro percorso di vita, nel loro sviluppo,
15:06oppure ci troviamo davanti ai beneficiari anziani che per diversi motivi sono soli,
15:18soli, o perché non hanno avuto figli, o perché per colpa loro i figli non sono più vicini,
15:29oppure perché i figli si allontanano talvolta per meri interessi economici,
15:34dimenticando appunto i doveri verso i genitori.
15:39Riferendoci alle anziani, la legge non parla esattamente di anziano,
15:48allora parla di singoli beneficiari che a causa per esempio dell'età,
15:55a causa di una malattia si trovano a dover chiedere aiuto,
16:03magari si rivolgono ai servizi sociali e sono i servizi sociali poi a segnalare al tribunale,
16:09oppure vengono ricoverati ed è lo stesso ospedale che chiede la nomina dell'amministratore di sostegno.
16:17Comunque il compito primario dell'amministratore è sempre quello di aiutare i beneficiari
16:24e non quello di prevaricare o imporre loro delle scelte.
16:30È importante instaurare, specialmente con gli anziani,
16:34intanto un rapporto di fiducia, un rapporto costante,
16:40affrontare con l'amministrato, quindi con il beneficiario,
16:45quelli che sono i suoi problemi, accompagnarlo dal medico,
16:49parlare con il medico di base, fornire alla persona anziana tutte le informazioni
16:59e tutti i mezzi in modo che si sviluppi una relazione forte tra l'amministratore e il beneficiario,
17:09ma soprattutto che l'amministratore sappia quali sono tutti gli enti dove rivolgersi,
17:15le associazioni per esempio che possono dare aiuto alla persona anziana
17:20oppure riuscire a instaurare un rapporto di fiducia
17:30tale da indurre l'anziano ad avere non più una persona estranea,
17:39ma una persona che si prenda cura di lui o di lei nel corso della giornata.
17:47Quindi organizzare quella che è la vita dell'amministrato,
17:50che per esempio vive in famiglia oppure vive solo molto spesso,
17:55vive solo, magari non è più in grado di andare a fare la spesa tutti i giorni,
18:00di andare a pagare una bolletta,
18:02e quindi bisogna che l'amministratore di sostegno si occupi di una persona fidata,
18:09di fiducia che possa aiutare in casa il beneficiario.
18:16Grazie dottoressa Porceda,
18:18penso che i consigli e le spiegazioni della dottoressa Maria Francesca Porceda,
18:26amministratore di sostegno, siano stati utili.
18:29Noi ringraziamo perché sappiamo che ci avete seguito
18:35e vi rimandiamo a un prossimo progetto.
18:59Grazie a tutti.
19:00Grazie a tutti.
19:03Grazie a tutti.
19:03Grazie a tutti.