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NovitàTrascrizione
00:12Buongiorno e un buon Natale a tutte e tutti da Telecosta Smeralda.
00:19Oggi inizieremo con le parole di Don Mario Ledda e la sua ricerca di creazione di relazioni
00:29e la sottolineatura che le relazioni sono così importanti nella nostra vita,
00:33ma poi parleremo di cibo, del cibo che unisce le tavole, che unisce le famiglie e le amicizie.
00:40Parleremo del nostro minuto tradizionali, ma anche della tavola delle feste.
00:45Parleremo del fatto che a Olmedo il presepe artistico sia fatto di pane
00:51e poi andremo a Gberchida per la notte dei chelui, la magia dei presepi.
00:57Infine daremo uno sguardo al nostro palinzesto.
01:00Bene, andiamo per ordine.
01:03Sentiamo le parole di Don Mario Ledda e il suo messaggio di auguri per questo Natale.
01:11Cari amici, per vivere con un po' di autenticità il Natale,
01:17ci tocca innanzitutto un suggerimento di liberazione,
01:24cioè liberiamoci di tutte le sciocchezze che la pubblicità ci dice sul Natale.
01:31Se per farvi quattro risate volete farvi uno sciocchezziario,
01:37scrivetevi tutte le stupidaggini pubblicitarie sul Natale che si sentono in continuazione
01:44o si leggono sui giornali.
01:48Per cui la gioia, la felicità, la festa sono sempre legate a un oggetto, a una cosa,
01:59molto meno alle relazioni fra persone.
02:02Il Natale è fatto di relazioni.
02:07È Dio che entra in relazione con noi e ci chiede di avere relazioni fra di noi appena appena più
02:15intelligenti.
02:17Un'immagine che non è inventata da me è antichissima.
02:22I padri della Chiesa, soprattutto orientali, la trattavano in abbondanza.
02:31Nasce nel legno di una mangiatoia, morirà sul legno di una croce.
02:45Credi che guasti la festa del Natale, questo accostamento?
02:51No, no, no, non lo guasta, lo rende vero.
02:56Perché l'essenza del Natale è la vita donata.
03:00La vita rapita e posseduta solo per me non ha niente di divino, non ha niente di eterno.
03:09È profondamente triste e lasciatemi dire un po' stupida.
03:14Solo la vita donata è bella.
03:17Solo la vita donata è squisitamente natalizia.
03:23Auguri a tutti di cuore.
03:27Le relazioni si formano soprattutto a tavola, nelle tavole delle feste.
03:33In particolar modo abbiamo sentito lo chef Daniele Cui raccontarci che cosa si mette a tavola in Sardegna.
03:55E chi meglio dello chef di Telecosta Smeralda, Daniele Cui, può darci indicazioni su questo menù di Natale.
04:04Ho visto che la tradizione va rispettata in pieno.
04:08Sì, va rispettata in pieno, utilizzare prodotti nostri, locali, sta andando molto per la maggiore, anche dei buoni prodotti direi.
04:17Quindi possiamo tranquillamente spingere, non lo so, i nostri carciofi, i nostri formaggi, i nostri pesci, ovviamente rispettando anche la
04:29stagionalità del prodotto.
04:30Dacci qualche indicazione per esempio sui pesci, perché al mercato ce ne sono tanti, però non tutti sono del mar
04:38Mediterraneo.
04:39Se stiamo sul pesce azzurro per la vigilia, quindi uno sgombro, lo possiamo marinare, lo possiamo fare arrosto, lo possiamo
04:46fare in umido, oppure non lo so, i molluschi, il polpo, la seppia, un calamaro.
04:51Possiamo condire anche una pasta, una tagliatella con dei funghi, dei calamari, i nostri carciofi, i nostri formaggi come antipasti.
05:02Perché andare fuori, ricercare chissà che cosa quando abbiamo il buono da noi.
05:07Se abbiamo un cammino acceso, un carciofo arrosto.
05:10Ecco, bella idea. Quindi il carciofo arrosto al cammino.
05:14Beh, un carciofo pulito, semplicemente privato delle spine, del suo cuore, e al suo interno si mette un po' di
05:21pecorino grattugiato che fonde col calore,
05:25e diventa tipo una fondue, un po' di pepe, un po' di sale grosso, basta, un buon olio d'oliva
05:29non serve perché abbiamo il grasso del formaggio,
05:32e già questo è un antipastino di grande spessore.
05:37Poi naturalmente abbiamo solito il carne, agnello, maialetto, arrosto.
05:42E' che possiamo tenerci per il giorno di Natale.
05:45La vigilia stiamo un po' più leggeri, e poi il giorno di Natale, sì, il nostro agnello, che adesso è
05:52sempre ben accetto nelle tavole.
05:54Il giorno di Natale l'agnello forse non può mancare, altrimenti è anche una bella gallina,
06:02insomma, che venga anche allevata con i dovuti crismi.
06:05E poi io dico sempre un primo piatto, che è quello più importante, più di peso,
06:11fatto in casa, fatto in famiglia, rispettiamo anche la tradizione del Natale,
06:15pasta fresca, manipolare tutti insieme, trascorrere la giornata insieme, anche a cucinare.
06:30E adesso con Maurizio Melis approfondiamo il tema della tavola delle feste.
06:39Sentiamo.
06:45Nella tradizione sarda natalizia aveva un peso molto importante, ovviamente anche il cibo.
06:52Il cibo era sempre stato un elemento di unione tra le persone,
06:57e quindi anche un qualcosa legato alla condivisione.
07:01In occasione del Natale le famiglie, diciamo, più ricche e benestanti
07:08avevano, diciamo, come obiettivo quello di poter in qualche maniera contribuire
07:14a rendere questa occasione piacevole anche per le famiglie meno abbienti.
07:20Quindi era usanza fare una sorta di dono alle famiglie meno abbienti,
07:27appunto, in modo tale che potessero consumare un pasto dignitoso.
07:31Quindi si uccideva il maiale e si consumava.
07:35Era sempre l'uccisione del maiale, era sempre qualcosa legata ad un evento importante.
07:41E quindi l'uccisione del maiale, in questo senso, era anche legata al fatto
07:45che una parte dell'animale venisse data in dono alle altre famiglie.
07:50E uno dei dolci che si consumava maggiormente era chiamato sadunda.
07:56Ed era una sorta di pane dolce farcito con uvetta e frutta secca.
08:03Un altro dolce tradizionale era invece subachidodeu,
08:07che era una sorta di pane allungato a evocare la forma del pastorale vescovile.
08:14In occasione di queste festività, questi dolci venivano consumati appunto non soltanto dalla famiglia,
08:23ma molto spesso venivano fatte quantità maggiori proprio per poterle condividere con il vicinato.
08:30E si teneva acceso per tutte le feste anche un tronco, che era chiamato sudronco e gena,
08:38che serviva, doveva essere acceso in occasione appunto dell'inizio dell'avvento
08:43e si teneva acceso, doveva durare fino all'epifania.
08:52E a Olmedo il presepe artistico è fatto di pane, ce lo racconta Maria Grazia Letta.
09:27A Olmedo, nella piccola chiesetta romanica di Nostra Signora d'Italia,
09:32è visitabile per tutto il periodo di Natale, sino l'Epifania, il presepe del pane,
09:37una vera opera d'arte che celebra la Natività attraverso uno dei simboli più rappresentativi
09:43del piccolo borgo del Coros. Per la sua particolarità, il presepe artistico
09:49è mappato anche dal Ministero della Cultura e dall'Associazione Città dei Presepi.
09:54Visitarla è una continua scoperta, che racconta non solo la sacra rappresentazione,
09:59ma anche il paese, i suoi abitanti e ciò che accade nel mondo.
10:03Racconta proprio Olmedo, la storia di Olmedo, con le chiese,
10:08c'è una rappresentanza della processione, c'erano gli antichi mestieri.
10:12130 statuine realizzate con la pasta di pane, 45 le nuove modellate per questa 36esima edizione,
10:21dalle sapienti mani, delle storiche panificatrici Maria Taglia Tidore e Mariella Pin,
10:26aiutate dalle nuove, istruite durante i laboratori annuali.
10:30Prepariamo delle sagome con del polistirolo, con del fili di ferro, del cottone,
10:36le rifestiamo con la stoffa e poi sopra con le sagome lavoriamo.
10:40Per realizzarne una ci vogliono intorno alle 4-5 ore, però non tutte in un tempo,
10:48va ripresa in mano due o tre volte, perché necessita di asciugare alcune parti
10:54prima di procedere col lavoro.
10:57Bisogna trattarle con l'anchitarlo, starci appresso un pochino.
11:01Io a casa ne ho di 25 anni, sanissime, come il giorno che sono state fatte.
11:07Il pane a Olmedo riveste un ruolo fondamentale, l'arte della panificazione ha da sempre avuto
11:13un alto valore simbolico che accompagna la ritualità con cui si scandisce l'immutabile ciclo della vita.
11:20Olmedo peraltro è uno dei pochi paesi che continua a crescere dal punto di vista demografico
11:24e vogliamo unire quindi il pane, la tradizione ai giovani che devono vedersi riconosciuti,
11:30anche quelli nuovi, quelli che arrivano a dare i paesi vicini in quest'arte,
11:33in questa tradizione che unisce la comunità così come univa in passato le famiglie.
11:42E a proposito di presepi andiamo a Berchidda con Cristian Asara.
11:50Nel cuore del Lugudoro ai pieni del Monte Limbara sorge Berchidda,
11:54un borgo che durante le festività si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto.
11:58Conosciuto in tutta l'isola come il paese dei presepi, Berchidda custodisce un tesoro ancora più profondo
12:05e la culla di Notte di Chelu, l'inno che, da quasi un secolo, scalla i cuori dei sardi durante
12:12la Notte Santa.
12:15Tutto ebbe inizio nel dicembre del 1927, in un'epoca in cui la liturgia ufficiale imponeva rigorosamente il latino.
12:23Il parroco di Berchidda, il poeta Pietro Casu, ebbe un'intuizione, far cantare la fede nella lingua del popolo, il
12:30Lugudorese.
12:31Insieme al sacerdote e musicista uzzierese Agostino Sanna, Casu compose Canzones de Nadale.
12:37Si trattava di nove brani, uno per ogni giorno della novena, pensati per accompagnare i fedeli, verso la grotta di
12:44Betremme.
12:45Tra queste spicca la celebre Notte di Chelu, Notta, anche come esnado su bambino.
12:50E' andato, è andato, è andato tu bambino, venite, venite, dono all'ammirare, venite all'adorare, venite all'adorare, venite
13:10all'adorare e all'amare.
13:13Sebbene Notte di Chelu sia la più famosa, l'opera di Casu e Sanna comprende un intero repertorio che oggi
13:19fa parte del patrimonio identitario della Sardegna.
13:22Nel 1967, grazie alla trascrizione corale del gesuita Paolo Gamba, questi brani hanno trovato una nuova diffusione, diventando pilastri dei
13:32repertori dei cori polifonici isolani.
13:34Visitare Birchida a dicembre significa immergersi in un'atmosfera magica.
13:39Il paese onora la sua vocazione natalizia attraverso l'iniziativa Notte di Chelu, una manifestazione annuale che trasforma i riuni
13:47del centro storico in un percorso espositivo di presepi artigianali.
13:51Ogni quartiere realizza la propria natività utilizzando materiali naturali, poveri o legati alla tradizione contadina, creando un connubio perfetto tra
14:00arte sacra e artigianato locale.
14:02Cambinando tra i veicoli, non è raro sentire le notte delle canzoni di Pietro Casu risuonare, mentre il profumo del
14:08vino, Berchida e la patta del vermentino accoglie i visitatori.
14:23E ora uno sguardo al nostro palinsesto, oggi alle 20 e 30, andrà in onda l'ultima puntata di I
14:32reperti raccontano la storia con Nicola Desi. Una sintesi.
14:37Quella dualità, cavaliere-uomo-cavallo, andava smontata in tutti i modi, quindi ammazzavi il cavallo, puntavi al cavallo, puntavi al
14:44cavallo e lo tiravi giù.
14:45Perché assieme sono un connubio letale.
14:51Insomma, ad un certo punto il cavallo diventerà proprio una sorta di protuberanza del cavaliere stesso.
14:57E' armato anche il cavallo alla sua armatura, spesso.
15:00Bene, sì sì, in effetti, a volte dimentichiamo che...
15:02Assolutamente, quindi...
15:04E quindi, voglio dire, tutte queste punte, queste parti, ognuna aveva la sua funzione, immagino.
15:09Beh, sì, poteva succedere anche, penso, uno spostamento laterale, perché ricaricare quest'arma, dopo che va giù, ci metti tempo,
15:20non è una spada.
15:21La spada, la spada, cerchi di far viaggiare la punta sempre sull'avversario, ok?
15:28Sempre difendendoti, ma la punta è sempre verso l'avversario, e questo un po' meno.
15:40Buon Natale a tutti voi, si chiude qua il nostro notiziario.
15:45Io vi auguro davvero buone feste da tutta Telecosta Smeralda.
15:50Grazie.
15:51Grazie.
15:51Grazie.
15:51Grazie.
15:52Grazie.
15:53Grazie.
15:53Grazie.