Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 9 minuti fa
Certaldo, 30 set. (askanews) - Dall'origine comune della vita alle sue possibili forme future. La mostra "La materia della vita" di Antonio Barbieri a Palazzo Pretorio a Certaldo prende la forma di un viaggio attraverso l'evoluzione, la trasformazione e l'immaginazione del vivente."È una mostra - ha detto il curatore Davide Sarchioni - che si snoda a partire da una riflessione, anzi più che una riflessione diciamo che ha un incipit che in realtà è una domanda, ovvero indagare come le diverse forme viventi, siano esse vegetali, animali o anche l'uomo stesso, in che modo appunto si sono evolute, partendo però da un'origine comune". Tra le opere esposte c'è anche "Capsa", che traccia, potenzialmente all'infinito, parentele e discendenze tra i viventi. "Io - ha aggiunto Antonio Barbieri - ho realizzato un rotolo di 10 metri di lunghezza dove è rappresentata la storia della vita, l'albero filogenetico o diciamo l'albero della vita, mettiamola così. Questa mappa dimostra che oltre il fatto che siamo tutti interconnessi, poi dimostra che le forme di vita, anche evolvendosi, hanno comunque dei momenti, nel senso che srotolando questo disegno, uno può accorgersi che in dei momenti la vita viene totalmente cancellata, piuttosto che riesplodere da un momento all'altro. Ma le forme di vita che vengono generate via via sono sempre diverse, ma derivano da quelle prima. Quindi, bene o male, la continuità c'è sempre".Tra sculture e modelli scientifici, tra algoritmi e manualità, la mostra, aperta a Certaldo fino a febbraio 2027, lavora sul confine tra natura, invenzione e fantascienza, che diventa sempre più sottile, perché l'artista assume le logiche di trasformazione e differenziazione del vivente come punto di partenza per immaginarne nuove possibilità. Quelle dell'arte appunto, ma in relazione al mondo.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Dall'origine comune della vita alle sue possibili forme future, la mostra La materia della vita di Antonio Barberi a
00:07Palazzo Pretorio a Certaldo prende la forma di un viaggio attraverso l'evoluzione, la trasformazione e l'immaginazione del vivente.
00:14È una mostra che si snoda a partire da una riflessione, anzi più che una riflessione diciamo a un incipit
00:22che in realtà è una domanda, ovvero indagare come le diverse forme viventi, siano esse vegetali, animali o anche l
00:31'uomo stesso, in che modo appunto si sono evolute partendo però da un'origine comune.
00:37Tale opera è esposta, c'è anche Capsa che taccia potenzialmente all'infinito, parentele e discendenze tra i viventi.
00:44Io ho realizzato un rotolo di 10 metri di lunghezza dove è rappresentata la storia della vita, l'albero filogenetico
00:52o diciamo l'albero della vita.
00:54Questa mappa dimostra che siamo tutti interconnessi e poi dimostra che le forme di vita anche evolvendosi hanno dei momenti.
01:04Srotolando questo disegno uno può accorgersi che in dei momenti diciamo la vita viene totalmente cancellata piuttosto che riesplodere da
01:13un momento all'altro.
01:14Ma le forme di vita che vengono generate via via sono sempre diverse ma derivano da quelle prima.
01:20Quindi bene o male diciamo la continuità c'è sempre.
01:24Tra scultura e modelli scientifici tra algoritmi e manualità la mostra aperta a Certaldo fino a febbraio 2027
01:30lavora sul confine tra natura e invenzione e fantascienza che diventa sempre più sottile
01:35perché l'artista assume le logiche di trasformazione e differenziazione del vivente
01:39come punto di partenza per immaginare nuove possibilità quelle dell'arte appunto ma in relazione al mondo.

Consigliato