Casi di cronaca nera italiani: efferati omicidi che sconvolgono le nostre coscienze raccontati con ricostruzioni realistiche che seguono protagonisti, investigatori e vittime. Si va così alla scoperta del lato oscuro della nostra nazione.
PIETRO MASO: L'episodio ricostruisce il duplice parricidio commesso dal diciannovenne Pietro Maso ai danni dei genitori, Antonio Maso e Rosa Tessari, avvenuto a Montecchia di Crosara (Verona). La puntata mette in luce la personalità narcisistica di Pietro Maso, ossessionato dall'apparenza, dai vestiti firmati, dalle auto di lusso e dal desiderio di condurre uno stile di vita agiato senza lavorare. Il documentario evidenzia come il movente sia stato esclusivamente economico: Maso voleva impossessarsi subito della sua quota di eredità familiare per finanziare i propri vizi, arrivando persino a falsificare un assegno sul conto del padre pochi giorni prima del delitto. Pietro Maso non agisce da solo, ma convince tre amici a fare da complici promettendo loro una fetta dell'eredità (circa 200 milioni di lire a testa): Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza (maggiorenni), Damiano Burato (all'epoca minorenne). La puntata documenta come il gruppo avesse già tentato per due volte di uccidere i coniugi (con bombole di gas e manomissioni), fallendo, prima di mettere in atto il piano definitivo nella notte tra il 17 e il 18 aprile 1991. Subito dopo il massacro, i ragazzi si recano in discoteca per crearsi un alibi. Pietro inscena il finto ritrovamento dei corpi simulando una rapina finita male, ma gli inquirenti notano subito troppe incongruenze, tra cui la totale assenza di disordine in casa e il comportamento distaccato del ragazzo. Messo sotto pressione durante un lungo interrogatorio, Giorgio Carbognin crolla per primo, portando alla confessione dell'intero gruppo. L'episodio solleva la profonda riflessione sociologica che investì l'Italia degli anni '90: un delitto privo di passioni o di contesti di degrado, consumato nella normale provincia veneta per puro nichilismo e materialismo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_dei_coniugi_Maso
https://en.wikipedia.org/wiki/Murders_of_Antonio_Maso_and_Mariarosa_Tessari
https://es.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
https://pt.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
#DocuserieDelitti #OmicidioConiugiMaso1991 #PietroMaso #GiorgioCarbognin #PaoloCavazza #DamianoBurato #Parricidio #MontecchiaDiCrosara #Verona #Anni90 #Eredità #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV #TrueCrime #CronacaNera #Criminologia #ProfiloCriminale #GialliItaliani #MisteriItaliani #StoriaCriminale #DocumentarioCrime #InchiestaGiornalistica
PIETRO MASO: L'episodio ricostruisce il duplice parricidio commesso dal diciannovenne Pietro Maso ai danni dei genitori, Antonio Maso e Rosa Tessari, avvenuto a Montecchia di Crosara (Verona). La puntata mette in luce la personalità narcisistica di Pietro Maso, ossessionato dall'apparenza, dai vestiti firmati, dalle auto di lusso e dal desiderio di condurre uno stile di vita agiato senza lavorare. Il documentario evidenzia come il movente sia stato esclusivamente economico: Maso voleva impossessarsi subito della sua quota di eredità familiare per finanziare i propri vizi, arrivando persino a falsificare un assegno sul conto del padre pochi giorni prima del delitto. Pietro Maso non agisce da solo, ma convince tre amici a fare da complici promettendo loro una fetta dell'eredità (circa 200 milioni di lire a testa): Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza (maggiorenni), Damiano Burato (all'epoca minorenne). La puntata documenta come il gruppo avesse già tentato per due volte di uccidere i coniugi (con bombole di gas e manomissioni), fallendo, prima di mettere in atto il piano definitivo nella notte tra il 17 e il 18 aprile 1991. Subito dopo il massacro, i ragazzi si recano in discoteca per crearsi un alibi. Pietro inscena il finto ritrovamento dei corpi simulando una rapina finita male, ma gli inquirenti notano subito troppe incongruenze, tra cui la totale assenza di disordine in casa e il comportamento distaccato del ragazzo. Messo sotto pressione durante un lungo interrogatorio, Giorgio Carbognin crolla per primo, portando alla confessione dell'intero gruppo. L'episodio solleva la profonda riflessione sociologica che investì l'Italia degli anni '90: un delitto privo di passioni o di contesti di degrado, consumato nella normale provincia veneta per puro nichilismo e materialismo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_dei_coniugi_Maso
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TVTrascrizione
00:11Amava la bella vita, gli amici lo rispettavano, i genitori lo adoravano,
00:27ma per lui non era mai abbastanza.
00:43Giovedì 18 aprile 1991, sono le due del mattino a Montechia di Crosara, la solita notte di un posto tranquillo.
00:52È un piccolo paese nella provincia di Verona, tra pianura e montagna, carino con le sue case antiche, con la
01:01sua piazza, la sua chiesa, i sui bar,
01:03come molti paesi semplici ma anche in apparenza felici della campagna.
01:11Vigne di soave e ciliegie durelle, 4.000 persone che lavorano tutto l'anno come api e la domenica vanno
01:17a messa.
01:18I campi danno ricchezza, come danno ricchezza le ciliegie, come danno ricchezza il vino.
01:22I giorni in cui c'è la raccolta delle ciliegie, le aziende della zona lasciano gli operai a casa,
01:28li mettono in ferie perché possono raccogliere le ciliegie che sono davvero un bene preziosissimo.
01:33È il Veneto ricco, è il nord-est del boom economico.
01:36Gente coi piedi per terra, che lavora di giorno e riposa di notte.
01:40Quando il corpo si frusta, l'anima gode, dice il proverbio più recitato di Montecchia.
01:47Eppure c'è qualcosa, in quella notte tra il 17 e il 18 aprile 1991, che ha squarciato la solita
01:54tranquillità.
01:55Dalle parti di via San Pietro è arrivata una gazzella dei carabinieri.
01:59L'ha chiamata il proprietario di una delle case della via, il signor Meridiano.
02:03I carabinieri arrivano, trovano l'uomo fuori di sé, in mezzo alla strada, che gli fa segno di correre.
02:11I carabinieri quindi lo seguono.
02:13L'uomo dice di aver visto qualcosa nella villetta vicina. Qualcosa di brutto.
02:18I carabinieri entrano.
02:22Davanti ai loro occhi prende forma uno scenario agghiacciante.
02:26C'è una donna stesa per terra e poco più in là c'è anche un uomo.
02:30Sono malamente coperti con un telo, forse è un plaid.
02:34Sangue è ancora fresco sul pavimento, alle pareti, sulle tende, ma è sotto i plaid che il timore diventa panico.
02:41La scena del delitto è un vero e proprio strazzo, è un bagno di sangue.
02:46E i corpi sono segnati da innumerevoli ferite.
02:53L'uomo e la donna hanno la testa fracassata.
02:57Forse hanno usato un bastone, forse un martello o un pesante oggetto metallico.
03:01Loro hanno utilizzato degli strumenti che non hanno portato subito alla morte le persone che volevano uccidere.
03:09E quindi hanno dovuto infierire per molto tempo finché questi finalmente hanno ceduto.
03:15Un delitto primitivo, da bestie feroci.
03:19Non si meritavano una fine così due brave persone come i signori Maso.
03:30Antonio Maso aveva 55 anni.
03:33È agricoltore, possiede dei terreni e anche si industria a fare altri lavori in giro per il paese.
03:43Ha fatto anche l'operaio nella sua vita, è un uomo che ha sempre lavorato e che ha sempre messo
03:47da parte dei soldi.
03:48La moglie, Rosa Tessari, era di otto anni più giovane.
03:51È casalinga, però si industria come sarta.
03:55Sono una coppia molto unita.
03:58In via San Pietro 42 i Maso vivevano da vent'anni.
04:02Una villetta a due piani, un giardino curatissimo, l'alfetta blu in garage.
04:06Sono ricchi i Maso.
04:07Se non era una ricchezza da nababbi era sicuramente una vita da benestanti, assolutamente sì.
04:12Agli inquirenti che ancora si aggirano per le stanze dell'orrore, viene Pasi automatico elaborare una prima ipotesi.
04:23Ci sia stato qualche d'uno che per motivi di lucro possa aver fatto uno scempio del genere.
04:28Intanto perché nella zona da un po' di tempo ci sono stati diversi casi di rapine nelle ville.
04:33E poi quello che viene trovato nella casa, cassetti aperti, mobili rovesciati, oggetti, roba sparsa un po' dappertutto.
04:44Il vicino di casa che ha dato l'allarme non è l'unico protagonista che può aiutare i carabinieri a
04:49ricostruire dettagli del ritrovamento.
04:53C'è un ragazzo e lui, ad aver suonato alla porta del vicino per chiedere aiuto, è il figlio dei
04:59signori Maso.
05:01Si chiama Pietro.
05:03Pietro Maso aveva 19 anni, all'epoca dei fatti.
05:07Si presentava molto bene, era un bel ragazzo, con un piccolo ciuffo accennato sul davanti, un po' la Elvis, matura
05:14molto alta dietro.
05:15Ai carabinieri racconta di essere rientrato a casa poco prima delle due, alla guida dell'alfetta del padre.
05:23Maso dice agli inquirenti che tornando a casa ha avuto delle strane sensazioni,
05:29il fatto che le porte del garage fossero rimaste aperte, cosa che non avveniva mai.
05:36E ancora la casa al buio, ma la luce dell'atrio accesa.
05:40Pietro dice di essere entrato in casa e di essersi fermato sulla porta della cucina.
05:44Non ce l'ha fatta ad andare oltre.
05:46Aveva trovato questa scena così orribile e aveva fatto in tempo vedere una gamba, aveva tirato l'attenzione del vicino,
05:56il vicino aveva chiamato i carabinieri, i carabinieri erano intervenuti.
05:59I carabinieri, grazie alla testimonianza del figlio Pietro e di alcuni vicini,
06:04possono ricostruire le ultime ore di vita dei coniugi Maso la sera del 17 aprile 1991.
06:11Come ogni mercoledì sera, Antonio e Rosa escono con l'alfetta blu.
06:16Erano andati a un incontro di preghiera di neocatecumenali nell'Unigo, in un paese della provincia del Vicentino.
06:25La religiosità è l'elemento che va prendendo negli ultimi anni della loro vita un grande spazio.
06:34I signori Maso da qualche tempo frequentano la comunità dei neocatecumenali.
06:38Pregano, discutono, conoscono gente nuova e non mancano mai a un incontro.
06:44Alle 22.30, come al solito, sono sulla strada del ritorno.
06:48Hanno un appuntamento con Pietro a casa.
06:50Antonio, come fa spesso, lascia il figlio e la macchina di famiglia per andare in discoteca.
06:55Sono circa le 23.30 della sera quando i genitori tornano.
06:59Li vede Pietro, ma li vede anche un altro vicino di casa.
07:02Quindi non ci sono dubbi.
07:03Gli assassini sono entrati in azione tra le 23 del 17 aprile e le 2 del 18.
07:09È possibile che i vicini non abbiano sentito nulla di strano in quell'intervallo di tempo?
07:13La lotta per ridurre in quello stato i congi Maso può essere stata silenziosa?
07:19L'omicidio si consuma in una notte di pioggia.
07:23La pioggia e il temporale aiutano, spingono, accelerano, perché aiutano a coprire gli eventuali rumori.
07:33Due ore dopo il ritrovamento dei corpi, alle 4 del mattino,
07:37Pietro Maso viene portato alla caserma dei Carabinieri di San Bonifacio per essere ascoltato.
07:43Il ragazzo racconta la sua serata.
07:46Pietro passa la sera con i propri amici, un po' al bar, un po' a casa dell'uno, a casa
07:51dell'altro.
07:51Quindi alle 23 arriva puntuale a ritirare l'alfetta di papà Antonio per correre in discoteca a Verona.
07:58Salgono sulla macchina del papà Antonio Maso e si dirigono verso una discoteca.
08:04Che loro frequentavano abitualmente, c'era la selezione di Miss Italia quella sera, tornano molto tardi.
08:10Pietro dice di essere sempre stato con tre amici, i più cari che ha.
08:14Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e Damiano Burato.
08:18Pietro agli inquirenti fa delle dichiarazioni molto interessanti.
08:22Dice che negli ultimi tempi vicino a casa sua girava spesso una Golf bianca
08:27e che suo padre aveva avuto problemi di prestiti non restituiti col proprietario di quella macchina.
08:32Per i Carabinieri potrebbe essere una pista giusta, ma non è l'unica.
08:36Molti vicini sapevano che i suoi genitori erano abituati a nascondere un mazzo di chiavi in giardino.
08:41E se l'avesse saputo anche la persona sbagliata?
08:53Il brutale assassino dei signori Maso ha attirato a Montechia giornalisti e troupe televisive.
08:59Tutti vogliono parlare con Pietro, il povero figlio che ha avuto la sciagura di scoprire il massacro.
09:05Pietro non si sottrae.
09:07Gurato, elegante, gills stretti, stivali a punta e bomber sportuali.
09:11Pietro, scurmi me.
09:14Sì, senti.
09:15Senti.
09:16Che ora sei rientrato?
09:18La stavo a dare.
09:20Ok.
09:22Ho trovato le porte aperte.
09:24Niente, non male.
09:25Subito ho delle porte aperte, le vizie accese.
09:28Non subito non mi sono armato, sono andato a vedere e quando stavo seguendo le scale ho trovato quasi delle
09:35gambe che si levano fuori.
09:37E allora ho fosso di là e sono andato a chiedere aiuto a tutti i soldi.
09:42Mi hanno detto che c'è stata la parte di la pittoria, almeno tutti i soldi, ma puri a bestia.
09:50Non so.
09:51Ora.
09:54Pronto.
10:02Intanto le indagini vanno avanti.
10:05I carabinieri e il sostituto procuratore Mario Giulio Schinaia rileggono tutte le dichiarazioni raccolte in paese
10:11e continuano a richiamare in caserma Pietro Maso per avere nuove informazioni.
10:16Anche i suoi amici Giorgio Paolo e Damiano vengono ascoltati.
10:20Ma è sul luogo del delitto, la villetta di via San Pietro, che i militari cercano altre risposte
10:25perché questa storia presenta troppi punti oscuri.
10:28Il quadro complessivo del crimine era tale da dirci subito che lì c'era qualcosa di strano
10:36e che non era il classico furto.
10:41Perché non vi era effrazione delle porte e soprattutto nulla era stato asportato nella stessa abitazione.
10:49Quindi certamente le indagini si dirigono nei confronti di qualcuno che aveva la disponibilità della porta della casa.
10:57E poi c'è dell'altro.
10:59E' il fatto che le lampadine della casa erano state evitate.
11:02Quindi c'era stata una sorta di preparazione al fatto criminoso.
11:08Potrebbe non trattarsi di una rapina finita male.
11:10Potrebbe essere un vero e proprio agguato.
11:13Chi va per fare una rapina si sforza più che altro di ottenere subito del denaro, delle cose.
11:19Non certo di accanirsi come era successo.
11:22C'era qualcosa di più drammatico, di più cruento, di chi in qualche modo voleva vendicarsi della vittima,
11:31punire la vittima, essere particolarmente crudeli nei confronti della vittima.
11:40Gli inquirenti hanno un dubbio.
11:42Osservando uno dei testimoni hanno avvertito qualcosa di strano.
11:46Un brivido di distacco nel suo atteggiamento.
11:50Al mattino, io me lo ricordo, continuava a girare nel cortile.
11:55Seguiva noi nei nostri discorsi mentre guardavamo, vedevamo la scena del delitto.
12:01Sembrava fosse lì per caso.
12:03Quindi non il figlio di due persone trovate brutalmente ammazzate.
12:09Può comportarsi così una persona cui il destino ha orrendamente portato via i genitori,
12:15uccidendoli abbastonati?
12:16Pietro Maso non sembra vero.
12:20Ma questo basta per sospettare che un bravo ragazzo di paese abbia ammazzato e abbastonati i suoi genitori senza un
12:26motivo apparente?
12:27No, non basta.
12:30Però è un buon motivo per cercare più a fondo.
12:33Chi è veramente Pietro Maso?
12:41Pietro Maso a Montechia di Crosara lo conoscono tutti.
12:45È uno dei ragazzi più in vista del paese.
12:48Il suo regno ha un bar, il Bar John.
12:50Il Bar John è vero, è il centro, è il cuore del paese, perché il bar ha la moda,
12:55è il bar dove si va a bere qualcosa, ma dove si va soprattutto a incontrare qualcuno, a parlare, a
13:00mostrare la propria macchina.
13:01Ragazzi e uomini adulti si mescolano per bere un bicchiere di soave, parlare di donne e giocare a carte e
13:07a biliardo.
13:08A Montechia si può fare solo questo.
13:10Un paese che non ha un cinema, non ha un teatro, non ha biblioteca, non c'è una libreria, non
13:15c'è un centro sociale dove un'edicola sopravvive solo perché insieme ai giornali vendi anche le sigarette.
13:20Pietro Maso, al John, è molto apprezzato.
13:22Era la casa vera di Maso, dove Maso faceva il dendile, l'elegantone, il più bello, il più forte, il
13:28più in vista del paese.
13:30Era particolarmente curato e addirittura usava più profumi a seconda degli abiti che indossava.
13:41Pietro riesce a farsi notare anche per il suo dispendioso stile di vita.
13:45In discoteca accendeva le sigarette con biglietti da 50.000 lire.
13:50Queste gesta che lui aveva imparato dal suo idolo, il suo idolo Erdogan Johnson, un personaggio di Miami Vice.
14:06Fermo, Miami, squadra al vitro.
14:09L'unico a cui riconosceva di essere più bravo di lui.
14:12Pietro Maso, per gli amici, è un capo indiscusso.
14:15Era quello che gli adulti ammettevano ai loro riti, il poker, le prostitute, il casino.
14:23Non vuole sentir parlare di vigne e ciliegi. Pietro vuole solo divertirsi.
14:29Lui ha anche ripetutamente cominciato dei lavori, ma non reggeva.
14:34Da ultimo faceva il commesso, poi aveva lasciato quel lavoro.
14:38Essendo il più piccolo della famiglia e l'unico figlio maschio, i genitori e le due sorelle, Nadia e Laura,
14:45lo viziano in tutto.
14:45I genitori tollerano tutto quello che Pietro chiede. A Pietro non viene mai detto di no.
14:52Insomma, una vita dove la negazione non esiste.
14:57Maso è uno spaccone da bar che sogna Miami Vice.
15:00Ma tutto questo basta per farne un mostro?
15:02E se i genitori non gli hanno mai negato nulla, che motivo aveva di ucciderli?
15:09Giovedì 18 aprile 1991. Montecchia di Crosara, provincia di Verona.
15:15L'agricoltore Antonio Maso e sua moglie Rosa sono stati brutalmente massacrati in casa loro.
15:22A fare la macabra scoperta è stato uno dei tre figli della coppia, Pietro Maso.
15:27Gli inquirenti non credono all'ipotesi di una rapina finita male.
15:31Dietro alla morte dei coniugi Maso c'è qualcosa di strano.
15:34E' strano anche il comportamento del figlio Pietro.
15:45Venerdì 19 aprile 1991. Caserma dei Carabinieri di San Bonifacio.
15:51Pietro Maso è stato nuovamente convocato per essere ascoltato.
15:55Gli inquirenti però questa volta lo guardano con occhi diversi.
15:58Hanno qualcosa di importante da comunicargli.
16:01Durante l'ennesima ispezione nella villetta,
16:03gli agenti hanno ritrovato un paio di jeans del ragazzo con una piccola macchionina su una gamba.
16:08Le analisi hanno confermato che si tratta di una macchia di sangue.
16:12Non solo.
16:13I Carabinieri mettono sul piatto un altro importante elemento.
16:16Un assegno di 25 milioni di lire emesso il 15 aprile 1991.
16:23La firma sull'assegno è di Rosa Tessari, la madre di Pietro.
16:26Il giorno 16 aprile, 36 ore prima dell'omicidio,
16:32quell'assegno numero 147-647-292
16:35era stato incassato presso l'agenzia di Montecchia della Cassa di Risparmio.
16:43E' chiaro che un assegno di quell'importo desta l'attenzione di qualcuno,
16:49specialmente se poi si sa che la persona che lo aveva seritamente emesso
16:53è stato trovato cadavere la notte precedente.
16:57I Carabinieri hanno scoperto che a incassare l'assegno
17:00è stato un ragazzo di 18 anni e che i soldi erano stati versati sul suo conto.
17:05Era stato rilasciato dalla mamma a favore di Carbognin
17:10e che doveva servire per un prestito personale.
17:14Giorgio Carbognin è uno degli amici del bar John,
17:17anzi è proprio l'amico del cuore di Pietro Maso.
17:20Rosa Tessari conosceva bene l'amico del figlio,
17:23era lui a consegnarle la spesa del supermercato ogni giorno.
17:26Ma una mancia di 25 milioni di lire non si è mai vista.
17:30I Carabinieri incalzano, vogliono da Pietro delle spiegazioni,
17:33gli buttano rabbiosamente in faccia tutti i loro dubbi
17:35e l'interrogato crolla.
17:44Sono le ore 23 del 19 aprile 1991.
17:49Pietro Maso inizia il suo racconto.
17:51Pietro candidamente racconta non solo di avere falsificato l'assegno,
17:57ma racconta anche di aver ucciso i propri genitori insieme a Paolo Cavazza,
18:02Giorgio Carbognin e a Murato Damiano.
18:08Mi ha raccontato che voleva ereditare, che aveva bisogno di soldi,
18:13che questi genitori si correva il rischio che avrebbero vissuto ancora per molto
18:19e quindi bisognava accelerare il corso naturale degli eventi.
18:24Non dice subito non sono stato io, e sì, li ho uccisi io perché volevo i soldi.
18:30Mi ricordo benissimo per esempio di avergli chiesto come mai pensasse di ereditare,
18:37perché c'erano anche altre sorelle, altri eredi,
18:39e lui candidamente ha ammesso che avrebbe pensato a far fuori anche quelli.
18:48E poi addirittura di eliminare i due complici che li hanno meno legati
18:52e di dividere tutto con Carbognin.
18:54Questa la dice lunga sulla mentalità e sulla idoneità di Pietro Masso
19:04a comprendere la gravità del proprio comportamento.
19:10E' incredibile come non cerchi di giustificarsi in alcun modo.
19:14Lui non cercherà mai giustificazione.
19:16E lo racconta subito in modo diritto e senza peli sulla lingua.
19:19Dopo la confessione di Masso, gli inquirenti mettono in stato di fermo anche i tre complici,
19:24Carbognin, Cavazza e Burato.
19:26Gli amici confessano l'episodio debitoso con assoluta pacificità,
19:33confermando sostanzialmente le dichiarazioni di Masso.
19:36Dalle parole di Masso e dei suoi tre amici emerge un racconto che lascia impietriti.
19:41Per Montecchia di Crosara, dopo quei racconti, nulla sarà più come prima.
19:45Il paesino della bassa veronese, il piccolo paradiso fatto di vigne,
19:49ciliegie e villette ordinate, ha una metà oscura.
19:52Quella metà oscura che si nasconde sotto i bravi ragazzi del bar John.
20:06La confessione di Pietro Masso è un lucido racconto dell'orrore.
20:09La impressione era come se stesse raccontando la storia di un film che aveva visto,
20:14di un fatto che gli era stato raccontato, o comunque di un fatto nel quale non era emotivamente coinvolto.
20:21Sembrava come se non si fosse accorto di quello che aveva commesso.
20:26Pietro Masso dice agli inquirenti di aver cominciato a pianificare lo sterminio della sua famiglia già da molto tempo.
20:32Racconta senza vergogna che il progetto di uccidere i suoi genitori già maturava da un anno.
20:39E la preparazione reale con la divisione dei compiti e dei ruoli avvenne negli ultimi cinque mesi prima del delitto.
20:48Il giovane Masso non vuole sapere di lavorare, non vuole ammuffire al bancone del supermercato o nel capannone del calzaturificio.
20:55Lui dice semplicemente ho ucciso per denaro, non avevo alcun astro nei miei genitori,
20:59volevo solo i loro soldi per fare la bella vita, come avevo pensato e deciso di fare.
21:03E la bella vita è andare in giro per discoteche, per pizzerie, per bar.
21:09Voleva dire anche la cocaina e l'estasi, uno o due grammi al giorno di cocaina e le nottate al
21:14casino di Venezia a giocare al casino.
21:17Un giorno Pietro ha iniziato a pensare a quanto poteva ammontare il patrimonio dei suoi genitori.
21:22Questa eredità era stata calcolata tra la villetta in cui abitava la famiglia Masso,
21:2811 campi di proprietà e alcuni bot che c'erano in banca e alcuni contanti,
21:32in un miliardo e duecento milioni di lire del tempo.
21:37Quindi era un patrimonio discreto.
21:39Masso capisce che la sua vera vita è dentro quel miliardo e duecento milioni di lire.
21:44Ed è lì che nasce l'idea della strage.
21:46Lui la chiama il lavoro.
21:48Masso comprende che serve un complice e pensa a Giorgio Carbonin.
21:51Il Carbonin fa una vita anche lui assolutamente regolare,
21:55c'è scuola alimentare, scuola media, frequenta la parrocchia.
22:01Anche il papà di Carbonin ha un piccolo appezzamento di terreno
22:04e poi, come Pietro Masso, va a lavorare nel supermercato del paese.
22:09Carbonin e Masso si conoscono da sempre,
22:11ma la loro amicizia si è rinsaldata lavorando insieme.
22:15Carbonin è il suo uomo del cuore, il suo braccio destro,
22:17il suo sancio panze in qualche modo.
22:20Giorgio vede in Pietro quello che vorrebbe essere.
22:22È quasi più un idolo che un amico.
22:24Lui diceva sempre, io a Masso devo tutto.
22:26Gli diceva, aiutami a vestirmi, cioè aiutami a scegliere i vestiti.
22:30Insegnami come si fa.
22:32Insegnami a ballare che io non sono capace quando andiamo in discoteca.
22:36Masso gli fa aprire le porte della vita,
22:39del sistema di vita che anche lui avrebbe voluto condurre.
22:46Una sera, nell'autunno del 1990,
22:49durante l'ennesimo giro notturno per i locali della Bassa,
22:52Pietro propone a Giorgio il lavoro.
22:55Se lo aiuterà a sterminare la sua famiglia,
22:57potrà godere con lui del 50% dell'eredità.
23:00Giorgio ha un brivido, ma accetta.
23:02Carbonin piano piano racconta,
23:04vengo convinto da Masso, piano piano,
23:06che mi persuade che questa cosa è giusta.
23:08e lo persuade senza emotività.
23:12Questa eredità Giorgio se la sente già in tasca,
23:14quindi è convinto che la cosa sarà facile,
23:17perché così gli ha detto Pietro,
23:19e quindi è pronto a seguirlo.
23:21Pietro è sicuro,
23:22Pietro è uno che ottiene sempre quello che vuole.
23:24Pietro non è come lui che non trova il coraggio
23:27di licenziarsi dal supermercato.
23:29Pietro la lettera di dimissione l'ha firmata senza fare una piega.
23:32È per tutti questi motivi che a Giorgio
23:34quella proposta dell'amico fa scattare qualcosa.
23:36Una molla che non tornerà mai a posto.
23:41L'11 febbraio del 1991,
23:44due mesi prima dell'omicidio,
23:46Giorgio Carbonin accende un finanziamento in banca
23:49di 25 milioni di lire.
23:51Aveva avuto un prestito dalla banca,
23:54che stranamente si aveva avuto delle garanzie
23:56dal soldatore di lavoro,
23:57comunque ha avuto questo prestito
23:59per il quale lui voleva comprarsi un'auto.
24:01Con quei 25 milioni Giorgio vuole comprarsi
24:03la macchina dei sogni,
24:04una Lancia Delta Integrale.
24:06I genitori si erano opposti a questo acquisto
24:08e quindi lui avrebbe dovuto restituire il prestito.
24:13E Pietro Maso consiglia all'amico
24:15di trattenere questa somma
24:16e di spenderla in divertimenti.
24:18E così avviene.
24:19Giorgio pensa che non sarà un problema
24:21restituirli quando, a delitto compiuto,
24:23Pietro gli darà la sua parte di soldi.
24:25I due amici si godono il piccolo tesoro
24:27e in poche settimane il gruzzolo va in fumo.
24:30Centinaia di migliaia di lire dell'epoca
24:32spese in champagne,
24:37i vestiti, i profumi.
24:39E allora, quando il denaro sta finendo,
24:41che i due ragazzi capiscono
24:43che è il momento di passare all'azione.
24:45Bisogna sterminare la famiglia Maso
24:46e prendersi l'eredità.
24:55Pietro ha già un piano in mente.
24:57Di mettere delle bombole di gas
24:59nella casa per far saltare l'abitazione.
25:02Un colpo di genio, pensa Pietro.
25:04Durante un pranzo di famiglia
25:05potrebbe eliminare tutti in un colpo solo
25:08e godersi i soldi dell'assicurazione
25:10senza preoccuparsi di dover vendere la casa.
25:13Organizza una cena, lui,
25:15invitando, ovviamente i suoi genitori che ci sono,
25:18invitando le due sorelle, Nadia e Laura.
25:20Una con il marito, l'altra con il fidanzato.
25:23Sistema in cantina due bombole del gas
25:26collegate ad una sveglia
25:27per far saltare in aria tutto.
25:29Una delle sorelle si accorge
25:30di questa bombola con un timer
25:34e anzi ne è sconvolta,
25:37avvisa la famiglia.
25:38Quando Pietro rientra
25:41lo pressano con delle domande.
25:43Pietro incredibilmente riesce a convincere i genitori
25:46che non c'è nulla di strano.
25:48Lui e Carbognin stanno organizzando una festa all'aperto
25:51e le due bombole servivano per le stufe.
25:53È stato bravo Pietro Maso,
25:55ma sente il tempo stringere ancora di più.
25:57I soldi del prestito di Giorgio sono quasi finiti.
26:02Allora elabora un altro piano.
26:04Ucciderà la madre durante un viaggio in macchina.
26:06Pietro guida,
26:08la madre è seduta al suo fianco,
26:09dietro c'è uno dei suoi amici.
26:19Giorgio Carbognin dovrà colpire la donna da dietro
26:22con uno schiacciabistecche.
26:33L'altro non si decide,
26:35Pietro lo guarda allo specchio,
26:37gli fa un segno con gli occhi,
26:39come per dirgli allora.
26:46L'altro però non ce la fa.
26:49Maso ha capito che l'amico non ha abbastanza fegato
26:52e allora mette sul piatto una terza idea.
26:54Vista la situazione di benessere economico
26:57anche della famiglia Carbognin,
26:59Maso parla con l'amico e gli chiede,
27:02perché non uccidiamo i tuoi genitori invece dei miei?
27:06e Carbognin dissente da questa richiesta
27:10e dice, no, guarda, io ci sto a uccidere i genitori,
27:13però uccidiamo i tuoi.
27:15Allora Pietro è pronto a sfornare nuovi progetti.
27:18Da qualche settimana non fa altro che pensare
27:20al modo migliore per disfarsi dei suoi vecchi e delle sorelle.
27:23Uno degli aspetti più agghiaccianti di questa storia,
27:27che di per sé è agghiacciante,
27:30è la facilità con cui hanno potuto concepire l'idea del delitto
27:37e anche tentarlo.
27:41Per stare più tranquillo
27:43e per chi raccontare di quel disegno
27:45lo fa sentire ancora più duro e affascinante,
27:47Pietro ha coinvolto altri amici nel progetto.
27:50Sembra non costare nulla a Pietro
27:53mettere al corrente di questo progetto
27:56i propri amici, il proprio gruppo,
28:00gli amici del cuore, si potrebbe dire.
28:03Uno è Damiano Burato,
28:04un diciassettenne che passa le giornate
28:06ad impennare la sua moto per le strade di Montecchia.
28:09Damiano partecipa unicamente perché racconta a lui
28:12era attratto dei soldi, 100 milioni,
28:15che Maso gli avrebbe promesso per fare questa cosa.
28:18Un altro è Paolo Cavazza,
28:19ex collega di Maso al supermercato di Montecchia.
28:22Cavazza è un bravo ragazzo,
28:24ha una fidanzata e viene da una famiglia semplice.
28:27Cavazza ha il papà
28:28che svolge attività di impiegato comunale,
28:32quindi i redditi, tra virgolette,
28:35della famiglia Cavazza sono leggermente inferiori
28:38a quelli dei Carbognin e della famiglia Maso.
28:40Anche Cavazza non resiste al carisma di Pietro Maso
28:43e accetta.
28:44Per ringraziarlo, Pietro e Giorgio
28:46gli regalano un telefono cellulare,
28:48uno dei primi modelli che si vedono in Italia.
28:51Uno status symbol che costa come tre stipendi di un operaio.
28:55Ormai il tempo a disposizione sta finendo,
28:57i soldi del mutuo sono definitivamente andati in fumo
28:59e tra pochi giorni Carbognin deve ripagare il debito alla banca.
29:03Gli amici del bar John si sentono con le spalle al muro.
29:07E' allora che Pietro decide di falsificare un assegno della madre
29:10e di consegnarlo a Carbognin.
29:12E' il lunedì 15 aprile 1991.
29:16I ragazzi si accorgono che i genitori di Maso
29:20si sarebbero potuti accorgere di questo ammanco in banca
29:24ed allora decidono di realizzare quasi in fretta e furia questo omicidio.
29:30La notte tra il 17 e il 18 aprile del 91
29:34Maso comunica ai suoi amici al bar John
29:38che sarebbe stato il momento opportuno.
29:45L'omicida dei genitori, 15 colpi per la dolce vita.
29:49I risultati dell'autopsia confermano la ferocia
29:52con cui Pietro Maso si è accanito contro i genitori
29:55poi è andato in discoteca a ballare.
29:58Pietro Maso, ragazzo 19enne, non batte ciglio sotto i flash dei fotografi.
30:03Eppure è lui il responsabile confesso dell'assassinio dei suoi genitori.
30:08Aiutato da tre amici, normalissimi a detta di tutti,
30:11si è accanito con incredibile ferocia contro due persone
30:15colpevoli solo di non alimentare la sua voglia di dispendioso sperpero
30:20e di spingerlo con insistenza a trovarsi un lavoro.
30:28Alle prime luci dell'alba di sabato 20 aprile
30:31gli inquirenti hanno ricostruito il quadro.
30:34Maso, Carbognini e Cavazza vengono portati in carcere a Verona,
30:37burato al minorile.
30:39All'ora di pranzo la notizia rimbalza dagli schermi dei telegiornali.
30:43Montechia di Crosara è pietrificata.
30:45Io non pensavo che questi ragazzi facevano tutto questo casino.
30:51Arrivare a questo punto qua, ciò che il figlio uccide il padre,
30:55per me è stata una grossa scossa diremmo.
30:59Niente, erano tranquilli, normali, come tutte le altre sere, gli altri giorni.
31:04Nessuno riesce a spiegarsi perché l'hanno fatto.
31:08È impossibile, anche per me è impossibile.
31:12La prima sensazione di incredulità, cioè non può essere vero, non può essere stato lui.
31:17Come se fosse impossibile che una persona, un ragazzo in questo caso,
31:21di quella comunità, avesse fatto una cosa del genere.
31:24Tutta l'Italia sta parlando del paesino come di un luogo terribile.
31:27Quasi a voler dimostrare che i mostri nascono lì,
31:30e solo lì che quello è un paese di mostri o genera mostri.
31:34Un paese sotto accusa, Montecchia di Crosara, profonda provincia,
31:38che improvvisamente si ritrova nelle prime pagine di tutti i giornali.
31:42Non si sente forse in colpa per aver creato personaggi come Pietro Maso e i suoi complici?
31:47Un figlio che ammazza i genitori per spendersi l'eredità con gli amici.
31:50Che educazione può aver ricevuto?
31:52Che diavolo di posto è Montecchia di Crosara?
31:54I giornali parlano di beneferghismo e omertà.
31:57Dal Palazzo di Giustizia di Verona filtrano nuovi particolari.
32:02Si dice che Maso al Barjon avrebbe espresso la volontà di uccidere i propri genitori con più persone.
32:08Erano coinvolti, diciamo, in questa discussione alcuni coetanei di Pietro, un po' più giovani,
32:15e alcuni adulti, ai quali lui si rivolge, per esempio, per chiedere dove sarebbe possibile assoldare dei killer.
32:24Cioè, fa dei discorsi del genere.
32:26Pietro avrebbe provato anche a coinvolgere altri amici del Barjon nel folle piano.
32:31Ma perché nessuno ha pensato di avvisare le forze dell'ordine?
32:34Sono queste le domande che gli abitanti di Montecchia si sentono fare da giornalisti appostati in ogni angolo del paese.
32:40Tutto ancora stanchi di venire qui?
32:42E non sono domande piacevoli.
32:46Martedì 23 aprile c'è tutta Montecchia ai funerali.
32:514.000 persone, oggi pomeriggio, a Montecchia di Crosare, in provincia di Verona,
32:55hanno accompagnato le bare dei coniugi Antonio e Maria Rosa Amaso,
32:59uccisi la notte di mercoledì scorso dal loro figlio Pietro, di 19 anni, e da tre complici.
33:04Il sostituto procuratore Schinaia ha detto che si tratta di un caso giudiziario inedito.
33:094 ragazzi di buona famiglia, incensurati e normali, che diventano autori del più abberrante delitto avvenuto in questi anni nel
33:16Veneto.
33:17Il paese si stringe attorno ai suoi morti, ma non riuscirà a liberarsi dei suoi fantasmi.
33:28Il risultato dell'autopsia sui corpi dei coniugi Maso è agghiacciante.
33:32Antonio è stato colpito sei o sette volte, ha il cranio fracassato, la mandibola spezzata ai due parti e vastissime
33:38emorragie.
33:40Sua moglie è stata percossa con violenza ancora maggiore e c'è un particolare che rende la scena davvero insopportabile.
33:47Quello che ancora adesso mi fa venire la peledoca è pensare che questi prima di morire devono aver urlato, chiesto
33:53aiuto, chiesto per pietà, devono aver pianto, devono essersi lamentati e chissà per quanto tempo.
34:02È possibile che tutto questo sia passato inosservato nella mente di questi ragazzi?
34:09È possibile che tutto questo li abbia comunque confermati nel desiderio di ammazzarli e poi di andarsene tranquillamente a bere
34:17o a ballare in discoteca?
34:19C'è qualche cosa di veramente patologico in tutto questo?
34:30Il pubblico ministero Mario Giulio Schinaia ha richiesto una perizia psichiatrica per istruire il processo contro i colpevoli della strage
34:37di Montecchia.
34:39L'autore delle 177 pagine di studio sul caso Maso non è uno qualunque.
34:46È il luminare Vittorino Andreoli, uno che il Veneto può raccontarlo da dentro.
34:51Vittorino Andreoli è di Verona e per molti anni è diretto all'ospedale psichiatrico di Soave, che non è molto
34:56lontano da Montecchia di Prozare.
34:58Conosce benissimo quelle zone.
34:59Andreoli descrive Giorgio Carbognin come affetto da un lieve disturbo della personalità.
35:04Ha una personalità di assoluta dipendenza e quindi tutto ciò che Maso fa e dice è per il Carbognin assoluta
35:19verità, motivo di comportamento.
35:22Paolo Cavazza è solo un immaturo, non presenta nessuna patologia.
35:26Cavazza è più timido, più introverso, più incerto. È il terzo anello del gruppo, è il più debole in qualche
35:32modo e dice io non ci ho creduto fino all'ultima sera.
35:35Solo quella sera quando mi disse andiamo a casa, aspettiamo che i miei genitori tornino e poi facciamo quello che
35:40dobbiamo fare, ho capito che faceva sul serio.
35:44Ma è l'analisi di Pietro Maso a destare grande interesse.
35:48Lui aveva un grave disturbo narcisistico e questo aspetto di fatto naturalmente caratterizza tutto il suo essere.
35:55Secondo Andreoli, Pietro ha un senso etico alterato per colpa dell'ambiente sociale e familiare che ha frequentato.
36:03Andreoli punta il dito contro Montecchia e il nord-est del miracolo economico.
36:07Non conosciamo i nostri figli, questo è certo. Pensiamo che i nostri figli siano diversi perché continuamente proiettiamo su di
36:16loro cose che sono diverse e lontane dalla loro realtà.
36:19In questo paese, per esempio, il denaro è vissuto in modo completamente diverso dai genitori e dai figli.
36:26I genitori hanno denaro ma è come se non l'avessero, è quasi una colpa da nascondere.
36:32Per i figli è un mezzo per consumare e per godere la vita.
36:36Per Andreoli è come se ci fossero dei mandanti invisibili che hanno armato la mano di Pietro.
36:41È la società dell'apparenza.
36:43Pietro Maso è il mostro, sì, ma il mostro non nasce dal nulla.
36:46È figlio di una società malata, è figlio della società di Montecchia e di Crosara, ma come di tanti altri
36:51paesi della bassa veronese.
36:53È la società che si nasconde dietro i luoghi comuni della tradizione e non si sforza di capire il presente.
36:59Dove è l'unico Dio che conta il denaro, dove una mucca vale più di una moglie,
37:04dove non bisogna andare alla scuola, bisogna lavorare in i cani.
37:06Questi ragazzi erano cresciuti dentro una cultura che non si curava dell'educazione.
37:12Quello era un caso proprio di benessere conquistato, ma al di fuori di ogni consapevolezza, di ogni maturità, di ogni
37:19equilibrio.
37:20Proprio perché è mancato un investimento educativo.
37:23Ce l'ha con Montecchia il professor Andreoli.
37:26Ma il suo discorso è anche un funerale di tutta la società italiana degli anni Ottanta.
37:32L'Italia dei paninari e degli yuppies con i Rolex sul polsino.
37:36L'Italia delle lampade abbronzanti e delle macchine turbo.
37:40L'Italia della moda, dell'onda lunga socialista, di chi ha dimenticato la miseria della guerra e vuole godersi quello
37:46che i genitori hanno guadagnato.
37:48Ma è anche l'Italia che vede i suoi scandali riaffiorare dalle fogne, le tangenti, i concursi e i concursori.
37:55Ecco perché sono figli che sono colpevoli e mostri, ma sono anche vittime.
38:05Le parole di Andreoli sono per Montecchia peggio di una grandinata sulle ciliegie durelle e sulle vigne di Soare.
38:13Tutto il paese di Montecchia, ma direi tutta Verona che si ribella contro le conclusioni di Andreoli che pure è
38:18veronese.
38:18Un tentativo più evidente è stato quello di allontanare dalla città lo spettro e l'accusa di essere una realtà
38:25nella quale succedono o possono succedere fatti di questo genere.
38:29In questa difesa spadatrata di questi figli malati non riuscivano a capire come potesse esserci qualche problema nella crescita dei
38:39ragazzi in un paese dove contavano solo i soldi, dove contava farli velocemente.
38:46Nasce una polemica rovente che si prolungherà fino al processo.
38:50Il 19 novembre 1991 il Corriere della Sera pubblica un articolo che segna il salto definitivo della vicenda di Montecchia.
38:58Dalla cronaca nera al dibattito di costura.
39:01Secondo il Corriere Maso riceverebbe molte lettere in carcere.
39:04Io mi ricordo che arrivavano tantissime lettere di ammirazione da parte di tanti giovani, tanti che magari speravano di poter
39:13prima o poi fare la stessa cosa che Pietro Maso era riuscito a fare.
39:18Era diventato una specie di mito, di eroe negativo, ma di eroe per tanti giovani.
39:24Sappiamo poi come Maso in carcere sia stato ossessionato dalle fans, abbia ricevuto centinaia, migliaia di lettere di ragazze innamorate
39:37che addirittura gli proponevano il matrimonio.
39:39E poi ci sono i tifosi del Verona che lo acclamano nei cori da stadio.
39:42La curva sud degli ultras del Verona inventa una canzoncina, un corretto da stadio, che sinistramente riecheggia tutte le domeniche
39:52che il Verona gioca in casa.
39:53Dice nella vecchia Montecchia, Iaio, Maso copanca a sua zia. Iaio, cioè Maso uccide anche sua zia.
40:00Cori da stadio, fans, polemiche. Pietro Maso non è più solo un brutale assassino.
40:05È diventato un personaggio, una creatura mediatica, oggetto di morbosa curiosità.
40:09Una curiosità che si fa incontenibile quando nel febbraio del 1992 al Tribunale di Verona si apre il processo contro
40:17Maso e i suoi complici.
40:22Pietro Maso, 19 anni, ha confessato. È stato lui a uccidere i suoi genitori, Rosa e Antonio Maso, due ricchi
40:28agricoltori del veronese.
40:30Li ha massacrati perché gli servivano i soldi dell'eredità per divertirsi con i suoi amici complici Giorgio Carbognin, Paolo
40:36Capazza e Damiano Burato.
40:38Le verizie parlano di semi-infermità mentale. L'ultima parola aspetta i giudici.
40:43Il processo contro Pietro Maso si annuncia come un grande show.
40:51In prima pagina per la cronaca il processo che è iniziato al Tribunale di Verona contro Pietro Maso, il giovane
40:58che con l'aiuto di due suoi amici nell'aprile dello scorso anno uccise i genitori.
41:02Verona, 18 febbraio 1992. Pietro Maso, Giorgio Carbognin e Paolo Capazza sono sul banco degli imputati.
41:09Manca solo il più giovane del gruppo, Damiano Burato, che verrà giudicato dal Tribunale dei Minori.
41:15C'era un gran numero di televisori, interviste, riprese, quindi c'era una grande attenzione mediatica sul fatto.
41:26Si andava al processo con degli striscioni, addirittura molta gente aveva delle bandiere.
41:35Sono tutti in attesa di vedere lui, Pietro Maso.
41:38Direi che colpì un pochino tutti la circostanza che al momento del processo Maso si presentò con il foulard, con
41:48la giacca.
41:50Lui arrivava sorridente, arrivava sempre con abiti e vestiti molto eleganti.
41:57Cambia abito nel corso della stessa udienza.
42:00È come se lui andasse su una passerella, su una pedana, avere tutti i flash addosso.
42:04C'è a un certo punto un'intercettazione di una conversazione tra lui e Carbognin, dove Carbognin dice
42:10hai visto, ce l'abbiamo fatta, siamo diventati famosi.
42:12I dieci mesi di carcere dunque non hanno chiuso la ruota del pavone di Montecchia.
42:17Pietro Maso segue il dibattimento in silenzio.
42:19Manifestava tranquillità, sicurezza e soprattutto non mi manifestava situazioni di preoccupazione.
42:28Come se lui fosse lì per assistere alla storia o al processo di qualcun altro, non al suo.
42:35Come se i genitori di cui si parlava che erano stati massacrati non fossero i suoi.
42:40Tranquillo, posato, per nulla intimorito dal fuoco di fila delle domande del pubblico ministero,
42:46ha ricordato davanti alla corte d'assise di Verona come maturò il delitto.
42:50Senza sbavature e con lucidità, Pietro Maso è riandato con la memoria
42:54dei giorni che hanno preceduto l'orrendo fatto di sangue.
42:59Non dava l'impressione di chi si fosse reso conto della gravità, dell'assurdità del gesto.
43:08Non ho notato mai un'emozione, assolutamente freddo, impassibile.
43:13Credo che annaffettivo sia la parola giusta, incapace di avere affetti, di provare sensazioni e sentimenti.
43:19Sfilano i testimoni di Montechia.
43:21Si rivivono i mesi che hanno portato al delitto.
43:24Poi la tensione arriva al massimo, quando in aula si ricostruiscono le ore del delitto.
43:36Montechia di Crosara, via San Pietro 42.
43:39Sono da poco passate le 11 di sera.
43:42Sono le 23 e i ragazzi attendono all'interno dell'abitazione l'entrata dei genitori.
43:51Pietro Maso, Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e Damiano Burato
43:54aspettano solo di vedere sbucare le luci dell'alfetta dei signori Maso.
43:58I ragazzi indossano delle tute blu da lavoro.
44:01Si procurano due maschere, una maschera da diavolo e una maschera d'anziano, che però non indossarono.
44:07Hanno le armi che consistono in una spranga di ferro, un blocco a sterzo e delle pentole.
44:14Una patetica armata Branca Leone, ma gli occhi sono lo specchio dell'esaltazione e della follia.
44:21Alle 23 e i 10 i quattro sentono l'alfetta varcare la soglia del garage.
44:25Tornano dalla cerimonia col fiorellino in mano, parcheggiano la macchina nel garage,
44:32salgono le scale che portano alla cucina e trovano tutte le luci spente, perché loro avevano svitato le lampadine.
44:41Il primo a entrare in casa è Antonio Maso, il papà.
44:44L'uomo procede al buio per qualche secondo ed è allora che arriva il primo violentissimo colpo.
44:51E' il tubo di ferro sventagliato da Pietro.
44:55Damiano lo segue a colpi di pentola, finché per la violenza delle bordate non si stacca il mare.
45:01Nel frattempo entra la madre, la signora Tessari, anch'essa viene colpita violentamente da Pietro
45:09e anch'essa si accascia a terra, anch'essa ingurgita sangue.
45:17Otte violentissime, ma la donna con la forza della disperazione cerca di spingersi verso la cucina.
45:25Si accorgono subito che è difficile uccidere le persone, che la gente non vuole morire, resiste.
45:33Che altro che un colpo in testa e via.
45:35Di un massacro hanno dovuto rendersi colpevoli.
45:44Allora Giorgio prende una busta di nylon.
45:46Per accettare la morte pone sulla bocca della signora Tessari un sacchetto di plastica.
45:53Paolo nel frattempo tiene un piede premuto sulla gola di Antonio Maso.
45:57E con la forza del piede procura la frattura delle mandibili.
46:00E il rantolio lentamente svanisce, lentamente muore.
46:05L'esecuzione dura poco più di una ventina di minuti.
46:11A un certo punto si sente una voce che dice a Pietro
46:16Pietro questa non muore più, no?
46:22E vieni tu.
46:23Allora Pietro si avvicina alla madre che ancora rantolava in vita
46:30e la colpisce con la sbarra alla testa e la finisce, insomma.
46:43È una carneficina.
46:50Hanno la meglio ma con grande fatica e straziando queste persone
46:56perché colpiscono la vanvera.
46:59Perché a un certo punto sono come inebriati dal sangue
47:04e disperati dalla incapacità di concludere presto
47:09quella che si erano figurati come un'impresa facile.
47:16I ragazzi si lavano in fretta in bagno e poi mettono sottosopra la casa.
47:20Poi Pietro, Giorgio Carbognin e Damiano Burato
47:23vanno verso Verona in discoteca con l'alfetta di Antonio Maso.
47:28Paolo Cavazza torna subito a casa.
47:30È un bravo ragazzo, non gli piace fare tardi.
47:35La ricostruzione del delitto ha sconvolto l'aula.
47:38Perché Pietro ha voluto uccidere i suoi genitori
47:41per inseguire un sogno di bella vita?
47:42Perché non ha rimorsi?
47:44Perché non ha avuto limiti?
47:45E i suoi amici?
47:46Davvero questi ragazzi di Montecchia pensano
47:48che una lancia delta integrale valga più della vita di due persone?
47:52Pietro Maso e i suoi complici sono pazzi o lucidi criminali?
47:56Oggi, nella terza udienza del processo in corso a Verona,
47:59a confronto, gli psichiatri.
48:01Si discute soprattutto sulla salute mentale
48:03di Pietro Maso, Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza
48:06al processo di Verona.
48:07Ma per un delitto progettato così a lungo
48:10è il caso di chiedere la semi-infermità mentale?
48:13Il fatto che Pietro Maso parlasse senza nessuna segretezza
48:18di questo suo proposito di uccidere i genitori
48:20francamente mi fa pensare di persona non normale.
48:25L'assoluta irragionevolezza nel commettere un fatto
48:33di così particolare gravità
48:35e nel convincimento di non essere minimamente considerati
48:39come ipotetici autori del fatto
48:41ci aveva immediatamente fatto pensare
48:43che questi ragazzi dovevano avere dei grossi problemi psicopatologici.
48:48Certo, noi puntavamo al vizio totale di mente.
48:52Invece il professor Vittorino Andreoli, esperto dell'accusa
48:56parla di un eccesso di narcisismo che può avere effettivamente
49:00intaccato le capacità di Maso solo al momento di colpire i genitori.
49:04Andreoli concluse il suo lavoro affermando della incapacità
49:08di intendere e di volere solo al momento del fatto per Pietro Maso
49:13e affermando invece per Carbognin e Cavazza
49:18una capacità di intendere e di volere.
49:23Un'impostazione, quella di Andreoli, condivisa anche dal pubblico ministero Schilaia
49:26che chiede pene molto severe.
49:28Le mie richieste sono state l'ergastolo per Pietro Maso,
49:3328 anni per Carbognin e 30 per Cavazza.
49:38Quando il 29 febbraio del 1992 tutto è pronto per la lettura della sentenza
49:44sembra di vedere anche Montecchia sul banco degli imputati.
49:48È già sera quando arriva la decisione.
49:50In nome del popolo italiano, la Corte del Sese di Verona non condanna
49:55Maso dietro alla pena di anni 30 di reclusione.
49:59Non piega a Carbognin e Giorgio e Cavazza Paolo
50:03alla pena di anni di disegno e di reclusione ciascuno
50:05oltre al pagamento delle spese processuali insolite
50:09e di quelle di massività di un cazzo.
50:18In aula piovono fischi, c'era voglia di ergastolo.
50:24Quando uscì la sentenza di primo grado,
50:26gente che dava vergogna.
50:28Un clima molto duro, di contrapposizioni da una parte all'altra.
50:32Chi lo difendeva e chi lo assolveva tutto pure.
50:35Come lei ha sentito il pubblico, è rimasto molto deluso dalla sentenza.
50:38Ma perché deluso?
50:39Beh, insomma, perché hanno ucciso i genitori, insomma.
50:44Beh, pensavo che gli dassero di più.
50:46Però l'ergastolo per dei ragazzi così...
50:50Dovevo daregli l'ergastolo per quello che ha fatto.
50:55Anche nel momento della sentenza Maso rimase imperturbabile,
51:03rimase sempre particolarmente freddo e distaccato
51:06come se la sentenza non lo riguardasse.
51:11Anche le sorelle non accettano il giudizio.
51:13Le sorelle protesteranno contro la sentenza che li condanna Maso a 30 anni.
51:19Le sorelle chiedevano l'ergastolo per loro fratello.
51:21Loro si sentono coinvolte in prima persona.
51:24Lui voleva ucciderle, anzi ha cercato di ucciderle.
51:26Per ottenere che cosa?
51:28L'eredità.
51:28Quindi per un motivo assolutamente inconsistente, futile.
51:32E quindi avrebbero voluto che gli fosse dato l'ergastolo.
51:36Però per un senso di giustizia.
51:37Dei tre colpevoli, solo Cavazza ha mostrato segni di pentimento.
51:41Pietro no, è la solita sfinge.
51:44Le due ragazze gli scrivono una lettera aperta.
51:47Sembra che Pietro si voglia gettare tutto alle spalle,
51:50cancellare dalla mente i ricordi quasi a far finta
51:52che sia stata una parentesi da chiudere.
51:55Ha commesso uno sbaglio, tanti sbagli terribili.
51:57Ne deve rispondere.
52:00Dentro Pietro qualcosa si muove.
52:07Sono passate due settimane dal giudizio di primo grado
52:10e Pietro Maso trova il coraggio di rispondere alle sorelle.
52:14Cara Nadia, cara Laura, è ormai un anno che sono rinchiuso in carcere.
52:18Di me e di quello che ho fatto ne hanno parlato e discusso tanti e per tanto tempo.
52:23Vorrei cogliere questa occasione per dare voce a quel Maso Pietro
52:26che nessuno conosce veramente.
52:28Un ragazzo che giorno dopo giorno si è reso conto di quello che ha fatto
52:32e che in nessun modo potrà ripagare agli altri e a se stesso
52:35tutto il male fatto.
52:37Forse per orgoglio, alle mie sorelle e a tutti gli altri
52:40non ho avuto il coraggio di chiedere perdono per il mio gesto.
52:43L'unico modo per cercare di riparare, anche se in minima parte,
52:47alla mia colpa è scontare la pena inflittami.
52:49Pietro Maso
52:51È una lettera ancora un po' confusa dove non si pente del tutto
52:54dove dice solo adesso mi rendo conto di quello che ho fatto
52:57di aver tolto con le mie mani quello che mi era più caro nella vita.
53:01Non chiede ancora perdono
53:02e alle sorelle questa lettera non basta per rilacciare i rapporti.
53:06Non è solo una lettera ma anche un gesto.
53:08Pietro rinuncia a qualsiasi diritto sull'asse ereditario.
53:12Lui che voleva tutto adesso non vuole più niente.
53:15In realtà è un passo inutile, propagandistico,
53:17perché essendo stato condannato per un amicidio volontario
53:20non avrebbe mai comunque potuto accedere alla realtà.
53:22Quindi era un tema che non si poneva.
53:24Lui fa questa messa in scena per far vedere chi ha pentito.
53:27Il pavone scompare nel suo nuovo mondo fatto di sbarre e privazioni.
53:32Dicono che dopo la condanna definitiva in secondo grado
53:34abbia scelto la religione, frequentato laboratori di teatro
53:38e cercato di rendersi utile.
53:39Probabilmente quando le porte del carcere si sono chiuse
53:43e non si sono più riaperte le porte dell'aula di tribunale
53:47trasformata in palcoscenico,
53:49le persone, non i personaggi loro, hanno cominciato a riemergere
53:57sentendo il peso della carcerazione,
54:01cominciando a riflettere sulla cosa che avevano fatto e così via.
54:08Per Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e Damiano Burato
54:11le porte del carcere si sono già aperte.
54:14Ognuno di loro sta cercando di recuperare la propria vita.
54:17Nell'ottobre del 2008, le telecamere del TG1
54:21avvicinano un uomo all'entrata di una ditta di computer
54:23nella periferia di Milano.
54:25È lui, Maso, 17 anni dopo.
54:29Che ti fanno fare, almeno?
54:31Scusate, devo entrare a lavorare, scusate.
54:34Questo è il nuovo Pietro Maso,
54:36al suo primo giorno di semilibertà per i giudici
54:38che gli hanno concesso di uscire dal carcere
54:40ha ben vivo il ricordo di quanto ha commesso,
54:42ma nei 17 anni trascorso in prigione
54:44ha mostrato un'evoluzione positiva della personalità
54:47e per questo merita di uscire di giorno per andare a lavorare.
54:50Pietro Maso, che dal 2008 gode del regime di semilibertà,
54:55sarà libero nel 2015.
55:05Agosto 1987, provincia di Savona.
55:09C'è un cadavere in una scarpata.
55:11Sentivo dire in paese che il dottor Brin
55:13non era più presente, era scomparso.
55:17La vittima era un uomo discusso.
55:19Perché era una persona molto autoritaria,
55:22aveva dilapidato un capitale.
55:23E aveva anche un amante.
55:26Era una donna splendida,
55:28aveva gli occhi blu,
55:30lei era consapevole del forte fascino
55:34che esercitava sugli uomini.
55:35Nella prossima puntata,
55:37Delitti vi porterà alla fine degli anni Ottanta,
55:39quando un paesino ligure
55:41divenne famoso per un omicidio complicato
55:43e una donna bella quanto ambigua,
55:45Gigliola Guerinoni,
55:47l'amantide assassina.