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Nazioni Unite (New York), 24 set. (askanews) - "L'intelligenza artificiale sta trasformando in pochi anni il modo di vivere, lavorare, produrre e prendere decisioni", con "il rischio di nuove disuguaglianze, dipendenze e forme di dominio". Nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu a New York, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avvertito che "intere professioni potranno scomparire o trasformarsi" e che falsificazione e manipolazione della realtà diventeranno sempre più facili. Ma ha anche sottolineato le opportunità dell'IA nella medicina, nella ricerca, nell'istruzione e nella tutela dell'ambiente. Per Tajani servono regole comuni, trasparenza, controllo e sicurezza, evitando però "gabbie burocratiche che soltanto alcuni rispetterebbero"."Papa Leone XIV nella enciciclica Magnifica Humanitas ha ricordato che nessun algoritmo può decidere al posto di una coscienza e che ogni tecnologia capace di colpire senza vedere il volto dell'altro abbassa la soglia morale del conflitto. L'Italia condivide questa visione", ha detto."Ma governare l'innovazione non significa demonizzarla", ha proseguito il ministro, "l'intelligenza artificiale può spalancare possibilità che oggi sono inimmaginabili. Nella medicina, per esempio, nella ricerca, nell'istruzione, nella produzione della tutela dell'ambiente. Ogni grande progresso tecnologico ha creato timori, ma anche opportunità e nel tempo maggiore benessere. Certamente tornare indietro non è possibile, non sarebbe desiderabile, ma non possiamo neppure consegnare il futuro ad una tecnologia senza regole. Non servono gabbie burocratiche che soltanto alcuni rispetterebbero. Serve invece un equilibrio tra trasparenza, controllo, sicurezza e tutela della proprietà intellettuale. Serve condividere i benefici dell'innovazione e costruire strumenti di controllo reciproco. Questo è esattamente il compito delle Nazioni Unite: definire regole comuni prima che siano gli eventi o i più forti ad imporle".

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Trascrizione
00:00Siamo all'alba di una rivoluzione tecnologica che già sta riconfigurando il modo in cui viviamo,
00:07lavoriamo, produciamo e prendiamo decisioni.
00:11È la rivoluzione dell'intelligenza artificiale.
00:15Le grandi invenzioni del passato impiegarono secoli per trasformare il mondo.
00:20L'intelligenza artificiale ci sta riuscendo in pochi anni.
00:24Chi controllerà queste tecnologie avrà un vantaggio enorme su chi resterà indietro.
00:30Il rischio è che nascono nuove disuguaglianze, nuove dipendenze, nuove forme di potere o nuove forme di dominio.
00:37Intere professioni potranno scomparire o trasformarsi.
00:40La falsificazione e la manipolazione della realtà diventeranno sempre più facili.
00:45Automatismi privi di controllo umano potranno produrre decisioni estremamente pericolose.
00:51Papa Leone XIV, nell'enciclica Magnifica Humanitas, ha ricordato che nessun algoritmo può decidere al posto di una coscienza
01:01e che ogni tecnologia, capace di colpire senza vedere il volto dell'altro, abbassa la soglia morale del conflitto.
01:11L'Italia condivide questa visione.
01:14Ma governare l'innovazione non significa demonizzarla.
01:18L'intelligenza artificiale può spalancare possibilità che oggi sono inimmaginabili,
01:23nella medicina, per esempio, nella ricerca, nell'istruzione, nella produzione della tutela dell'ambiente.
01:29Ogni grande progresso tecnologico ha creato timori, ma anche opportunità e nel tempo maggiore benessere.
01:37Certamente tornare indietro non è possibile e non sarebbe desiderabile,
01:40ma non possiamo neppure consegnare il futuro ad una tecnologia senza regole.
01:44Non servono gabbie burocratiche e soltanto alcune rispetterebbero.
01:49Serve invece un equilibrio tra trasparenza, controllo, sicurezza e tutela della proprietà intellettuale.
01:57Serve condividere i benefici dell'innovazione e costruire strumenti di controllo reciproco.
02:03Questo è esattamente il compito delle Nazioni Unite.
02:07Definire regole comuni prima che siano gli eventi o i più forti ad imporle.
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