Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 10 ore fa
Milano, 15 set. (askanews) - Che cosa pensano i cittadini dell'intelligenza artificiale? Ecco alcune testimonianze raccolte in diverse città del modno, nei giorni in cui anche alcuni leader dell'industria tecnologica chiedono di rallentarne lo sviluppo per comprenderne meglio i rischi. A Tokyo c'è chi confida nel valore insostituibile del rapporto umano; a New York prevale la richiesta di tenere a freno una tecnologia che ormai non può essere fermata. Da Buenos Aires arriva l'allarme per la perdita del giudizio personale, mentre a Shanghai si chiede che siano le istituzioni, e non le aziende, a fissare le regole.Konno Hazuki, lavoratrice nel settore dei servizi a Tokyo: "Amo lavorare nel settore dei servizi e penso che, poiché l'intelligenza artificiale non prova emozioni, ci siano cose che semplicemente non può offrire ai clienti - dice - è così ancora oggi. Per questo non credo che l'IA stia per sostituirmi".Per Maliyka Muhammad, analista dello Stato di New York, "la realtà è che l'intelligenza artificiale è qui. Abbiamo liberato la bestia. Ormai è un po' troppo tardi per rimettere il bambino nell'armadio. Quindi penso che adesso dobbiamo concentrarci sulle misure necessarie per tenerla a freno, per fare in modo che non impazzisca"."Penso che, in una certa misura, sia un rischio piuttosto concreto, - osserva Emanuela Tommasi, studentessa di biologia, Buenos Aires - perché stiamo perdendo il nostro giudizio e la capacità di guardare oltre. Molto spesso fai una domanda e la risposta che ricevi è già estremamente elaborata, e tu ti accontenti semplicemente di quel rigurgito di informazioni. Così magari non riesci a guardare oltre o a formarti un giudizio vero: ti fermi semplicemente a quella risposta"."Se queste regole ostacolano lo sviluppo di un'attività, credo che nessuna azienda e nessun imprenditore imporrebbero restrizioni a se stessi - dice Jenny, impiegata nell'industria farmaceutica a Shanghai - devono quindi essere organismi di controllo della società a stabilirle attraverso politiche, leggi e regolamenti. Prendiamo il traffico: gli automobilisti non direbbero mai di volere tutti i semafori rossi, vorrebbero soltanto semafori verdi. Occorre un organismo che regoli i semafori e stabilisca i limiti di velocità. Le aziende non possono certo controllarsi da sole".

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Mi piace molto servizio, ma anche se stanno bene.
00:05In questo caso, il servizio è ancora più importante.
00:10Non ci sono delle persone che non rendono il cliente,
00:14quindi non penso che non rende.
00:17La realtà è AI, qui sono qui.
00:20Abbiamo l'unico di la biazza.
00:23è abbastanza tardi per mettere il bambino in la scuola
00:29quindi credo che ora dobbiamo concentrare per prendere i passi per farlo
00:37per farlo per farlo
00:39e io credo che in un punto è abbastanza reale
00:44perché stiamo perdendo il criterio proprio
00:47la capacità di vedere più allà
00:50perché è una realtà che molte volte
00:51quindi tu facci una domanda e la risposta che ti dà è ultra procesata
00:56e tu simplemente ti dà con questo regurgito di tanta informazione
01:01e tu non puoi vedere più o non puoi vedere più a più
01:04o non puoi armi un criterio real
01:06ma ti dà con questa risposta
01:08se si chiudere il servizio di servizio
01:12credo che ogni servizio, anche ogni servizio
01:14non può fare il servizio di servizio
01:17quindi questo servizio deve anche per il tutto il servizio
01:19per il servizio di servizio
01:20per ilegare di servizio
01:22e altri servizio di servizio
01:23come un servizio di servizio
01:25che non gli invierebbe
01:27oi io sono chiuso a la sua vita
01:29ma sempre bisogna avere una organizazione
01:32o una organizazione
01:34per la sua vita
01:35per la sua vita
01:35per la sua vita
01:36e la sua vita
01:37i nostri sociali non possono
Commenti

Consigliato