Casi di cronaca nera italiani: efferati omicidi che sconvolgono le nostre coscienze, raccontati con ricostruzioni realistiche, che seguono protagonisti, investigatori e vittime. Si va così alla scoperta del lato oscuro della nostra nazione.
LE STRAGI DI LUDWIG: La sigla "Ludwig" fa riferimento a una delle serie di delitti e stragi più atroci e inquietanti della storia criminale italiana, avvenuta tra il 1977 e il 1984 principalmente nel Nord Italia (con episodi anche in Germania). Dietro questo pseudonimo neonazista agivano due giovani insospettabili della "Verona bene": Wolfgang Abel (figlio di un importante dirigente assicurativo tedesco) e Marco Furlan (figlio del primario di chirurgia plastica dell'ospedale civile di Verona). Abel e Furlan agivano come veri e propri "serial killer missionari". Guidati da un'ideologia fanatica che univa misticismo nazista, omofobia e rigidi precetti morali, la loro "missione" dichiarata era quella di "ripulire la società" da coloro che consideravano degenerati o subumani. I crimini venivano rivendicati inviando volantini deliranti alla stampa (in particolare al quotidiano Il Gazzettino), contrassegnati da un'aquila sormontata dalla scritta "Gott mit uns" ("Dio è con noi", il motto dei soldati della Wehrmacht) e firmati appunto "Ludwig". A Ludwig sono stati attribuiti ufficialmente 15 omicidi e decine di feriti, perpetrati attraverso modalità brutali: armi da taglio, asce, martellate e, soprattutto, roghi dolosi. La fine della scia di sangue arriva il 4 marzo 1984 a Castiglione delle Stiviere (Mantova). Durante una festa di carnevale nella discoteca Melamara, affollata da circa 500 ragazzi, Abel e Furlan – mascherati – vengono sorpresi dal personale della sicurezza mentre tentano di sversare taniche di benzina per dare fuoco al locale. Bloccati prima che potessero scatenare l'ennesima strage, vengono consegnati alla polizia. Il processo, fortemente mediatico, si conclude con la condanna di entrambi a 27 anni di carcere. Nonostante le condanne, il caso Ludwig presenta ancora oggi lati oscuri. Molti storici ed esperti di stragismo (tra cui recenti inchieste giudiziarie) ipotizzano che Abel e Furlan non abbiano agito da soli, ma fossero l'ala militare di una setta neonazista più ampia ("I maghetti") radicata nell'ambiente dell'estremismo di destra veronese e collegata alla galassia dell'eversione nera dell'epoca.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_(serial_killer)
https://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Abel_and_Marco_Furlan
https://de.wikipedia.org/wiki/Gruppe_Ludwig
#DocuserieDelitti #LeStragiDiLudwig #WolfgangAbel #MarcoFurlan #SerialKillerItaliani #VeronaBene #NeonazismoItalia #GottMitUns #Omicidi #Stragi #Roghi #Anni70 #Anni80 #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV TrueCrime #CronacaNera #Criminologia #ProfiloCriminale #GialliItaliani #MisteriItaliani #StoriaCriminale #DocumentarioCrime #InchiestaGiornalistica #TrueCrimeCommunity
LE STRAGI DI LUDWIG: La sigla "Ludwig" fa riferimento a una delle serie di delitti e stragi più atroci e inquietanti della storia criminale italiana, avvenuta tra il 1977 e il 1984 principalmente nel Nord Italia (con episodi anche in Germania). Dietro questo pseudonimo neonazista agivano due giovani insospettabili della "Verona bene": Wolfgang Abel (figlio di un importante dirigente assicurativo tedesco) e Marco Furlan (figlio del primario di chirurgia plastica dell'ospedale civile di Verona). Abel e Furlan agivano come veri e propri "serial killer missionari". Guidati da un'ideologia fanatica che univa misticismo nazista, omofobia e rigidi precetti morali, la loro "missione" dichiarata era quella di "ripulire la società" da coloro che consideravano degenerati o subumani. I crimini venivano rivendicati inviando volantini deliranti alla stampa (in particolare al quotidiano Il Gazzettino), contrassegnati da un'aquila sormontata dalla scritta "Gott mit uns" ("Dio è con noi", il motto dei soldati della Wehrmacht) e firmati appunto "Ludwig". A Ludwig sono stati attribuiti ufficialmente 15 omicidi e decine di feriti, perpetrati attraverso modalità brutali: armi da taglio, asce, martellate e, soprattutto, roghi dolosi. La fine della scia di sangue arriva il 4 marzo 1984 a Castiglione delle Stiviere (Mantova). Durante una festa di carnevale nella discoteca Melamara, affollata da circa 500 ragazzi, Abel e Furlan – mascherati – vengono sorpresi dal personale della sicurezza mentre tentano di sversare taniche di benzina per dare fuoco al locale. Bloccati prima che potessero scatenare l'ennesima strage, vengono consegnati alla polizia. Il processo, fortemente mediatico, si conclude con la condanna di entrambi a 27 anni di carcere. Nonostante le condanne, il caso Ludwig presenta ancora oggi lati oscuri. Molti storici ed esperti di stragismo (tra cui recenti inchieste giudiziarie) ipotizzano che Abel e Furlan non abbiano agito da soli, ma fossero l'ala militare di una setta neonazista più ampia ("I maghetti") radicata nell'ambiente dell'estremismo di destra veronese e collegata alla galassia dell'eversione nera dell'epoca.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_(serial_killer)
https://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Abel_and_Marco_Furlan
https://de.wikipedia.org/wiki/Gruppe_Ludwig
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TVTrascrizione
00:00S.T.A.
00:34Naturalmente le ricordo che però stiamo ricostruendo una storia che è la storia di Ludwig, che è un signore che
00:39ha fatto fuori decine di persone e di cui lei è il capo.
00:44Io per la storia sono il capo, certo. Quindi o ci sono due possibilità, o sono veramente il capo o
00:51proprio non c'entro niente, perché a questo punto ci sono solo due possibilità. Adesso vediamo se sono il capo
00:57oppure se magari non c'entro niente.
01:01Dicevano di essere innocenti.
01:06Dicevano che era solo uno scherzo.
01:10Sembravano due bravi ragazzi.
01:15Ma c'erano 15 morti.
01:51Trento, 26 febbraio 1983, ore 19.
01:55Padre Gianni Gambarato sta uscendo dal suo convento, l'istituto dei padri Venturini.
02:00All'improvviso padre Gianni vede qualcuno dileguarsi nel buio.
02:04Poi vede qualcun altro giù, a terra.
02:10È padre Armando Bison, 71 anni.
02:15Il confratello è in una pozza di sangue.
02:18Respira ancora, ma è già il rantolo della morte.
02:21Ha la testa sfondata padre Bison.
02:23E sotto la nuca qualcuno gli ha conficcato uno scalpello.
02:26Uno scalpello con un crucifisso.
02:38Una scena raccapricciante, ma soprattutto un grande mistero.
02:42Cosa significa quel simbolo così sinistro?
02:45Lo scalpello con la croce.
02:47E perché accanirsi così su un anziano prete?
02:50Massacrato a furia di martellate.
02:53E' lasciato esanime delle sevizie che manifestano chiaramente una cattiveria,
03:01una voglia di far male, una crudeltana feroce.
03:04Mentre padre Bison viene portato in ospedale,
03:07gli inquirenti cominciano a ispezionare la scena dell'agguato.
03:10Ci sono due borse di plastica.
03:12Una contiene un grosso martello macchiato di sangue.
03:15È l'arma dell'aggressione.
03:17L'assenza di testimoni rende tutto più difficile.
03:19Padre Gianni, il soccorritore, è riuscito a scorgere solo un'ombra,
03:24presto dissolta nel buio.
03:26Ma un'ombra è troppo poco per identificare un assassino.
03:30Anche il movente non si trova.
03:35Padre Armando Bison è un prete schivo, ben voluto dai confratelli.
03:39Bison era andato nei pressi per dire una messa
03:42in una chiesa in cui era rettore e stava tornando al convento.
03:48Ma allora perché padre Bison sta lottando con la morte in un letto d'ospedale?
03:53Forse perché padre Bison ha un segreto che non osa confessare a nessuno.
03:59Padre Bison aveva deciso di lasciare l'abito talare
04:02perché si era innamorato di una signora.
04:04E quindi era un prete che sarebbe stato un prete spretato.
04:08Padre Bison, insomma, potrebbe essere stato punito.
04:12Due giorni dopo l'aggressione, l'ansa di Milano riceve un messaggio.
04:17Rivendichiamo l'esecuzione di Trento.
04:20Il potere di Ludwig non ha limiti.
04:22Il crocifisso porta la scritta Faba, Gott mit uns.
04:27Che era, Dio è con noi, una frase che dai tempi dell'impero prussiano
04:35era arrivata ad avere una grande evidenza nella Germania italiana.
04:39Il motto della gioventù italiana, la Hitler-Jung,
04:44era inciso, Gott mit uns, sulle cinture delle SS.
04:50Gli inquirenti controllano la scritta del crocifisso conficcato su padre Bison.
04:57È proprio Faba.
05:00La rivendicazione è attendibile.
05:03Chi ha scritto il messaggio a l'ansa è lo stesso che ha salito padre Bison.
05:08Un aggressore che si chiama Ludwig.
05:11Ma Ludwig, chi sarebbe?
05:13Un nome proprio?
05:14Un acronimo?
05:15Una sigla?
05:16Il nome di Ludwig comincia a circolare nelle questure d'Italia nel 1980
05:22quando cominciano ad arrivare le rivendicazioni di alcuni omicidi
05:25e in queste lettere Ludwig racconta che certi omicidi iniziati nel 1977
05:32erano stati opera sua.
05:35Una storia dunque che inizia qualche anno prima
05:38ed è una lunga storia di sangue.
05:49Tutto comincia la notte del 25 agosto 1977
05:53sei anni prima dell'omicidio di padre Bison.
05:56Non siamo a Trento, ma a Verona.
05:59Esplode una macchina.
06:01Dentro c'è un nomade che sta dormendo.
06:03Riesce a svegliarsi, scappa con il corpo in fiamme
06:06e morirà parecchi giorni dopo all'ospedale per le gravi ostioni riportate.
06:12Padova, 19 dicembre 1978.
06:15Cinque anni prima dell'omicidio di padre Bison.
06:18Sempre dentro un'auto viene ritrovato il corpo di un cameriere omosessuale.
06:22Ucciso a coltellate e con due coltelli infilati,
06:26uno alla base del collo e uno alla base della schiena.
06:33Venezia.
06:34Dicembre 1979.
06:36Quattro anni prima dell'assassinio di padre Bison.
06:38In corte canal viene ritrovato il cadavere di un tossico di pennette.
06:42Anche egli trafitto da numerosissime coltellate, sia alla schiena, sia al volto, sia in varie parti del torace.
06:52Ricapitolando.
06:53Un nomade, un omosessuale, un drogato.
06:55Si tratta di tre persone fuori dalla norma,
06:59che possono essere, secondo una lettura distorta, imputati di avere dei vizi.
07:03Tre omicidi in tre anni, compiuti in tre città del Veneto e con modi diversi.
07:08Si cercano i colpevoli, ma senza successo.
07:11Anche perché nessuno immagina che dietro quei tre delitti ci sia la stessa mano.
07:16Siamo ormai nel 1980 e la polizia veneta ha altro a cui pensare.
07:21A giugno, a Venezia, per la prima volta in Italia, si riuniscono i grandi della terra.
07:25Gli uomini che fanno la storia si sono incontrati, ossequiati, scontrati, stretti,
07:32in uno scenario epico e colto, squisito, drammatico e dolcissimo,
07:37in una danza diplomatica che ricordava antiche corti, antichi poteri e conferenze
07:43che fecero brillare i geni dell'intelligenza politica.
07:47E gli arrivi si sono succeduti agli arrivi, le strette di mano agli inchini.
07:52Vi è stato un tempo degli arrivi e Venezia assorta, contemplato, vicina, discreta
08:00e tenuta anche forzatamente lontana.
08:05Ma proprio in quel 1980 succede ancora qualcosa, qualcosa di molto inquietante.
08:11Il 4 novembre del 1980 alla redazione di Venezia del quotidiano di Gazzettino
08:17arriva una strana lettera.
08:19È una rivendicazione.
08:20L'organizzazione Ludwig si assume la responsabilità dei delitti di Verona, Padova e Venezia.
08:27L'organizzazione Ludwig, così si definisce, facendo presupporre l'esistenza di un gruppo
08:32anziché di una persona, si assume la paternità delle seguenti uccisioni e cita tre delitti.
08:37Questi delitti vengono descritti minuziosamente per dimostrare che chi rivendica questi assassini
08:45sa di cosa parla.
08:47Il testo è scritto in caratteri runici.
08:50In cima c'è un'aquila con la croce uncinata e si conclude con la frase Gott mit uns, Dio
08:55è con noi.
08:56Il motto di Hitler è delle SS.
08:58Sono firmati veramente come se fossero dei documenti di un corpo d'armata oppure di una segreteria di partito.
09:07Vogliono dare una sorta di immagine di ufficialità, di solennità.
09:11Siamo Ludwig, creare un'istituzione.
09:15Una firma per un mistero.
09:16Gli omicidi del nomade a Verona, del gay a Padova e del drogato a Venezia sono della stessa mano.
09:22Ludwig chiunque si nasconde dietro questa firma agisce dichiarando chiaramente la sua adesione
09:28alla biologia nazista e fa pensare quindi che ci sia anche un culto della purezza della razza
09:33da parte di chi commette questi omicidi e quindi la volontà di sopprimere, di infierire
09:38nei confronti di persone che naturalmente vivono ai margini.
09:41Però si aggiunge un elemento che sicuramente appare piuttosto disorientante, cioè quello
09:45di un prete, di un sacerdote.
09:47La rivendicazione inviata al gazzettino sembra credibile, ma è passato troppo tempo per effettuare
09:52dei riscontri.
09:53Gli inquirenti sono perplessi.
09:57Il fatto che Ludwig appaia e decida di apparire e di spiegare che c'è, che esiste, solo tre
10:02anni dopo il primo delitto, significava che forse Ludwig nasce davvero nel 1980.
10:08E cosa vuol dire quel nome?
10:09Se uno deve trovare una matrice in quel Ludwig, forse deve proprio cercare una cosa più banale,
10:16più semplice, un film.
10:18Il film di Lucchino Visconti e soprattutto l'immaginario che Visconti evoca.
10:25Povero dottor Gooden, ho stretto a studiarmi da mattina a sera, da sera a mattina, ma io
10:32sono un enigma e voglio rimanere un enigma per sempre, per gli altri e anche per me stesso.
10:48Ma il re di Baviera è solo una bella suggestione che non vuol dire niente.
10:52Ma non vedo perché andava preso per esempio, fu un pacifico, morì poi cadendo nel lago, misteriosamente
10:58però.
10:59All'inizio gli inquirenti non credono che esista una organizzazione criminale chiamata Ludwig.
11:06Pensano invece che si tratti di giovani animati da idee di estrema destra, idee estremiste, però
11:13che si tratti di diverse persone, non tanto di una vera organizzazione.
11:16Nel febbraio del 1981, però, tre mesi dopo la rivendicazione al Gazzettino, il giornale
11:22Veneto riceve un nuovo messaggio.
11:27Ludwig si attribuisce l'uccisione della prostituta 51enne Alice Barretta, massacrata a Vicenza
11:34il 20 dicembre del 1980, a colpi di martello.
11:38Anche in questo caso Ludwig specifica colore e marca dell'arma.
11:43Marca Upex, il martello, gli dà il peso di un chilo e cinque.
11:47E il peso del martello fu precisato nel messaggio di rivendicazioni.
11:54Ma anche stavolta gli inquirenti guardano altrove.
11:59Ludwig intanto non smette di colpire.
12:08All'alba del 24 maggio 1981, a Verona, va a fuoco una struttura che accoglie i senzatetto.
12:16Viene bruciata questa torretta, viene buttata dalla benzina.
12:21Luca Martinotti dormiva insieme ad altri, diciamo, disperati.
12:26E questo ragazzo, mentre due riescono a scappare, si è pure feriti o spionati, invece muore bruciato.
12:32Questo è uno di quei delitti in cui c'è un processo evolutivo del criminale.
12:38Perché i primi sono commessi in un modo molto semplicistico, se vogliamo, in modo anche rudimentale.
12:47Il responsabile di quel rogo viene cercato a lungo.
12:50Qualcuno finisce anche in prigione, ma inutilmente.
12:53Resammo un po' in difficoltà, perché non si sapeva bene qui fossero, dove fossero e da dove venissero.
13:01Eravamo poi incalzati anche dai mitomani.
13:04Uno è stato due giorni dentro e poi lo liberai, per mancanza di prova assoluta,
13:09e usci fuori protestando perché l'avevo liberato.
13:12Il vero colpevole è fuori, e si fa sentire il 23 luglio del 1982, con un messaggio a Lanza di
13:19Milano.
13:19È una nuova rivendicazione dell'incendio di Verona, firmata a Ludwig, con i soliti particolari sull'agguato.
13:26Davano dettagli specifici, che servivano un po' a dare l'idea che senz'altro fossero loro.
13:36Riassumendo, a luglio del 1982, l'organizzazione Ludwig ha già ucciso cinque persone.
13:43Lo zingaro a Verona, l'omosessuale a Padova, il drogato a Venezia, poi una prostituta a Vicenza e ancora nel
13:52veronese un senza tetto.
13:53Ma c'è dell'altro.
13:58Nell'ultimo messaggio Ludwig rivendica la paternità di un nuovo duplice omicidio, compiuto a Vicenza il 20 luglio del 1982.
14:07Si tratta di due religiosi, Mario Lovato e Giovanni Battista Pigato.
14:16Due frati che vengono massacrati a colpi di martello, massacrati ma con un'insistenza, cioè non si tratta soltanto di
14:24un colpo all'uno e un colpo all'altro.
14:27Molti colpi, tanto che muoiono quasi subito, ma veramente massacrati.
14:34Accetta in martello le armi utilizzate, che vengono abbandonate sul luogo dell'aggressione.
14:41Stavolta Ludwig esplicita chiaramente l'ispirazione nazista e i suoi obiettivi.
14:46Noi colpiamo chi tradisce il vero Dio, siamo gli ultimi eredi del nazismo, la nostra democrazia e lo sterminio, il
14:53nostro fine e la loro morte.
14:54Sono slogan che sembrano quasi mutuati di un tempo molto antico.
14:58Prevale un fanatismo che oggi chiameremo oltre-anzista.
15:01In questi partiti convivono persone che hanno un'idea superomistica, imperiale, non nazista, ma anche chi per esempio ha nostalgia
15:10per l'impero, per la cristianità.
15:15Un'organizzazione a sfondo nazista, con deliri mistico-religiosi.
15:23Ma perché prendersela così con due poveri frati?
15:26I due fratelli di Vicenza, ahimè, avevano avuto alcune ombre nel loro passato, per cui erano stati un po' emarginati
15:33dal convento, diciamo che avevano avuto alcune storie di episodi sessuali.
15:38Non è finita. Sette mesi dopo, il 26 febbraio 1983, Ludwig colpisce ancora un religioso.
15:46È padre Armando Bison, il prete ritrovato a Trento con uno scalpello in testa.
15:51La storia da cui siamo partiti.
15:53Ludwig si attribuisce questo delitto con la solita rivendicazione ai giornali.
15:57Per gli inquirenti ora non ci sono più dubbi.
16:00Ludwig c'è, esiste e afferma i suoi folli principi con ferocia inaudita.
16:08Ma chi è Ludwig? E come catturarlo?
16:20Trento, 26 febbraio 1983.
16:23Un anziano prete giace a terra con la testa fracassata.
16:27Sulla nuca gli hanno conficcato uno scalpello legato a un crocifisso.
16:31Una scena raccapricciante, l'ultima di una lunga serie.
16:34Otto omicidi in sei anni.
16:36L'assassino del prete di Trento è lo stesso che dal 1977 in Veneto
16:41ha già ucciso due frati, un nomade, un omosessuale, un drogato, una prostituta e un senzadetto.
16:49Si chiama Ludwig, ma nessuno sa chi sia.
16:52Per gli inquirenti è una caccia disperata.
16:54Arrestare Ludwig diventa l'obiettivo di tutte le forze dell'ordine del nord Italia.
16:58Però alla fine del marzo 1983 succede qualcosa.
17:24Il rabbino capo di Padova racconta agli inquirenti di aver ricevuto una lettera.
17:28L'uomo che l'ha scritta si è presentato come Silvano Romano, professore di fisica all'Università di Pavia.
17:34Il professor Silvano Romano, per suo diletto, era affascinato dal crimine.
17:39Era un attento studioso anche di problemi religiosi, delle conflittualità all'interno della religiosità.
17:46E decide di scrivere una lettera all'arabino capo di Padova, Achille Viterbo, in cui, dopo aver elaborato questo suo
17:53studio, gli dice
17:53«Secondo la mia interpretazione, Ludwig colpirà le comunità ebraiche».
17:59Le forze dell'ordine rintracciano subito il professore.
18:03Vanno a Brescia, nella casa dei genitori, dove trovano materiale importante.
18:09Appunti, fotocopie di fatti, accadimenti attribuiti a Ludwig.
18:14In una tasca del professore ci sono dei talloncini rossi adesivi con la scritta «Espresso».
18:19E dei francobolli, identici a quelli di alcune delle menzioni di Ludwig, casualmente scoprono che era a Trento, proprio pochi
18:26giorni prima, quando ucciso da padre Bison.
18:29Ma Silvano Romano si difende.
18:31Quel materiale gli serve per i suoi studi.
18:33È proprio grazie a quegli studi che ha capito quale sarà la prossima vittima di Ludwig.
18:40Le comunità ebraiche.
18:43Il nazismo, in qualche modo, fece lo stesso, spiegava Romano.
18:47Prima colpisce i zingani, gli emarginati, come ha fatto Ludwig, poi colpisce gli ebrei.
18:53Ma secondo gli inquirenti Silvano Romano non parla da studioso.
18:57No, Silvano Romano parla così perché Ludwig è proprio lui.
19:05Il professor Romano, dell'Università di Pavia, un cattolico devoto e fervente, diventa di fatto il possibile Ludwig.
19:14Gli mettono le manette, i polsi e lo portano direttamente in galera.
19:18Il 30 marzo del 1983, Ludwig è finalmente in trappola.
19:23La sua crociata di sangue si chiude in una cella di Verona.
19:26L'opinione pubblica ha il suo colpevole, mentre i giornalisti fanno a gara per comporre un ritratto del professore killer.
19:35L'allora quotidiano del pomeriggio di Milano, la notte, che fece una descrizione veramente accusatoria,
19:43ma sulla base di prove assolutamente neppure risibili, damentecati.
19:50Ma chi è Silvano Romano, in arte Ludwig?
19:53È un tipo molto chiuso, solitario, una persona che sembra avere una religiosità quasi morbosa.
20:02In carcere legge la Bibbia in tedesco e al cappellano del penitenziario dice di avere molta fiducia nel futuro, perché
20:09è innocente.
20:10Intanto si cercano disperatamente altre prove, altri indizi,
20:14e quando gli inquirenti scoprono l'agenda del professore sono convinti di aver chiuso i giochi.
20:19Gli fu trovata l'indirizzo di Ludwig in un'agenda.
20:27Per fortuna poi si accertò che questo Ludwig era un amico, che si chiamava Ludwig, del professor romano.
20:34È un particolare quasi comico, ma che fa riflettere.
20:38Davvero Silvano Romano c'entra qualcosa con Ludwig?
20:42Cosa c'è contro di lui, a parte adesivi e francobolli?
20:46Morale nel giro di otto giorni, Silvano Romano viene liberato immediatamente, non c'entrava assolutamente nulla.
20:53Secondo lei di chi è stata la fretta e la responsabilità di questa leggerezza, della polizia di Pavia?
20:58Di chi è stata?
20:58Qui stia a cauto, per favore.
20:59Attualmente io mi trovavo in un posto dove l'ultimo dei delitti è del luogo e ne fui particolarmente colpito
21:07proprio per la copertura che la stampa locale ne aveva dato, fondamentalmente questo.
21:12C'è una citazione di John Dunn che recita
21:15La morte di ogni uomo mi diminuisce, perché io sono implicato nell'umanità.
21:21E pertanto non mi andare mai a chiedere per chi suona la campana.
21:25E se suona sempre per te.
21:27Se il professor romano esce di scena, Ludwig invece torna alla ribalta.
21:33È un Ludwig diverso.
21:35Non ammazza più con ascia e martello i diseredati o i frati del Veneto.
21:40Ludwig adesso va in trasferta e fa stragi.
21:49Milano, 14 maggio 1983.
21:53Eros Sexy Center di Viale Monza.
21:55La sala a luci rosse più famosa della città.
22:02All'improvviso, intorno alle 17.45, le tende dell'uscita prendono fuoco.
22:07In un attimo il cinema è già un ruogo e scappare diventa impossibile.
22:20Muoiono sei persone, cinque spettatori e uno passante che si era lanciato per aiutare
22:27chi era avvolto dalle piame e purtroppo anche lui venne avvolto dalle piame.
22:36Una sciagura immensa con un responsabile.
22:39Chi ha incendiato all'Eros Sexy Center un nome ce l'ha e si firma sei giorni dopo in un
22:43messaggio a Lanza di Milano.
22:45L'ennesimo rituale comunicato di rivendicazione da parte di Ludwig
22:50che spregiativamente parla di chi era in quel cinema.
22:59Rivendichiamo il ruogo dei cazzi.
23:01Una squadra della morte ha giustiziato uomini senza onore e rispettosi della legge di Ludwig.
23:08Seguono i soliti particolari sui mezzi utilizzati e il motto Gott mit uns.
23:15Ludwig insomma ha fatto un risalto di qualità.
23:18Ha cambiato scena, strategie, obiettivi.
23:22Questo è il primo atto forte di Ludwig che colpisce un luogo pubblico anziché una delle persone singole.
23:31Ma i luoghi di depravazione sono molti altri.
23:38Il 7 gennaio del 1984, otto mesi dopo la strage dell'Eros Sexy Center di Milano,
23:44Ludwig sale a Monaco di Baviera e si scatena contro la discoteca a Liverpool.
23:49Ci vengono buttate delle due tanniche all'interno del locale,
23:52a volte in stracci degli indumenti e legate con dei lacci da scarpe.
23:57L'allarme è immediato e quasi tutti riescono a fuggire tranne una cameriera.
24:01Una ragazza di 21 anni, di origine italiana, Corinne Tartarotti,
24:06morirà alcuni mesi dopo, tre mesi dopo all'ospedale per l'esattezza.
24:09Puntualmente l'Ansa di Milano riceve un messaggio.
24:17A Liverpool non si scopa più, ferro e fuoco sono la punizione nazista.
24:23Ferro e fuoco per combattere il peccato.
24:25La crociata moralistico-purificatrice di Ludwig non ha più limiti.
24:29Vogliamo operare una catarsi, una purificazione universale, ma adesso sono soli.
24:34Solo soli.
24:34Ludwig si rivolge non più alle singole vittime o alle coppie di vittime,
24:40ma alla collettività, cioè ai gruppi di persone.
24:43Gli ultimi delitti sono delle strage.
24:45La strage è un reato ben preciso, perché la strage è l'annullamento del singolo.
24:50Non più colpire il singolo peccatore, ma coloro che organizzavano e lucravano sul peccato.
24:59Con questa nuova strategia che prende di mira i luoghi pubblici,
25:03Ludwig è diventato del tutto imprevedibile.
25:08Operava in città diverse, in momenti diversi, su persone diverse, imprevedibili.
25:12Anche perché imprevedibile era anche la loro condotta.
25:15Perché era condotta di un isterismo folle, non prevedibile col ragionamento.
25:20Certo, Ludwig lascia delle tracce, armi e oggetti ritrovati sui luoghi del crimine
25:25e le solite rivendicazioni, ma riesce sempre a scappare.
25:29La collettività tedesca ovviamente si mette subito in azione,
25:31sentono qualche testimone, deposizioni vaghe.
25:34Alcuni clienti della discoteca tedesca affermano di aver visto due giovani
25:39salire al piano superiore del locale e buttare giù le borse infocate.
25:48L'identikit dipinge due ragazzi sui vent'anni.
25:52Due giovani distinti, tra il metro e ottanta e il metro e settantotto,
25:57figura slanciata, un po' magri.
26:00Un gruppo di persone che forse si scambiavano i ruoli
26:03per motivi folli, ma precisi, determinati nella loro mente.
26:08Ma chi potrebbero essere?
26:11Una cosa è certa.
26:13All'inizio del 1984, sette anni dopo il suo primo crimine,
26:18Ludwig è ancora un nome senza faccia.
26:22Un mistero che continua insieme all'ingiustizia di 15 persone
26:26assassinate dalla follia.
26:364 marzo 1984, ore 15 e 30.
26:41È una domenica di carnevale e alla discoteca Melamara di Castiglione
26:45dell'Estiviere in provincia di Mantova c'è una festa in maschera.
26:49La confusione è notevole, così nessuno fa caso a due goffi personaggi,
26:54a disagio in costumi ridicoli.
26:56Sono due vestiti da Pierrot, con uno vestito e la maschera da Pierrot
27:00e hanno in mano due borse sportive.
27:04Nella sala comincia a sentirsi un fortissimo odore di benzina,
27:08ma proprio allora uno dei due Pierrot dà fuoco alla borsa.
27:11Si vede un cerino controventoli che accende a un certo punto improvvisamente
27:17la benzina buttata davanti alle uscite di sicurezza.
27:21Alla Melamara scoppia il panico.
27:24Per fortuna il fuoco non si propaga.
27:26La moquette era una moquette antifuoco,
27:30quindi le fiamme praticamente sono divampate un pochino,
27:33ma spegnendosi subito.
27:35Il bilancio dell'agguato è lieve,
27:37ma la vera notizia è un'altra.
27:39I due Pierrot non sono riusciti a scappare.
27:42La folla è inferocita, li ha bloccati all'uscita.
27:45Abbiamo combinato un casino, ce le hanno pure suonate,
27:48ho preso fuori un sacco di botte e sono stato arrestato.
27:52Chi sono? Perché hanno voluto dare fuoco a una discoteca?
27:56E soprattutto come mai quel gesto è così maledettamente simile
28:00all'ultima impresa di Ludwig?
28:10I due Pierrot si tolgono la maschera.
28:13Due giovanotti, carnagione chiara.
28:16Uno ha 25 anni e si chiama Wolfgang Abel.
28:21L'altro ha un anno in meno e si chiama Marco Furlan.
28:25Educati, gentili, freddi.
28:27Sono tutti e due molto alti, molto magri e molto belli.
28:32Soprattutto hanno entrambi un'identità sorprendente.
28:36Wolfgang Abel è un ragazzo nato nel 1959 a Monaco.
28:41La sua è una famiglia benestante.
28:43È figlio di uno dei più grandi dirigenti
28:46di una delle massime compagnie di assicurazione tedesche
28:49che operano nel territorio italiano.
28:51Ed è un ragazzo non soltanto di ottima famiglia
28:55ma anche un ragazzo già laureato
28:57con 110 elode in matematica a Padova.
29:03Marco Furlan è nato nel 1960
29:05ed è figlio del primario del centro ustionati di Verona.
29:11Al momento dell'arresto stava quasi per laurearsi in fisica.
29:15Cosa ci facevano due così, con due tanniche di benzina
29:19alla discoteca Melamara di Castiglione dell'Estiviere?
29:24Marco Furlan sembra molto sicuro di sé, sprezzante e ironico.
29:29Wolfgang Abel invece è più timido e fragile.
29:33La loro versione però combacia.
29:35Io ho avuto dei diverbi con dei ragazzi in discoteca
29:40e ho coinvolto il mio amico
29:43e ho detto guarda gliela devo far pagare.
29:45Abbiamo improvvisato questa cosa
29:47per una festa di carnevale, una piccola discoteca
29:51con un po' di benzina
29:52abbiamo fatto un po' di pasticcio
29:54e l'incoscienza della giovane età.
29:57Un pasticcio che avrebbe potuto causare la morte di molte persone.
30:00Ma come può l'incoscienza giovanile portare a tanto?
30:03Chi sono davvero Wolfgang Abel e Marco Furlan?
30:12Gli inquirenti indagano più a fondo nel passato
30:15dei due giovani dal volto d'Angelo
30:16e scoprono che sono amici, molto amici.
30:20Marco Furlan, noi eravamo compagni di classe
30:22e quindi abbiamo fatto insieme il liceo scientifico.
30:27Il liceo Girolamo Fragastoro, uno dei più importanti della città
30:30è il liceo della buona borghesia cittadina
30:32e io li conosco in quarta e si rivelando subito bravi studenti.
30:36Non risulta che frequentassero né associazioni sportive,
30:39né associazioni politiche, né partiti.
30:41Gli unici svaghi è il cinema e la musica classica.
30:44Erano così amici che noi pensavamo che a casa loro
30:47studiassero assieme, si preparassero assieme.
30:50Non fanno vita sociale, non hanno compagne femminili,
30:55addirittura c'è un sospetto latente di omosessualità che li insegue.
30:59Parlare di questo rapporto esclusivo addirittura è esclusivo,
31:03posso smentire in maniera più assoluta.
31:06Ognuno aveva i suoi amici, eravamo molti amici,
31:08ci vedevamo noi come ci vedevamo con altri.
31:13Secondo qualcuno, i due avrebbero un'ideologia politica di estrema destra,
31:17molto vicina al nazismo.
31:19A Verona l'estrema destra godeva in quegli anni di un certo successo,
31:23faceva proselitismi tra i giovani ma non solo.
31:26Io ero uno che era orientato verso destra con delle simpatie per la sinistra.
31:33Le suonerà un po' strano, però io ero proprio così.
31:38La vita di questi due ragazzi non si è mescolata
31:42con gli ambienti dell'estremismo fascista veronese.
31:47Io, e qui spiego un parere personale,
31:49escludo categoricamente che loro abbiano avuto contatti
31:52con elementi della destra veronese.
31:55Per me se la sono costruita loro questa cosa.
32:04Abel e Furlan sono comunque di destra, proprio come Ludwig,
32:08e hanno appena tentato di dare fuoco a una discoteca,
32:11come ha fatto Ludwig in Germania.
32:17Negli inquirenti italiani, insomma, comincia a farsi strada un'idea.
32:21Abel e Furlan potrebbero essere Ludwig.
32:25Ma non sono un po' troppo giovani?
32:27Il primo crimine di Ludwig risale al 1977
32:31e all'epoca i due avevano 18 e 17 anni.
32:35Loro, d'altra parte, parlano poco e negano tutto.
32:39Si rifiutavano di rispondere.
32:41Non erano facili.
32:43Erano intignati, un po', induriti.
32:45Nell'idea che non parlando forse avrebbero tratto qualche vantaggio.
32:49Sia Abel che Furlan dicono che i di Ludwig non sanno niente,
32:53solo quello letto sui giornali.
32:55Negano anche ogni impegno politico.
32:57Ma sull'incendio alla Melamara, Abel cambia la sua versione iniziale.
33:01Non dice più che è stato uno scherzo, come continua a sostenere Furlan.
33:07Abel afferma che voleva proprio incendiarla, la discoteca,
33:10perché odia quel genere di locale.
33:13Tranciò giudizi morali dicendo che la discoteca è luogo di perdizione.
33:19Perdizione, corruzione morale.
33:22Sembra di leggere una rivendicazione di Ludwig.
33:26Era proprio di chi poteva fare quei proclami.
33:29Ma certo non mi diceva, ce l'ho con l'ebrei.
33:32Io sono un nazista, no?
33:33Non diceva.
33:33Lei sa come sono gli interrogatori.
33:36Allora, uno viene interrogato, uno dice le cose come stanno,
33:41il giudice insiste perché vuole sentire la versione che fa comodo a lui.
33:45Allora, insisti, insisti, insisti e dice vabbè, ce l'avevo un po' con la discoteca.
33:50I sospetti contro Abel e Furlan crescono sempre di più, ma servono delle prove.
33:55E gli investigatori le cercano ovunque.
33:58Negli archivi del caso Ludwig, ad esempio, tra i tanti oggetti lasciati
34:01a confermare l'autenticità delle sue rivendicazioni,
34:04c'è una sveglia abbandonata nel rogo della discoteca Liverpool a Monaco.
34:08Quella sveglia di marca Peter era stata inserita tra gli elementi riconoscitivi
34:14della rivendicazione di Ludwig, per dire troverete questa sveglia di quella marca
34:20con i numeri fatti in questo modo.
34:23Interrogata alla madre di Abel, afferma che una sveglia identica ce l'aveva anche il figlio.
34:29Mia madre è stata interrogata in maniera non regolare.
34:31Quello che è stato verbalizzato non era conforme a quello che le ha detto,
34:36perché mia madre ha detto, aveva una sveglia sì che ci assomiglia,
34:39ma i numeri erano diversi.
34:41Gli inquirenti proseguono nella ricerca di indizi.
34:44Wolfgang Abel aveva una casa a Monaco di Baviera
34:47e in questo appartamento la polizia fa un ritrovamento molto interessante
34:50perché ritrovano gli inquirenti, un libro di Ignazio Silone,
34:54un'avventura di un povero cristiano che racconta le gesta di un prete vendicatore.
35:00Naturalmente questo elemento connesso poi al modo di agire di Ludwig fa una certa impressione.
35:04Ma le analogie non finiscono qui perché il protagonista si chiama Ludovico,
35:08che si capisce da solito, è una chiara traduzione italiana di Ludwig in tedesco.
35:13E le sorprese non sono finite.
35:15In quello stesso appartamento e anche nella casa dei genitori di Furlan,
35:19gli inquirenti trovano dei fogli a quadretti.
35:21A prima vista sembrano puliti, non scritti.
35:24Esaminandoli bene invece, ci scopre che presentano dei segni.
35:28Premendo sul foglio con una penna biro, sui fogli sottostanti resta l'impronta,
35:33ecco il solco cieco, solco perché resta l'impronta ma non si legge nulla a vista
35:37di quello che uno aveva scritto nel foglio sopra.
35:40Grazie a un procedimento usato dai colleghi tedeschi,
35:43gli inquirenti italiani riescono a decrittare quei solchi.
35:46Andammo a Monaco, vicino Monaco, dove c'era un grande istituto
35:50che faceva queste ricerche con la macchina ESDA,
35:54che riesce ad arrivare al trentaduesimo foglio di un blocchetto,
36:00evidenziando l'impronta che si lascia sul primo foglio, scrivendo.
36:05E quando leggono il testo restano sconcertati.
36:09La lettura di questi solchi ciechi, di questi fogli,
36:11fa leggere distintamente lettera per lettera tre rivendicazioni
36:16di tre attentati di Ludwig.
36:18A casa di Abel a Monaco di Baviera c'era la rivendicazione
36:23del rodo del cinema Eros di Milano,
36:25mentre nella casa di Furlano a Verona c'erano quelle
36:28della discoteca Liverpool di Monaco di Baviera
36:32e dei due fratti di Vicenza.
36:34La perizia non è stata fatta.
36:36Un funzionario di polizia della Bundeskriminal Polizia
36:39ha mandato via tutti, ha detto che c'era una macchina
36:42che non funziona e insomma che la perizia non si poteva fare.
36:44Tra l'altro non risulta dai verbali di sequestro
36:48della polizia tedesca che da casa mia sia stato prelevato
36:52un pacco di fogli da essere sottoposto a perizia.
36:58Non solo la sentenza ricorda che la perizia c'è stata,
37:00è stata effettuata ed è stata anche consegnata agli atti,
37:03ma addirittura ricorda un passaggio fondamentale,
37:05cioè che il 13 giugno del 1984
37:09vennero presentati proprio i risultati ufficiali della perizia.
37:13E in questi risultati c'è un passaggio chiave
37:16che dice che sono stati ritrovati dei foglietti
37:19incontrovertibili da ricondurre ad Abel,
37:21nei quali è stata scritta la rivendicazione
37:24del robo del sexy center di Chiavo.
37:30Non basta.
37:31Buste e testi delle rivendicazioni di Ludwig
37:33vengono sottoposti a perizia grafologica
37:36e si scopre qualcosa di molto importante.
37:39Il disegno dell'aquila che c'è nei volantini di rivendicazione
37:42che non è copiato da un normografo era fatto a mano.
37:45Per il perito è la mano di Wolfgang Abel.
37:50Per gli inquirenti è sufficiente.
37:53Abel e Furlan sono Ludwig.
37:55Le inchiodano una serie di alimenti.
37:57I fogli dei blocchi scoperti nelle abitazioni dei due,
38:00il disegno dell'aquila,
38:02le modalità di azione delle stragi a Milano e a Monaco
38:05e il tentativo di incendio alla discoteca Melamara
38:08di Castiglione dell'Estiviere.
38:13Se non fosse stato per Melamara,
38:16chissà per quanti anni ancora avrebbero proseguito.
38:19Perché loro andavano nei locali,
38:21buttavano la benzina,
38:22buttavano il fuoco, incendiavano, buonanotte.
38:27Wolfgang Abel e Marco Furlan
38:29vengono riviati a giudizio.
38:31Devono rispondere di ben 15 morti,
38:33tra omicidi, strage e tentata strage.
38:37Loro però si professano innocenti.
38:40Mai hanno detto che erano Ludwig.
38:42Non hanno mai confessato nulla.
38:43Io qua ci tengo a sottolineare
38:46che nei confronti miei non c'è assolutamente nessuna prova.
38:49Né prova né indizio.
38:52Che io sia in qualsiasi modo coinvolto in questa vicenda.
38:59Verona, primo dicembre 1986.
39:03Dopo un'orribile storia di sangue
39:05durata quasi dieci anni
39:06e costata la vita a 15 persone,
39:09Wolfgang Abel e Marco Furlan
39:10sono chiamati a rispondere dei crimini
39:12firmati con la sigla Ludwig.
39:14I due insospettabili ragazzi della Verona Bene
39:17negano ogni colpa,
39:18ma i magistrati hanno più di un indizio.
39:21Eppure i dubbi non mancano.
39:23Davvero quei due studenti modello
39:25hanno fatto tutto da soli?
39:27Troppi indizi
39:30portano a pensare
39:31che ci fosse qualche complice.
39:33Si può trattare di fiancheggiatori?
39:34Si può trattare di partner occasionali?
39:37Addirittura si parla di una setta
39:39con un piccolo gruppo di esecutori materiali
39:41tra cui Abel e Furlan
39:42e alcuni fiancheggiatori esterni.
39:44No.
39:45Secondo me erano spiriti liberi.
39:47Non appare mai
39:49un rapporto di subordinazione
39:51nei confronti di qualcuno.
40:01Il processo di primo grado a Verona
40:03si svolge in un'atmosfera stranissima.
40:05Non c'è quasi nessuno.
40:06Un'indifferenza sostanziale.
40:08Come se la città volesse
40:10dimenticare in fretta
40:11o non vedere questi
40:12che in fondo erano i loro figli migliori.
40:18Avevano cominciato con l'ignorarsi
40:20pur sedendo nella medesima gabbia
40:22come non si fossero mai conosciuti
40:24come fossero estrani.
40:25Poi all'improvviso
40:26Wolfgang Abel e Marco Furlan
40:28hanno rotto il silenzio
40:30ed hanno cominciato a parlarsi
40:31fittamente.
40:32Erano passati due anni
40:33dal loro arresto
40:34molto magri
40:36molto sprezzanti
40:36mi ricordo
40:37molto arroganti
40:38sguardi molto freddi
40:40grande disprezzo
40:41verso tutto il mondo di media.
40:43Furlan sempre seduto
40:44quasi ragomitolato
40:46nel suo disagio
40:47e soprattutto quando
40:48il suo compagno Abel
40:50preso da crisi nervosa
40:52all'arrivo in aula
40:52aveva dato
40:54capucciate
40:55contro le sbarre.
40:56Presenzieranno
40:57soltanto
40:58alla seduta di apertura
40:59e poi
41:00non parteciperanno più
41:01a nessuna seduta.
41:03Non ero in grado
41:04di reggere la situazione
41:05per me
41:05ero un incubo
41:06io all'epoca
41:07proprio non c'ero
41:07con la testa.
41:08Poco prima
41:09dell'apertura
41:10del dibattimento
41:10Wolfgang Abel
41:12viene sottoposto
41:13a una perizia psichiatrica
41:14che Furlan rifiuta.
41:16La perizia conclude
41:17che Abel
41:18è seminfermo di mente
41:19ma nonostante questo
41:21il pubblico ministero
41:22Pavone
41:22chiede l'ergastolo
41:23sia per Abel
41:24che per Furlan.
41:25Gli chiesi l'ergastolo
41:26e non c'erano
41:27degli elementi concreti
41:28per affermare
41:30l'infermità mentale
41:31non avevano mai avuto
41:32disturbi mentali
41:33e poi anche questo fatto
41:34della follia in due
41:36è un po' difficile.
41:41Il 10 febbraio
41:42del 1987
41:44dopo 22 udienze
41:46e 12 ore
41:47di Camera di Consiglio
41:48il Tribunale di Verona
41:50legge la sentenza.
41:51Marco Furlan
41:52e Wolfgang Abel
41:53condannati
41:54dalla Corte d'Assise
41:55a 30 anni
41:56sono stati infatti
41:57riconosciuti colpevoli
41:58soltanto
41:59delle uccisioni
42:00dei religiosi
42:02Lovato
42:02Pigato
42:03e Bison
42:04e dei roghi
42:05del Cinema Eros
42:06di Milano
42:07Sette le vittime
42:08del Bar Sexy
42:09Liverpool
42:10di Monaco
42:11e del tentato incendio
42:12alla Melamara
42:14dove il 3 marzo
42:15dell'84
42:15i due imputati
42:16furono arrestati.
42:23Per l'efferatezza
42:24dei deliti
42:25l'ergastolo sarebbe stata
42:26giustamente la misura
42:28inevitabilmente
42:28quella più idonea.
42:30La Corte
42:31ha dunque accolto
42:32la tesi
42:32della semi-infermità mentale
42:34ma gli avvocati
42:35della difesa
42:36puntano ancora
42:37più in alto.
42:38L'avvocato Rinaldi
42:40è difensore di Abel
42:41si aspettava
42:41che sia il tipo
42:42di sentenza?
42:43No, la sentenza
42:44è notevolmente
42:45severa
42:46eccessivamente severa
42:47comunque pensiamo
42:48che in appello
42:49potrà essere anche
42:50modificata
42:52sensibilmente.
43:02il secondo grado
43:03di giudizio
43:04si tiene a Venezia
43:05nel gennaio
43:06del 1988.
43:07Al processo
43:08d'appello
43:08cominciato
43:09stamani
43:09nell'aula
43:10della Corte
43:11d'Assise
43:11a Rialto
43:12si è presentato
43:13soltanto uno
43:13dei due imputati
43:14Marco Furlan
43:15che proprio domani
43:16compirà 28 anni.
43:18Su richiesta
43:18del procuratore
43:19generale Dragone
43:20ha confermato
43:21che stavolta
43:22non si sottrarrà
43:23alla perizia psichiatrica
43:24fin qui sempre negata.
43:26Dalle perizie
43:27emerse
43:28che Furlan
43:29e Abel
43:30erano affetti
43:32da schizofrenia
43:33paranoide.
43:34Sul piano psicologico
43:35il rapporto
43:36tra i due ragazzi
43:37era dominante
43:39da parte
43:40di Abel
43:41in sostanza
43:41c'era una gerarchia
43:42nel rapporto
43:43di coppie
43:43tra questi due ragazzi.
43:45Io ho l'impressione
43:46fosse Abel
43:46un po'
43:47quello che conduceva
43:48la cosa
43:49quindi
43:49che Furlan
43:51si è stato un po'
43:52attratto
43:52dalla personalità
43:53forte di Abel.
44:00In attesa
44:01della sentenza
44:01d'appello
44:02Abel e Furlan
44:03vengono costretti
44:04a un domicilio coatto.
44:05Abel va
44:06a Mestrino
44:07e Furlan
44:08invece
44:09a casare
44:10di Scodosia.
44:11Furlan
44:11dormirà
44:11a casa
44:12di un falegname
44:12che bontà sua
44:13non aveva figli
44:14lo ha accolto
44:15e forse
44:15lo ha messo
44:16a lavorare
44:16per un po'
44:17di giorni
44:17nella falegnameria.
44:18Abel
44:19trova una stanza
44:21nel vecchio municipio
44:22di Mestrino
44:24e tutti e due
44:25sembrano tranquilli
44:26rispondono
44:26alle domande
44:27della gente
44:28affascinano
44:29in un certo senso
44:30le ragazze
44:31del luogo
44:31che si avvicinano
44:33a loro
44:33e loro
44:33sembrano sorridenti
44:34tranquilli.
44:35Ti senti
44:35un soggiornante
44:36obbligato
44:36tu in questo momento
44:37o no?
44:38Eh beh lo sono
44:38Ti senti tu?
44:40Eh sì
44:40lo sento
44:41perché ogni volta
44:42che cammino
44:42a un certo punto
44:43devo fermarmi
44:44e far dietro fronte
44:45Perché?
44:46Perché c'è
44:46il confine
44:47del comune
44:48Senti tu
44:49adesso hai il processo
44:50ti presenterai
44:51pensi di andare
44:52in aula?
44:53Sì
44:54vedremo
44:55vedremo
44:56E dalla vita
44:56che cosa ti aspetti?
44:57Se tu volessi
44:58se tu potessi
44:58adesso urlare
44:59a voce alta
45:00qualcosa
45:00cosa chiederesti
45:02dalla vita?
45:03Beh un bel lavoro
45:04nell'agricoltura
45:06Ciao eh
45:07Ciao
45:15Il 10 aprile
45:16del 1990
45:17la Corte d'Assise
45:18d'Appello
45:19di Venezia
45:19convalida
45:20in buona parte
45:21la sentenza
45:22di primo grado
45:23riducendo però
45:24la pena
45:24da 30
45:25a 27 anni
45:27di reclusione
45:27Che il processo
45:29non sia stato regolare
45:30l'ho spiegato adesso
45:31sono dati di fatto
45:32che interesse hanno
45:34è addossarmi
45:35simile responsabilità
45:37chi c'è dietro
45:38che interesse
45:38c'è dietro
45:39Non resta che aspettare
45:41la Cassazione
45:42cosa farà
45:43il Tribunale Supremo?
45:44Confermerà l'appello
45:45o a sorpresa
45:46emetterà
45:47un nuovo verdetto?
45:48La Corte di Cassazione
45:49nel 91
45:51conferma la sentenza
45:52d'Appello
45:5227 anni di carcere
45:57Ma Abel
45:58Furlan
45:59non ci stanno
46:00continuano
46:01a dirsi
46:01innocenti
46:02e per sfuggire
46:03al carcere
46:03fanno di tutto
46:04davvero di tutto
46:14Questo lo dovete dire
46:16in televisione
46:17che io
46:18non ho ammazzato
46:19nessuno
46:23Abel che stava a Mestrino
46:24dormiva nella sua brandina
46:25al primo piano del municipio
46:27appena sa della sentenza
46:29colto come dire
46:30ad un improvviso
46:31Raptus
46:32riesce a scendere
46:33dalla finestra
46:34e scappa
46:35e la sua fuoco
46:36dura poche ore
46:37Erano le 8 e 40
46:38per la prima volta
46:39non si era presentato
46:40in tempo
46:41per la firma
46:42sul registro
46:42i finanzieri
46:43lo stavano tenendo
46:44sotto controllo
46:45ma lui
46:46scivolando
46:46su un palo
46:47della luce
46:48si era calato
46:49sulla retro
46:49era già distante
46:50quando è stato raggiunto
46:52dall'auto
46:53dei finanzieri
46:54Ero semplicemente
46:55disperato
46:56basta
46:56disperato
46:57perché sono stato
46:58condannato
46:58innocente
46:59a 27 anni
47:01di galera
47:01ero disperato
47:02camminavo
47:03per i campi
47:04disperato
47:07Abel viene arrestato
47:08e chiuso in carcere
47:09la fuga
47:10di Marco Furlan
47:11invece
47:11avviene alcuni giorni
47:13prima della Cassazione
47:14ed è molto più organizzata
47:15Furlan
47:17non reagisce
47:17d'impulso
47:18come Abel
47:19Marco Furlan
47:20scappa davvero
47:20e per 4 anni
47:21nessuno sa
47:22dove sia
47:23modifica
47:25il suo cognome
47:26da Furlan
47:28a Furlan
47:28diventa
47:29Eurani
47:30e
47:31in bicicletta
47:32se ne va
47:33da quel paesino
47:34riesce a raggiungere
47:36il confine
47:37tra Italia
47:38e Slovenia
47:39e
47:39verrà ritrovato
47:424 anni dopo
47:43a Creta
47:45in Grecia
47:46sono rimasto
47:47stupito
47:48stupito
47:49perché
47:49una persona
47:51che
47:51ha la coscienza
47:53a posto
47:53non dovrebbe scappare via
47:55non so
47:55si vede che lui
47:56aveva timore
47:57e si è condannato
47:58in conseguenza
47:59è scappato via
48:00a Creta
48:01Marco Furlan
48:02fa l'interprete
48:03il noleggiatore
48:04di auto
48:05all'aeroporto
48:05ma è proprio
48:07all'aeroporto greco
48:08che la sua vita
48:09cambierà di nuovo
48:10lì c'è un turista
48:12veneto
48:12che lo scorge
48:14e lo guarda
48:15mentre stava
48:17occupandosi
48:17di noleggiare
48:18delle macchine
48:18l'ho detto
48:19mia moglie
48:20che era in fianco
48:21è stata lei
48:21avere l'idea
48:22perché non gli facciamo
48:22una foto
48:23e magari poi
48:23in Italia
48:24si può controllare
48:26si può chiedere
48:27a qualcuno
48:27e così
48:28abbiamo messo
48:29i bambini
48:29a giocare
48:30davanti
48:30praticamente
48:31al banchetto
48:32e abbiamo fatto
48:333-4 fotografie
48:35il 17 maggio
48:36del 1995
48:37dopo essere stato
48:39identificato
48:40dalla Criminal Pole
48:40Marco Furlan
48:42viene arrestato
48:42a Heraklion
48:43questa mattina
48:44alle 8.30
48:44lo ha arrestato
48:45la polizia di Creta
48:46che nel suo appartamento
48:48ha trovato anche soldi
48:49tanti soldi
48:50e lui risponde
48:51tranquillamente
48:52che questi sono
48:53semplicemente i soldi
48:54che aveva guadagnato
48:55facendo tutti questi lavori
48:56in questi anni
48:56ma che non potevano dare
48:58quel quantitativo
49:00di soldi
49:01che gli hanno trovato
49:03a Creta
49:04può essere un padre
49:06indulgente
49:07con il figlio
49:08aver garantito
49:09questo sostegno
49:10e questa copertura
49:11ma al di là
49:12dei soldi
49:12Furlan
49:13fa una rivelazione
49:14ben più importante
49:15alla polizia greca
49:17alla nostra domanda
49:18se era veramente
49:20responsabile
49:21di quanto veniva accusato
49:23ha confessato
49:24di aver commesso
49:25i reati di cui era accusato
49:27ha parlato solo
49:28di una persona
49:29che adesso è in carcere
49:31un italo tedesco
49:33Abel
49:34avevano costituito
49:36un'organizzazione
49:37neonazista
49:38all'età di 16-17 anni
49:41vorrei precisare
49:42che non solo io
49:44ma anche molti colleghi
49:46venuti da Atene
49:47erano presenti
49:48durante queste sue
49:49ammissioni
49:52maestradato in Italia
49:54Furlan
49:54Furlan nega tutto
49:55Marco Furlan
49:56ritratta totalmente
49:58quello che ha detto
49:59al poliziotto greco
50:00continuando a proclamarsi
50:01innocente
50:02e non risulta
50:04nemmeno
50:04alla magistratura italiana
50:06che sia arrivato
50:06a un rapporto
50:07di questo tipo
50:08con la conferma
50:09dei suoi delitti
50:10che lui non ha mai ammesso
50:11e tantomeno
50:12delle complicità
50:13di sicuro Furlan
50:14dopo 4 anni
50:16di latitanza
50:16viene riportato
50:17in prigione
50:18e non scapperà più
50:21dall'inizio del 2009
50:23Marco Furlan
50:25è tornato libero
50:28Wolfgang Abel
50:29invece
50:29sta finendo
50:30di scontare
50:31gli arresti domiciliari
50:33ma onestamente
50:34mi sento
50:35una persona
50:36discriminata
50:37è chiaro
50:38che 22 anni
50:40passati dietro
50:41le sbarre
50:41non si possono
50:42dimenticare
50:43purtroppo
50:44quando uno
50:44passa tanti
50:45tanti anni
50:46in galera
50:46innocente
50:47quando deve subire
50:48tutte queste
50:49vessazioni
50:50tutte queste
50:50umiliazioni
50:51perché non c'è
50:52nessun motivo
50:53di dire
50:54che io ho creato
50:55questo gruppo
50:55che io ho coinvolto
50:56altre persone
50:57almeno Marco
50:59Furlan
50:59che io ho
51:01dato inizio
51:02a questa
51:03squallida vicenda
51:04non c'è nessun motivo
51:05non ci sono prove
51:06non ci sono indizi
51:07cioè dire
51:07che io ho fatto
51:08tutto questo
51:09solo perché
51:09sono cittadino tedesco
51:10mi sembra un po' poco
51:11ecco
51:11questa è la prima
51:13intervista
51:13alla televisione
51:14assolutamente
51:15cioè
51:15io intendo
51:17per intervista
51:18che una persona
51:18sia consapevole
51:19di quello che dice
51:24io non so
51:25cosa hanno
51:26nelle loro menti
51:27cosa si è passato
51:28cosa passi adesso
51:29la cosa che mi colpisce
51:31è che a distanza
51:32di 25 anni
51:33dal loro arresto
51:34tutti e due
51:35continuano a dire
51:35noi non siamo ludi
51:36questo
51:37è ancora più inquietante
51:55Maria Luigia Redoli
51:57è appena tornata
51:58dalla discoteca
51:59è una signora
52:01di 50 anni
52:03che da sempre
52:06indossa
52:06minigonne vertiginose
52:08suo marito
52:09è nel garage
52:12il corpo di
52:13Luciano Iacopi
52:15della vittima
52:15viene ritrovato
52:19riverso
52:19faccia in giù
52:20sul proprio sangue
52:21si notava
52:22rapidamente
52:22che era stato attinto
52:23da numerose
52:25coltellate
52:26e c'è un colpo
52:27di scena
52:29con l'arresto
52:31di Maria Luigia Redoli
52:32esplose
52:33il giallo
52:34nella prossima puntata
52:36di Delitti
52:36vi racconteremo
52:37la storia d'amore
52:38e morte
52:38che nell'estate
52:39del 1989
52:40divide a passione
52:42a Forte dei Marmi
52:42la storia
52:44di Maria Luigia Redoli
52:45la circe
52:46della Versilia
52:46di Maria Luigia Redoli
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