00:00Il 10 luglio del 1976, nello stabilimento Icmesa, a Meda, in Brianza, un reattore chimico andò
00:07in avaria a causa di un aumento incontrollato della temperatura. La pressione rupe i dispositivi
00:12di sicurezza, liberando nell'aria una quantità stimata di diossina che il vento spinse verso
00:17i comuni vicini, soprattutto Seveso. Le conseguenze sulla salute pubblica furono devastanti. A
00:22distanza di 50 anni, da quel drammatico evento e dalla direttiva europea Seveso emanate in
00:27seguito, per prevenire incidenti rilevanti nelle aziende che manipolano sostanze pericolose,
00:33Regione Lombardia ha approvato un nuovo progetto di legge. La norma, che dovrà passare in aula
00:37per diventare operativa, prevede che il cosiddetto rischio industriale sia inserito all'interno
00:42dei piani di governo dei territori. Ciò significa che i comuni, che ospitano stabilimenti soggetti
00:48alla Seveso, e nel Bresciano ve ne sono 34, dovranno verificare e aggiornare l'elaborato
00:53tecnico sul rischio di incidenti rilevanti. Chi non ce l'ha dovrà dotarsene. Non si tratta
00:59soltanto di un banale allegato al piano di governo del territorio. Quelle mappe serviranno
01:04a mettere insieme il rischio industriale e urbanistica. Entreranno in gioco quando si
01:08autorizzano edifici, si cambia la destinazione di un'area o si decide una trasformazione del
01:13territorio. La legge impone infatti di considerare vincoli e incompatibilità prodotti dalle possibili
01:19aree di danno. E il confine amministrativo non mette a riparo. Gli obblighi riguarderanno
01:24anche un comune senza stabilimenti Seveso, se può essere raggiunto dagli effetti di un
01:29incidente avvenuto nel territorio vicino.
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