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  • 2 giorni fa
Entrare nello studio dell'artista americano Tom Sachs a Centre Street, nel cuore di SoHo a New York, significa immergersi improvvisamente dentro una boutique Chanel. Tende color crema, cancelli in ferro battuto, vetrine illuminate a puntino con tailleur in bouclé, borse matelassé, slingback e bijoux couture allineati come in un vero negozio parigino. Basta però avvicinarsi per capire che quei capi non sono fatti di tessuto e pelle, ma di compensato, cartone ondulato e strass. Materiali recuperati direttamente da Downtown e utilizzati per ricreare alcuni degli oggetti più iconici della Maison. Lo studio si chiama 31 Rue Cambon, visitabile dall'11 settembre al 10 ottobre 2026: l'ultima installazione provocatoria dell'artista newyorkese. Un omaggio-parodia al leggendario indirizzo parigino dove Coco Chanel visse per gran parte della sua vita. Sachs non ha riprodotto quel mondo utilizzando materiali preziosi. Lo ha smontato e ricostruito con ciò che aveva a disposizione, seguendo quella che lui stesso definisce l'etica del bricolage: creare a partire da quello che si ha a portata di mano.
[idgallery id="1672675" title="Chanel N°5 compie 100 anni"]
Una critica al consumismo dall'interno
Non si tratta di un progetto realizzato insieme a Chanel. Come ha raccontato Sachs al New Yorker, prima di aprire le porte del suo studio al pubblico non aveva parlato con nessuno della Maison. «Per me, questo progetto non riguarda Chanel», ha spiegato. È piuttosto una critica al consumismo fatta dall'interno e attraverso il lusso. «Non puoi essere un critico del consumismo senza esserne anche un partecipante attivo». La domanda che l'artista pone è quindi più ampia e riguarda il fascino dei grandi marchi e il loro impatto sulle persone. Sachs ricrea abiti e accessori immediatamente riconoscibili, ma li priva della loro funzione. Sono fatti di cartone, vetro e legno. Sono oggetti di scarto, impossibili da indossare. Eppure continuano a essere belli. Da qui il dubbio: il fascino nasce dall'oggetto in sé o da ciò che rappresenta il grande marchio?
[idarticle id="2840847" title="In o Out? I look migliori e peggiori dallo Street Style della New York Fashion Week PE 27"]
Da McDonald's alla NASA
Non è la prima volta che Tom Sachs applica il proprio metodo a un marchio o a un'istituzione. L'artista definisce questo approccio, mutuando il termine da Wagner, un vero e proprio Gesamtkunstwerk, cioè u...

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00:00www.mesmerism.info
00:06www.mesmerism.info
00:07www.mesmerism.info
00:09www.mesmerism.info
00:11Men collect cameras
00:13like Leicas and Hasselblads
00:15not to shoot pictures of people
00:17but to impress other lonely nerds
00:23I always wanted a Chanel suit
00:25but I'm not the kind of guy who could wear one
00:30I was always impressed with how they were built
00:32with no limits to the materials or construction
00:37so I made my own and I did it like this
00:41I found a picture that I really liked
00:51projected on a piece of plywood
01:14cut it out with a jigsaw
01:24cut it out with a jigsaw
01:31I painted it black
01:39after the black paint was dry
01:41I painted it beige
01:44then while that beige paint was wet
01:47I combed through it
01:48to make the lines
01:54sprinkle some fairy dust on it
02:00add the applique
02:01add the applique
02:11and then I hang it up
02:15I made another one
02:17I made another one
02:20and then another
02:23and then some more
02:30through this process
02:32the lust of acquiring something
02:34like a Chanel suit
02:35is replaced
02:37with a love of making
02:51is replaced with a love of making
02:55Grazie a tutti
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